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Mostre ed eventi // Pagina 175 di 220
05.04.2009 # 1042
Milano | Toko Shinoda - La linea e lo spazio | Fino al 5 aprile 2009

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Milano | Toko Shinoda - La linea e lo spazio | Fino al 5 aprile 2009

Fino al 5 aprile 2009

La Triennale di Milano martedì 10 marzo inaugura la mostra dedicata all'artista giapponese Toko Shinoda, una delle più famose pittrici viventi di sumi-e astratti, pittura monocromatica ad inchiostro di china.
Considerata dalla critica una delle più grandi pittrici del XX secolo, Toko Shinoda si è rivelata all'interno della movimentata scena artistica newyorkese tra gli anni '60 e '70, quando fu scoperta dalla famosa commerciante d'arte Betty Parsons. Da quel momento in poi i suoi quadri sono stati esposti accanto a quelli di artisti del livello di Mark Rothko e Jackson Pollock.
Prima della tappa milanese, la mostra è stata ospitata presso l'Istituto Giapponese di Cultura di Roma e presenta opere provenienti da collezionisti privati.

21.04.2009 # 1074
Milano | Toko Shinoda - La linea e lo spazio | Fino al 5 aprile 2009

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Roma | Hiroshige | Fino al 22 settembre 2009

Fino al 22 settembre 2009

Per la prima volta in Italia 200 opere di uno dei più grandi artisti giapponesi di ogni tempo, in mostra nella capitale al Museo Fondazione Roma (già Museo del Corso).

Fortemente voluta dal Presidente Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, promossa dalla Fondazione Roma in collaborazione con l'Honolulu Academy of Arts, prodotta e organizzata in collaborazione con Arthemisia, la mostra è a cura di Gian Carlo Calza.

Le opere di Utagawa Hiroshige (1797-1858), artista capace di contemplare ed esprimere la natura nel suo lato più armonico, ancora oggi veicolano il messaggio di una intensa capacità di ascolto religioso che accomuna i sentimenti dell'uomo al respiro del cosmo, avvicinando l'infinitamente piccolo allo sconfinatamente grande.

Divisa in cinque sezioni, la mostra presenta opere provenienti dall'Honolulu Academy of Arts, che ospita fra le sue numerose opere una delle più importanti collezioni d'arte asiatica al mondo.

La prima sezione,  Il mondo della natura, raggruppa stampe che sono dei capolavori di rappresentazione di elementi della natura. Piante e fiori, uccelli, pesci e altri animali, elementi della vita cosmica con cui l'uomo deve mantenersi in armonia.
La seconda, Cartoline dalle province,  è dedicata a opere in cui sono rappresentate le più significative località del Sol Levante.
La via per Kyoto, terza sezione della mostra, è dedicata alle due grandi vie che collegavano la capitale imperiale di Kyoto a quella amministrativa di (Tokyo) Edo. In questa sezione è contenuta l'opera Cinquantatré stazioni di posta del Tokaido, universalmente considerato il capolavoro di Hiroshige.
Nella quarta, Nel cuore di Tokyo,  è rappresentato il vedutismo di Edo, la "capitale orientale", l'attuale Tokyo dove risiedeva lo sh_gun, il capo militare e politico del Giappone. Un centinaio e più di luoghi che gli abitanti e i visitatori frequentavano costantemente.
Una sezione a parte, Il vedutismo di Hiroshige nella prima fotografia giapponese, testimonia l'influsso che il maestro ebbe sul nuovo mezzo visivo, e sull'immaginario dei primi fotografi.

21.04.2009 # 1073
Milano | Toko Shinoda - La linea e lo spazio | Fino al 5 aprile 2009

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Cremona | Picasso - Suite 347 | Fino al 28 giugno 2009

Fino al 28 giugno 2009

Provocatore, di un erotismo audace ed esuberante. È questo il tratto dominante di Suite 347, quaderno di opere grafiche di Picasso in mostra al Museo Civico dal 5 aprile al 28 giugno. Una raccolta di incisioni in bianco e nero, che racconta l'arguzia dissacrante dell'artista sui temi che gli furono più cari: l'artista, l'eros, il mito, la politica. Temi forti raccontati senza peli sulla lingua con la libertà di chi ha fatto della sfrontatezza fondamenta di vita, e del pudore coriandoli.
Fra i lavori più imponenti di Picasso, Suite 347 fu realizzata fra marzo e ottobre 1968, quando Picasso ha 87 anni ed è più fecondo che mai.
È il capriccio creativo che organizza i temi, che raggruppiamo in quattro famiglie:
La Celestina: 66 stampe realizzate per un'edizione del romanzo di Fernando de Rioja, La Celestina, appunto;
Picasso, la sua opera e il suo pubblico: 49 stampe a tema differente, spesso con riferimenti ad altri artisti, pittori e scrittori;
I miti e il circo: 126 stampe che si rifanno alla mitologia del Mediterraneo (combattimenti di soldati greci, baccanti, fauni) e al tema del circo, insieme a citazioni più tradizionali del Chisciotte, Rembrant, Raffaello;
Il pittore e le sue modelle: 106 stampe dedicate alla stretta relazione del pittore con le sue modelle, spesso costruita su un forte erotismo, come rappresentato in particolare nel rapporto fra Raffaello e la Fornarina.

