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Mostre ed eventi // Pagina 159 di 218
28.02.2010 # 1313
Roma | Sandro Chia. Della pittura, popolare e nobilissima arte

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Roma | Sandro Chia. Della pittura, popolare e nobilissima arte

Fino al 28/02/2010

Questa del Gnam, Galleria nazionale d'arte moderna di Roma è la più grande retrospettiva che un museo italiano abbia mai dedicato a Sandro Chia per in 40 anni di carriera. Chia proviene dalla Transavanguardia, un movimento artistico nato negli anni settanta che si proponeva di andare oltre la pittura e per usare le parole dell'artista: "In quegli anni Settanta eravamo un manipolo di ragazzacci provenienti dall'arte concettuale che, proprio per questo, facevamo i conti con l'azzeramento del linguaggio. Eppure, avevamo imparato qualcosa e con noi la Transavanguardia ha inaugurato la meta-pittura, che sarebbe la pittura senza talento". Curata da Achille Bonito Oliva, che in quegli anni decodificò e promosse il movimento, che comprendeva anche Enzo Cucchi, Francesco Clemente, Nicola De Maria, Mimmo Paladino, la mostra consta di circa 61 opere di cui cinque sculture e 56 opere monumentali. In Chia, fiorentino del '46, l'impianto monumentale si associa ad una poetica della natura, un lirismo e un'energia vitale assimilata attraverso colori vivaci e accesi. Sandro Chia ci porta in una dimensione panteistica, in cui l'opera monumentale, gigantesca, vede figure titaniche immergersi in un quadro naturale che fa da sfondo e cornice in una visione bucolica, pastorale in cui l'essenza umana si fonde con l'essenza naturale. Gli ispiratori di Chia, ancora oggi, sono Chagall, Cézanne, Picasso, De Chirico, il Carrà metafisico a quello novecentista, e Duchamps e in proposito egli dice "Cezanne o Picasso non volevano essere abili artigiani della pittura, che comunque resta, come forma espressiva, l'unica maniera rigorosa per applicarsi all'uomo, all'emozione. Ogni quadro è un nuovo teatro. Ogni quadro è lo spazio tra un capolavoro e l'altro. I capolavori sono stati già tutti fatti in passato, ma visitando i grandi musei ho subito capito che c'è sempre posto per un altro lavoro. Io non sono Antonello da Messina o Piero della Francesca, ma proprio da questo traggo la mia libertà".

13.03.2010 # 1435
Roma | Sandro Chia. Della pittura, popolare e nobilissima arte

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Milano | BeB Italia Portraits

Fino al 13/03/2010

Cinque fotografi internazionali interpretano altrettanti oggetti culto di design, realizzati dalle superstar mondiali del design, come Zaha Hadid, Patricia Urquiola, Antonio Citterio e Naoto Fukasawa. Gli scatti d'autore saranno documentati dai video dei backstage. Dall'11 al 13 marzo è allestita a Milano la mostra B&B Italia Portraits curata da Case da Abitare. Filo conduttore della mostra, le suggestioni legate all’arte e all’architettura, ospitate nello store milanese B&B Italia. Tra i fotografi, Adrian Gaut, a cui è stato affidato il discorso tra le poltrone da outdoor Crinoline di Patricia Urquiola e lo skyline newyorkese visto dalla High Line, la vecchia ferrovia riqualificata dagli architetti Diller Scofidio+Renfro. Suoi lavori su Wallpaper, Men's Vogue, Pin-up, Fortune, Mark, Muse, Tokion, London Sunday, Times Magazine, Spin, Monocle e Wired. Tra i suoi clienti, 3.1 Phillip Lim, Yohji Yamamoto, Jack Spade, Boeing, Mazda, Nike e Starbucks. A seguire Lucilla Barbieri e Fabrizio Coppi, milanesi ma londinesi d’adozione, hanno lavorato per American Airlines, Audi, Bulgari, Fendi, Gucci, Mercedes, Issey Miyake. I loro lavori sono stati pubblicati su L'Uomo Vogue, GQ, Vogue Italia e Giappone, New York Times, T Magazine, Wallpaper, W gioiello e The World of Interiors. Dean Kaufman, con all’attivo lavori per ilThe New York Times Magazine, W Magazine, Vogue, Wallpaper e lavori per American Express, Apple, Bottega Veneta, Chanel, IBM e Timberland. Grégoire Alexandre, le cui opere sono descritte da Christian Lacroix d come "poesia contemporanea", i suoi scatti sono apparsi su Libération, Wallpaper
, Beaux-Arts Magazine, le Monde d'Hermès, GQ Style e Blast. Tra i suoi clienti Sony, Orange, Louis Vuitton, Citroën, Absolut e EBay. Infine, Tom Mannion che ha lavorato per Vogue UK e America, Elle Decoration, The World of Interiors, In Style, Habitat, Armani Casa, che qui presenta gli scatti della poltrona Grande Papilio di Naoto Fukasawa, fotografata all'interno di una residenza barocca inglese, in una dimensione incantata e senza tempo, tra storia e modernità.

