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Blog // Pagina 15 di 19
04.02.2015 # 4026

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Dove e la forza autentica

Blog! di Daria La Ragione

Sono di parte, lo ammetto subito.
Le campagne di Dove mi fanno far pace con la pubblicità ogni volta che le vedo.
Per me aderiscono perfettamente alle linee guida di Kotler per il marketing 3.0, puntano a veicolare messaggi positivi, che diano un contributo alla crescita della coscienza sociale rispetto a questioni fondamentali, stimolano il confronto tra le persone, mettono al centro le esigenze spirituali e psicologiche del proprio target.
Insomma sono piccoli gioielli.

Quello andato in onda durante il SuperBowl 2015 - lo spazio pubblicitario più visto (e pagato) - non si smentisce, ma gli elementi di (relativa) novità sono due.

  1. Prima di tutto il mezzo. Negli ultimi anni Dove ha privilegiato Youtube, ha avuto ragione di farlo, totalizzando numeri che andavano ben oltre quelli dell’evento in questione.
Questa volta invece ha deciso di combinare un’incredibile capacità di viralizzare i propri contenuti e lo spazio pubblicitario numero1. Viene da pensare a una campagna di marketing parecchio aggressiva.

La seconda novità è che dopo averci invitati a riflettere sugli stereotipi femminili, Dove punta i riflettori su quelli maschili. E lo fa, in un certo senso, tornando alle origini: la rinascita del brand era partita dalla campagna per la bellezza autentica, che poi ha avute tutte le evoluzioni di cui abbiamo parlato in questo post, adesso lancia una campagna per la forza autentica.
Le modalità restano le stesse,: video dal forte impatto emozionale, hastag e invito a discuterne insieme.
Con le donne ha funzionato, funzionerà anche con gli uomini?
 

04.02.2015 # 4025

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McDonald, le risate, la solitudine

Blog! di Daria La Ragione

Mentre in Italia arriva la nuova campagna che manda in visibilio grafici e pubblicitari, tutta studiata su annunci stampa con illustrazioni vettoriali, pulite e semplici, in Germania McDonald's festeggia i suoi 60 anni giocando la carta dell’emozione con un commercial suggestivo, che pesca in un mondo carico per eccellenza di sentimenti contrastanti: il circo e la clownerie, dove allegria e tristezza si mescolano.
«Se rendi felici le persone, non invecchi mai»

Un bel copy, non c’è che dire, ma il messaggio sembra un altro: il clown anzianotto che cena strizzando l’occhio a Ronald, ci trasmette un senso di solitudine che certamente appartiene a qualunque artista, ma è l’atmosfera giusta per raccontare un brand? Non rischia di dirci: siamo invecchiati e siamo soli perché nessuno ci ama come quando eravamo giovani?
A meno che non sia una scelta deliberata: per esempio di rivolgersi a un target in là con gli anni, che facilmente possa riconoscersi in questa atmosfera.
Agency: thjnk, Germany
Director: Alex Feil
 


21.01.2015 # 4022

Daria La Ragione // 0 comments

Mizuno sceglie i netturbini di San Paolo

Blog! di Daria La Ragione

Non esiste modo migliore di spiegare cos’è la brand image che mostrare le pubblicità delle aziende che producono abbigliamento sportivo: Nike, Adidas, Puma vendono prodotti nella stessa categoria merceologica, eppure hanno costruito attorno ai loro brand mondi diversissimi.
Mizuno non è da meno e lo dimostra con l’ultimo commercial dedicato agli invisible runners: neanche un’ombra di glam, fashion bandito, in compenso abbonda l’immondizia prodotta dagli abitanti di San Paolo in Brasile.
L’atmosfera underground di questo film commercial, la scelta di un gruppo di netturbini giovani, divertenti, dinamici, la città di notte non certo dal suo profilo migliore e una colonna sonora ad hoc costruiscono per Mizuno un’immagine impossibile da confondere. Sarà quella giusta? Lo scopriremo presto

