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Mostre ed eventi // Pagina 167 di 223
02.02.2010 # 1350
Milano | Paolo Ulian | Tra gioco e discarica

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Milano | Paolo Ulian | Tra gioco e discarica

Fino al 28/02/2010

Al Triennale Design Museum, compreso nel progetto MINI & Triennale CreativeSet si è appena aperta la mostra Paolo Ulian. Tra gioco e discarica, che conclude il primo ciclo dedicato al design italiano contemporaneo in questo prestigioso spazio espositivo denso di significati. La mostra, allestita e curata da Enzo Mari, consiste in una selezione di oggetti e documentazione di opere del designer che con ironia e leggerezza esprimono la sua visione del mondo. Le opere sono divise in quattro gruppi : contestare lo spreco della discarica; minimizzare lo scarto; reinterpretare oggetti esistenti e il gioco del design. Le opere di Ulian inserite nel gruppo “contestare lo spreco della discarica” , sono in effetti opere uniche di un artista-artigiano, lontane dai cicli produttivi, mentre tutte le altre opere sono già entrate far parte della produzione seriale. A riguardo, la direttrice del Triennale Design Museum, nel saggio introduttivo al catalogo, scrive: “Ulian non pensa mai, in modo esclusivo, né all’oggetto né al corpo che lo utilizza, ma al momento e al modo in cui le due entità entrano in contatto e in relazione. In questa modalità, la sua progettualità trova una delle sue cifre più esclusive e peculiari. Tanto che vien voglia di definire il suo lavoro come un esempio alto, elegante e originale di design relazionale”. Il risultato è una grande quantità di idee, di cose da cui nascono inevitabilmente nuove idee, nuove soluzioni, nuove finalità, come nel caso del fiammifero che si impugna al centro ( Double Match) e che si può accendere due volte o dell’anello/spazzolino da dito (Brush-Ring ). La finalità è quella di reinterpretare e giocare con gli oggetti. Il progetto MINI&Triennale CreativeSet presenterà, assieme ad Ulian, il lavoro di sei designer italiani, portando avanti così il percorso di analisi, valorizzazione e lancio della nuova creatività italiana, sulla linea dell’omonima mostra The New Italian Design del 2007, del progetto Prime Cup e della mostra Spaghetti Grafica 2”. Paolo Ulian ha esposto in molte mostre in Italia e all’estero e ha vinto premi come il Design for Europe Award il Design Report Award, il premio Dedalus, il Design Plus e l’IF Award . All’attivo ha collaborazioni con collaborato con Driade, Bieffeplast, Fontana Arte, Luminara, Zani e Zani, BBB Bonacina, Sensi&C., Droog Design, Coop, Azzurra Ceramiche, Skitsch.

14.02.2010 # 1235
Milano | Paolo Ulian | Tra gioco e discarica

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Zurigo | Il design senza forma | Museo del design

Fino al 14/02/2010

 


Quale designer non si è cimentato con la progettazione di una sedia? Probabilmente la sedia è stata da sempre un utile elemento per la progettazione da parte di designer e artisti, e questa mostra ci fa vedere come la fantasia e la creatività dei designer sia legata a questo oggetto, in una mostra chiamata "Formless Furniture", ovvero Design informe o se vogliamo, il design senza forma. Il motto della mostra è "La forma segue la materia" poiché il rapporto tra forma e materia risulta indefinito. La storia del design "informe" è raccontata attraverso diverse sedute a partire dagli anni 60, quando i designer di mobili si rifiutarono di seguire metodi convenzionali nel campo della progettazione d'interni e si ispirarono all'arte per creare delle alternative a quello che c'era, ovvero il mobile classico, con la sua "forma" ben costituita ma rispondente a canoni estetico-funzionali di dubbia efficacia e bellezza. Occorreva adattare la materia al nuovo pensiero, dove la forma non era più così sicura e si cercava una nuova identità nella forma – pensiero delle cose e degli oggetti di uso quotidiano, assieme anche ai nuovi materiali con cui tutto questo cominciò ad essere concepito. I più grandi artisti e designer si sono sempre apposti, spesso in maniera ironica, agli stili convenzionali e in questa mostra ne vediamo degli esempi concreti, dalla colata di poliuretano che il danese Gunnar A. Anders (1912-1982) fa nel 1964 per ottenere una poltrona, fino a Ron Arad, Gatenao Pesce, i fratelli Campana e alla rivoluzione digitale di oggi con Karim Rashid, attraverso il disegno sperimentale degli ultimi 40 anni e fiumi di plastica, che è stata la protagonista di questo nuovo design"informe", dando l'impressione di svuotare le forme e di ridisegnare la materia. La mostra è stata prodotta al Mak di Vienna ed ed è adesso passata al Museo del Design di Zurigo.

