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Mostre ed eventi // Pagina 157 di 223
20.06.2010 # 1489
Parigi | Meijer de Haan, il maestro nascosto

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Parigi | Meijer de Haan, il maestro nascosto

Fino al 20/06/2010

Al Museo d'Orsay di Parigi, sala 69, si apre una splendida mostra dedicata ad un artista poco conosciuto ma straordinario, Meijer de Haan (1852-1895), noto soprattutto per i suoi ritratti e per l’amicizia con Paul Gauguin. La sua carriera cominciò in Olanda, dove nacque da una ricca famiglia ebrea, ma ebbe il massimo sviluppo in Francia. Nonostante il valore altissimo delle sue opere, oggi la sua carriera è ancora sottovalutata, anche se i suoi lavori sono superbi sotto ogni punto di vista. Tra gli anni1880-1890 si rivelò una delle figure di spicco della cerchia di Gaugin, si divise tra Parigi e la Bretagna, assieme a Sérusier, Filiger, Schuffenecker, Morgens Ballin e Jan Verkade. Il percorso artistico di de Haan è segnato dalle influenze iniziali di Rembrandt da cui scaturisce il quadro Uriel Acosta, che suscitò uno scandalo tale da farlo riparare nel 1888 a Parigi, dove incontrò Gauguin. L’influenza di Gaugin fu determinante e le sue opere ritrovarono una nuova vita artistica. I principi pittorici di de Haan si basano su un sintetismo simile a quello di Bernard e Gauguin e da loro difeso. I colori vivaci, il primitivismo, sono messi a servizio, soprattutto nel secondo periodo, quello bretone, di luoghi evocativi. Infine, de Hann conosce anche Van Gogh, il cui fratello, Theo, tiene scrupolosamente al corrente dell’attività del pittore. La mostra è stata ideata su iniziativa del Joods Historisch Museum, Amsterdam, e organizzata in collaborazione con il museo d'Orsay, Parigi e il museo delle Belle-Arti, Quimper.

19.06.2010 # 1468
Parigi | Meijer de Haan, il maestro nascosto

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Gallarate | Il mistico profano. Omaggio a Modigliani

Fino al 19/06/2010

Al MAGA, Muso d'arte di Gallarate, arrivano i dipinti e disegni del grande maestro Amedeo Modiglioni, provenienti dai più importanti Musei e collezioni italiane e internazionali, tra cui la Pinacoteca del Lingotto Giovanni e Marella Agnelli di Torino, la GNAM di Roma, la Pinacoteca di Brera e i Musei Civici di Milano. L'intento è quello di offrire al pubblico un percorso ideale alla scoperta dell'evoluzione del pensiero e dello stile di Modigliani. Non solo mostra di opere, ma anche documenti, fotografie, lettere e scritti che permetteranno di approfondire meglio il percorso, rivelando tratti più completi e significativi della personalità dell'artista attraverso il periodo livornese e quello parigino. La mostra, che inaugura anche il Maga, celebra i 90 anni dalla morte di Amedeo Modigliani conferendogli un bellissimo omaggio in un'ambientazione suggestiva ed elegante. Di musei nuovi c'è sempre bisogno anche e soprattutto nei centri più piccoli, perché sono dei superbi veicoli di propagazione di arte e cultura, atti ad aiutare le periferie e i paesi ad uscire dal provincialismo in cui spesso si trovano immersi e quindi, non resta che augurare a tutte le nuove realtà museali lunga vita e buon successo di pubblico e in questo caso particolare, al Maga di Gallarate con la sua splendida mostra inaugurale dedicata ad uno dei più grandi maestri del 900.