credits
agenzia F/Nazca Saatchi & Saatchi,
regia: Fabricio Brambatti
 


21.01.2015 # 4021

Daria La Ragione // 0 comments

HSBC e la comunicazione emozionale

Blog! di Daria La Ragione

Ormai non è più una novità che Kotler, guru del marketing mondiale, ne abbia annunciato la nuova era, appunto quella 3.0.
In cosa consistono i grandi cambiamenti? In alcuni punti semplici, ma del tutto nuovi per il panorama e favoriti certo dalla tecnologie che puntano a rendere sempre più vicine e connesse le persone: i nuovi valori guida del marketing prevedono che le aziende
si sforzino di trasformare il mondo in un posto migliore,  
che guardino ai consumatori in modo globale, tenendo conto dei loro bisogni fisici, psichici e spirituali,
che punti sui valori,
che comunichino attraverso le emozioni
che favoriscono la collaborazione tra le persone
.
Insomma, si direbbe che per Kotler le aziende cresceranno se sapranno trasformarsi in una bella persona, una di quelle che tutti vorremmo vicino. Non una cosa semplice davvero.
Qualche volta, però, mi capita di imbattermi in qualche pubblicità che riesce davvero a dar vita a una comunicazione in linea con questi principi guida.
E sorpresa sorpresa non è un’organizzazione no profit.
L’ultima in ordine di tempo è la nuova campagna di HSBC, finanziaria inglese, ideata da JWT Uk, per la regia di Jose Gomez.
 

HSBC 'Thank You - Aditi' from Rogue Films on Vimeo.


 
Il messaggio è semplice: i grandi risultati non si raggiungono da soli, tutti coloro che ne ottengono hanno qualcuno che offre loro sostegno. La campagna è tutta giocata sull’analogia: la giovane donna è stata aiutata dal nonno, che l’ha incoraggiata, l’ha avvicinata al mondo delle spezie e l’ha ispirata, così come HSBC ne ha sostenuto l’avventura imprenditoriale.
Non manca nulla: i valori, le emozioni, l’idea di collaborazione, un concetto positivo di impresa.
Non se vedono tante in giro, ma quando capita è un piacere da condividere.

Ecco gli altri commercial di questa bella campagna multisoggetto in cui la parola d’ordine è trasformazione: di un sogno in un’impresa, di un handicapp in un punto di forza, di una discarica in un bellissimo parco.


HSBC 'Thank You - Johnny' from Rogue Films on Vimeo.




HSBC 'Thank You - Majora' from Rogue Films on Vimeo.

26.12.2014 # 3979

Daria La Ragione // 0 comments

Agenzie, Pubblicità, Auguri

Blog! di Daria La Ragione

Nel periodo natalizio le agenzie di comunicazione danno il meglio di sé per fare gli auguri ai propri clienti e farsi conoscere dai potenziali tali. 

Ecco alcune di queste campagne:

1) TBWA\Toronto ha pensato di far felici i clienti facendo felici i loro figli: ha consegnato ai bambini un kit per disegnare il gioco più fantastico e poi ha incaricato un gruppo di designer di tradurlo in progetto e realizzarlo con stampanti 3d.

2) Wieden+Kennedy | Full Service Integrated Advertising Agency ha raccolto gli alberi buttati via lo scorso Natale e li ha trasformati in biglietti di auguri in carta riciclata, volendo potreste acquistarne uno sul sito W+K Christmas Card


3) L’americana AKQA http://www.akqa.com ha creato un’applicazione, Winterlands, pensata per mobile, che consente di lasciare un messaggio personalizzato nascosto in un mondo incantato da esplorare.


4) Un’applicazione anche per Shackleton, agenzia spagnola, che ha lanciato SantApp, con un commercial davvero delizioso: creatività poca, ma tenerezza tanta.



26.12.2014 # 3978

Daria La Ragione // 0 comments

Privacy e Social Network, un lavoro da santoni

Blog! di Daria La Ragione

Immaginate di cedere alla tentazione di consultare un veggente: vi hanno detto che è bravissimo e che presto avrà una sua trasmissione in tv, che sa cosa impensabili e, in effetti, una volta seduti davanti a lui comincia a raccontarvi aspetti della vostra vita con una precisione impressionante: state vendendo la vostra moto, avete un’amica che si chiama così e così, è stato un anno pesante per voi perché è successo questo, insomma sa tutto di voi.

Impressionante a dir poco! 

La cosa che colpisce di più, però, è come ci è riuscito: ecco che cala una parte della sua tenda, mostrandovi un centro media affollato e operoso, in cui un gruppo di persone ricerca sul web, sbircia le vostre vite, raccoglie tutti quei dettagli che avete seminato in rete ritenendoli innocui o semplicemente per leggerezza.




Ecco che chiunque sappia come fare può raccogliere informazioni sul vostro conto, e decidere di usarle contro di voi: pubblicità progresso? Proprio no!

Piuttosto un’intelligente pubblicità dell’agenzia belga Duval Guillaume per Febelfin e per promuoverne la sicurezza bancaria.

Efficace e divertente, questo commercial è costruito con una figura retorica che si chiama climax, volgarmente noto ai più come crescendo: il nostro coinvolgimento aumenta, ci fa sorridere calcando la mano sull’interpretazione molto sopra le righe del santone, ci sorprende con la sua bravura, e un attimo prima di svelare il trucco ci fa provare una leggera inquietudine che ci prepara al momento in cui scopriremo la verità così poco rassicurante.

