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Mostre ed eventi // Pagina 175 di 218
21.02.2009 # 1269
Chichester, Sussex | Henry Moore Textiles

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Chichester, Sussex | Henry Moore Textiles

Fino al 21/02/2009

Alla Pallant House Gallery di Chichester, nel Sussex occidentale sono in mostra i disegni che il grande scultore Henry Moore aveva prodotto per stoffe, tendaggi e tessuti. Un'abilità sin 'ora del tutto inedita ma di grande valore artistico. I disegni esposti, infatti, richiamano con grande forza le sue opere scultoree e le stoffe, anche queste al centro della mostra, hanno gli stessi motivi e le medesime forme tondeggianti e primitive. Una vera e propria passione nata in piena seconda guerra mondiale su insistenza di un produttore di stoffe, Zika Ascher che tra gli altri, aveva commissionato lavori anche a Mattisse, Ivon Hitchens e Jean Cocteau. La testimonianza di questa passione è data dal fatto che Moore ha proseguito con questa attività per tutta la vita, parallelamente al suo "lavoro" di scultore, ma in questo caso, poiché di arte pur sempre si tratta, potremmo dire che questi lavori rappresentano una sorta di completamento della sua figura d'artista, un elemento in più e piuttosto significativo per valutare il Moore artista, creativo e versatile disegnatore. I disegni sono quelli che lo contraddistinguono: forme fluide e colori vivaci, luminosi, anche inediti su seta, nylon, cotone e raso assieme a disegni scoperti solo nel 2006. La mostra è curata dalla Henry Moore Foundation.

08.02.2009 # 935
Chichester, Sussex | Henry Moore Textiles

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Clusone (BG) | Giacomo Manzù | Fino al 8 febbraio 2009

Fino al 8 febbraio 2009

In occasione del centenario della nascita dello scultore Giacomo Manzù (1908-1991), il MAT – Museo Arte Tempo di Clusone, in collaborazione con la GAMeC - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, ospiterà dal 13 luglio 2008 al 8 febbraio 2009 un'esposizione dedicata al grande artista bergamasco.
La mostra, curata da M. Cristina Rodeschini e Marcella Cattaneo, darà conto dell'importante produzione di Manzù negli anni del soggiorno clusonese, tra il 1942 e il 1945. Il momento storico era particolarmente sofferto e la guerra lo vide costretto a rifugiarsi insieme alla moglie Tina e al figlio Pio, ospiti dell'amico Attilio Nani, nella cittadina dell'alta Val Seriana, in provincia di Bergamo.
L'esposizione si pone, dunque, come un momento di approfondimento all'interno di un disegno di ampio respiro che proseguirà con la grande mostra alla GAMeC - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo dal 1° ottobre 2008 al 8 febbraio 2009, che offrirà al pubblico la visione di una sessantina di opere tra le più rappresentative del percorso artistico dello scultore.

01.02.2009 # 936
Chichester, Sussex | Henry Moore Textiles

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Milano | Mario Schifano | Fino al 1 febbraio 2009

Fino al 1 febbraio 2009

La grande retrospettiva su Mario Schifano già allestita alla GNAM di Roma viene riproposta, dal 17 ottobre al primo febbraio, a Milano. Ad ospitarla saranno la Galleria Gruppo Credito Valtellinese, la Fondazione Stelline e l'Accademia di Brera.
La mostra, a cura di Achile Bonito Oliva in collaborazione con l'Archivio Mario Schifano, è stata co-prodotta dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese con la GNAM di Roma in collaborazione con la Fondazione Stelline e l'Accademia di Brera.
Ricorda un artista-icona dell'arte italiana a dieci anni dalla sua scomparsa.
Precursore delle avanguardie artistiche, a cominciare dai celebri monocromi, e della pop art in particolare, Mario Schifano ha contribuito al rinnovamento dell'arte internazionale, ed è entrato in contatto con artisti quali Tzara e Duchamp, Rauschenberg e Kline, Dine e Jasper Jones, senza dimenticare Andy Warhol, che conobbe a New York nel '62. Spesso paragonato all'artista americano per la velocità del gesto pittorico e la quantità della produzione torrenziale, Mario Schifano è stato la prima figura internazionale dell'arte italiana contemporanea, e negli anni sessanta uno degli artisti della scuderia della grande gallerista americana Ileana Sonnabend.
I numerosi prestiti, concessi soprattutto da collezionisti privati, restituiscono la grandezza dell'artista e la forza anticipatrice delle sue opere.
La mostra presenta le opere decennio dopo decennio ricordando come per quarant'anni vita e arte siano state inestricabilmente legate nel lavoro di Schifano. L'esposizione prende avvio dai cicli tematici progressivi - i monocromi, gli incidenti, i paesaggi - tutti presenti in mostra - fino a sconfinare nel linguaggio multimediale.

