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Mostre ed eventi // Pagina 167 di 223
23.01.2010 # 1251
Milano | L'artista e la materia | Galleria Tega

Ilas Web Editor // 0 comments

Milano | L'artista e la materia | Galleria Tega

Fino al 23/01/2010

Il tema di questa interessante mostra, la prima di una serie dedicata a questo argomento, è la materia e il suo utilizzo. Una materia in forma di oggetti come fiammiferi, ad esempio, utilizzati per quello che sono, come accade per Kurt Schwitters, oppure la trasformazione organica ed emozionale come nei cretti di Burri. I nomi degli artisti che intorno a cui verte la mostra attraverso l'indagine artistica sul concetto di materia sono di enorme valore e pregio. Ci sono Arman, Alberto Burri, Enrico Baj, Nicola Bolla, Agostino Bonalumi, Pier Paolo Calzolari, Enrico Castellani, Christo, Ettore Colla, Alik Cavaliere, Jim Dine, Nicola De Maria, Nicolas De Stael, Luciano Fabro, Jean Fautrier, Lucio Fontana, Piero Gilardi, Riccardo Gusmaroli, Damien Hirst, Kcho, Yves Klein, Jiri Kolar, Keifer, jannis Kounellis, Richard Long, Piero Manzoni, Mario Merz, Aldo Mondino, Mattia Moreni, Ennio Morlotti, Louise Nevelson, Claes Oldenburg, Mimmo Paladino, Claudio Parmiggiani, Achille Perilli, Giuseppe Penone, Serge Poliakoff, Marc Quin, Mimmo Rotella, Jean Paul Riopelle, Salvatore Scarpitta, Paolo Scheggi, Kurt Schwitters, Julian Schnabel, Antoni Tàpies, Giulio Turcato, Giuseppe Unicini, Sophia Vari, Gilberto Zorio, Chen Zhen. La mostra verte sul confronto di questi artisti sul concetto di materia, per linguaggi formali, concezioni artistiche e visive. La materia: non solo i fiammiferi di Kurt Schwitters che non mutano la loro funzione originaria, ma anche gli intonaci palpabili di Tapis, i cementi di Uncini e le palline di polistirolo di Manzoni fino alla rottura esibita da Lucio Fontana con pietre colorate/ornamento palliativo e alla quantità di sostanza pittorica graffiata nelle opere di Jean Fautrier. La Galleria Tega sarà anche presente ad Art Besel. La mostra è curata da Luciano Aprile.

31.01.2010 # 1300
Milano | L'artista e la materia | Galleria Tega

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Future Film Festival XII | Future Reloaded

Fino al 31/01/2010

Si svolgerà a Bologna dal 26 al 31 gennaio l'edizione 2010 del Future Film Festival XII, affermatosi come il più grande evento italiano dedicato al cinema d'animazione e agli effetti speciali. Saranno presenti i direttori artistici, i registi e i creativi più importanti sulla scena mondiale con numerosi workshop, incontri e concorsi, in particolare focus su Saul Bass, la Motiobn Graphics e l'animazione in Stop Motion. Vi sarà il rinnovato appuntamento dedicato al 3D con due giornate rivolte allo sviluppo del cinema digitale e al 3D stereoscopico italiano e internazionale. Ogni anno, inoltre, si associa a questa manifestazione anche Future Film Kids che dal 2003 organizza una rassegna cinematografica a Bologna dedicata ai più piccoli che dura circa sei o sette mesi con la visone di film che non hanno generalmente una distribuzione nei cinema e in DVD, assieme a laboratori didattici indirizzati alla comprensione e al gioco attraverso le nuove tecnologie grazie alle quali i bambini riescono ad apprendere il know how necessario alla realizzazione di piccoli film.