E siccome la parte sulla facilità con cui i dati bancari possono essere recuperati da perfetti sconosciuti, è quella che porta e cavalca questo senso di disagio che percepiamo prima del finale, siamo ancora di più portati a cogliere il messaggio pubblicitario e a percepire l’importanza di una safe internet banking.

Una pubblicità ben fatta!


22.12.2014 # 3976

Daria La Ragione // 0 comments

British Airways e un'idea non troppo originale

Blog! di Daria La Ragione

Dev'essere la moda del momento, oppure c'è un calo di creatività in giro: dopo le porte di SNCF (ne avevamo parlato qui) ecco i visori di British Airways, che porta cittadini europei di Milano, Francoforte e Parigi in groppa a un toro meccanico in Texas, sul lungomare della California in rollerblade o a pattinare sul ghiacchio del New York’s Bryant Park.
Anche questa volta è una compagnia di trasporti e anche questa volta i creativi hanno pensato che non ci fosse modo migliore di raccontare quanto siano vicini gli Stati Uniti con British Ariways che offrire un assaggio.



D'altra parte gli studi di psicologia sociale ci informano (e verrebbe da dire: ma va?!) che non esiste nessuna forma di persuasione più forte dell'esperienza diretta.

Lo sapeva già Claude Hopkins (1866–1932), copywriter e autore di Scientific Advertising, che per primo inventò i campioni gratuiti e i samples: "provare per credere" non si batte.
Era stato un pioniere nello studio della psicologia del target e un convinto sosteitore della necessità di conoscere a fondo il prodotto: due caratteristiche che risaltanto in questa famosissima campagna per Pepsodent. Hopkins studiò addirittura un trattato di odontoiatria per realizzare questa campagna e fece bene: scoprì che esisteva una patina responsabile della perdita del bianco smagliante della dentatura e puntò tutto sulla vanità delle consumatrici, sulla patina rapinatrice del bianco dei sorrisi e sui tagliandi che offrivano un campione omaggio.



L'agenzia di Hopkins era la mitica Lord & Thomas di Albert Lasker; quella che ha ideato e realizzato questo commercial è la ProjectionArtworks, UK.

08.12.2014 # 3972

Daria La Ragione // 0 comments

Nike possibilities: cambio di strategia?

Blog! di Daria La Ragione

Premiata a Cannes2014, questa bella campagna istituzionale di Nike  mi ha prima conquistata, come fanno tutte le belle pubblicità - e ultimamente purtroppo sono sempre meno in circolazione - soprattutto quelle che puntano sulle emozioni e sull’ispirazione, ma poi mi ha fatta riflettere: fino a qualche anno fa lo stile narrativo di Nike, il tipo di racconto che faceva al mondo era un just do it senza troppi pensieri, leggero leggero, al più era la ricerca di un virtuosismo.
Certo aveva messo in campo la lotta tra bene e male molte volte, ma sempre con molta ironia e umorismo. Ecco, ironia e umorismo, insieme al virtuosismo mi sono sembrate le chiavi della comunicazione Nike negli ultimi anni.


E poi ho visto questa campagna, e un certo punto mi è sembrata quasi passare da ‘just do it’ a ‘impossible is nothing’, all’improvviso ha fatto capolino l’epica della sfida con se stessi e con l’irragiungibile da sempre territorio di Adidas.
Qualcosa è cambiato, staremo a guardare per capire cosa e come, e intanto registriamo con piacere che nessun cambio di strategia per ora porta Nike lontano dall’ironia e da Wieden+Kennedy, che continua a regalarci piccole e grandi perle di pubblicità.

01.12.2014 # 3957

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The Big Leap vince i Clio awards nella categoria Film Technique

Blog! di Daria La Ragione

Uno dei prestigiosi Clio Awards, assegnati a New York lo scorso ottobre e giunti alla 55esima edizione, è andato a The Big Leap.
Lui e lei seduti a un tavolino, uno sguardo, le mani si sfiorano e lui capisce che è il momento di lanciarsi, di rischiare e baciarla: tutto ciò che succede dal momento in cui prende la decisione a quello in cui saprà se il bacio sarà corrisposto o meno, è un lungo salto nel vuoto.

The big leap, il grande salto, è la campagna di BETC per Lacoste, claim «La vie est un sport magnifique», la vita è uno sport bellissimo: un commercial in cui l'azienda francese, tradizionalmente associata all'abbigliamento sportivo (tennis) nella sua versione più elegante, usa una narrazione assolutamente caratteristica e peculiare.
La concretezza e la goliardia di Nike, l'eroismo epico di Adidas, l'eleganza di Lacoste: mondi diversi, storytelling diversi per dimostrare fino a che punto il branding e la comunicazione sono un patrimonio inestimabile per le aziende.
Certo, la corsa disperata, il lancio nel vuoto, gli sguardi ricordano Odissey, un vero capolavoro dell'advertising, firmato da Bartle Bogle Hegarty per Levi's oltre dieci anni fa.



