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Mostre ed eventi // Pagina 6 di 220
21.11.2016 # 4711

Daria La Ragione // 0 comments

La Collezione Gelman

a Bologna fino al 26 marzo 2016

La straordinaria Frida Kahlo rivive a Bologna grazie a una mostra che sarà inaugurata il 7 novembre a Palazzo Albergati di via Saragozza. Fino a marzo 2017, gli amanti della pittrice messicana potranno ripercorrere la sua storia di artista e donna.

Sempre a Bologna, nel mese di gennaio, il fotoreporter Leo Matiz le aveva dedicato degli scatti suggestivi. 


La mostra organizzata da Arthemisia che nello stesso palazzo ha allestito l’omaggio alla Barbie, sarà un viaggio tra ritratti, autoritratti e opere di Frida che con la sua arte profonda e provocatoria, è riuscita ad affermarsi nel panorama artistico e variegato del Novecento.


Accanto alle sue opere anche quelle del pittore Diego Rivera, il grande amore della pittrice messicana che l’avvicinò all’arte e che sposò nel 1929 conducendo una vita matrimoniale molto sofferta.

Nata in Messico nel 1907, Frida Kahlo condusse una vita molto travagliata, ma nonostante i problemi fisici sin da giovane, riuscì a sviluppare una sua idea di arte legata al contesto politico messicano. La mostra ripercorre, quindi, la sua storia e mette in luce i diversi aspetti della sua poetica: dagli autoritratti fino al rifiuto di un corpo martoriato da un incidente, dal tormento per una maternità mancata fino alle esperienze con il Surrealismo francese.



21.11.2016 # 4710

Daria La Ragione // 0 comments

Vermeer, La donna con il liuto

a Napoli fino al 9 febbraio 2017

Una giovane donna seduta dinanzi ad una finestra accorda un liuto. Con l’orecchio attento al suono delle corde intona lo strumento guardando, attraverso la finestra, la strada. La luce che penetra nella stanza dalle lastre di vetro piombato, esalta il bagliore delle perle all’orecchio e al collo della donna, così come le borchie in ottone lucido della sedia accanto a lei. Alcuni spartiti musicali sono sparsi sul tavolo al quale è seduta, un altro spartito è caduto sul pavimento di marmo e si trova accanto a una viola da gamba. Sulla parete di fondo della stanza una carta geografica dell’Europa colorata a mano è appesa al muro bianco, altrimenti spoglio. Qualcuno ha spinto la sedia, con pesanti finiture scolpite, lontano dal tavolo. 


Questo è il soggetto, e la scena, rappresentati nel quadro “La Donna con il liuto” del pittore olandese Jan Vermeer (Delft, 1632 – 15 dicembre 1675) conservato al Metropolitan Museum di New York e che dal 18 novembre sarà esposto, per la prima volta a Napoli, al Museo di Capodimonte, per la mostra Vermeer, la donna con il liuto dal Metropolitan Museum aperta sino al 9 febbraio 2017, senza alcuna maggiorazione sul costo del biglietto di ingresso al museo (euro 8 intero; euro 4 ridotto) grazie anche alla Regione Campania. Si tratta di un’opera del massimo esponente della pittura olandese del XVII secolo, prezioso dipinto, parte dell’esiguo numero di opere del maestro che si conservano distribuite nei musei di tutto il mondo, ma nessuna in collezione italiana. 

 

Per ricreare l’ambiente rappresentato nel quadro nella stessa sala sono esposti  due elementi chiave dello sviluppo narrativo dell’opera di Vermeer: il liuto e la carta geografica.


Il liuto presentato da Vermeer sembra essere un esemplare "alla francese" a 11 ordini. Poiché il cavigliere e il numero di corde non sono ben visibili, lo strumento raffigurato potrebbe essere identificato anche con un antico liuto rinascimentale a un numero inferiore di ordini, tuttavia in uso soltanto fino ai primi decenni del XVII secolo, in Francia fino al 1640 circa, e all'epoca in cui fu realizzato il dipinto del tutto obsoleto. Tali considerazioni hanno indotto ad accostare al dipinto di Vermeer un esemplare del 1644, del costruttore parigino Jean Des Moulins, appartenente alle collezioni del Musée Instrumental du Conservatoire di Parigi e custodito presso il Museo della Cité de la Musique. 