13.06.2010 # 1551
Parigi | Meijer de Haan, il maestro nascosto

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Ferrara | Memorie velate - arte contemporanea dall'Iran

Fino al 13/06/2010

Nell’ambito della XIV Biennale Donna 2010, s’inaugura al Padiglione d’arte contemporanea di Palazzo Massari a Ferrara la mostra Memorie Velate, a raccolta e testimonianza dell’arte di cinque artiste iraniane appartenenti alla generazione della problematica Rivoluzione iraniana del 1979. In questo contesto si colloca anche il dramma della guerra Iran- Iraq del periodo 1980-88, che segna la quotidianità di donne e uomini iraniani, sospesi tra la voglia di modernizzazione e quella di salvaguardare le forti tradizioni culturali e religiose del loro paese. Non di meno è opportuno sottolineare che l’Iran, oltre alla voglia di democrazia e libertà civile cui anela, affonda le radici in una tradizione poetica ricchissima e profondissima, tra le più belle e antiche del mondo, come dimostrano gli artisti e gli intellettuali appartenenti al mondo del cinema, dell’architettura e dell’arte in generale protagonisti della cultura mondiale e punto di riferimento qualitativamente altissimo. La mostra getta uno sguardo sensibile sulle memorie passate e presenti, in cui la donna è collocata ingiustamente ai gradini più bassi della scala sociale. Nonostante la cultura iraniana abbia in nuce tutte le migliori qualità possibili, è anche portatrice di un’incredibile discriminazione verso il mondo femminile e ogni suo tentativo di espressione è gravato da violazioni quotidiani della libertà individuale e dei diritti fondamentali. Le donne artiste, studentesse e intellettuali che hanno preso coscienza dello stato delle cose, denunciano e lottano per una società più giusta e rispettosa dei loro diritti, come le artiste in mostra, che esplorano gli orizzonti femminili in lungo e in largo, attraverso la maternità della donna, la femminilità e l’arte stessa come mezzo espressivo e di condivisione. Il risultato è un imperdibile caleidoscopio culturale, artistico e narrativo. Le artiste in mostra sono: Shadi Ghadirian, Shirin Fakhim, Parastou Forouhar, Ghazel Firouzeh Khosrovani e Mandana Moghaddam.

13.06.2010 # 1510
Parigi | Meijer de Haan, il maestro nascosto

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Milano | Armando Testa. Il Design delle idee

Fino al 13/06/2010

Nella “Milano da bere”, piena di eventi, di manifestazioni importanti legate all’arte, alla cultura e al design, alla creatività e alle idee, caratteristica peculiare delle menti più brillanti della penisola, non poteva mancare una mostra dedicata al grande creativo Armando Testa. Se c’è ancora qualcuno a cui questo nome non dice nulla, ricordiamo che Testa è stato l’inventore della pubblicità di Carmencita e del Caballero per lavazza, dell’Ippopotamo Ippo e di moltissimi spot per Carosello. Chi ha vent’anni oggi lo conosce magari per fama, ma può ancora capitare di vedere le sue vecchie pubblicità e i tanti personaggi da lui creati che ormai fanno parte di una mappa creativa esemplare del nostro paese. Non che qui si voglia accostare un creativo come Testa ad un artista vero e proprio, ma tra le idee e la creatività del grande pubblicitario c’è moltissima arte e il suo contrario. Ma, l’arte e le idee, non muovono il mondo? Nei lavori di Armando Tsta ci sono le idee, l’humus creativo e la sua opposizione, il suo stravolgimento, c’è la funzionalità accanto alla negazione dell’esteticità, c’è la descostruzione della funzione accanto ad un funzionalismo travestito da oggetto apparentemente inutile. Tenendo conto di questo, l’arte viene da sé. Armando Testa è stato un creativo geniale, paradossale, unico ed esemplare. La mostra, ospitata al PAC di Milano, il padiglione d’Arte Contemporanea ospita l’attività meno nota di Testa, quella di Designer, che getta una nuova luce sulle tante facce che compongono le sue ampie possibilità, evidentemente non completamente esplorate, sempre che questo sia possibile quando si parla di un creativo come lui. Testa, infatti, sfugge dal concetto tipico del pubblicitario, è stato un pubblicitario anomalo, un artista anomalo e un pubblicitario artista. Arte e pubblicità, per quanto la seconda saccheggi dalla prima a man bassa per i suoi scopi, non hanno quasi nulla in comune. Gli intenti sono troppo diversi. Armando Testa, però, aveva questo humus artistico che lo contraddistingueva e lo rendeva unico rispetto a molti suoi colleghi. Dalle lampadine-limone, alla mortadella usata come busta da lettera, dal ravanello trasformato in topo alla pubblicità con la sfera e la mezza sfera rosse del Punt e mes, fino al suo primo manifesto creativo del 1937. Tutto testimonia dell’unicità di Armando Testa, suggellato anche dal cortometraggio che Pappi Corsicato gli ha da poco dedicato, Povero ma moderno, presentato con successo e premiato alla Mostra Cinematografica di Venezia 2009, che resta una testimonianza importantissima dell’opera del maestro, della fantasia e dell’anticonformismo. La mostra è curata dalla moglie Gemma De Angelis Testa e da Giorgio Verzotti.

