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Libri e riviste // Pagina 22 di 111
07.07.2015 # 4238

Daria La Ragione // 0 comments

CAPTURING LIGHT

Michael Freeman

Per i fotografi professionisti seguire la luce, aspettarla, a volte aiutarla e infine catturarla è una preoccupazione costante, se non una vera ossessione. Attingendo all’esperienza di quattro decenni trascorsi lavorando con la luce, Michael Freeman propone un approccio semplice e fruibile all’interpretazione e alla cattura del bene fotografico più prezioso. I consigli pratici sono organizzati in tre sezioni: Attendere, Seguire e Aiutare. Si parte dall’arte della pazienza e dal riconoscimento dell’importanza di saper prevedere quando una bella luce si profilerà all’orizzonte, per pianificare di conseguenza. Si prosegue con lo studio delle tecniche che permettono di andare incontro a condizioni di luce transitorie e volatili e di affinare la propria prontezza di riflessi. Infine, si arriva all’analisi degli strumenti a disposizione per migliorare e manipolare la luce, dalle scelte sul campo alle trasformazioni in postproduzione. Questo saggio presenta un metodo di lavoro professionale che aiuterà il lettore a interpretare, gestire e padroneggiare qualsiasi situazione luminosa, ottenendo sempre un buon risultato.
- Scoprite cosa c’è dietro le immagini di un professionista di fama mondiale e come ottenere scatti mozzafiato grazie a un uso sapiente dell’illuminazione.
- Imparate a sfruttare le qualità uniche di ogni tipo di luce: una mattina grigia e piovosa può essere emozionante quanto un tramonto dorato,se gestita nella giusta maniera.
- Affinate capacità e competenze per saper reagire con rapidità ed efficacia e sfoderare la tecnica perfetta in qualsiasi condizione di luminosità.
- Immergetevi pagina dopo pagina nelle splendide immagini di Michael Freeman, corredate da informazioni pratiche e suggerimenti professionali. Lasciatevi ispirare.
Michael Freeman è un fotografo e uno scrittore di fama internazionale, specializzato in viaggi, architettura e arte orientale. Conosciuto per la sua abilità nel trattamento dell’immagine, ha collaborato a lungo con la rivista dello Smithsonian Institute e con molti editori di caratura internazionale. Le sue foto sono apparse sulle pubblicazioni di Time-Life e su Reader’s Digest, Condé Nast Traveller e GEO; attualmente lavora per Photo District News.
I suoi numerosi libri sulla fotografia hanno venduto complessivamente oltre un milione di copie.
Logos

07.07.2015 # 4237

Daria La Ragione // 0 comments

20 MODI PER DISEGNARE UNA BICICLETTA E ALTRI 44 INCREDIBILI MEZZI DI TRASPORTO

James Gulliver Hancock

Il modo migliore per imparare a disegnare è… DISEGNARE!

E questo divertente libriccino vi aiuterà a farlo. Tra le sue pagine troverete infatti 900 disegni di mezzi di trasporto per spostarvi qua e là a ruota libera, a vele spiegate, a tutto gas – dai pattini a rotelle alle tavole da surf, fino a jet, razzi e tappeti volanti – e un sacco di spazio per disegnare tanti modi per andarsene lontano.
Tirate fuori i vostri strumenti preferiti e ricordate: non ci sono solo 20 modi per disegnare una bicicletta!
L’autore:
James Gulliver Hancock è un illustratore di fama internazionale noto per l’ambizioso progetto www.allthebuildingsinnewyork.com. Nato a Sydney, Australia, James ha vissuto in giro per il mondo, portando il suo stravagante punto di vista in paesi come l’Austria, l’Indonesia, il Regno Unito, la Francia e gli Stati Uniti. Ha studiato comunicazione visiva a Sydney e ha la mania di disegnare tutto ciò che lo circonda. 20 modi per disegnare una bicicletta è il libro perfetto per James, convinto che tutti dovrebbero disegnare gli oggetti intorno a loro per imparare ad apprezzare a fondo le piccole cose quotidiane. Vive tra Sydney e Brooklyn e ha un figlio di tre anni ossessionato da tutto ciò che ha le ruote. Potete vedere i lavori di James sui suoi siti: www.jamesgulliverhancock.com e www.allthebuildingsinnewyork.com.
Logos