La carta geografica esposta (Europa recens descripta, recita il cartiglio in alto a destra) è quella edita postuma da Willem Blaeu e inserita nel suo Theatrum Orbis Terrarum, sive, Atlas Novus (1644), conservata dalla Società Napoletana di Storia Patria e restaurata per l’occasione. Questa incisione si riferisce alla stampa di Hondius del 1623, corredata nella parte superiore dalle vedute di Amsterdam, Praga, Costantinopoli, Venezia, Roma, Parigi, Londra, Toledo e Lisbona, mentre lateralmente sono rappresentati gli abiti maschili e femminili delle principali popolazioni europee (Angli, Galli, Belgi, Castigliani, Veneziani, Germani, Ungari, Boemi, Polacchi, Greci). 


In un’altra sala sono esposti altri 4 dipinti, dalla immensa e prestigiosissima collezione del Museo di Capodimonte, che rappresentano donne suonatrici: l’Autoritratto alla spinetta di  Sofonisba Anguissola (Cremona 1532 – Palermo 1625) datato circa 1559; la Santa Cecilia in estasi di Bernardo Cavallino (Napoli 1616 – 1656 ca) del 1645; la Santa Cecilia al clavicembalo di Francesco Guarino (Sant’Agata Irpina 1611 – Solofra 1654) del 1650 circa e la Santa Cecilia all’organo e angeli musicanti e cantori di Carlo Sellitto (Napoli 1581 – 1614) del 1613 circa. Tutte opere del Seicento quindi che presentano donne “musiciste”, che porranno l’accento sulla differente resa - soggetti analoghi ma pienamente inseriti in un contesto devozionale - per favorire la comprensione del fatto che, nello stesso giro di anni, dipinti con soggetti di donne musiciste potevano avere valenze assai differenti.




11.11.2016 # 4701

Daria La Ragione // 0 comments

World Press Photo Napoli

a Napoli fino al 27 novembre 2016

La Fondazione WORLD PRESS PHOTO dal 1955 tutela la libertà di informazione, inchiesta e espressione

come diritti inalienabili promuovendo e tutelando il foto-giornalismo di qualità.

Oggi la 61° Mostra Internazionale WORLD PRESS PHOTO 2016 è il concorso di fotogiornalismo più prestigioso al mondo, che vede annualmente la partecipazione di circa 6.000 fotoreporter delle maggiori testate editoriali internazionali come National Geographic, BBC, CNN, Le Monde, El Pais.

Ogni anno, una giuria internazionale seleziona tra 100.000 scatti i 150 migliori che vanno a comporre la celebre mostra apprezzata da milioni di visitatori in tutto il mondo.

WORLD PRESS PHOTO rappresenta l’eccellenza della fotografia d’attualità con la foto vincitrice dell’anno “World Press Photo of the Year” e le diverse categorie: natura e ambiente, vita quotidiana, mutamenti climatici e sociali, ritrattistica e reportage di guerra.

La mostra internazionale "World Press Photo 2016" aprirà a NAPOLI presso il MUSEO PIGNATELLI (Riviera di Chiaia 200) dal 4 al 27 novembre 2016.


11.11.2016 # 4700

Daria La Ragione // 0 comments

Alexey Kondakov per Napoli

a Napoli fino al 27 novembre 2016

Alexey Kondakov per Napoli è il titolo della prima mostra personale dell’artista ucraino in Italia. La mostra, a cura dell’organizzazione ShowDesk, è realizzata con il patrocino morale dell’Assessorato alla cultura ed al turismo del comune di Napoli e si propone come la tappa conclusiva del progetto di residenza d’artista che ha visto Alexey Kondakov ospite nel cuore della città di Napoli. 

La residenza si è svolta dal 22 agosto al 5 settembre, accogliendo Kondakov come primo protagonista del progetto “Artist in Recidence” promosso da ShowDesk, volto alla valorizzazione del territorio e del patrimonio artistico lo- cale. Attraverso la residenza si ricerca un dialogo concreto tra gli artisti con- temporanei e la poliedrica realtà napoletana. Un momento di confronto crea- tivo tra una città dalle innumerevoli fonti di ispirazione e le molteplici sensazioni suscitate nell’animo dell’artista, che avrà modo di osservare, vivere ed elaborare il territorio attraverso l’esperienza diretta. 

