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Mostre ed eventi // Pagina 165 di 220
23.01.2010 # 1251
Milano | L'artista e la materia | Galleria Tega

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Milano | L'artista e la materia | Galleria Tega

Fino al 23/01/2010

Il tema di questa interessante mostra, la prima di una serie dedicata a questo argomento, è la materia e il suo utilizzo. Una materia in forma di oggetti come fiammiferi, ad esempio, utilizzati per quello che sono, come accade per Kurt Schwitters, oppure la trasformazione organica ed emozionale come nei cretti di Burri. I nomi degli artisti che intorno a cui verte la mostra attraverso l'indagine artistica sul concetto di materia sono di enorme valore e pregio. Ci sono Arman, Alberto Burri, Enrico Baj, Nicola Bolla, Agostino Bonalumi, Pier Paolo Calzolari, Enrico Castellani, Christo, Ettore Colla, Alik Cavaliere, Jim Dine, Nicola De Maria, Nicolas De Stael, Luciano Fabro, Jean Fautrier, Lucio Fontana, Piero Gilardi, Riccardo Gusmaroli, Damien Hirst, Kcho, Yves Klein, Jiri Kolar, Keifer, jannis Kounellis, Richard Long, Piero Manzoni, Mario Merz, Aldo Mondino, Mattia Moreni, Ennio Morlotti, Louise Nevelson, Claes Oldenburg, Mimmo Paladino, Claudio Parmiggiani, Achille Perilli, Giuseppe Penone, Serge Poliakoff, Marc Quin, Mimmo Rotella, Jean Paul Riopelle, Salvatore Scarpitta, Paolo Scheggi, Kurt Schwitters, Julian Schnabel, Antoni Tàpies, Giulio Turcato, Giuseppe Unicini, Sophia Vari, Gilberto Zorio, Chen Zhen. La mostra verte sul confronto di questi artisti sul concetto di materia, per linguaggi formali, concezioni artistiche e visive. La materia: non solo i fiammiferi di Kurt Schwitters che non mutano la loro funzione originaria, ma anche gli intonaci palpabili di Tapis, i cementi di Uncini e le palline di polistirolo di Manzoni fino alla rottura esibita da Lucio Fontana con pietre colorate/ornamento palliativo e alla quantità di sostanza pittorica graffiata nelle opere di Jean Fautrier. La Galleria Tega sarà anche presente ad Art Besel. La mostra è curata da Luciano Aprile.

18.01.2010 # 1250
Milano | L'artista e la materia | Galleria Tega

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Napoli | Giulio Paolini : L'Ora X. Né prima né dopo | Museo Archeologico nazionale

Fino al 18/01/2010

Le sue opere sono al MoMa, al Guggenheim di New York, alla Tate di Londra, al Pompidou di Parigi. Paolini è oggi il più stimato maestro dell'arte concettuale e adesso le sue opere si possono ammirare al Museo Archeologico di Napoli, nella sala della Meridiana. Di Napoli, dice che è una città straordinariamente aperta all'arte contemporanea, proprio perché poco vivibile e quindi più concentrata sul bisogno estetico, la necessità di bellezza che aiuta a vivere e offre un confronto. Il conforto dell'altre. La paragona alla Torino degli anni 60 in pieno boom industriale, quando non c'era neanche un luogo di ritrovo, un caffè o un circolo per gli artisti. Ma era piena di fermento. La mostra in questione verte soprattutto sui concetti complessi a cui l'artista non sa se tendere di più verso l'arte, in senso stretto, o il discorso sull'arte, sul passato o sul presente piuttosto che sull'avanguardia o sulla classicità. Fondatore dell'arte povera assieme a Pistoletto, Merz, Anselmo, Pascali, Penone, nel 1967 i suoi lavori furono riuniti in una mostra dal critico Germano Celant in una galleria di Genova assieme a Boetti, Fabro, Kounellis, Pascali. Esordisce nel '60 con Disegno geometrico, dove si limitava a squadrare con una matita una tela bianca. Poi continua sempre ad approfondire il discorso artistico, lontano dai clamori in cui l'arte contemporanea ormai vive. Lontano dagli Happening, dove si è consumata un' arte usa e getta, lontano dagli ambienti radical chic di alcuni grandi nomi, come le grandi vedettes dell'architettura e dell'arte. Oggi l'artista non è più "maledetto", sostiene, ma fin troppo "benedetto". Il pubblico è chiassoso, la cerchia è fin troppo allargata, ma siamo sicuri che comunque l'arte sia capita e apprezzata o ha solo valore di evento, valore di mercato? Oggi gli artisti sono delle superstar, più delle opere, mentre Giulio Paolini sostiene esattamente il contrario. In effetti, quando si legge un libro, si guarda un film o si è davanti ad un'opera d'arte visiva, l'autore deve essere dimenticato, e questo deve essere in grado di farlo l'opera stessa, per il suo valore intrinseco. Anzi, questo è proprio il valore primario dell'opera d'arte.

