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Mostre ed eventi // Pagina 153 di 220
12.07.2010 # 1307
New York | Die Neue Typographie

Ilas Web Editor // 0 comments

New York | Die Neue Typographie

Fino al 12/07/2010

Al Moma di New York non perdetevi un'interessante mostra dedicata al mondo della tipografia tra gli anni '20 e '30 del secolo scorso. In mostra manifesti, libri, riviste, depliant, biglietti realizzati dal movimento Die Neue Typographie che ha portato alla ribalta la grafica e il design dell'informazione presso le avanguardie artistiche dell'Europa dell'Est. L'esposizione di queste opere grafiche, incluse anche piccole opere artistiche è tratta dalla collezione ricchissima che il Moma ha delle opere russe, tedesche, olandesi e dalla grafica cecoslovacca, quindi riflette in maniera precisa e aderente anche l'arte del periodo su citato. La New Typographie, rispondente ad un nuovo tipo di design modernista, rifiutava la suddivisione tradizionale in colonne simmetriche e ri-organizzava lo spazio come se fosse stato uno campo vuoto in cui i blocchi stampati e le illustrazioni, in un vero e proprio fotomontaggio, potevano essere disposti in maniera armoniosa e in composizioni asimmetriche ma significanti. Si parte dalle correnti nella Russia dei Soviet, fino al Bahaus di Weimar. Il designer Jan Tschichold codifica tutti gli orientamenti più significativi di quel periodo che ha cambiato profondamente il mondo della tipografia influenzando moltissimo le arti visive, cosa che viene anche spiegata nel suo libro Die Neue Typographie (1928). La mostra è organizzata da Juliet Kinchin e Aidan O'Connor ed è ospitata presso il dipartimento di Architettura e Design del Moma.

16.07.2010 # 1640
New York | Die Neue Typographie

Ilas Web Editor // 0 comments

Milano | Jake and Dinos Chapman

Fino al 16/07/2010

Alla galleria ProjectB di Milano in mostra l’arte sanguinaria e da incubo dei fratelli Chapman. Inglesi, diplomati al Royal College of Art di Londra, espongono la loro arte da brivido. The sun will shine brightly on your rotting corpse whilst your bones glimmer in the moonlight ovvero Il sole splenderà brillante sul vostro cadavere marcio mentre le vostre ossa risplendono al chiaro di luna. Per farla breve, come titolato anche dal Venerdì di Repubblica, “l’arte shok dei pinguini sanguinari e infelici”. Ecco quindi il placito Unhappy feet in cui i due fratelli raffigurano un pianeta dove Artide e Antartide si sono riuniti e sono abitati da pinguini terribili, che divorano gli orsi, balene e trichechi e li massacrano. Del resto, tipico dei due artisti è stato, sin dall’inizio, l’infrangere diversi tabù infantili. Dai manichini che rappresentano bambini con al posto delle bocche e dei nasi, vagine e falli in erezione alla lettura capovolta dei pinguini del film d’animazione Happy feet, ai bassorilievi con teschi di Skull Panel, ai disegni di corpi squartati di Exquisite Corpse. Per stomaci forti, attraverso l’estetizzazione dell’orrore, la violenza, la manipolazione genetica in tutte le forme artistiche (acqueforti, istallazioni, disegni, pittura, scultura) e con numerosi riferimenti alla storia dell’arte. Curioso, mostruoso, grottesco, ma al contempo, fa riflettere e vien voglia di approfondire tutto. I due fratelli, oltre ad avere fatto mostre in tutto il mondo ( erano anche a Barock, Museo Madre, Napoli 2009 – 2010), hanno vinto il prestigioso Premio Turner nel 2003.

15.07.2010 # 1652
New York | Die Neue Typographie

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Bologna | mostra Illustratori Italiani - Annual 2010

Fino al 15/07/2010

La mostra Illustratori italiani-Annual 2010 ( già recensito sul sito e sul blog Ilas nella categoria libri) diventa itinerante! Dopo il debutto presso la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, la mostra si fermerà a Bologna presso il Pub Pub Mutenye, storica birreria di via del Pratello, ospiterà quattordici delle centocinque illustrazioni selezionate per la mostra: Emiliano Ponzi, Victor Togliani, Lorenzo Petrantoni, Beppe Giacobe, Giulia Ghigini, Pierluigi Longo, Giorgio Baroni, Alberto Ruggieri, Daniela Murgia Ariana Papini, Arianna Vairo, Paolo D’Altan, Gaia Stella Desanguine, Carlo Stanga. La gallery dei selezionati all’Annual 2010 è già disponibile on line, mentre a Bologna si possono adesso ammirare da vicino le opere realizzate per questo bellissimo raccoglitore del meglio dell’Illustrazione italiana di oggi. La mostra è realizzata in collaborazione con gli editori dell’Annual 2010, Fausto e Daniele Lupetti

