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Blog // Pagina 15 di 17
28.10.2013 # 3327

Daria La Ragione // 0 comments

Lei non sa chi sono io!

Blog di Daria La Ragione

L'enciclopedia Treccani, alla voce avatāra, recita: «Nel brahmanesimo e nell’induismo, la «discesa» di una divinità sulla Terra. Particolarmente sono oggetto di fede gli avatara o incarnazioni del dio Viṣṇu, riconosciute per lo più in numero di dieci e rivolte tutte al bene del mondo e delle creature
Da questa parola sanscrita viene il più noto (a noi) avatar, che indica l'immagine con cui vogliamo essere visti sul web.
Insomma, la nostra disincarnazione, il nostro volto virtuale.

Il Post dà notizia di un'infografica, pubblicata da Fastcompany, e realizzata da Doogie Horner, che consiste in una sorta di profilo di personalità tracciato in base al nostro avatar di Facebook.
Si tratta di un lavoro complesso, che si dipana attraverso le tante possibilità, dalla foto sexy nella vasca, a quella di gruppo, da quella della prima comunione (10 chili in meno di pancia e 10 cmq di capelli in più), da quella frontale che mostra tutto il viso, che suggerirebbe che siamo estroversi e aperti, ma forse anche abili manipolatori, a quella che include solo occhi e fronte, tipica degli intellettuali, osservatori e forse grassi.

Da qualche anno io vedo in giro foto di persone che nascondono parti del viso con le mani, per rendersi più interessanti forse, per nascondere difetti, perché non ce la fanno a vedersi interi, non so. Ma non è una cosa che mi stupisce: pochissimi di noi sono soliti mostrarsi per intero, virtualmente o no.



Ma è innegabile che ciascuno sia irresistibilmente attratto da se stesso. Non a caso furono proprio le carte de visite, piccoli ritratti economici inventati dal Disderi alla metà del XIX secolo, e uno dei primi oggetti seriali della società di massa, a rendere la fotografia tanto popolare anche negli strati più umili della società.
Da allora a oggi la tecnologia ha fatto balzi che non potevano essere neanche immaginati, ma la nostra vanità? È rimasta la stessa o questa civiltà di avatar in cui viviamo l'ha amplificata? E che ruolo ha nel macchina della nuova economia 2.0, dal momento che già da anni esistono servizi online per crearsi un'identità visiva e sempre più si parla si parla di reputation, estendendo il concetto di immagine e di identità (e quindi di avatar/incarnazone) ben oltre una fotografia?

Per citare una tale del secolo scorso «lo scopriremo solo vivendo». Intanto Wikipedia ci fa sapere che «Gli adoratori di Vishnu quale divinità suprema, i vaishnava, credono che Dio si incarni ogni qualvolta avviene un declino dell'etica e della giustizia, unitamente all'insorgere delle forze demoniache che operano in senso opposto al dharma, la legge cosmica.»
A giudicare da quanti avatar ci sono in giro si direbbe che Vishnu stia facendo gli straordinari, traete voi le conseguenze sull'etica e la giustizia.

03.10.2013 # 3289

Daria La Ragione // 0 comments

L'era glaciale dei ricordi

Blog di Daria La Ragione

Il 1888 fu l'anno in cui ebbe inizio una rivoluzione lenta e inarrestabile, fu l'anno in cui persone comuni potevano catturare i propri ricordi con carta e luce e argento. Fu l'anno in cui George Eastman lanciò la No.1, la prima Kodak e ci vuole poco a spigare cosa aveva di diverso, basta il pay off che l'azienda usò fin da allora e che non ha mai abbandonato: Voi premete il pulsante, noi facciamo il resto.


Fu così che l'uomo della strada, quello che aveva abbastanza soldi, poté fare quello che prima era stato concesso solo a chi ne sapeva abbastanza di chimica da maneggiare i reagenti necessari. 
Il National Media Museum ha dedicato una pagina su Flickr alle immagini scattate ormai più di cento anni fa con questo primo modello.

Kodak No.1

Come potrete facilmente notare le immagini sono tutte rotonde e una spiegazione c'è: la vecchia cara No.1 aveva un piccolissimo difetto, non aveva mirino, non c'era modo di sapere cosa si stava inquadrando e non era possibile quindi allinearsi all'orizzonte. Per non avere tutte fotografie che sembrassero scattate da un ubriaco, si decise allora di dar loro una forma rotonda, di modo che mancasse qualsiasi riferimento ottico che le facesse sembrare disallineate.
Solo vent'anni fa le azioni della Kodak erano una garanzia, l'azienda era il leader di mercato, ed era stata la prima a sviluppare una fotocamera digitale, ma poi non aveva creduto nella nuova tecnologia e l'aveva abbandonata (un po' come Tom Selleck che rifiuta il ruolo di Indiana Jones, o il Beatles sconosciuto che ha lasciato il gruppo del successo).

