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Mostre ed eventi // Pagina 166 di 220
10.01.2010 # 1218
Milano | Frank O. Gehry dal 1997

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Milano | Frank O. Gehry dal 1997

Fino al 10/01/2010

A cura di Germano Celant e in collaborazione con Frank O. Gehry e Gehry Partners LLP, la Triennale di Milano presenta Frank O. Gehry dal 1997, che raggruppa tutti i progetti che il grande architetto realizzò dal 1997 ad oggi. Il 1997 è infatti l'anno della sua svolta stilistica, quando progettò il Guggenheim Museum di Bilbao. In mostra ci sono molti inediti il cui trait d'union è costituito dal rapporto edifici-territorio in una prospettiva di progettazione che va oltre l'urbanistica in senso stretto. In particolare, il DZ Bank Building di Berlino (1995-2001), l' AGO - Art Gallery of Ontario (2000-2008), il Jay Pritzker Pavilion di Chicago (1999-2004), l'Interactive Corporation Headquarter di New York (2003-2007), il resort Atlantis Sentosa di Singapore e la sede di Abu Dhabi del Guggenheim Museum, la cui progettazione risale al 2005/2006. La mostra è stata resa possibile grazie alla presenza e al sostegno di celebri e solide istituzioni come il Guggenheim Museum di Bilbao, AGO – Art Gallery of Ontario di Montreal e DAC - Dansk Arkitektur Center di Copenhagen. Ci saranno inoltre, a raccontare l'higlight del lavoro di Gehry Partners LLP dell'ultimo decennio, filmati, fotografie, disegni e modelli delle varie fasi di ideazione del progetto, proiezioni dei video sulle tecnologie usate e sui materiali, interviste, lo studio delle modalità di progettazione attraverso il software Catia, un innovativo sistema di ideazione contrapposto ai metodi tradizionali. Il Catalogo è pubblicato da Skira. Orari: martedì-domenica 10.30-20.30, giovedì 10.30-23.00

17.01.2010 # 1226
Milano | Frank O. Gehry dal 1997

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Bolzano | Madame Hirsch di Brigitte Niedermair

Fino al 17/01/2010

Un anno di vita della signora Renate Hirsch Giacomuzzi raccontato per immagini, in tutto 26, dall'artista meranense Brigitte Niedermair. Gli scatti come una sorta di diario di bordo della vita di questa signora, in cui vengono immortalati alcuni momenti sospesi tra finzione e realtà. La Niedermair è anche una famosa fotografa di moda e di certo questo punto di vista è importante nella realizzazione dei suoi lavori. In particolare è famosa per la messa in scena del Cenacolo di Leonardo tutto al femminile per la casa di Moda francese Marithe' + François Girbaud. In ogni caso ha sempre prediletto soggetti femminili, in una sorta di iperrealismo. In questi 26 scatti il punto di vista è quello antropologico, seppur in una cornice mondana, che vede la Signora Hirsch passare da Cortina per le vacanze invernali a Cala di Volpe in Sardegna, attraverso i riti delle feste natalizie e quelli pasquali, in una specie di teatro dipinto, dove la messa in scena è centrale nell'opera e ricalca situazioni poco naturali, con la Hirsch sempre al centro del quadro, un soggetto quasi pittorico, fuso nel paesaggio come un elemento decorativo. In effetti l'insieme è veramente impressionante, sembra a volte di essere davanti ad una tela dipinta ad olio e in alcuni casi, come la fotografia che ritrae la Signora a Cortina, bisogna veramente sforzarsi per capire che si tratta di un'immagine fotografica e non di un vero e proprio dipinto. Con i suoi abiti sontuosi, la Signora Hirsch ci porta al ballo delle debuttanti all'Opera di Vienna e la vediamo anche scendere con la grazia di una Madame settecentesca da una gondola a Venezia, come in una serie di tableaux vivant, di set cinematografici. La mostra è ospitata nel foyer del Museion di Bolzano.