Durante il soggiorno partenopeo, l’artista ha realizzato 16 opere inedite che, ispirate al contesto vissuto, indagano e raccontano il tessuto urbano. Kondakov presenta un personale ritratto narrativo della città, irrompendo negli schemi precostituiti dell’osservatore, insinuandosi nella percezione dello spazio e del tempo, alla ricerca di nuove interpretazioni. 

La pratica artistica di Kondakov si basa sulla tecnica del collage digitale attraverso la quale egli racconta storie che spesso l'osservatore completa con il proprio immaginario. L'uso della luce e la tecnica compositiva – che vede protagonisti soggetti estratti da pittura prevalentemente romantica – creano un un evidente cortocircuito con le ambientazioni periferiche e i contesti urbani, restituendo all'osservatore scenari illusori che spesso evocano stupore e incredulità. Dando voce al silenzio dell’immaginazione, Kondakov omaggia la città di Napoli con un personale racconto fatto di interpretazioni, toni soffusi, colori e sensazioni velate, per un ritratto del paesaggio urbano fuori dal comune, aldilà degli stereotipi. 




02.11.2016 # 4694

Daria La Ragione // 0 comments

Steve McCurry. Senza Confini

a Napoli fino al 12 febbraio 2016

Steve McCurry è uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea ed è un punto di riferimento per molti, soprattutto giovani, che nelle sue fotografie riconoscono un modo di guardare il nostro tempo.
In ogni suo scatto è racchiuso un complesso universo di esperienze e di emozioni e molte delle sue immagini sono conosciute in tutto il mondo. Fin dal 2009, mettendo ogni volta in evidenza un aspetto peculiare della
sua produzione fotografica, Civita e SudEst57 hanno dedicato varie mostre al grande fotografo americano, che hanno visto la presenza di oltre 800.000 visitatori.
La nuova rassegna allestita nel Palazzo delle Arti di Napoli, oltre a presentare il nucleo essenziale delle sue fotografie più famose insieme ad alcuni lavori più recenti e ad altre foto non ancora pubblicate nei suoi numerosi libri, mette in particolare evidenza la sua attività di fotografo, impegnato "senza confini"  nei luoghi del mondo dove si accendono i conflitti e si concentra la sofferenza di popolazioni costrette a fuggire dalle proprie terre. Il tema è purtroppo di grande attualità e Steve McCurry lo ha documentato fin dalla fine degli anni '70.

"Questa mostra, ponendosi sulla scia delle precedenti esposizioni di arte contemporanea internazionale al Pan | Palazzo delle Arti Napoli, è una nuova e interessante iniziativa, oltre che per la valenza artistica delle fotografie, per la forza dei racconti di Steve McCurry. Una narrazione per immagini dell'uomo contemporaneo nel mondo, nella sofferenza e nella violenza della guerra, nella diversità delle culture e delle etnie, in cui la  tragica crudezza della vita raggiunge livelli di lirismo intensissimi che uniscono il cuore e l'anima di chi sta dietro e davanti la pellicola. Una lezione di fotografia e di umanità che ha affascinato dal primo scatto reso noto e continua a catturare invitando ad ammirare l'altro con la stessa curiosità e meraviglia del nostro autore"

Nino Daniele, Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli.


Il progetto espositivo curato da Biba Giacchetti propone quindi un viaggio nel mondo di McCurry, dall'Afghanistan all'India, dal Medio Oriente al Sudest asiatico, dall'Africa a Cuba, dagli Stati Uniti all'Italia, attraverso il  suo vasto e affascinante repertorio di immagini, in cui la presenza umana è sempre protagonista, anche e solo evocata. Nel suggestivo allestimento di Peter Bottazzi questa umanità ci viene incontro con i suoi sguardi in  una sorta di girotondo dove si mescolano età, culture, etnie, che McCurry ha saputo cogliere con straordinaria intensità.
La mostra propone infine a tutti i visitatori una audioguida in cui McCurry racconta i suoi scatti in prima persona, con appassionanti testimonianze e alcuni filmati dedicati ai suoi viaggi, all'avventura della sua vita e della sua professione. Per conoscere meglio il suo modo di fotografare, ma soprattutto la sua voglia di condividere la prossimità con la sofferenza, con la gioia e con la sorpresa.


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