Nel frattempo...

... una nuova era glaciale si è abbattuta su questo dinosauro tecnologico che ha rischiato seriamente il fallimento nel 2012 e oggi cerca di guadagnarsi uno spazio nella settore della stampa delle foto digitali.
Tutti noi abbiamo i nostri ricordi fossili nei cassetti, anche se rettangolari, spesso disallineati con l'orizzonte, sfocati o magari perfetti.
In molti non ricordano più l'odore del barattolino in cui venivano chiusi i rullini da sviluppare e sempre meno sono le fotografie che vengono stampate.
Una sola cosa sembra non cambiare mai, l'entusiasmo con cui le persone continuano premere il pulsante.

27.09.2013 # 3286

Daria La Ragione // 0 comments

Ti presento i miei

blog di Daria La Ragione

Il 7 novembre tutti i dipendenti di LinkedIn, il social network  dedicato al mondo del lavoro, dovranno recarsi al lavoro accompagnati dai genitori.
Non si tratta di un provvedimento disciplinare, ma di un'iniziativa che coniuga in modo interessante due aspetti fondamentali per ogni azienda: la comunicazione interna e quella esterna.

Per dare risalto a questa iniziativa, il social network ha diffuso oggi i risultati di una ricerca da cui emerge un realtà ben nota a chiunque si occupi di web e a chi svolge una delle cosiddette 'nuove professioni': mamma e papà non hanno idea di che lavoro faccia il figlio. O meglio, sanno descrivere senza difficoltà di cosa si occupa un insegnate, ma quando si tratta di un social media manager o di user interface designer brancolano a dir poco nel buio.

E allora l'azienda ha deciso di indire una giornata in cui portare al lavoro i genitori per mostrare loro di cosa ci si occupa e dove, chi sono i colleghi e qual è l'ambiente. «Quando è stata l'ultima volta in cui hai chiesto ai tuoi genitori un consiglio sulla tua carriera, su come ottenere un aumento o su come tenere una prestazione?»
In altre parole: i genitori potrebbe avere molto da dire, ma non lo sanno e non lo sanno i figli, perché il mondo è cambiato a una tale rapidità che è difficile rimanere aggiornati.

A LinkedIn assicurano che fa bene agli affari e invitano altre aziende a fare lo stesso, basta andare sul sito dedicato Bring In Your Parents Day e  seguire le istruzioni.

A me sembra una strategia molto interessante: We are social, recita il pay off aziendale, e con questa iniziativa dimostra di esserlo non solo virtualmente, ma anche e più degli altri concretamente. Nel frattempo i risultati della ricerca sono stati pubblicati dalle maggiori testate, contribuendo alla brand awarness e portando un flusso di contatti sicuramente significativo al social network.

Però...

Sarei davvero curiosa il 7 novembre di registrare i livelli di vergogna dei dipendenti, perché diciamocelo: va bene l'esperienza, va bene la famiglia, ma nessuno sa metterti in imbarazzo davanti al capo e ai colleghi come la tua mamma!

 

26.09.2013 # 3284

Daria La Ragione // 0 comments

Emmy awards

il vincitore della categoria Oustanding Commercial

Qualche giorno fa sono stati assegnati gli Emmy Awards, vale a dire gli Oscar della Tv o se preferite i Telegatti made in USA.

Tra le categorie in concorso Outstanding Commercial, che premia il miglior film pubblicitario, che quest'anno ha visto infrangersi lo strapotere di W+K che si era aggiudicata il premio negli ultimi quattro anni e che era in short list con 'Jogger' un film per Nike, insieme a BBH che partecipava con un film per Google 'Jess Time',  Crispin Porter Bogusky con un film per la mostarda Grey Poupon's, 'The case', ma soprattutto la Gre'y di NY che si aggiudicato l'Emmy con un commercial di altissimo livello per Canon da titolo Inspired.

