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Mostre ed eventi // Pagina 158 di 220
27.04.2010 # 1538
Londra | Museum of brands, packaging and advertising

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Londra | Museum of brands, packaging and advertising

Mostra permanente

Se passate per Londra, in qualunque momento dell’anno, nel cuore di Notting Hill, a Lonsdale Road, a pochi passi dalla famosa Portobello Road, si può visitare il Museo di marchi, packaging e pubblicità. Presente dal 2005 a Londra, la collezione, ricca di ben 12000 articoli originali della collezione di Robert Opie, fu in un primo momento ospitata a Gloucester, nel Museo della Pubblicità e Packaging ( dal 1981 al 2001). Robert Opie ha cominciato a collezionare i Brands già dai 16 anni, partendo con un pacchetto di Munchies fino ad arrivare ai marchi che comprendono tutti gli aspetti della vita quotidiana, dai giocattoli alle riviste, dalla tecnologia ai viaggi, alla moda e al design sotto forma di oggetti, manifesti, confezioni e pubblicità. Migliaia di pezzi di storia sociale e del consumo sono qui messi insieme e assemblati in un racconto didascalico e divertente, in uno spazio utilizzato anche a scopi didattici per le scolaresche e per conferenze. In particolare, nella Galleria del tempo, si affondano le radici dell’advertising e del marchio dall’epoca vittoriana fino ai giorni nostri. Il percorso espositivo è significativo per il contributo culturale importante relativo alla nascita dei brand, alla sua evoluzione in forma di pubblicità e imballaggio che ha seguito pari passo l’evoluzione sociale e umana, con una forte connotazione antropologica. Tra i sostenitori, gli sponsor e gli affiliati compaiono marchi storici come Nestlé, Kellogg’s, Cadbury Trebor Bassett, Twinings, McVitie's, Diageo e gli Istituti storici  History of Advertising Trust e Institute of Trademark Attorneys.

02.05.2010 # 1358
Londra | Museum of brands, packaging and advertising

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Parigi | L'elogio del negativo. Gli esordi della fotografia in Italia tra il 1846 e il 1862

Fino al 02/05/2010

L'era della riproducibilità tecnica, citando Walter Benjamin, attraverso un nuovo universo visivo, quello della fotografia, è il tema al centro di questa impredibile mostra allestita presso il Museo del Petit Palais di Parigi, un museo situato in un a struttura storica e bellissima, spesso trascurato a vantaggio delle superstar Louvre e Musée d'Orsay. In esposizione 140 opere provenienti da celebri collezioni italiane e francesi con alcuni inediti. La mostra espone le testimonianze visive di come la fotografia si sia sviluppata in maniera sensibile proprio in Italia, diventando un centro aggregatore e propulsore dell'arte e della tecnica fotografica nell'Europa dell'800. In particolare ci si specializzò nella tecnica di riproduzione del paesaggio, visibile nei negativi e su carta e strumento di indagine e sperimentazione artistica, promotore dell'editoria moderna. Di fatto sarà possibile vedere come all'inizio la contaminazione arte pittorica-lastra fotografia sia stata forte, finché con il tempo la fotografia si è ritagliata un posto speciale nel mondo artistico, ponendosi non solo come opera legata all'immagine ma anche come documento e testimonianza, perdendo di volta in volta l'alone artistico-romantico, la sovrastruttura formale che la concezione artistica dell'epoca sembrava imporgli. Sarà possibile individuare questo percorso attraverso le opere, in particolare, di Giacomo Caneva, Vero Veraci, Luigi Sacchi, Eugène Piot, Frédéric Flachéron, Edouard Delessert, George Wilson Bridges, Calvert Jones, James Graham . La mostra inaugura il 18 febbraio.

26.04.2010 # 1234
Londra | Museum of brands, packaging and advertising

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New York | Tim Burton | MoMA - The Museum of Modern Art

