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Libri e riviste // Pagina 82 di 110
21.07.2009 # 1135
Ceal Floyer

Ilas Web Editor // 0 comments

Ceal Floyer

Mario Codognato - ed. Electa

Catalogo della mostra

Il Madre di Napoli ospita a partire dal 29 novembre 2008 la prima mostra personale dell'artista britannica Ceal Floyer organizzata in una istituzione pubblica italiana. La mostra a cura di Mario Codognato presenta una selezione di lavori, con una rivisitazione site specific deliberatamente studiata per gli spazi del MADRE.
Circa 15 opere divise tra video, istallazioni e sculture, permettendo di ripercorrere il percorso artistico di Ceal Floyer. La mostra sarà allestita nei nuovi spazi del secondo piano precedentemente occupati dal bookshop, ed ora dedicati all'esposizioni temporanee. La chiarezza del pensiero di Ceal Floyer e la presentazione volutamente sintetica delle sue idée, si rivela in ogni aspetto della sua arte. La sorprendente semplicità del suo lavoro è sempre impregnata da una particolare vena di ironia, con il proposito di rappresentare la consapevolezza dell'assurdo. L'uso del doppio significato in ogni opera, inteso come un duplice punto di vista della stessa, costringe lo spettatore a rinegoziare la propria percezione del mondo.
Tutti i suoi lavori, tutti gli oggetti da cui sono composti sono sempre readymade, tutti nascono con l'intento di esaminare la tensione dialettica che inevitabilmente si crea tra l'ordinario ed il suo essere concreto, come una costruzione immaginifica del significato reale, del valore reale, legato all'uso stesso degli oggetti rappresentati.
Ecco che prendono vita opere come Drill, Mousehole, Untitled Installation (Dotted line), Exit, con la volontà di rappresentare quello che sono ed allo stesso tempo con la voglia di identificare la semplicità con la complessità dell'essere semplicemente ciò che rappresentano, dando così vita ad un inevitabile meccanismo di riflessione sull'ovvio

21.07.2009 # 1136
Ceal Floyer

Ilas Web Editor // 0 comments

Alighiero e Boetti | Mettere all'arte il mondo

Achille Bonito Oliva - ed. Electa

Catalogo della mostra


Per la prima volta il MADRE rende omaggio all'artista torinese. L'esposizione, curata da Achille Bonito Oliva, si svolge lungo un percorso capace di illustrare il metodo creativo di Alighiero Boetti. Nucleo concettuale rimane il suo modus operandi: l'ideazione in solitudine e la successiva realizzazione dell'opera con l'aiuto di artigiani selezionati. Boetti ha saputo così portare a pari dignità artista e artefice. In mostra i celebri kilim (50 in tutto nell'installazione Alternando da uno a cento e viceversa), gli arazzi, le mappe, nonché sculture in bronzo (nel cortile esterno il verticale Autoritratto) e all'ingresso la foto a dimensione naturale della performance Oggi venerdì ventisette marzo millenovecentosettantatre.
Foto e video documentano i numerosi viaggi di Boetti in varie parti del mondo, in particolare in Afghanistan e Pakistan, i contatti con la cultura e la gente del luogo, chiamata ad eseguire manualmente numerosi lavori, fino all'apertura di un vero e proprio albergo (One Hotel) a Kabul.
Mettere all'Arte il Mondo indica l'attitudine di un grande artista che ha saputo socializzare la propria creatività sviluppando come metodo l'interattività e la comunicazione dell'arte nella società di massa.

