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Mostre ed eventi // Pagina 160 di 223
27.04.2010 # 1538
Londra | Museum of brands, packaging and advertising

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Londra | Museum of brands, packaging and advertising

Mostra permanente

Se passate per Londra, in qualunque momento dell’anno, nel cuore di Notting Hill, a Lonsdale Road, a pochi passi dalla famosa Portobello Road, si può visitare il Museo di marchi, packaging e pubblicità. Presente dal 2005 a Londra, la collezione, ricca di ben 12000 articoli originali della collezione di Robert Opie, fu in un primo momento ospitata a Gloucester, nel Museo della Pubblicità e Packaging ( dal 1981 al 2001). Robert Opie ha cominciato a collezionare i Brands già dai 16 anni, partendo con un pacchetto di Munchies fino ad arrivare ai marchi che comprendono tutti gli aspetti della vita quotidiana, dai giocattoli alle riviste, dalla tecnologia ai viaggi, alla moda e al design sotto forma di oggetti, manifesti, confezioni e pubblicità. Migliaia di pezzi di storia sociale e del consumo sono qui messi insieme e assemblati in un racconto didascalico e divertente, in uno spazio utilizzato anche a scopi didattici per le scolaresche e per conferenze. In particolare, nella Galleria del tempo, si affondano le radici dell’advertising e del marchio dall’epoca vittoriana fino ai giorni nostri. Il percorso espositivo è significativo per il contributo culturale importante relativo alla nascita dei brand, alla sua evoluzione in forma di pubblicità e imballaggio che ha seguito pari passo l’evoluzione sociale e umana, con una forte connotazione antropologica. Tra i sostenitori, gli sponsor e gli affiliati compaiono marchi storici come Nestlé, Kellogg’s, Cadbury Trebor Bassett, Twinings, McVitie's, Diageo e gli Istituti storici  History of Advertising Trust e Institute of Trademark Attorneys.

17.05.2010 # 1482
Londra | Museum of brands, packaging and advertising

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New York | William Kentridge: Five Themes

Fino al 17/05/2010

La mostra ospitata al Moma di New York, indaga trent’anni di attività dell’artista sudafricano William Kentridge, classe 1955. Quello che colpisce è la versatilità del maestro, che spazia dalla politica alla poetica in maniera magistrale, in maniera sognante e ricca di sensibili sfumature. L’auto deprecazione e lo spirito da commedia lirica rendono i suoi lavori ambivalenti e ricchi di significato, non scontati e mai banali. Le opere presentate sono i più noti disegni a carboncino usati per i film d’animazione, assieme a stampe, libri, collage, sculture e arti legate allo spettacolo. I temi trattati dalla mostra sono cinque, dagli anno ‘80 ad oggi: la prima sezione riguarda la sfera pubblica e la paura collettiva, la seconda e la terza la memoria e i disegni, la quarta e l'ultima riguardano, invece, il lavoro teatrale, in particolare l'illuminismo nel Flauto Magico di Mozart e la politica e il modernismo ne Il Naso di Shostakovic. Kentridge è anche regista e scenografo de Il Naso di Shostakovic che il cinque marzo scorso ha registrato a New York il tutto esaurito. Ricordiamo che Kentridge è stato uno degli artisti internazionali ad aver lavorato molto in Italia anche grazie al supporto della gallerista napoletana Lia Rumma.

16.05.2010 # 1440
Londra | Museum of brands, packaging and advertising

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Roma | Donna: Avanguardia femminista negli anni '70

Fino al 16/05/2010

Allo Gnam di Roma arriva puntuale con i tempi una splendida mostra dedicata alle artiste delle avanguardie. Puntuale perché in questo momento l’interesse internazionale verso il panorama artistico femminile è fervente. L’arte femminista è qui raccontata attraverso 200 opere di 17 artiste, più o meno conosciute al grande pubblico, come Cindy Sherman, Ana Mendieta e Valie Export. L’arte che vediamo al Gnam è un arte femminista, concepita negli anni ’70 del secolo scorso, anni percorsi da profondi cambiamenti culturali e sociali. In questo caso i temi affrontatati dalle artiste riguardano il corpo, l’identità femminile, la differenza uomo-donna affrontati con la ricerca di linguaggi nuovi mediante riferimenti surrealisti e concettuali. La mostra è realizzata dalla Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea di Roma in collaborazione con la Sammlung Verbund di Vienna da cui provengono moltissime opere, qui collezionate a partire dal 2004. Le artiste che espongono sono: Helena Almeida, Eleanor Antin, Renate Bertlmann, Valie Export, Birgit Jürgenssen, Ketty La Rocca, Suzanne Lacy / Leslie Labowitz, Suzy Lake, Ana Mendieta, Martha Rosler, Cindy Sherman, Annegret Soltau, Hannah Wilke, Martha Wilson, Francesca Woodman, Nil Yalter.