In rete il parere non è unanime, anche perché sono tutti di alto livello, perciò la cosa migliore è che ognuno si faccia un'idea propria:


Inspired




Jogger




Jess Time




The Chase


26.09.2013 # 3277

Daria La Ragione // 0 comments

#IL54 - Ingovernabile

IL Magazine del sole 24 ore

In edicola da oggi IL Magazine del Sole 24 ore con un numero sul mondo che è diventato ingovernabile: «I poteri sono deboli. I leader si nascondono. Le istituzioni sono obsolete. L'impossibilità di decidere è diventata cronica e si è diffusa anche a livello nazionale. Il paradosso è che tutto ciò nasce dalla diffusione del benessere e della libertà.» In copertina le 280 parole che hanno fatto la storia


26.09.2013 # 3276

Daria La Ragione // 0 comments

Quando si dice un suono rotondo!

la prima Mobile Concert Hall

La scena è la seguente: siete nel nord Giappone, nelle aree fortemente colpite da eventi sismici. State ascoltando un concerto, siete rilassati sulla vostra poltroncina quando all'improvviso la terra comincia a tremare. Voi, che siete italiani, vi agitate e guardate gli altri, provate a chiedere a qualcuno ma siccome non parlate giapponese non ricevete una risposta comprensibile. Il signore di fianco però, nel pronunciare quelle parole incomprensibili sorride, è pacato e  ritrasmette serenità, per cui voi, considerato che non si sta diffondendo il panico concludete che non c'è alcun terremoto.

E vi sbagliate.

Ma siete a Matsushima, al Lucerne Festival Ark Nova e il motivo per cui tutti sono tranquilli è che vi trovate nella prima Mobile Concert Hall, aka la prima sala da concerto gonfiabile.

L'hanno disegnata l'artista angloindiano Anish Kapoor e l'architetto giapponese Arata Isozaki e verrà sgonfiata, spostata e rigonfiata in diverse località.

È stata progettata per quelle zone, sismicamente attive, funziona come un paracadute gonfiabile ed è interamente in poliestere.

E nell'opinione di chi scrive è veramente bella!

26.09.2013 # 3275

Daria La Ragione // 0 comments

Nuovi orizzonti della Comunicazione digitale, strategie per la partecipazione in rete - virtual engagement

La Settimana della Comunicazione a Milano

Nell'ambito della Settimana della Comunicazione, Media Star editore organizza un Bar Camp dal titolo “Nuovi orizzonti della Comunicazione digitale, strategie per la partecipazione in rete - virtual engagement”


«Il settore multimedia è come una pietra preziosa, con molte sfaccettature, che possono essere valorizzate ognuna con la propria professionalità. Conquistare l’attenzione dell’utente è la sfida quotidiana di ogni comunicatore e può essere la chiave per la partecipazione sul web. L’evento approfondirà la tematica dei “Nuovi orizzonti della Comunicazione digitale, strategie per la partecipazione in rete - virtual engagement” - in tutte le sue espressioni, per la terza edizione del Bar Camp.

Durante la Settimana della Comunicazione MEDIA STAR EDITORE offre la possibilità di incontro per condividere idee e opinioni sul tema della reputazione sulla rete. Un’aperta agorà, questa volta non virtuale, dove esperti del settore, personalità legate alle agenzie e alle aziende presenteranno a turno le loro case history.»



25.09.2013 # 3274

Daria La Ragione // 0 comments

Albergo australiano regala una notte a chi ha 10.000 follower

una brillante campagna lanciata sul social

Chiunque abbia almeno 10.000 followers su instagram e abbia pianificato un viaggio in Australia, DEVE ASSOLUTAMENTE fare un salto al 1888 Hotel e godere del privilegio di una notte offerta dalla direzione dall'albergo.

È uso del bellissimo hotel che chi vi soggiorna venga invitato a scattare delle immagini e a condividerle su Instagram, con l'hashtag #1888hotel: se anche non avete i followers richiesti, potreste comunque vincere una notte in albergo se la vostra foto è proprio bella.

Il bilancio costi/benefici per l'azienda è chiaramente più che positivo: a fronte di qualche stanza offerta, beneficia di un numero impressionante di contatti e, per di più, veicola immagini che mirano a dare il massimo risalto alla struttura. 

Un'operazione di social advertising davvero azzeccata!

25.09.2013 # 3273

Daria La Ragione // 0 comments

Nike Free Flyknit

la campagna affissione curata da W+K Shangai

È firmata da Wieden & Kennedy Shangai la campagna lancio per le Nike Free Flyknit, con la main promise di adattarsi al piede come una seconda pelle. Si tratta di una campagna in divenire: la prima affissione riguardava la fotografia (ma sarebbe più corretto dire la gigantografia) di un piede, affissione che è stata poi completata ricoprendo il piede con la nuova scarpa. 

Impossibile non notarla.