21.07.2009 # 1134
Ceal Floyer

Ilas Web Editor // 0 comments

Robert Rauschenberg | Travelling '70/'76

Mirta D'Argenzio - ed. Electa

Catalogo della mostra

Prima retrospettiva italiana dopo la recente scomparsa, la mostra ripercorre in modo dettagliato le varie serie di opere realizzate negli anni 70 nel corso dei suoi viaggi in India, Israele, Egitto e Italia. Nascono così le splendide serie di Cardboard, Hoarfrost, Early Egyptian, Venetian, Pyramid o ancora Jammer, tutte presenti nell'esposizione.
Ciascuna opera è elaborata con la tecnica dell'assemblage, utilizzando oggetti comuni o spezzoni di oggetti recuperati e immersi in una dimensione artistica secondo il concetto dada del ready-made. Il risultato si colloca in questo modo a metà tra arte e vita, tra pittura e collage.
Il catalogo, riccamente illustrato, contempla interviste inedite ai suoi compagni di viaggio, artisti anche loro, Brice Marden e Mayo Thompson, nonché testimonianze intense di Branden Joseph e Mirta d'Argenzio. Con questa grande mostra, il Museo MADRE di Napoli si configura sempre più come centro di eccellenza per l'arte contemporanea in Italia.

21.07.2009 # 1133
Ceal Floyer

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Georg Baselitz

a cura di Norman Rosenthal ed. Electa

Catalogo della mostra

Baselitz inizia il suo percorso nel 1961-1962 con la pubblicazione del manifesto "Pandämonium" e una prima serie di quadri che, sotto le sembianze di malattia psichica o di oscenità, si confrontano, in modo più o meno violento, con l'arte conformista di impronta borghese. Dal 1966, l'artista si orienta verso una pittura svincolata da contenuti, esente da spunti aneddotici e da motivi realistico-descrittivi. Primo passo su questa strada sono gli Streifenbilder, particolarmente ben rappresentati in mostra, della fine degli anni Sessanta. Ma il passaggio decisivo consiste senz'altro nel capovolgimento all'ingiù del soggetto dipinto, praticato a partire dal 1969. Inizialmente dipinti in maniera definita e a tinte squillanti, i soggetti si trasformano in motivi inusuali, abnormi, resi con tonalità monotone, come la serie di grotteschi personaggi che mangiano arance (Orangenesser, 1981). Negli anni Baselitz diventa indifferente al motivo prima, alla tecnica poi, tanto da non aver più bisogno di capovolgere l'immagine e giungere persino a scolpire il legno.

21.07.2009 # 1132
Ceal Floyer

Ilas Web Editor // 0 comments

Thomas Struth

Mario Codognato - ed. Electa

Catalogo della mostra

Il catalogo della retrospettiva organizzata al MADRE di Napoli nell'inverno del 2008:una mostra che prende avvio dalle prime fotografie in bianco e nero di Thomas Struth per arrivare a presentare il nucleo più consistente della sua produzione, le immagini in grande formato che ritraggono paesaggi urbani e paesaggi naturali, interni di musei, facciate di chiese e ritratti. Immagini nelle quali il fotografo sembra ricercare atmosfere in grado di evidenziare il senso della collettività e della quotidianità, attraverso uno stile asciutto, immobile, privo di retorica. L'unione tra l'uomo e i suoi ambienti genera atmosfere rare. Così anche nelle immagini scattate all'interno dei musei, dove l'artista osserva il pubblico che contempla i quadri, ritraendo così la condizione esistenziale dell'uomo confrontato con la propria immagine nell'opera d'arte.

21.07.2009 # 1131
Ceal Floyer

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Claude Closky

Marie Muracciole - ed. Electa

Catalogo della mostra

La mostra consiste nella presentazione dell'opera Manège (letteralmente giostra) presentata nel 2006 presso lo spazio 315 del Centre National d'Art et de Culture Georges Pompidou di Parigi e per la quale Closky aveva vinto il prestigioso Prix Duchamp l'anno precedente. L'installazione mette in scena una serie di 16 schermi piatti appesi a intervalli regolari che "lanciano" una riflessione sul tempo: da prendere, trovare, avere, dare, fare, guadagnare, passare, o addirittura uccidere. L'artista svilupperà inoltre una nuova installazione site-specific per il grande cortile interno del Madre intitolata "Climb at your own risk"


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