19.04.2009 # 1041
Milano | Toko Shinoda - La linea e lo spazio | Fino al 5 aprile 2009

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Milano | Cambiovaso | Fino al 19 aprile 2009

Fino al 19 aprile 2009

Alcuni fra i più rappresentativi designer a livello internazionale sono stati coinvolti in un gioco linguistico, che si traduce nella creazione di un progetto originale, sul tema della parola e dell'oggetto vaso.
Il vaso ha un valore archetipico e simbolico, è un contenitore aperto che si presta a svariati impieghi. Per Cambiovaso i designer si confrontano con questo oggetto declinandolo in varie modalità.
Lo stimolo di partenza è letterario: gli oggetti vengono trattati come le parole di un racconto. Da "vaso" nascono, attraverso il cambio di una lettera, nuove parole, come "caso", "naso", "raso", "viso", "vano", "varo", che forniscono lo spunto per la creazione di vasi che, nella forma e nel nome, rievocano le parole stesse.
Il materiale impiegato è il marmo, di cui vengono indagate le potenzialità espressive in un confronto creativo con le tecnologie artigianali e industriali.
Il progetto Cambiovaso nasce nell'ambito di Editoria&Giardini a Verbania ed è ripreso e ampliato per la mostra al Triennale Design Café.

I designer coinvolti in questo "gioco del cambio" sono: Dodo Arslan, Enrico Azzimonti, Emmanuel Babled, Matali Crasset, Michele De Lucchi con Alberto Nason, El Ultimo Grito, Roberto Giacomucci, Martì Guixè, Gumdesign, Giulio Iacchetti, Setsu e Shinobu Ito, Lagranja, Marta Laudani e Marco Romanelli, Norberto Medardi, Adolfo Natalini, Lorenzo Palmeri, David Palterer, Matteo Ragni, Guglielmo Renzi, Luca Scacchetti, Matteo Thun con Antonio Rodriguez, Paolo Ulian.

19.04.2009 # 984
Milano | Toko Shinoda - La linea e lo spazio | Fino al 5 aprile 2009

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Roma | La magia della linea. 110 disegni di de Chirico | Fino al 19 Aprile 2009

Fino al 19 Aprile 2009

Nell'ambito delle celebrazioni dedicate da Roma a Giorgio de Chirico, il Museo Bilotti ospita 110 disegni del Maestro della Metafisica, dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico
Per de Chirico il disegno è impronta del pensiero, un genere con dignità pari se non superiore al dipinto. A questa arte divina – ricalcando le parole del Maestro della Metafisica – è dedicata l'esposizione "La magia della linea. 110 disegni di de Chirico dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico" promossa dal Comune di Roma Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, Sovraintendenza ai Beni Culturali e dalla Fondazione Giorgio e Isa De Chirico ed ospitata dal Museo Carlo Bilotti all'Aranciera di Villa Borghese dal 23 gennaio al 19 aprile 2009.
La mostra, curata da Elena Pontiggia con l'organizzazione di Zètema Progetto Cultura, si apre con uno straordinario gruppo di disegni metafisici concessi per l'occasione dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma e prosegue con tutti i più importanti lavori provenienti dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico: una raffinata collezione che comprende tra l'altro i Ritratti di Rissa, i Nudi antichi (1926), il gruppo dei Gladiatori, Hebdomeros del 1928 e la suggestiva serie dei Mobili nella valle e dei Bagni misteriosi degli anni Trenta.
Sono esposti inoltre, sempre dalla collezione della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, i disegni realisti degli anni quaranta, tra cui l'impressionante Autoritratto come Cristo sul Calvario e l'inaspettata, affettuosa serie di schizzi coi cani di famiglia.
Le incisioni per L'Apocalisse del 1941 e le carte del periodo neometafisico degli anni sessanta e settanta completano il percorso espositivo, che si chiude con una sezione riservata ai disegni (scene, costumi, figurini) per il teatro. Ad integrazione della sezione teatrale sono anche presentati i bellissimi costumi per Pulcinella del 1931 e Protée del 1938, recentemente acquisiti dalla Fondazione e mai esposti prima.

03.04.2009 # 1044
Milano | Toko Shinoda - La linea e lo spazio | Fino al 5 aprile 2009

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Roma | In her shoes | Fino al 3 aprile 2009

Fino al 3 aprile 2009

Martedì 17 marzo 2009, alle ore 18,00 a Roma, presso lo Studio Arte Fuori Centro, via Ercole Bombelli 22, si inaugura la personale di Paola Babini. In her shoes, curata da Loredana Rea.
L'esposizione rimarrà aperta fino al 3 aprile, secondo il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle 17,00 alle 20,00. Per questa esposizione Paola Babini, realizza una installazione in cui le scarpe, vere o riprodotte su superfici trasparenti o specchianti, ma comunque sempre custodite in eleganti scatole di plexiglass, sono disposte nello spazio della galleria secondo un ordine che nulla lascia al caso, richiamando alla memoria non solo l'elegante armadio/guardaroba di una shoe victim, quanto piuttosto una di quelle scatole delle meraviglie in cui ogni donna custodisce oggetti apparentemente insignificanti, ma capaci di risvegliare i ricordi e la sottile poesia ad essi legata e soprattutto capaci di creare un legame indissolubile con le altre donne. Infatti, come scrive Loredana Rea in catalogo, attraverso le scarpe "l'artista sublima gli accadimenti legati alla propria vita in una condizione più ampia, in cui ogni donna può riconoscere se stessa. L'intimo e il pubblico, la consapevolezza del vissuto e la speranza di ciò che è o che potrebbe accadere, creano una commistione in grado di proiettare ognuno di noi dentro la sua vita, provocando l'intrigate possibilità di domandarsi: …e se fossi lei?".
Le scarpe racchiuse dentro le scatole di plexiglas evocano percorsi e direzioni, che accomunano donne diverse per scelte e modalità di vita ed esemplificano in maniera assolutamente originale un narrare delle donna e della propria intimità.