07.02.2010 # 1320
Milano | Paolo Ulian | Tra gioco e discarica

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Rovereto | Kendell Geers. Irrespektiv

Fino al 07/02/2010

Al MART di Rovereto arriva Irrespektiv che si inserisce in una vasta rassegna dedicata all’artista sudafricano Kendell Geers, da sempre impegnato in una riflessione profonda sul tema della segregazione razziale. La mostra è una coproduzione europea ( Belgio, Francia, Inghilterra, Italia ). Il titolo è una parodia della parola retrospettiva ed esprime subito il tono provocatorio della mostra. L’artista è stato molto attivo nella denuncia dei folli meccanismi dell’apertheid fino a modificare la propria data di nascita, facendola risalire al maggio 1968 ( il maggio francese che da il senso politico alle battaglie di Kendell ). Ma è soprattutto con i suoi lavori che Kendell Geers esplora i confini geografici e linguistici, territoriali, politici, sessuali e psicologici dell’uomo in cui, quest’ultimo, deve prendere una posizione precisa nei confronti del mondo dinanzi a sé. Ne consegue un arte impegnata nel profondo, che suscita reazioni estreme nei visitatori coinvolgendolo in questo discorso artistico - politico, pubblico - privato, artistico - attuale, in cui l’arte diventa veicolo di denuncia e di tensione, elemento fondamentale di resistenza attiva. Notevole è l’installazione “POSTPUNKPAGANPOP” (2008), un inedito assoluto per l’Italia, composta da un labirinto circondato di uno speciale filo spinato, escogitato dalle forze di polizia sudafricane con lo scopo di provocare più danni di un comune filo spinato. L’ossessione apertheid ritorna sempre, così come la denuncia della borghesia bianca sudafricana che all’epoca viveva in un clima di assoluto distacco e ipocrisia. La mostra è passata attraverso lo S.M.A.K di Gand e al BPS 22 di Charleroi, in Inghilterra al BALTIC Centre for Contemporary Art di Newcastle e al MAC Musée d'art contemporain di Lione, concludendosi in Italia al Mart, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento rielaborata da Kendell Geers ogni volta, diversa e originale rispetto le altre.

31.01.2010 # 1300
Milano | Paolo Ulian | Tra gioco e discarica

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Future Film Festival XII | Future Reloaded

Fino al 31/01/2010

Si svolgerà a Bologna dal 26 al 31 gennaio l'edizione 2010 del Future Film Festival XII, affermatosi come il più grande evento italiano dedicato al cinema d'animazione e agli effetti speciali. Saranno presenti i direttori artistici, i registi e i creativi più importanti sulla scena mondiale con numerosi workshop, incontri e concorsi, in particolare focus su Saul Bass, la Motiobn Graphics e l'animazione in Stop Motion. Vi sarà il rinnovato appuntamento dedicato al 3D con due giornate rivolte allo sviluppo del cinema digitale e al 3D stereoscopico italiano e internazionale. Ogni anno, inoltre, si associa a questa manifestazione anche Future Film Kids che dal 2003 organizza una rassegna cinematografica a Bologna dedicata ai più piccoli che dura circa sei o sette mesi con la visone di film che non hanno generalmente una distribuzione nei cinema e in DVD, assieme a laboratori didattici indirizzati alla comprensione e al gioco attraverso le nuove tecnologie grazie alle quali i bambini riescono ad apprendere il know how necessario alla realizzazione di piccoli film.