07.03.2010 # 1428
Roma | Sandro Chia. Della pittura, popolare e nobilissima arte

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New York | Art is back | Armory Show

Fino al 07/03/2010

L'arte è tornata, Art is back, come recita lo slogan dell'Armory Show, appuntamento atteso da trecento espositori e gallerie convogliate sul territorio e sul mercato americano, a New York. Il più importante appuntamento del mercato d'arte americano è figlio del successo di Art Basel Miami Beach, la fiera di Miami dedicata all'arte e a centinaia di espositori mondiali. I risultati sono stati ottimi e l'entusiasmo per la manifestazione si può toccare con mano. In questa sede ci saranno anche gallerie nuove grazie agli affitti crollati. L'entusiasmo è tale che per un opera di Giacometti, un bronzo battuto da Sothesby's, sono stati spesi 74 milioni di euro. In concomitanza con l'Armory, nella stessa settimana, ci sarà la Biennale del Whitney diretta da Francesco Bonomi, la mostra dedicata a alla collezione Joannou presentata da Jeff Koons e tre fiere satellite. Gli artisti sono un misto di giovanissimi e di artisti più affermati. Il trend di vendita delle opere, citando il New York Times, sembra preferire opere molto fredde, poco emotive. E il mercato, si sa, in questo senso, detta legge.

07.03.2010 # 1241
Roma | Sandro Chia. Della pittura, popolare e nobilissima arte

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Verona | Corot e l'arte moderna | Palazzo della Gran Guardia

Fino al 07/03/2010

Si dice che Corot ( 1796-1875) sia stato il pittore, che mai come nessun altro, abbia dato un'anima ai paesaggi. Nella prima metà dell'800, da quando soggiornò in Italia, precisamente dal 1825 al 1828, si diede alla pittura dei paesaggi, sull'impronta di Canaletto, altro grande paesaggista, ma soprattutto di Jhon Constable, il pittore inglese noto per i suoi paesaggi atmosferici e la sua pittura poco materia e molto evocativa, assieme a Turner, cui Corot, tornando dall'Italia, guardò con estrema attenzione. Corot inaugura una nuova epoca pittorica grazie alle abbondanti dosi di colore che egli stende sulla tela, che hanno la funzione essenziale di evocare la materia, la roccia piuttosto che l'albero, ma in senso pienamente atmosferico attraverso una consistenza corposa. Il filo con la classicità e con l'analiticità topografica della tradizione si spezza per lasciare il posto ad una pittura diversa, dove il sentimento e l'immaginazione prendono corpo e si dipingono veri e propri paesaggi dell'anima. In questa mostra vedremo le impressioni che il grande pittore francese ha lasciato sugli altri artisti, come ad esempio Monet, Poussin, Claude, Annibale Carracci e suoi suoi contemporanei come Valenciennes, Bertin, Michallon. Per tutti i paesaggisti moderni egli è stato un progenitore al contempo tradizionale e innovatore e la mostra di Verona illustra questo aspetto in pieno. La generazione di artisti che venne dopo, a cui la rivoluzione pittorica e concettuale di Corot aprì la strada, fu quella di Monet, Ricasso, Cesanne e ognuno di loro ne colse e ne assorbì aspetti importanti, come gli aspetti sintetici e costruttivi ( Cézanne), la disintegrazione della materia pittorica della pittura ( Monet ), il simbolismo ( Denis ). Picasso ne fu grande collezionista e l'influenza di "père Corot" come venne chiamato da questi grandi artisti, fu grande anche su Braque e Mondrian. Ogni elemento viene assunto per sviluppare un determinato concetto pittorico, come la monumentalità della forma in Picasso o la scomposizione costruttiva della pennellata in Mondrian. Quindi, apparentemente l'impalcatura classica di Corot è evidente, ma dentro questa impalcatura il segno e la materia pittorica sono in completa evoluzione e recano in nuce tutti i futuri e più importanti cambiamenti che si avranno nella pittura moderna e contemporanea. La mostra, curata da Vincent Pomarède (massimo esperto di Corot e direttore del dipartimento di pittura del museo del Louvre) è realizzata in collaborazione con il Louvre e si espongono circa 100 dipinti da Poussin a Ricasso, di cui almeno il 50% sono di Jean Baptiste Camille Corot.