Fino al 26/04/2010

Il MoMA di New York dedica una mostra al grande e visionario regista americano Tim Burton, classe 1958. Questa importante retrospettiva mette in mostra i film del regista in una galleria espositiva in cui vediamo un Tim Burton a 360 °, nelle vesti di scrittore, illustratore, animatore di live action e di film di animazione, il tutto seguendo l'iter creativo che lo ha accompagnato dall'infanzia fino all'età adulta attraverso le suggestioni e le impressioni riportate poi nella sua arte cinematografica. Partendo dalla cultura pop, Burton ha rivitalizzato il cinema Hollywoodiano rendendolo più spirituale e influenzando molti giovani cineasti emergenti, ma anche appartenenti al mondo della grafica. Esposti ci sono tutti i lavori, su video e su carta, che ne rappresentano il percorso concettuale, che sottolineano e mostrano il lavoro prima di arrivare al progetto finito, all'opera così come viene rappresentata al pubblico. Concept art, disegni di produzione, dipinti artistici d'animazione, marionette, maquettes, storyboard vari, script e sceneggiature, prove audio e video, esempi del suo lavoro di grafico anche per progetti che esulano dal mondo cinematografico. Il mondo di Burton è visionario e infantile, onirico e misterioso, favolistico e spirituale e sempre un po' dark. E' un territorio della mente pieno di suggestioni, saturo di una concezione grafica vivida e vitale, sempre sopra le righe. I film di cui vediamo tracce significative in questa mostra, in ordine cronologico, sono: Vincent (1982), Pee-Wee's Big Adventure (1985), Beetlejuice (1988), Edward mani di forbice (1990), The Nightmare Before Christmas come produttore (1993), Ed Wood (1994), Il mistero di Sleepy Hollow (1999 ), La sposa cadavere (2005) e Sweeney Todd (2007), ma ha realizzato anche progetti per il web e di scrittura come La morte malinconica del bambino ostrica e altre storie (1997) e The World of Stainboy (2000). La mostra è curata da Ron Magliozzi, Assistant Curator, e Jenny Lui, Curatorial Assistant, Department of Film, The Museum of Modern Art. e organizzata da Steven Higgins.

25.04.2010 # 1460
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Firenze | Gerhard Richter e la dissolvenza dell'immagine nell'arte contemporanea

Fino al 25/04/2010

In collaborazione con la Kunsthalle di Amburgo, ospitata dalla Strozzina di Firenze, la mostra mette a confronto le opere di Gerhard Richter, uno dei più importanti artisti della seconda metà del Novecento, con quello di sette artisti contemporanei, il cui nesso è lo scetticismo profondo sulla capacità dell’immagine di veicolare la verità. Tema della mostra è la dissoluzione dell’immagine, in cui si porta all’estremo la sua manipolazione. In particolare, la sua tecnica vede l’uso della pittura in maniera sfocata su fotografie originali. L’artista gioca con la realtà e cerca di mettere in dubbio la chiarezza delle immagini, convertendole da figurative in astratte utilizzando diversi generi su uno stesso piano. Qui si mette a confronto con altri sette artisti che nelle loro opere hanno affrontato il tema della dissoluzione dell’immagine, comne Xie Nanxing (Cina, 1970) che unisce insieme video, fotografia e pittura per dare vita ad immagini che riflettono sulla condizione umana del nostro presente; Lorenzo Banci (Italia, 1974) che studia i confini tra la rappresentazione e l’astrazione; Scott Short (USA, 1964) che con il suo lavoro concettuale ha fotocopiato centinaia di volte lo stesso foglio bianco, che ha portato alla comparsa di segni casuali che potevano essere considerati alla stregua di un’immagine accidentale; Roger Hiorns (Gran Bretagna, 1975), che crea installazioni scultoree in cui componenti chimiche innescano processi di trasformazione che generano nuove forme; Marc Breslin (USA, 1983), che usa la superficie pittorica come un palinsesto, in cui segni, graffi e tracce su diversi strati di pittura creano una metafora della mente umana; Antony Gormley (Gran Bretagna, 1950), che propone un’arte sociale che si muove tra figurazione e astrazione, creando installazioni che evocano il segno del creazione astratta ma che sono il risultato di un processo di dissolvenza della figura umana. Wolfgang Tillmans (Germania, 1968) sperimenta le possibilità e i limiti della fotografia, lavorando su vari generi e spingendosi fino all’astrazione con immagini create direttamente sul negativo.

25.04.2010 # 1363
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Parma | NOVE100 | Arte, Fotografia, Architettura, Moda, Design