17.01.2010 # 1293
Milano | L'artista e la materia | Galleria Tega

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Pisa | CHAGALL E IL MEDITERRANEO

Fino al 17/01/2010

Presso il Blu Palazzo d'Arte e Cultura, in mostra oltre 150 opere, dipinti, sculture, ceramiche, litografie create dal grande artista russo Marc Chagall (Vitebsk, 1887 - Saint-Paul-de-Vence, 1985) che dal 1926 in poi incontrò la cultura e le tradizioni del mediterraneo e li raccontò nelle sue opere attraverso la luce, i paesaggi, le suggestioni del colore. Questa mostra è la prima di un ciclo triennale dedicato ai grandi maestri dell’arte del ‘900. Il tema resta sempre quello dell’incontro tra gli artisti e la luce mediterranea, la cultura e le tradizioni, che, nel caso di Chagall, rivoluzionarono profondamente il suo modo di fare arte: i colori e le luci della Palestina, i paesaggi della Costa Azzurra, in cui egli si trasferì per viverci nel 1950, i colori vivaci della Grecia, il tutto unito comunque alla tradizione russa e bielorussa in cui ogni pennellata e tratto artistico è caratterizzato da una joie de vivre definita dallo stesso Chagall mercurio fiammeggiante, ovvero qualcosa che permeava l’arte in ogni suo stadio e la rendeva viva e vibrante, secondo la poetica del grande artista russo. La mostra di Pisa, quindi, coglie esattamente il passaggio e la transizione tra il periodo precedente al 26, in cui egli resta profondamente ancorato alla tradizione e questo nuovo periodo influenzato e caratterizzato dall’ambiente mediterraneo, con i suoi colori e la sue luce, attraverso i paesaggi e i racconti mitologici e fiabeschi. La mostra è curata dalla nipote di Chagall, Meret Meyer e da Claudia Beltramo Ceppi.

17.01.2010 # 1291
Milano | L'artista e la materia | Galleria Tega

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Mosca | Konstantin Zvezdochetov

Fino al 17/01/2010

Presso il Moscow Museum of Modern Art, per la celebrazione del suo decimo anniversario si aprono importanti mostre monografiche che mettono in evidenza le tendenze più recenti nell'arte russa, tra cui "Don't Stand" di Konstantin Zvezdochetov, uno dei più grandi artisti attuali russi. Negli anni ottanta leader dell'arte new wave, in cui si mescolavano arte concettuale, rock'nroll e cultura di strada, fu membro del gruppo artistico Amanita ma è rimasto coerente con la sua arte "poco nobile" anche negli anni più difficili per l'arte contemporanea. Per la prima volta Mosca gli dedica una retrospettiva così ampia che occupa ben quattro piani del museo con le sue opere e istallazioni, oltre alla presentazione di due nuove opere. In questo contesto esporranno altri artisti russi celebri come Aidan Salakhova, Victor Pivovarov, Boris Orlov, Oleg Kulik, Irina Korina, Vladislav Efimov, Aristarco Chernyshev e Alexei Shulgin. Se siamo rimasti a Chagall, questa è l'occasione giusta per capire in che direzione sta andando l'arte russa, anche perché spesso, proprio l'arte, ci svela le pulsazioni più intime e vibranti della società in cui è prodotta.