16.05.2010 # 1405
Londra | Museum of brands, packaging and advertising

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Londra | Chris Ofili

Fino al 16/05/2010

Alla Tate Modern di Londra grande retrospettiva dedicata all’artista inglese Chris Ofili, insignito del Turner Prize nel 1998. Selezionato nel 2003 per rappresentare l’Inghilterra alla Biennale di Venezia è autore di quadri sontuosi, estremamente popolare e amato sia dalla critica che dal pubblico. Ofili è uno dei pochi artisti inglesi di origine africana a sfondare come membro della Young British Artists (YBA). Presenti circa 45 opere, oltre schizzi, disegni a matita dalla metà degli anni ’90 ad oggi. Le sue opere sono contraddistinte dal connubio sacro e profano, cultura e credenze popolari e infatti, l’influenza dell’arte nigeriana, caraibica e africana in generale è evidente. Lo vediamo nelle sue reminescenze hip-hop, nella spiritualità, nel folklore e natura ma anche nell’uso dei materiali e dei mezzi di comunicazione, come palle di sterco di elefante che costellano la tela e la supportano nella loro base, così come glitter, resina, spille mappa. Egli attinge da una vasta gamma di influenze, dalla pittura delle grotte dello Zimbabwe al cinema blaxploitation, fondendo eroi dei fumetti e le icone del funk e hip-hop. Presente l’opera Cenacolo 1999-2002, Un’ installazione su larga scala di 13 tele, in pannelli di noce in una stanza disegnata dall'architetto David Adjaye che si era occupato anche dell’allestimento del padiglione inglese durante la biennale di Venezia del 2003. I colori sono audaci e spot-lit, radiosi e accattivanti e tutte le sue opere, registrano elementi legati alla mitologia, alla sensualità e sono legati al periodo trascorso a Trinidad, dove si è trasferito nel 2005.

02.05.2010 # 1493
Londra | Museum of brands, packaging and advertising

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Roma | Il Nostro Mondo - National Geographic

Fino al 02/05/2010

Si apre al Palazzo delle Esposizioni una splendida mostra fotografica sul tema della condizione umana sul pianeta, rivisitata attraverso gli scatti di 90 fotografi che collaborano con il National Geographic. Dopo "Acqua, Aria, Fuoco, Terra" e "Madre Terra", in cui l’obiettivo era soprattutto il pianeta con i suoi problemi, i cambiamenti climatici, la ricchezza e la miseria di alcuni popoli, la difficoltà di sopravvivenza di alcune specie animali, con questa mostra si mettono i evidenza le diversità e le similitudini tra le persone, nonostante le distanze e le apparenti differenze culturali. Attraverso immagini di donne, uomini, bambini, il percorso espositivo viene costruito a tappe, raccontando la famiglia umana nei luoghi e nelle situazioni più distanti. Le fotografie ci fanno cogliere i contrasti, i vissuti diversi, tutto ciò che ci divide, come la religione, la cultura e l’organizzazione della società e anche quello che ci accomuna, come la gioia di vivere, vecchiaia e gioventù, stress, lavoro, pace e guerra. La fotografia si pone come un mezzo fondamentale per condividere e partecipare, un modo per essere solidali e per vedere quello che altrimenti non potremmo vedere. Sbirciando ad occhi aperti su un’ampia porzione di mondo, riusciamo ad avvertire la fratellanza che ci accomuna a tutti i popoli della terra, a prescindere dai loro nomi, dai loro volti e dalla loro cultura. I fotografi che espongono sono: Lynsey Addario, William Albert Allard, Annie Griffiths Belt, Jonas Bendiksen, James Blair, Alexandra Boulat, Jodi Cobb, Pablo Corral Vega, Meredith Davenport, Peter Essick, Melissa Farlow, Stuart Franklin, Alessandro Gandolfi, Justin Guariglia, David Alan Harvey, Fritz Hoffmann, Chris Johns, Lynn Johnson, Ed Kashi, Ivan Kashinsky, Karen Kasmauski, Tim Laman, Brian Lanker, Gerd Ludwig, Pascal Maitre, Emiliano Mancuso, Steve McCurry, David McLain, Gideon Mendel, Bobby Model, Michael Nichols, Alberto Novelli, Randy Olson, Antonio Politano, Steve Raymer, Nicolas Reynard, Reza, Jim Richardson, Joel Sartore, James L. Stanfield, Maggie Steber, George Steinmetz, Brent Stirton, Tomasz Tomaszewski, Tyrone Turner, Gordon Wiltsie, Kim Wolhuter, Michael Yamashita.

02.05.2010 # 1358
Londra | Museum of brands, packaging and advertising

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Parigi | L'elogio del negativo. Gli esordi della fotografia in Italia tra il 1846 e il 1862

Fino al 02/05/2010

L'era della riproducibilità tecnica, citando Walter Benjamin, attraverso un nuovo universo visivo, quello della fotografia, è il tema al centro di questa impredibile mostra allestita presso il Museo del Petit Palais di Parigi, un museo situato in un a struttura storica e bellissima, spesso trascurato a vantaggio delle superstar Louvre e Musée d'Orsay. In esposizione 140 opere provenienti da celebri collezioni italiane e francesi con alcuni inediti. La mostra espone le testimonianze visive di come la fotografia si sia sviluppata in maniera sensibile proprio in Italia, diventando un centro aggregatore e propulsore dell'arte e della tecnica fotografica nell'Europa dell'800. In particolare ci si specializzò nella tecnica di riproduzione del paesaggio, visibile nei negativi e su carta e strumento di indagine e sperimentazione artistica, promotore dell'editoria moderna. Di fatto sarà possibile vedere come all'inizio la contaminazione arte pittorica-lastra fotografia sia stata forte, finché con il tempo la fotografia si è ritagliata un posto speciale nel mondo artistico, ponendosi non solo come opera legata all'immagine ma anche come documento e testimonianza, perdendo di volta in volta l'alone artistico-romantico, la sovrastruttura formale che la concezione artistica dell'epoca sembrava imporgli. Sarà possibile individuare questo percorso attraverso le opere, in particolare, di Giacomo Caneva, Vero Veraci, Luigi Sacchi, Eugène Piot, Frédéric Flachéron, Edouard Delessert, George Wilson Bridges, Calvert Jones, James Graham . La mostra inaugura il 18 febbraio.