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23.09.2013 # 3270

Daria La Ragione // 0 comments

Smells like TED spirit

Blog di Daria La Ragione

TED (Technology Entertainment Design) è una conferenza in cui le menti più brillanti del pianeta intervengono raccontando le esperienze che, nei rispettivi ambiti di interesse, hanno permesso loro di raggiungere la vetta, di cambiare le prospettive della scienza, dell'arte, della politica, della musica.
La missino di TED - ideas worth spreading, idee che meritano di essere diffuse, spiega come sia proprio questo il tema centrale della conferenza che ogni anno si svolge a Monterey, California: le idee, la creatività, la capacità di guardare i problemi da una nuova prospettiva.
Così, se anche gli argomenti sono i più disparati, l'obiettivo sembra essere sempre lo stesso: ispirare! attivare le
Da un paio di anni si svolgono conferenze TED in altri paesi del mondo, Italia inclusa, e si possono guardare i video, con e senza sottotitoli, sul canale youtube TEDx.

Questo, per esempio, è il Talk divertente e secondo me illuminante di Jinsop Lee, che si occupa di Design Multisensoriale.


23.07.2013 # 3186

Daria La Ragione // 0 comments

Vivi, lotta, ama

Tina Modotti: lo straordinario a fumetti

Ci sono storie che, quando te le raccontano, ti sembrano film, romanzi, creature nate dalla penna di un romanziere, frutto della fantasia. Perché sono così avventurose che si stenta a credere che il personaggio sia stato persona, che davvero qualcuno abbia camminato sulla luna, deciso le sorti di milioni di persone, trasformato la vita quotidiana con invenzioni rivoluzionarie. Sono lì che aspettano solo che qualcuno le metta su carta, su pellicola, per impedire che il ricordo svanisca, che si perda questo patrimonio di eccezionalità.

Tina Modotti è stata una di queste persone, con una vita così intensa che sono due, tre, quattro.




Piccola emigrante friulana, poi astro nascente del cinema muto a Holliwood, personaggio di spicco del circolo culturale messicano che ruotava intorno alle figure carismatiche di Frida Khalo e Diego Rivera, amante di artisti, politici, fotografa strepitosa dei lavoratori, dei contadini, delle masse sfruttate, ma anche spia per l'URSS.
Tutto ciò in poco più di quarant'anni.



Una vita così andava raccontata e non stupisce che, oltre ai tanti libri, non uno, ma due fumetti siano stati dedicati al racconto della storia di questa donna appassionata. Il primo, del 2003, è dell'italiano Paolo Cossi, edito da Biblioteca dell'Immagine. Un'altra graphic novel, del 2007, dello spagnolo Angel De La Calle, è stato rieditata quest'anno, e a settembre è prevista l'uscita del secondo volume dedicato dal disegnatore alla fotografa italiana.


Fino alla fine la sua via fu segnata dall'eccezionale: fu Neruda a scriverne l'epitaffio, dedicandole la poesia con cui si chiude questo piccolo omaggio alla fotografa e alla donna.


Tina Modotti, sorella, tu non dormi, no, non dormi:
forse il tuo cuore sente crescere la rosa
di ieri, l'ultima rosa di ieri, la nuova rosa.
Riposa dolcemente, sorella.


La nuova rosa è tua, la nuova terra è tua:
ti sei messa una nuova veste di semente profonda
e il tuo soave silenzio si colma di radici.
Non dormirai invano, sorella. 


Puro è il tuo dolce nome, pura la tua fragile vita:
di ape, ombra, fuoco, neve, silenzio, spuma,
d'acciaio, linea, polline, si è fatta la tua ferrea,
la tua delicata struttura. 


Lo sciacallo sul gioiello del tuo corpo addormentato
ancora protende la penna e l'anima insanguinata
come se tu potessi, sorella, risollevarti
e sorridere sopra il fango. 


Nella mia patria ti porto perché non ti tocchino,
nella mia patria di neve perché alla tua purezza
non arrivi l'assassino, né lo sciacallo, né il venduto:
laggiù starai tranquilla. 


Non odi un passo, un passo pieno di passi, qualcosa
di grande dalla steppa, dal Don, dalle terre del freddo?
Non odi un passo fermo di soldato nella neve?
Sorella, sono i tuoi passi. 


Verranno un giorno sulla tua piccola tomba
prima che le rose di ieri si disperdano,
verranno a vedere quelli d'una volta, domani,
là dove sta bruciando il tuo silenzio. 


Un mondo marcia verso il luogo dove tu andavi, sorella.
Avanzano ogni giorni i canti della tua bocca
nella bocca del popolo glorioso che tu amavi.
Valoroso era il tuo cuore. 


Nelle vecchie cucine della tua patria, nelle strade
polverose, qualcosa si mormora e passa,
qualcosa torna alla fiamma del tuo adorato popolo,
qualcosa si desta e canta. 


Sono i tuoi, sorella: quelli che oggi pronunciano il tuo nome,
quelli che da tutte le parti, dall'acqua, dalla terra,
col tuo nome altri nomi tacciamo e diciamo.
Perché non muore il fuoco.

 

Pablo Neruda, 5 gennaio 1942.

 

 

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