01.03.2010 # 1233
Roma | Sandro Chia. Della pittura, popolare e nobilissima arte

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Padova | Zaha Adid | Biennale internazionale di architettura

Fino al 01/03/2010

Presso il Palazzo della Regione di Padova, nel salone medievale, nell’ambito della IV edizione della Biennale di Architettura “Barbara Cappochin”, possiamo ammirare l’architettuira e il design secondo il grande architetto iraniano Zaha Adid, insignita nel 2004 del Pritzker Prize, il Nobel per l’architettura. Il suo lavoro di progettista è unico e inimitabile, in questa mostra emerge la nuova concezione che c’è dietro il processo d’ideazione delle opere. L’esposizione è stata suddivisa in blocchi differenziati a seconda del progetto, raccontato per immagini video, fotografie, disegni, modelli e prototipi tra cui il MAXXI di Roma, il Ctylife Tower&Masterplan di Milano, il Maritime Terminal di Salerno, il Museum Of Nuragic & Contemporary Art di Cagliari, il Regium Waterfront di Reggio Calabria, l’High-Speed Train Station di Napoli Afragola nell’ambito del progetto della TAV. L’Italia ha un rapporto privilegiato con questo grande architetto, che ormai è anche un eccellente designer, con all’attivo il design di svariati oggetti tra cui anche un famoso paio di scarpe realizzato per Melissa. Trait d’union tra tutte le sue opere, anche di design, è l’incredibile fluidità delle linee e il disegno avveniristico, che messi insieme, sortiscono un effetto sorprendente e originale. In questa mostra vediamo la suddivisone in sei blocchi, come una sorta di morfologia concettuale, chiamati Linee, Fasce, Reti, Onde, conchiglie, bozzolo, Aggregazioni/Grappoli/Mosaici, Campi, Paesaggio e Topografia, Parametrismo, che si snodano in forme ondulate e in vere e proprie isole espositive che risaltano il luogo espositivo e le opere preesistenti. Zaha Adid sta realizzando al momento opere eccellenti come l’Aquatic Centre per le Olimpiadi di Londra del 2012, le Signature Towers a Dubai, il Performing Arts Centre ad Abu Dhabi. Entrare nel mondo di Zaha Adid è come intraprendere un percorso spazio temporale completamente nuovo, diverso, futuribile e positivo, con le sue forme aeree e luminose, la sua comprensione e la sensibilità nel comprendere il territorio e l’ambiente in cui inserire le sue opere. Le precedenti retrospettive dedicate a questo grande architetto e designer sono state al Solomon R. Guggenheim Museum di New York e nel 2007 al Design Museum di Londra.

27.02.2010 # 1239
Roma | Sandro Chia. Della pittura, popolare e nobilissima arte

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Roma | DAVID CERNY - The Solo Show | CO2 Contemporary Art

Fino al 27/02/2010


L'artista Ceco David Cerny espone le sue opere più famose alla CO2 contemporary art di Roma, in una mostra curata da Maria Letizia Bixio. L'artista è noto per le provocazioni e geniali istallazioni degli ultimi anni, tra cui l'opera presentata nella Hall del Parlamento europeo, dove espose un'istallazione chiamata Entropa, che consisteva nella costruzione di una cartina dell'Europa molto folkloristica e stereotipata, basta pensare all'Italia che fu rappresentata come un intero campo di calcio. In quell'occasione ebbe una grande eco internazionale grazie alla stampa, soprattutto per l'ironia usata nell'opera che colpì molti visitatori corsi a vedere la sua istallazione. Le opere qui esposte sono inedite in Italia. Vedremo un opera molto provocatoria, SHARK basata sul ritratto di Saddam Hussein con il linguaggio artistico di Damien Hirst, il tutto accompagnato durante l'intera esposizione da SMALLNESS, una serie di miniature in bronzo e marmo da vedere rigorosamente da molto vicino, quasi gattonando, per poterne cogliere, vista la piccolezza ( appunto "smallness") i particolari. Cerny è un artista proveniente dall' ex blocco socialista, è uno che ha vissuto la rivoluzione di velluto nella repubblica Ceca che oggi festeggia i vent'anni dalla caduta del socialismo, un mese dopo la caduta del muro di Berlino. Questa mostra assume, quindi, anche un valore celebrativo legato a questo anniversario, vissuto non solo in Germania ma anche in Cecoslovacchia che all'epoca si divise, invece, in due stati che abolirono completamente dal loro nome la parola socialista, la Repubblica Ceca e la Slovacchia.