31.01.2010 # 1286
Milano | L'artista e la materia | Galleria Tega

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Roma | Milena Pavlovic (1909-1945)

Fino al 31/01/2010

Milena Pavolvic Barilli è stata la più grande artista surrealista italo-serba. Morì a New York in un tragico incidente a cavallo, a 36 anni. Al Museo Hendrik Christian Andersen col patrocinio del Ministero della Cultura della Repubblica di Serbia e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica Italiana si celebra l’arte di questa grande artista, amica di De Chirico, a quasi 80 anni dalla sua prima mostra nella capiitale. Per il centenario della nascita sono previste una serie di altre mostre sul territorio internazionale e nazionale, da Novi Sad a Rimini, Roma e Parigi. A Roma l’artista presenta una serie di 41 oli, tempere e disegni selezionati da circa 894 opere raccolte dalla fondazione serba Galleria Milena Pavlović Barilli di Požarevac. Da poco sono stati riscoperti anche i suoi lavori letterari, considerati estremamente preziosi sotto il punto di vista storico poiché gran parte della sua attività si svolse durante la seconda guerra mondiale. Visionaria, malinconica, è stata un’artista molto amata sia in Europa, dove inaugurò, a Parigi, la stagione artistica (1932), che negli Stati Uniti, dove ebbe un certo seguito. Le sue opere hanno un’enorme valore artistico e si mescolano con una certa iconografia bizantina, con il surrealismo e in qualche tratto sembra di rivedere addirittura El Greco. Per completare il quadro, a Rimini, nel Museo della Città, fino al 24 gennaio saranno presentati i disegni di moda e di design che realizzò per diverse riviste specializzate. Milena Pavolvic Barilli era un’artista moderna, talentuosa e piena di risorse, che si serviva dell’arte anche come un valido e significativo strumento di comunicazione attraverso altri linguaggi, come il design e il disegno di moda, appunto, anch’essi comunque figli di un'unica madre, ovvero l’arte stessa.

31.01.2010 # 1217
Milano | L'artista e la materia | Galleria Tega

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Roma | Disegno e Design | Brevetti e creatività italiani

Fino al 31/01/2010

Al centro della mostra ospitata nel Museo dell'Ara Pacis c'è la creatività al servizio della produzione industriale. L'accento si pone in maniera particolare sugli aspetti progettuali che precedono la realizzazione di un oggetto di design. Il tutto, rigorosamente Made in Italy. Infatti, protagonista della mostra è il design italiano e la nascita di un oggetto attraverso il cammino e l'evoluzione dell'idea di partenza. Nell'iter espositivo si può ammirare un secolo di design italiano e tutti gli aspetti legati all'innovazione che esso ha prodotto, attraverso le divisioni in settori merceologici come la moda, l'arredamento, i trasporti, l'agroalimentare. Possiamo ammirare, quindi, degli oggetti che ormai rappresentano il Design italiano in tutto il mondo, vere e proprie icone di Italian Style, come ad esempio la Vespa, la Moka Bialetti, la poltrona Vanity Fair, la bottiglietta Campari soda, la scarpa Ferragamo fino ai più recenti oggetti che sono già diventati emblema del design e della creatività progettuale italiana, come il lampadario Hope e lo sgabello Forchets. Questi prodotti sono affiancati da disegni, progetti, bozzetti, filmati, pubblicità e contributi audio presi dagli archivi di Rai Educational, Radio 24 e da Archivi storici e privati. Interessante e direi, imperdibile è l'esposizione di tutti i brevetti originali depositati presso l'Archivio centrale dello Stato e l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, aspetto molto utile per capire gli sviluppi dell'industria nostrana. Completano l'offerta espositiva una serie di workshop e incontri con designers e architetti famosi e importanti industriali italiani proprio per evidenziare e spiegare meglio il rapporto tra creatività, design e industria. La mostra è curata da Alessandra Maria Sette e organizzata dalla Fondazione Valore Italia, in collaborazione con il Ministero per le Attività Culturali ( Direzione generale degli Archivi), Ministero per lo Sviluppo Economico, il Comune di Roma e la Fondazione ADI - Compasso d'Oro.

24.01.2010 # 1238
Milano | L'artista e la materia | Galleria Tega

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Chicago | Konstantin Grcic | The Art Institute of Chicago

