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Libri e riviste // Pagina 73 di 106
19.01.2010 # 1319
Internet Case Study Book

Ilas Web Editor // 0 comments

Internet Case Study Book

Di Julius Wiedemann e Rob Ford | Edizioni Taschen

 


Avere successo su Internet? Ecco un ottimo Case History book in cui vengono presentate 60 storie di successo, dal briefing per il cliente al progetto finale. Diviso in cinque sezioni, e-commerce, siti aziendali, campagne, Social Media e siti promozionali, offre esempi concreti di strategie di successo riportate in ogni dettaglio, passo dopo passo. Si potranno vedere le campagne on line di Coca Cola, Diesel, Prince of Persia, Domino’s Pizza con l’analisi delle strategie e dei risultati per ogni azienda. L’obiettivo di tutte le imprese, piccole o grandi che siano, è sempre quello di avere successo, di essere efficienti e di investire sul web in maniera economicamente efficace. Questo libro aiuta ad approntare strategie utili a questo scopo, con l’aiuto di innovatori come Ajaz Ahmed, Alex Bogusky, e Jeff Goodby.

 

28.01.2010 # 1340
Internet Case Study Book

Ilas Web Editor // 0 comments

Censura 2009. Le 25 notizie più censurate | Di Peter Phillips e Poject Censored

Editore : Nuovi Mondi

La globalizzazione, anche nel campo della comunicazione e in senso stretto, del giornalismo, oggi deve fare i conti con un’enorme censura. L’erogazione di informazioni, chiamata giornalismo, viene distillata e selezionata accuratamente e determinate notizie, per volontà politiche precise, si fermano e non riescono a produrre il feedback necessario  allo stimolo di una reazione. In questo annuario, come ogni anno, vengono raccolti gli esempi più eclatanti di censura, elencando notizie che avrebbero dovuto essere annoverate nelle prime pagine dei giornali ma che invece sono state completamente ignorate. Tengono “banco”, al contrario, notizie di nessuna importanza, dal punto di vista dell’informazione, che servono semplicemente per “distrarre” e sottrarre tempo alle vere notizie, come ad esempio l’eterna saga di Briteney Spears piuttosto che le vicende coniugali di Brad Pitt e Angelina Jolie. Ecco, invece alcune delle notizie censurate: “ ancora oggi nel mondo esistono 27 milioni di schiavi. Globalizzazione, povertà, violenza e avidità facilitano la crescita di nuove forme di schiavitù, non solo nel Terzo Mondo ma anche nei paesi sviluppati. Dietro la facciata di una qualsiasi capitale o città del mondo, esiste un fiorente commercio di esseri umani; un commercio che tiene testa a quello di droga o di armi. Finora le Nazioni Unite, i cui principi fondanti richiamano alla lotta alla schiavitù in ogni sua forma, hanno fatto ben poco per combattere tali forme di schiavitù moderna.” E ancora  “gli Stati Uniti e Israele stanno impedendo alla Palestina di sfruttare un giacimento di gas che si trova a due miglia dalla costa e il cui valore è stimato attorno ai 2 miliardi di sterline. Il Palestinian InvestmenteFund stava negoziando per la vendita del gas all’Egitto ma ha dovuto riconsiderare Israele come acquirente dopo aver ricevuto delle pressioni dall’allora primo ministro inglese Toby Blair. Tuttavia dopo la vittoria elettorale di Hamas, tale processo ha subito un notevole rallentamento. Nel gennaio 2008 la British Gas ha annunciato che stavo lavorando per la ripresa dei negoziati con Israele ma che stava ancora considerando l’Egitto come un possibile compratore. A partire da quell’annuncio, Israele ha radicalmente aumentato le sue sanzioni, tagliato interamente i rifornimenti di petrolio e aumentato la sua campagna militare nella regione palestinese.”

Project Censored è un importante gruppo statunitense di ricerca sui media che si propone di dare impulso al il ruolo “del giornalismo indipendente in una società democratica”. Nasce nel 1976 da un'idea di Carl Jensen, docente di Scienze della Comunicazione presso la Sonoma State University, California, e dal 1996 è guidato da Peter Phillips, docente di Sociologia e da molto tempo attivo in organizzazioni no profit.

 

21.01.2010 # 1328
Internet Case Study Book

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Go Green | Il nuovo trend della comunicazione | di Diego Masi

Editore Fausto Lupetti

La Green communication s’inserisce in quella che oggi viene comunemente definita Green Economy. Ma cos’è? Risulta riduttivo spiegare la Green Economy semplicemente come la somma di tutti quei lavori che si possono collegare alla svolta “verde” dell’economia, perché la Green economy è soprattutto un nuovo modo di ragionare e di pensare alle cose, una rivoluzione nel modo di vivere finalizzato ad un auspicabile cambiamento  di rotta nei confronti di un pianeta che si sta auto-distruggendo. Un libro interessante dove viene tratteggiato il nuovo tipo di consumatore perfettamente inserito in questo clima di profondo cambiamento, in cui il fattore umano sta mettendo a rischio con procedimenti invasivi legati all’industria, allo sfruttamento delle risorse naturali, tutto l’ecosistema terreste. La Green Economy, quindi, cerca di salvare la specie per la prima volta ponendo la questione in maniera funzionale rispetto alla collettività e facendone, appunto, un discorso globale e non più limitato a settori specifici. Attraverso i Social Media e i Social Networks, attraverso i blog, i cittadini hanno in mano un potenziale enorme e soprattutto la capacità di cerare un Tam Tam che rimbalzi da una parte all’altra del pianeta per informare e sensibilizzare sui disastri provocati dalla pessima gestione che l’uomo sta facendo delle risorse terrestri. In questo contesto, in cui il consumatore non è più passivo ma diventa sempre più partecipativo e critico nei confronti del prodotto, sono premiate soprattutto trasparenza e chiarezza e la campagna di Obama è una pertinente testimonianza di questo. Le aziende sono costrette a cambiare strategia e la parola d’ordine dovrà essere Brand Reputation, ovvero la reputazione del brand, del marchio, costruita attraverso lungimiranza e creatività e non con budget stellari. L’autore, Diego Masi parte dalla ricerca “Gli italiani, la Green Economy & Communication” effettuata da GfK-Eurisko per UPA e AssoComunicazione, associazione di cui Masi è presidente.