Ma l'atmosfera è tutta un'altra cosa e le citazioni, se rispettose, sono da apprezzare.
Anche in questo caso è la musica a coinvolgere totalmente il pubblico, sospendendone il respiro fino al bacio finale dei protagonisti: DISCLOSURE - "YOU & ME" ft Eliza Doolittle -- Flume Remix
Bella, davvero bellissima
Agency:  BETC, PARIS
Sound Design Company: SCHMOOZE
Visual Effects Company:  MPC, LONDON
Director: SEB EDWARDS

Se invece non ve la ricordate o non la conoscete, qui potete vedere quel piccolo capolavoro che fu Odissey


01.07.2014 # 3732

Daria La Ragione // 0 comments

Buon compleanno M&M's e U.S.P.

Blog! di Daria La Ragione

Un articolo di Wired ci informa che oggi è il compleanno di quelle deliziose noccioline ricoperte di zucchero colorato e ci racconta anche la loro storia. Di come siano nate dal figlio un po' ribelle del signor Mars (si, proprio quel Mars!), di come abbiano accompagnato soldati e perfino astronauti (in tutte le missioni degli shuttle), insomma una bella storia, che si chiude con una riconciliazione (Mars ed M&M's si fondono in un'unica azienda) e molta segretezza.

Quello che l'articolo non dice è da dove nasca il claim che ha accompagnato la comunicazione aziendale per gran parte di questa storia: "M&M candies melts in your mouth and not in your hand", si sciolgono in bocca non in mano, è opera di un grande copywriter. 

Fu infatti Rosser Reeves a coniarlo, fedele alla sua idea che bisognasse trovare la Unique Selling Proposition e intorno a essa far ruotare tutta la comunicazione.



La U.S.P. consiste in quel vantaggio che il prodotto può offrire in esclusiva (o per primo). Nel caso di M&M's la qualità del rivestimento di zucchero, qualche anno fa era la videochiamata per una nota azienda di telefonia e ancora prima, una società produttrice di telefoni cellulari, aveva il vantaggio unico di aver inventato un cellulare con lo sportello!, uno che vibrava invece di squillare etc.

Reeves fu il primo a formulare l'acronimo che tutti usiamo in pubblicità e ne fece di sicuro la sua fortuna.

30.06.2014 # 3733

Daria La Ragione // 0 comments

Facebook ammette l'esperimento sugli utenti

Blog! di Daria La Ragione

È notizia della ultime ore: Facebook ha ammesso di aver effettuato un esperimento in collaborazione con due ricercatori dei dipartimenti di Psicologia Cognitiva dell'Università della California e della Cornell University.

La ricerca è stata pubblicata online sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

Un campione di 689.000 utenti di Facebook è stato inconsapevole partecipante alla ricerca sul contagio emotivo attraverso i social network: l'algoritmo che regola lo stream delle bacheche degli utenti nel mondo, è stato manipolato per mostrare in prevalenza notizie con uno specifico contenuto emotivo: prevalentemente negativo o prevalentemente positivo.

E indovinate un po'? Sorpresa sorpresa: chi leggeva soprattutto notizie negative, ne pubblicava a sua volta, lo stesso accadeva per chi ne riceveva di positive.

Insomma, uno studio che ha coinvolto due università e una società quotata in borsa ha dimostrato scientificamente che avere a che fare con persone arrabbiate, deluse, frustrate ci mette di cattivo umore! E che al contrario, circondarci di persone positive e allegre ci stimola a esserlo.

Meno male che ci sono gli scienziati americani!

In compenso però, quello che sta davvero facendo discutere in questi giorni è il fatto che le emozioni dei partecipanti all'esperimento siano state manipolate senza il loro consenso e senza che ne fossero informati (lo studio si è svolto nel 2012), fino alla pubblicazione della ricerca se non altro.

Facebook si difende dichiarando che è prevista dalle condizioni d'uso la possibilità che delle ricerche vengano effettuate per 'migliorare le condizioni del servizio', e i ricercatori si scusano per il modo in cui sono stati divulgati gli esiti della ricerca. Nessuno insomma dei ricercatori ritiene di scusarsi per aver manipolato le persone, un po' come dire: è vero, ti ho mentito, mi addolora che tu lo abbia scoperto in modo brutale, sono certo che se lo avessi saputo in un altro modo ti avrebbe fatto quasi piacere!

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