13.06.2010 # 1399
Parigi | Meijer de Haan, il maestro nascosto

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Roma | Eduard Hopper

Fino al 13/06/2010

La mostra sul grande artista americano Eduard Hopper ( 1882-1967), approdata a Roma il 16 febbraio dopo aver avuto un enorme successo di pubblico al Palazzo Reale di Milano, ospita 160 opere nelle sale del Museo del Corso, Fondazione Roma. I dipinti sono corredati di disegni preparatori e in arrivo ci sono anche altri capolavori da musei americani. La mostra è curata da Carter E. Foster, che esplora tutta la produzione di Hopper e le sue tecniche anche attraverso un allestimento suggestivo. Infatti, all’ingresso i visitatori sono accolti da una scenografia che si ispira al bar raffigurato nel celebre dipinto-icona di Hopper, Nightwaks( 1942). Hopper è tra gli artisti americani del XX secolo il più popolare, indimenticabile per il modo in cui ha raffigurato la middle class americana, con la sua solitudine e alienazione. Hopper ha spesso utilizzato come unica modella sua moglie Josephine, interpretandone le nudità con un senso di straniamento, una sorta di natura distante e senza filtri. Le sue opere sono contraddistinte da un alone di silenzio e di freddezza, ma fortemente comunicativo, che racconta la vita di tutti i giorni senza epopee, fissando passato e futuro e rivelandone il mistero davanti ai nostri occhi, fissato sulla tela. Ecco alcune delle opere presenti alla mostra: Self-Portrait del 1925-1930 , The Sheridan Theatre (1937), New York Interior (1921 circa), Seven A. M. (1948); South Carolina Morning (1955), i Summer Interior (1909), Pennsylvania Coal Town (1947), Morning Sun (1952), Second Story Sunlight (1960), A Woman in the Sun (1961) e la bellissima Girlie Show (1941). La mostra è prodotta con il Comune di Milano – Cultura ed Arthemisia Group, in collaborazione con il Whitney Museum of American Art di New York e la Fondation de l’Hermitage di Losanna.

12.06.2010 # 1603
Parigi | Meijer de Haan, il maestro nascosto

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Berlino | 'My Bauhaus Visionary | Festival Internazionale del Design

Fino al 12/06/2010

Ottava edizione del Festival berlinese dedicato al design, con la presenza di giovani creativi, idee originali all’insegna di workshop e nuove tendenze. Durante il Festival, il Bauhaus Archiv celebra il movimento Bauhaus e le sue interazioni con il design moderno attraverso workshop interdisciplinari. L’evento è caratterizzato da un clima open, dal punto di vista delle barriere architettoniche, della partecipazione ai seminari e ai laboratori di studio, alla sperimentazione e alla contaminazione delle idee in circolo. Ci saranno molti giovani creativi e designer a fianco di pietre miliari come Ingo Maurer e la partecipazione di istituzioni internazionali di Design come Centro Metropolitano de Diseño (Buenos Aires), Crafts Council del Regno Unito, Seoul Design Festival, Taiwan Design Center e Vienna Design Week.. Ci saranno anche prestigiose scuole di Design internazionali e studi collettivi, ben 40 mostre in istituzioni design satellite, gallerie, musei e laboratori aperti, che attraverseranno l'intera città: dalla Werkbund / Museo delle cose su King Gallery, '' Alcuni designer francese (1,2,3) In HBC a Tom Prices versione del classico di Eames Peter Harvey LTD. Il festival si svolge dal 07 al 13 giugno.Cerimonia di premiazione prevista per l’11 giugno alle 19,30.