Fino al 25/04/2010

Quasi tutti i nomi di chi ha fatto la storia dell'arte, la fotografia, il design, la moda del secolo scorso sono presenti nella mostra ospitata a Parma presso il Palazzo del Governatore e provenienti dal CSAC, Centro Studi e Archivio della comunicazione dell'Università di Parma. Per la prima volta sono esposte circa 1000 opere di arte, design, moda e fotografia che simboleggiano l'estro, l'ingegno e la creatività italiane e non solo, con artisti come : Schifano, Burri, Boetti, Fabro, Ceroli, Guttuso, Fontana, Sironi nell'arte; Armani, Versace, Ferré, Krizia nella moda; Man Ray, Iodice, Ghirri, Giacomelli nella fotografia; Sottsass, Munari, Castiglioni, Mari per il design; Ponti, Nervi, Scarpa, Gardella per l'architettura. Questi però sono soltanto alcuni dei grandi designer, artisti, fotografi e stilisti che appaiono nella mostra di Parma, poiché essa è un'immensa fucina di creatività con 12 milioni di opere archiviate e soprattutto è in continuo divenire, dal momento che è suscettibile di nuove acquisizioni e donazioni. Riguardo alla sezione arte, attraverso i protagonisti della scenario artistico del '900 l'esposizione spazia dalla Pop-Art all'Espressionismo astratto, al Naturalismo e all'Informale, dai primi anni del Chiarismo fino ai giorni recenti dell'Arte Povera e della Transavaguardia. Da Valerio Adami a Michelangelo Pistoletto, da Toti Scialoja ad Atanasio Soldati, da Afro a Fausto Melotti, da Alberto Burri a Mario Ceroli, da Enrico Baj a Luciano Fabro, da Franco Gentilini ad Alighiero Boetti. Per la sezione fotografia si va dal dagherrotipo al digitale attraverso la sua evoluzione tecnico-artistica con 600 immagini scelte per documentare diversi passaggi di questo lungo cammino. Si va quindi da Nadar, alle e foto dei fratelli Alinari, dalle foto dello Studio Stefani e dell'agenzia Publifoto, attraverso il periodo fra le due Guerre con gli esperimenti di Man Ray e Florence Henry, all'illustrazione del dopoguerra con Mario Giacomelli, fino ai lavori recenti di Luigi Ghirri e Mimmo Jodice senza trascurare le immagini di ritratti, paesaggi firmate da grandi artisti come Barbieri, Basilico, Evans, Lange, Migliori, Shahn, White. Per la sezione design e architettura compaiono tutti i nomi più indicativi dell'architettura italiana del '900 in una concezione non solo stilistica e formale ma anche sociologica come è il lavoro dell'architetto e del designer, che mira in fondo alla soluzione di problemi legati allo spazio umano con progetti, disegni, plastici ed oggetti di: Marcello Nizzoli, Ottavio Cabiati, Giuseppe De Finetti, Ignazio Gardella, Pier Luigi Nervi, Gio Ponti, Renzo Zavanella, Figini e Pollini, Bruno Munari, Alberto Rosselli, Alberto Samonà, Enzo Mari, Archizoom, Alessandro Mendini, Ettore Sottsass. Infine, la splendida sezione sulla moda ci da uno spaccato molto interessante sul nostro paese attraverso un copioso numero di disegni, documenti, riviste, fotografie, abiti ed accessori, che sinteticamente qui vengono presentate in 200 pezzi concentrati su una sintesi della storia della moda, con il passaggio dalla Haute Couture al Prêt à porter, attraverso Walter Albini, attorno alle cui creazioni,vengono esposti disegni, modelli ed accessori di Valentino, Armani, Archizoom, Sorelle Fontana, Ferré, Krizia, Versace e molti altri.

18.04.2010 # 1392
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Londra | The Real Van Gogh: The Artist and His Letters

Fino al 18/04/2010

Alla Royal Academy of Arts di Londra in mostra lettere, dipinti e disegni di Vincent Van Gogh (1853-1890). L’importanza della mostra è data dalla mescolanza tra la corrispondenza, con circa 35 lettere e opere, 65 dipinti e 30 disegni, che rivelano tutta la complessità della mente del grande artista fiammingo, che consente di vedere in una prospettiva diversa dal solito e se vogliamo, più completa e articolata, la vita e l’arte del maestro post-impressionista. Si possono leggere le lettere che Vincent scrisse al fratello Theo, che lo supportò nella sua carriera artistica e nelle sue difficoltà esistenziali, ma anche le lettere alla sorella Willelmien, agli artisti Anton van Rappard, Emile Bernard e Paul Gauguin. Le lettere manifestano una profonda comprensione per l’arte e hanno straordinarie doti letterarie, compulsive ed eloquenti e rivelano il grande istinto dell’artista, le doti di preveggenza artistica e la profondità della visione e dello sguardo sull’arte. Il tutto, scritti ed opere, contribuisce a creare un autoritratto inperdibile di Vincent Van Gogh, morto suicida nel 1890. Le opere provengono dal Van Gogh Museum, Amsterdam, dal Kröller-Müller Museum di Otterlo, dalla National Gallery di Londra e dalla Phillips Collection di Washington DC. La mostra è curata da Ann Dumas della Royal Academy of Arts di Londra, in collaborazione con Leo Jansen, Hans Luijten e Nienke Bakker del Van Gogh Museum di Amsterdam.