31.01.2010 # 1286
Milano | Paolo Ulian | Tra gioco e discarica

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Roma | Milena Pavlovic (1909-1945)

Fino al 31/01/2010

Milena Pavolvic Barilli è stata la più grande artista surrealista italo-serba. Morì a New York in un tragico incidente a cavallo, a 36 anni. Al Museo Hendrik Christian Andersen col patrocinio del Ministero della Cultura della Repubblica di Serbia e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica Italiana si celebra l’arte di questa grande artista, amica di De Chirico, a quasi 80 anni dalla sua prima mostra nella capiitale. Per il centenario della nascita sono previste una serie di altre mostre sul territorio internazionale e nazionale, da Novi Sad a Rimini, Roma e Parigi. A Roma l’artista presenta una serie di 41 oli, tempere e disegni selezionati da circa 894 opere raccolte dalla fondazione serba Galleria Milena Pavlović Barilli di Požarevac. Da poco sono stati riscoperti anche i suoi lavori letterari, considerati estremamente preziosi sotto il punto di vista storico poiché gran parte della sua attività si svolse durante la seconda guerra mondiale. Visionaria, malinconica, è stata un’artista molto amata sia in Europa, dove inaugurò, a Parigi, la stagione artistica (1932), che negli Stati Uniti, dove ebbe un certo seguito. Le sue opere hanno un’enorme valore artistico e si mescolano con una certa iconografia bizantina, con il surrealismo e in qualche tratto sembra di rivedere addirittura El Greco. Per completare il quadro, a Rimini, nel Museo della Città, fino al 24 gennaio saranno presentati i disegni di moda e di design che realizzò per diverse riviste specializzate. Milena Pavolvic Barilli era un’artista moderna, talentuosa e piena di risorse, che si serviva dell’arte anche come un valido e significativo strumento di comunicazione attraverso altri linguaggi, come il design e il disegno di moda, appunto, anch’essi comunque figli di un'unica madre, ovvero l’arte stessa.

31.01.2010 # 1217
Milano | Paolo Ulian | Tra gioco e discarica

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Roma | Disegno e Design | Brevetti e creatività italiani

Fino al 31/01/2010

Al centro della mostra ospitata nel Museo dell'Ara Pacis c'è la creatività al servizio della produzione industriale. L'accento si pone in maniera particolare sugli aspetti progettuali che precedono la realizzazione di un oggetto di design. Il tutto, rigorosamente Made in Italy. Infatti, protagonista della mostra è il design italiano e la nascita di un oggetto attraverso il cammino e l'evoluzione dell'idea di partenza. Nell'iter espositivo si può ammirare un secolo di design italiano e tutti gli aspetti legati all'innovazione che esso ha prodotto, attraverso le divisioni in settori merceologici come la moda, l'arredamento, i trasporti, l'agroalimentare. Possiamo ammirare, quindi, degli oggetti che ormai rappresentano il Design italiano in tutto il mondo, vere e proprie icone di Italian Style, come ad esempio la Vespa, la Moka Bialetti, la poltrona Vanity Fair, la bottiglietta Campari soda, la scarpa Ferragamo fino ai più recenti oggetti che sono già diventati emblema del design e della creatività progettuale italiana, come il lampadario Hope e lo sgabello Forchets. Questi prodotti sono affiancati da disegni, progetti, bozzetti, filmati, pubblicità e contributi audio presi dagli archivi di Rai Educational, Radio 24 e da Archivi storici e privati. Interessante e direi, imperdibile è l'esposizione di tutti i brevetti originali depositati presso l'Archivio centrale dello Stato e l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, aspetto molto utile per capire gli sviluppi dell'industria nostrana. Completano l'offerta espositiva una serie di workshop e incontri con designers e architetti famosi e importanti industriali italiani proprio per evidenziare e spiegare meglio il rapporto tra creatività, design e industria. La mostra è curata da Alessandra Maria Sette e organizzata dalla Fondazione Valore Italia, in collaborazione con il Ministero per le Attività Culturali ( Direzione generale degli Archivi), Ministero per lo Sviluppo Economico, il Comune di Roma e la Fondazione ADI - Compasso d'Oro.