10.01.2010 # 1274
Milano | Frank O. Gehry dal 1997

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Milano | Spaghetti Grafica 2 | Contemporary Italian Graphic Design

Fino al 10/01/2010

Quali sono le tendenze principali e qual’è la ricezione formale e creativa nel campo della grafica italiana di oggi? Triennale Design Museum e Ministero della Grafica ci offrono l’opportunità di scoprirlo attraverso una grande collettiva dedicata alla grafica italiana. 125 progetti selezionati tra 1300 pervenuti, la partecipazione di 95 studi di grafica e comunicazione, questo il “resoconto” espositivo della mostra. Importante la divisione in tre settori che consentono di individuare in maniera più chiara e lineare il percorso dell’odierna grafica nostrana: l’area progetti, dove si possono visionare i lavori, l’area incontro dove è possibile consultare i portfolio degli studi e un’area fotografica dove i designer mettono in mostra le fotografie fatte all’interno dei loro studi. Il risultato è un racconto corale organizzato per immagini in cui ognuno, dal professionista al curioso di turno, dall’appassionato allo studente, ma anche il critico e lo storico dell’arte, possono fare il punto della situazione espressiva della grafica contemporanea in ambito territoriale. Questi i designer selezionati: &1 lab, 45gradi, Accademia di Belle Arti - Urbino, Alessandro Busseni & Stefano Temporin, Alessandro Costariol, Alizarina, Andrea Geremia, Aartiva design, BCPT associati, Bellissimo, Bonsaininja Studio, Bunker, Canefantasma, Cdm associati, CLAC srl - Laboratorio Multimediale, Co.Mo.Do. Comunicare Moltiplica Doveri, Cristina Chiappini, Davide Falzone e Daniele Ghiraldini, Deft design gruppe, Dissociate, DM+B&Associati, Donatello D’Angelo, Due mani non bastano, Ed Testa Design, Elena Giavaldi, Elyron.it, Emmaboshi, Esploratori dello spazio, Filippo Nostri, Francesco Franchi e Luca Pitoni, Francesco Pirro,Ginette Caron Communication Design, Grooppo.org, Happycentro, Heartfelt, Iceberg, Ifix, Iknstudio, Istituto Superiore per le Industrie Artistiche (ISIA Urbino), Jekyll & Hyde, Josephrossi, JVLT/JoeVelluto Studio, Kalimera, Lalalab, Laura Bortoloni, Lcd, Leftloft, LLdesign, Ma:design, Maddalena Pignatiello, Makkiadesign / fleka, Manu7, Margodesign, Marina Turci progetti di comunicazione, Mauro Bubbico, Michele Cecchini, Miulli associati, Molly&partners, Mood magazine, Mousse magazine, Multisize/ConTesta, Nasonero, O zone, Ondesign, Permezzografico, Philipp Heinlein, Piero Di Biase Graphic Design, Sabato Urciuoli, Sartoria.com / Longe Design, Sic et simpliciter, Stefano Rivolta, Stefano Tonti, Studio cheste, Studio FM milano, Studio Kmzero, Studio Sancisi, Studiocharlie, Studiofluo, Studiolow, Subtitle, Thomas berloffa design studio, Tonidigrigio, Twister design e comunicazione srl, Undesign, Zagù associati, Zaven, Zetalab, Zup associati.

10.01.2010 # 1266
Milano | Frank O. Gehry dal 1997

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New York | Ghost Stories: new designs from Nendo

Fino al 10/01/2010

Gli elementi portanti del designer Nendo: illusione ottica, stravaganza , un gioco di luci che conferisce agli oggetti un’anima fluttuante e impalpabile. Al secondo piano della Galleria newyorchese MADProjects i modelli di Nendo hanno creato un paesaggio magico, surreale. Le tendenze emergenti e le innovazioni del design si coniugano armoniosamente in una concezione improntata sull’illusionismo, sull’umorismo e sull’elemento sorpresa che Nendo propone nei suoi quattro nuovi modelli mostrati assieme a prototipi, video e materiali che indagano il processo di progettazione usato per realizzare le opere. Qui riuniti possiamo ammirare il Fade –out, una sedia molto semplice, rettangolare e dipinta in trompe l’oil in modo da dare l’impressione che essa fluttui nello spazio. Blown-color è l’insieme di più lampade realizzate in Smach, un tessuto in poliestere manipolabilissimo e polimorfo quando viene riscaldato. Raffreddandosi assume la forma desiderata, le luci sono nel classico stile vernacolare giapponese ma al posto del bambù lo Smach conferisce la caratteristica del vetro soffiato in un unico pezzo senza saldature. Cord-Chair sono delle sedie dall’apparenza sottilissima ma rinforzate da uno scheletro di alluminio che crea un effetto di contrasto con questa apparente fragilità. Infine, i Phantom-Waves, serie di prototipi per vasi da fiori, creati con una luce polarizzata che crea una solidità fittizia attraverso i dischi rettangolari e cilindrici, insomma, dei veri e propri vasi fantasma. Questa mostra sembra suggerire che il design del futuro e la grafica progettuale, saranno sempre più improntati verso l’impalpabiliità, essenza e forma tenderanno sempre più a fondersi lasciando a noi l’idea dell’oggetto, vuoi in chiave espressionista, onirica, simbolista, astratta, concettuale, il campo è vasto e lascia un’applicazione sconfinata.