01.02.2009 # 903
Chichester, Sussex | Henry Moore Textiles

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Milano | Guido Crepax | Fino al 1 febbraio 2009

Fino al 1 febbraio 2009

Triennale Bovisa presenta la mostra Guido Crepax. Valentina, la forma del tempo, dedicata al lavoro del fumettista Guido Crepax e a Valentina, il suo personaggio più celebre, creato nel 1965. In perfetto equilibrio tra una donna reale e un simbolo di trasgressione, la fotografa milanese Valentina Rosselli è, infatti, il personaggio femminile più famoso nella storia del fumetto.  Il suo volto, il celebre caschetto e molti tratti della sua personalità sono ispirati all'attrice Louise Brooks, diva del cinema muto e protagonista del film Lulù di Georg Wilhelm Pabst (1928). Oltre al mondo culturale, politico, ideologico ed estetico del suo autore, Valentina incarna una sorta di "spirito del tempo" della società italiana attraverso i grandi cambiamenti degli anni sessanta, settanta e ottanta.

Ci sono almeno due modi per rileggere il trentennale lavoro di Guido Crepax. Dall'esterno, scorrendo le pagine e lasciandosi guidare dal piacere delle immagini, o dall'interno, scoprendo tra le pieghe di una sfrenata fantasia, forti riferimenti alla famiglia e alla casa. E sono proprio questi ultimi, la famiglia e la casa, unitamente a un implacabile rapporto con il tempo, a essere i fili che legano tutta la sua opera.

Questa mostra, a cinque anni dalla scomparsa, si pone per la prima volta l'obbiettivo di analizzare Crepax dall'interno. Scavando a fondo nei ricordi e nei reconditi della mente che, come ogni ambiente borghese che si rispetti è rigorosamente rappresentata da una casa e suddivisa in stanze. Ogni stanza rappresenta un diverso modo di intendere e vivere il tempo. La forma del tempo ovvero il tempo nelle sue diverse forme, perché esso non è mai univoca unità di misura.

27.01.2009 # 355
Chichester, Sussex | Henry Moore Textiles

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Bologna | Future Film Festival | Fino al 1 febbraio 2009

Fino al 1 febbraio 2009

Il Future Film Festival, l'annuale appuntamento con il cinema d'animazione e le ultime frontiere dell'immaginario digitale approda alla sua undicesima edizione. Prima manifestazione italiana nel suo genere diretta da Giulietta Fara e Oscar Cosulich, il Future Film Festival si ripresenta al pubblico con un ricchissimo programma: 27 film in anteprima italiana o europea, incontri con prestigiosissimi ospiti, eventi speciali, workshop dedicati all'universo digitale e al cinema d'animazione. Due in particolare gli omaggi proposti da Future Film Festival 2009:Ub Iwerks: da Topolino a Hitchcock e Nobuo Nakagawa: Master of Horror.

18.01.2009 # 938
Chichester, Sussex | Henry Moore Textiles

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Milano | Robert Frank - Lo straniero americano | Fino al 18 gennaio 2009

Fino al 18 gennaio 2009

La mostra Robert Frank. Lo straniero americano – promossa dal Comune di Milano - Cultura e organizzata da Palazzo Reale e 24 ORE Motta Cultura - presenta dal 14 ottobre 2008 al 18 gennaio 2009 un'ottantina di opere del fotografo svizzero provenienti dal Fotomuseum Winterthur e dal Fotostiftung Schweiz di Zurigo.
L'evento, curato da Martin Gasser, Thomas, Seelig, Urs Stahel e Enrica Viganò, si presenta come un'importante monografica dedicata all'opera di Robert Frank, il cui sguardo ha contribuito a sconvolgere la grammatica della fotografia nella seconda metà del Novecento.
Nelle sue immagini, dal forte sapore di documentazione sociale ed allo stesso tempo di sperimentazione formale, ritroviamo una visione più intima della quotidianità di un paese, gli Stati Uniti d'America, che Frank descrive come fino ad allora nessuno aveva mai saputo fare, una riflessione sulla realtà, insieme dura e ironica. Le sue fotografie, così volutamente contrastate, hanno sconvolto un paese ipnotizzato dall'american dream e hanno contribuito all'evolversi di una fotografia più autentica e schietta.
Il fotografo non si ferma e così come alla fine degli anni Cinquanta il suo linguaggio aveva scardinatole regole della street-photography, così negli anni Settanta le sue invenzioni concettuali segnano un'evoluzione nella fine-art photography attraverso la quale esprime la sua profonda ansia esistenziale.