Fino al 24/01/2010

Si apre a Chicago la monografia “Decisive Design” del designer tedesco Konstantin Grcic, in una struttura, come quella dell’Art Institute di Chicago, recentemente ampliata dall’architetto Renzo Piano ( la parte dedicata al design contemporaneo ) e curata da Zoë Ryan. Rigoroso, con un’attenzione maniacale ai dettagli e al processo creativo e progettuale, gli oggetti da lui creati sono caratterizzati da una grande funzionalità e praticità, elemento importante per stabilire che il designer comprende sin dall’inizio a cosa debba servire l’oggetto creato, quale sarà la sua destinazione finale, ovvero le case, gli uffici, luoghi abitati in cui questi oggetti verranno usati. Grcic è reduce dall’esposizione della sua sedia Myto, presentata da Plank al salone del Mobile di Milano, egli progetta usando materiali ispirati all’elasticità della resina plastica, che venne usata nel 1959 da Verner Panton per progettare la sedia Panton Chair, che non aveva l’appoggio delle gambe posteriori. Un materiale da lui sperimentato è un composto di tecnopolimeri prodotti dall’azienda chimica Basf, con cui ha realizzato, partendo da un modello di cartapesta, appunto la su citata sedia Myto, che ha la caratteristica fondamentale di essere completamente riciclabile, spaziosa e dalla linea sinuosa e molto comoda. Un’altra caratteristica dei suoi lavori è la drastica riduzione dei pieni per dare spazio alla leggerezza degli oggetti, l’essenza formale di ognuno di essi. In primis, il designer Grcic, davanti ad una sua “opera”, cerca di trovare una soluzione. Ispirato alla tradizione, ma proteso verso la modernità, egli disegna a schizzo o al computer. Egli ha disegnato oggetti per molte aziende italiane come Cappellini, Flos, Magis, Moroso, Plank, Serafino Zani e per Flos, con la bella lampada ispirata a quella dei meccanici, Mayday, ha vinto il Compasso d’Oro nel 2001. Ma il suo nome è anche associato ai marchi esteri Authentics, Classicon, Hermès, Iittala, Krups, Muji, Vitra, oggi all’avanguardia per le proposte e il design innovativo. In esposizione, qui al The Art Institute of Chicago ci sono ben 100 oggetti disegnati dal grande designer tedesco, che a breve sarà a Londra, presso la Serpentine Gallery come curatore della mostra Design Real.

18.01.2010 # 1250
Milano | L'artista e la materia | Galleria Tega

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Napoli | Giulio Paolini : L'Ora X. Né prima né dopo | Museo Archeologico nazionale

Fino al 18/01/2010

Le sue opere sono al MoMa, al Guggenheim di New York, alla Tate di Londra, al Pompidou di Parigi. Paolini è oggi il più stimato maestro dell'arte concettuale e adesso le sue opere si possono ammirare al Museo Archeologico di Napoli, nella sala della Meridiana. Di Napoli, dice che è una città straordinariamente aperta all'arte contemporanea, proprio perché poco vivibile e quindi più concentrata sul bisogno estetico, la necessità di bellezza che aiuta a vivere e offre un confronto. Il conforto dell'altre. La paragona alla Torino degli anni 60 in pieno boom industriale, quando non c'era neanche un luogo di ritrovo, un caffè o un circolo per gli artisti. Ma era piena di fermento. La mostra in questione verte soprattutto sui concetti complessi a cui l'artista non sa se tendere di più verso l'arte, in senso stretto, o il discorso sull'arte, sul passato o sul presente piuttosto che sull'avanguardia o sulla classicità. Fondatore dell'arte povera assieme a Pistoletto, Merz, Anselmo, Pascali, Penone, nel 1967 i suoi lavori furono riuniti in una mostra dal critico Germano Celant in una galleria di Genova assieme a Boetti, Fabro, Kounellis, Pascali. Esordisce nel '60 con Disegno geometrico, dove si limitava a squadrare con una matita una tela bianca. Poi continua sempre ad approfondire il discorso artistico, lontano dai clamori in cui l'arte contemporanea ormai vive. Lontano dagli Happening, dove si è consumata un' arte usa e getta, lontano dagli ambienti radical chic di alcuni grandi nomi, come le grandi vedettes dell'architettura e dell'arte. Oggi l'artista non è più "maledetto", sostiene, ma fin troppo "benedetto". Il pubblico è chiassoso, la cerchia è fin troppo allargata, ma siamo sicuri che comunque l'arte sia capita e apprezzata o ha solo valore di evento, valore di mercato? Oggi gli artisti sono delle superstar, più delle opere, mentre Giulio Paolini sostiene esattamente il contrario. In effetti, quando si legge un libro, si guarda un film o si è davanti ad un'opera d'arte visiva, l'autore deve essere dimenticato, e questo deve essere in grado di farlo l'opera stessa, per il suo valore intrinseco. Anzi, questo è proprio il valore primario dell'opera d'arte.