10.01.2010 # 1223
Milano | Frank O. Gehry dal 1997

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Milano | La città fragile | Triennale

Fino al 10/01/2010

Perché città fragile? Cos'è la città fragile? È quella in cui spesso ci troviamo a vivere, fatta di disarmonia, uno spazio diviso in zone che faticano a comunicare tra loro e ad elaborare visoni del futuro condivise e condivisibili. La fragilità e le paure che investono le persone, sempre più inglobate in un processo di modernizzazione a cui è difficile sottrarsi, in cui i riferimenti comunitari e familiari vengono facilmente spezzati e i valori tra una generazione e l'altra si assottigliano fino ad interrompersi del tutto. Ecco, la città fragile. Una mostra curata da Aldo Bonomi, dopo la Città infinita del 2003, La rappresentazione della pena del 2006 e La vita nuda del 2008. L'esposizione illustra attraverso fotografie, filmati, illustrazioni, mappe e dati statistici, in maniera emblematica, le fragilità della città contemporanea che espone le persone alle conseguenti debolezze sociali, in cui vediamo protagonista il rapporto, come scontro e incontro tra il rancore della comunità, tra la chiusura della comunità che cerca il capro espiatorio, tra la comunità privilegiata che opera nel campo produttivo e delle professioni e tra la comunità che si fa onere delle fragilità sociali attraverso la cura di esse. I percorsi su cui si snoda la mostra sono tre, paralleli, collegati da linee d'ombra in cui s'intrecciano rancore, cura e fragilità. In questo contesto il visitatore è parte attiva della mostra in quanto rappresenta egli stesso la comunità operosa secondo un processo di identificazione sociale. Al centro di tutto ci sono cinque schegge tematiche su: società securitaria, biscotto nero-il caso Abba, femminicidio, malaombra-i suicidi nel mondo, la secessione dei benestanti. Da qui si snodano due percorsi, quello dedicato alle fragilità dei giovani, degli stranieri, dei matti, degli anziani e delle donne accanto alle pratiche di cura come scuole, istituzioni, professioni della cura, impegno sociale, insomma, i buoni che si fanno carico dei fragili. L'identificazione del visitatore, alla fine della mostra, non può che realizzare il concetto di fusione tra comunità operosa, di cui egli è rappresentante e comunità di cura in cui troverà eco anche la comunità del rancore, in un'agorà finale in cui sarà possibile dibattere ciò che si è visto, ascoltato e vissuto.

10.01.2010 # 1221
Milano | Frank O. Gehry dal 1997

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Lucca | Robert Cahen | Paesaggi | Videoinstallazioni 1979-2008

Fino al 10/01/2010

Tempo della visione e tempo della vita. L'immobilismo e il movimento. L'esistenza che sfugge, ma che può essere fermata in frammenti statici, fissata dall'immagine pittorica. La pittura, i suoni, ogni arte contribuisce alla formazione dell'immagine poetica e alla sua comunicazione. Ecco il fulcro dell'ultima mostra di Robert Cahen ospitata dalla Fondazione Ragghianti di Lucca, presso il Complesso Monumentale di San Micheletto. Robert Cahen è fotografo, cineasta, musicista, videoartista e ha realizzato opere riguardanti il teatro, la danza, la musica, lavorando in pellicola con il super 8 e il 35 mm, con l'immagine elettronica e con le viseoistallazioni. Cahen è considerato un maestro della rappresentazione dello spazio urbano, del paesaggio, del viaggio. Pluripremiato a livello internazionale, questo eclettico artista francese (Valence, Francia 1945) è uno dei massimi esponenti della Videoarte mondiale, un vero e proprio pioniere della fusione tra l'immagine elettronica e la musica concreta che egli compone. Ha inventato il "documentario di creazione" coniugando ricerca artistica rigorosa e dialogo con le istituzioni, musei e committenze televisive. Questa mescolanza di arte contemporanea nell'espressione visiva e nell'uso delle più moderne tecniche legate al mondo della videoarte e della digitalizzazione dell'immagine gli consente di essere uno degli artisti più innovativi e poliedrici del momento. Si possono ammirare 13 opere che vanno dal 1979 al 2008, 11 istallazioni e due video. I temi delle opere sono: il viaggio, la contemplazione del paesaggio, la metamorfosi dello sguardo, il tempo rallentato e meditativo, la riflessione sull'idea di paesaggio, il tempo della vita, la memoria, l'incontro con l'altro.