15.01.2010 # 1314
Internet Case Study Book

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Videoart Yearbox | l'annuario della videoarte italiana 2006-2007-200

A cura del Dipartimento Arti Visive Università di Blogna

Un’eccellente raccolta di videoarte, con le schede di oltre 100 video analizzati e prodotti da altrettanti artisti dal 2005 al 2008 che testimonia l’evoluzione delle immagini in movimento attraverso l’applicazione delle più avanzate tecnologie digitali assimilate in ambito artistico, humus vitale di molte delle opere più innovative. L’evoluzione della produzione filmica in tutti i suoi aspetti, da quello video a quello digitale passando per i new media, viene qui analizzata da un gruppo di ricercatori del Dipartimento delle Arti Visive dell’Università di Bologna che associano alle schede video anche dei contenuti teorici che ci aiutano a comprendere la videorte odierna sotto il profilo critico ma anche strettamente tecnico. Il gruppo di lavoro è guidato da Renato Barilli e formato da Alessandra Borgogelli, Paolo Granata, Silvia Grandi, Fabiola Naldi e Paola Sega.

13.01.2010 # 1306
Internet Case Study Book

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Sindrome Ossessiva da Brand | L'illusione del business e il business dell'illusione | Lucas Conley

Edizione Nuovi Mondi

Come sostiene l’autore di questo sorprendente libro: “ Dagli ospedali all’istruzione alla psichiatria e perfino ai cimiteri: siamo marchiati, in senso piuttosto letterale, dalla culla alla tomba”. La Sindrome Ossessiva da Brand rimodella e riorganizza la nostra cultura da anni al punto di ridurre la società in una sorta di schiavitù nei confronti del brand, dal momento che, giorno dopo giorno, siamo al centro di un martellamento da parte dei marchi che si insinuano in tutte le fasi della nostra giornata, influendo sui gusti e sulle scelte, sulle emozioni e sulla cultura. Conley comincia il suo viaggio nel mondo del Brand e della sua “Sindrome ossessiva” da Cincinnati, sede dell’azienda che egli ha maggiormente conosciuto, la Procter & Gamble. Si tratta, infatti, di un’azienda enorme che ha influenzato la vita degli americani e non solo sotto molti aspetti. Il branding deve oggi avere un odore, un sapore e un suono, una riconoscibilità assoluta in cui i processi, le voci e i comportamenti devono essere marcati. Le multinazionali ne sanno qualcosa, a partire dalle compagnie petrolifere che vogliono spacciarsi per ambientaliste o produttori di bibite e fast food che pretendono di rappresentarsi come salutisti, o addirittura, multinazionali che hanno concorso in veri e propri genocidi o che sono all’apice di processi di sfruttamento in vari paesi sono associate nell’immaginario collettivo a modelli di solidarietà, star del cinema o della tv reinventate a tavolino a misura di brand, associate indissolubilmente a questo o a quel marchio. Persino l’aria sta per essere o è già diventata brand, nelle cliniche specializzate, dove anche per tirare il fiato ci si può servire di ossigeno di marca. Quindi, qualsiasi cosa abbia già un marchio subisce gli attacchi della concorrenza e tutto ciò che il marchio non ce l’ha ancora è suscettibile di diventare branding, come l’acqua, l’aria, il cemento e ciò che ci serve non sono più prodotti e servizi, ma il Marchio. Lucas Conley, al suo primo libro, collabora con Fast Company, The Boston Globe e ESPN: The Magazine.

08.01.2010 # 1296
Internet Case Study Book

Ilas Web Editor // 0 comments

ComunicazionePuntoDoc | A cura di Mario Morcellini

Fausto Lupetti Editore

Segnaliamo questa interessante rivista del Dottorato in Scienze della comunicazione dell’università La Sapienza di Roma diretta da Mario Morcellini in cui si può, attraverso le interviste ai massimi esperti di comunicazione nei settori marketing, pubblica amministrazione, settore energetico e delle comunicazioni, consulenza e promozione, gettare uno sguardo preciso sul livello della comunicazione oggi e sulle sue modalità in chiave professionale. Quali sono le nuove competenze richieste? Colui che sceglie la professione di “comunicatore” cosa deve affrontare oggi? Parlano gli esperti, gli addetti ai lavori come Andrea Scrosati, di Sky e Cristiano Fagnani, della Nike. Silvia De Blasio, direttore comunicazione Vodafone, attraverso le opportunità che i Social Media offrono per la rete di strategie professionali che possono intessere e creare. C’è l’intervista ad uno dei maggiori pubblicitari italiani, Emanuele Pirella e nelle rubriche appaiono interessanti contributi, come in Trame Testuali, in cui troviamo un’analisi delle varie rappresentazioni del corpo di Michael Jackson nei media che hanno contribuito alla creazione di un immaginario che va ben oltre quello esclusivamente visivo. E ancora, si parla di partecipazione politica attraverso il Web 2.0 e la rubrica Oltre il Confine, invece, ospita la testimonianza di due studiosi internazionali come David Buckingham e Pierre Sorlin.