11.07.2010 # 1519
New York | Die Neue Typographie

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Roma | Mimmo Jodice

Fino al 11/07/2010

Inaugurata il 9 aprile 2010 a Palazzo delle Esposizioni di Roma e una settimana dopo a Parigi, presso la Maison Européenne de la Photographie, la grande retrospettiva dedicata a Mimmo Jodice, ricalca i cinquant’anni della sua carriera di fotografo. In mostra circa 180 fotografie, scattate tra il ’64 e il 2009, in bianco e nero, quasi tutte stampate a mano da Jodice. Il fotografo napoletano ha cominciato per caso la sua carriera di fotografo, grazie ad un regalo che gli fece un signore quando era un ragazzo poverissimo, nato e vissuto fino a quel momento nel quartiere popolare della Sanità, a pochi metri dal Museo Archeologico nazionale. Il regalo consisteva in due bacinelle, una lampadina rossa e un proiettore di cui l’ignaro benefattore non sapeva che farsene. Da allora è stato citato nelle più grandi antologie di fotografia del mondo. Dagli anni 70 Jodice smette di fotografare le persone, per la delusione cocente di non poter trasformare la società. Dopo quegli anni pieni di speranza e di lotte, dopo aver fotografato soggetti all’interno di manicomi, di ospedali, in mezzo alla strada, ma anche la Napoli post colera, Jodice ha spostato l’obiettivo verso soggetti non umani, viaggiando per il mediterraneo in cerca delle vestigia di un passato ancora ricorrente. Il leit motive di tutte le sue opere resta la sperimentazione di nuove tecniche, la ricerca di un nuovo linguaggio e la connotazione di atemporalità di ogni sua immagini. Il prossimo obiettivo sarà quello di fotografare il vuoto, che, a detta dell’autore sarà un vuoto mai visto prima, non perché non esista, ma perché non siamo in grado di vederlo. La mostra è curata da Ida Giannelli e Daniela Pancioni ed è organizzata secondo i seguenti cicli: Sperimentazioni (1964–1978), Figure del sociale (1969–1977) Riconsiderazioni (1978–2003), Mediterraneo (1986–1995), Eden (1994–1997), Mare (1998–2002).

07.07.2010 # 1583
New York | Die Neue Typographie

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Prato | The climate is changing

Fino al 07/07/2010

 


Il motto di questa mostra particolare potrebbe essere “ il clima cambia ma il feltro resiste”. Intorno ai cambiamenti climatici e alle sofferenze del Pianeta, espongono cinquanta giovani artisti al Museo del Tessuto di Prato. L’obiettivo della mostra è quello di dare voce ad una coscienza collettiva sempre più attenta alle problematiche ambientali, con la forza e il coraggio continuo di denunciare il degrado e le sofferenze e porsi al contempo interrogativi eco-sociali esprimendo fiducia e ottimismo nel potere di rinnovamento della natura a favore degli esseri umani. Si possono ammirare suggestive istallazioni, piccole sculture tessili e opere di grande formato, tutte ispirate al medesimo principio e alle voci : Denuncia, Interrogativi, Soluzioni e Fiducia , chiavi di lettura che accompagnano il visitatore nel percorso espositivo. La mostra, giunta alla quinta edizione, è anche un luogo di incontri, workshop e laboratori. L’esposizione di arte tessile è organizzata dalla International Feltmakers Association, la Filz NetzWerk e V e il Coordinamento Tessitori, in collaborazione con la Fondazione Museo del Tessuto e il Comune di Prato e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato e Cariprato e sotto il patrocinio della Provincia di Prato, Comune di Cantagallo, Comune di Vaiano, Comune di Verni.

 

04.07.2010 # 1502
New York | Die Neue Typographie

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Milano | Stanley Kubrick fotografo. Gli anni di Look (1945-1950)

Fino al 04/07/2010

La mostra ospitata al Palazzo della Ragione di Milano, racconta un Kubrik inedito. Non il grande maestro del mezzo cinematografico, ma un fotografo dal talento incredibile. Quello delle 300 fotografie esposte alla mostra, tra inediti e immagini d’epoca, sono la testimonianza del suo lavoro a soli 17 anni per la rivista americana Look. Raccontano un’America che si appresta ad essere sempre di più sotto le luci della ribalta, con Rocky Graziano e Montgomery Clift, con le immagini intrise di un neorealismo americano, fordiano, che però rimanda sempre alla costante ambigua e dualistica dell’immagine cinematografica tipica di Stanley Kubrik. E’ incredibile come anche nella fotografia, nonostante la giovane età, già tutto l’amore per il racconto e l’analisi dell’immagine attraverso di questo sia già presente, soprattutto nel rapporto tra soggetto e macchina fotografica, in cui il mezzo è il mediano del racconto, fa il racconto e lo produce, lo crea. Il percorso espositivo è organizzato in due parti, di cui la prima, divisa in 7 sezioni, esplora le immagini come simbolo di storie che l’obiettivo di Kubrik fotografo racconta. Molto presente è la città di New York, pronta per diventare la nuova capitale mondiale e i musicisti dixieland colti nella loro vita quotidiana. Al centro di tutto, l’humour del fotografo, con il suo incredibile distacco capace di raccontarci in maniera magistrale qualsiasi storia, da quella del piccolo sciuscià americano alla vita che si svolgeva all’interno della Columbia University, un luogo d’élite dove l’America formava la classe dirigente del futuro, e all’interno del Campus Mooseheart nell’Illinois, una residenza universitaria, costruita da benefattori, per educare figli orfani di guerra che sarebbero andati a ingrossare le fila della middle class americana.