26.06.2015 # 4227

Daria La Ragione // 0 comments

Espressionismo tedesco

Magdalena M. Moeller, Stefano Zuffi

Mito, nascita, evoluzione e protagonisti del movimento espressionista tedesco

La nascita del gruppo Die Brücke, nel 1905, è uno degli eventi più importanti per l’arte tedesca e internazionale del Novecento.
Con il suo linguaggio pittorico e la sua posizione critica verso la pittura tradizionale e l’accademia dà vita all’“espressionismo”, che diventerà poi manifestazione di una nuova visione della vita, a cui presto siispireranno anche poeti, scrittori e compositori.
Il movimento si forma a Dresda. Lo compongono inizialmente quattro giovani artisti, tra i ventidue e i venticinque anni: Ernst Ludwig Kirchner, Erich Heckel, Karl Schmidt-Rottluff e Fritz Bleyl; nel 1906 siaggiungeranno Max Pechstein e il più anziano Emil Nolde.
Nei suoi otto anni di vita – il gruppo, trasferito a Berlino, si scioglierà nel 1913 – Die Brücke rivoluzionerà il modo di fare arte, soprattutto attraverso l’uso del colore e un inconfondibile, energico tratto grafico.
Pubblicato in occasione dell’esposizione genovese prodotta da MondoMostre Skira e Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura in collaborazione con il Brücke-Museum di Berlino, il volume documenta la rivoluzione artistica avviata alla vigilia della Prima guerra mondiale da questo gruppo di artisti attraverso circa 140 opere tra dipinti, incisioni e disegni dei fondatori del gruppo, tutte provenienti dal Museo berlinese.
Accanto ai saggi della curatrice Magdalena M. Moeller, direttrice del Brücke-Museum (Il gruppo Die Brücke; Karl Schmidt-Rottluff protagonista delmodernismo. La produzione pittorica dal 1904 al 1923; L’espressionismo fauve di Max Pechstein; Il vertice dell’espressionismo: lo stile berlinese di Kirchner tra il 1911 eil 1914), il volume comprende i contributi di Janina Dahlmanns (Ernst Ludwig Kirchner e Erich Heckel: l’invenzione dell’espressionismo; Emil Nolde e il gruppo Die Brücke) e Magdalene Schlösser (Fritz Bleyl, uno dei fondatori del gruppo Die Brücke). Seguono le sei sezioni dedicate alle opere dei protagonisti dell’Espressionismo (Ernst Ludwig Kirchner, Erich Heckel, Karl Schmidt-Rottluff, Max Pechstein, Emil Nolde, Fritz Bleyl) e gli apparati (Regesto delle opere in mostra; Cronologia; Biografie; Bibliografia selezionata).

Skira

26.06.2015 # 4226

Daria La Ragione // 0 comments

Rousseau

Skira Masters

“Il pittore Henri Rousseau è morto la scorsa settimana a Parigi. Era un impiegato a riposo dell’ufficio del dazio e per molti anni aveva regolarmente esposto al Salon des Indépendants e al Salon d’Automne dei quadri la cui ingenua composizione gli procurò una certa notorietà.” 

Questo necrologio, che nel settembre 1910 compariva sulle pagine della “Chronique des Arts”, insiste su quella caratteristica della pittura di Rousseau che per non poco tempo ne aveva fatto oggetto di ironia presso i critici: l’ingenuità. Invece, la commemorazione del “Mercure de France” offriva una valenza positiva, evidenziando la mancanza di quelle “doti istintive, di ingenuità” nei “tanti trionfatori dei Salons”. (Dal saggio di Dario Specchiarello)


26.06.2015 # 4225

Daria La Ragione // 0 comments

Milano Design Restaurants

AA VV

I più famosi e recenti luoghi dedicati al food & drink progettati a Milano, dalla speciale connotazione architettonica. 

Diciotto location che sono ristoranti, ma anche luoghi di conversazione, di ritrovo e molto altro. 

Luoghi che in maniera irregolare costellano la città e ne rivitalizzano zone innescando nuovi modi di stare assieme o recuperando passioni tradizionali per godere del cibo e del bere.
Diciotto esempi dove l’interior ha espresso scelte precise, dal super-lusso all’essential-chic, dal vegano al cino-fusion, dall’etico al sostenibile. Tutti da scoprire.

I luoghi: Priceless Milano Ristorante; T’a Milano Store & Bistrot; Locanda alla Mano; Ristorante Terrazza Triennale e Padiglione “Arts & Foods”; Pisacco Restaurant & Bar; Dry Cocktails&Pizza; Zazà ramen; Princi Bakery; Björk Swedish Brasserie & Side Store; Ristorante Berton; Ceresio 7 Pools & Restaurant; Iyo; Radicetonda; Un posto a Milano; Zinc - Cocktail bar; Carlo e Camilla in Segheria;
Padiglione del vino Expo 2015 Milano; Padiglione Slow Food Expo 2015 Milano.

Skira