17.01.2010 # 1280
Milano | L'artista e la materia | Galleria Tega

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Roma | Niki De Saint Phalle

Fino al 17/01/2010

Per la prima volta l’Italia celebra Niki De Saint Phalle, grande artista della pop-art nata a Neuillysur-Seine nel 1930 e scomparsa a San Diego nel 2002. Oltre 100 le opere esposte, provenienti dalla Niki Charitable Art Foundation di San Diego in California. La mostra è visibile presso il Museo Fondazione Roma (già Museo del Corso). In questa occasione, il curatore, Stefano Cecchetto, ha allestito le Stanze della memoria, ovvero cinque isole tematiche in cui viene narrata la nascita delle opere fino alla maturità artistica della Saint Phalle. Il racconto di questi lavori è straordinario sia dal punto di vista umano che artistico, sono particolarmente adatte ad un pubblico infantile e in questo senso la Fondazione Roma e Arthemisia Group che ne sono i promotori, danno la possibilità a tutti i bambini fino ai 14 anni di entrare gratuitamente, cogliendo anche lo spirito dell’artista che spesso faceva interagire i più piccoli con le sue opere. Il percorso della Saint Phalle è legato ad un’indescrivibile energia e alla ricerca continua nell’arte collegata alle vicende personali che si intrecciano con gli eventi e i personaggi della storia. Dalle sculture policrome di Nantes al celeberrimo giardino dei Tarocchi di Capalbio, Saint Phalle è famosissima in tutto il mondo come performer, pittrice, scultrice e il suo percorso trascende ogni moda o tendenza producendo un contributo significativo all’immaginario artistico contemporaneo.

17.01.2010 # 1242
Milano | L'artista e la materia | Galleria Tega

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Milano | Norman Parkinson: A Very British Glamour | Galleria Carla Sozzani

Fino al 17/01/2010

Parkinson, scomparso nel 1990, diceva di sé : "Sono stato abbastanza fortunato da fotografare un'intera epoca". Infatti, aperto il suo Norman Parkinson Studio, specializzato in ritratti, con Norman Kibblewhite in One Dover Street nel 1934, ha proseguito per ben 56 anni con bellissime e rivoluzionarie fotografie con cui ha reinventato il mondo della fotografia di moda inglese. Pioniere negli anni '40, portò le modelle fuori dagli atelier in ambienti dinamici, cogliendo momenti di quotidianità della donna, pose spontanee, allora inconcepibili e della donna diceva : "L'essere fotografata è parte integrante dell'identità di una donna. La donna deve essere ammirata…". Uomo e artista molto eccentrico, credeva che il sense of humour fosse un elemento indispensabile anche nella fotografia, operando con un approccio distaccato, ironico, che da l'impronta a tutti i suoi ritratti fotografici, da Londra a New York fino a Tobago, fotografando molte celebrità e diventando anche il fotografo ufficiale della famiglia reale inglese.. Da Harper's Bazar a Vogue, fino a Queen Magazine, la sua carriera è stata lunga e ricca di successi. Nel 1964 fotografò i Beatles mentre registravano negli Abbey Road Studios. Il segno che lo contraddistingue è sempre una sorta di surrealismo, dovuto proprio a questo distacco dall'immagine, questa ironia che intride le opere. Nel 1982 l' American Society of Magazine Photographers gli conferisce un premio per i progressi fatti nel settore fotografico e per il grande apporto dato alle riviste americane. Qui viene mostrata una panoramica delle sue opere dagli anni trenta agli anni ottanta, con l'esposizione di negativi e foto originali, compresi alcuni inediti.