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Mostre ed eventi // Pagina 211 di 218
09.01.2006 # 159
Napoli / Eureka! Il genio degli antichi / fino al 9 gennaio 2006

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Napoli / Eureka! Il genio degli antichi / fino al 9 gennaio 2006

fino al 9 gennaio 2006

MANN - MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE di Napoli




Lo straordinario universo della scienza e della tecnica del mondo greco viene riportato alla luce attraverso macchine a vapore, orologi, strumenti musicali ed astronomici, applicazioni che sembrano far parte di un universo culturale a noi vicino se non contemporaneo. Pochi ricordano che i greci sono nostri precursori in molti campi del sapere, dalla geometria alla medicina, dall'ottica all'astronomia. Dai loro studi derivano tante ed attuali teorie, molte applicazioni considerate per secoli veri e propri prodigi che venivano utilizzate per scopi ludici, artistici, bellici, religiosi, lavorativi. La cultura greca, e quella latina poi, che tutti conosciamo attraverso le testimonianze scritte di grandi poeti, filosofi ed artisti, si avvalse del contributo di geniali ingegneri e scienziati che con le loro invenzioni avevano già segnato il futuro della storia dell'umanità.



L'allestimento, inizialmente pensato per una collocazione all'interno del Museo Archeologico di Napoli, ma che già presenta tutte le caratteristiche di una grande mostra itinerante, prevede la realizzazione di riproduzioni e modelli funzionanti di grandi macchine o strumenti del mondo greco appartenenti a diverse sfere di applicazione che corrispondono alle diverse macrosezioni tematiche in cui sarà divisa la mostra: la vita di corte, la misura del tempo e dello spazio, la musica, il teatro, la religione, l'archimedea, ovvero una sezione dedicata alle grandi invenzioni dello scienziato siracusano, la medicina e la botanica. Assieme alle riproduzioni vengono esposti splendidi reperti archeologici come l'Atlante e la Tazza Farnese, il vaso di Talos, grome, stadere, samovar, affreschi, busti e mosaici, il primo ed unico astrolabio bizantino, le terracotte del Louvre, tutti oggetti provenienti da prestigiosi musei italiani e stranieri tra cui il Louvre, il Museo delle Scienze di Londra, il Museo della Tecnologia di Salonicco, il Museo Archeologico di Atene e da altri importanti siti come Velia, Paestum, Pompei ed Ercolano. Pannelli con disegni e testi esplicativi, modellini e documentari introdurranno il visitatore nel mondo della scienza e della tecnica antica. La superficie totale prevista è di 2.200 metri quadrati ma agli spazi interni si aggiungeranno installazioni all'aperto in una simulazione di agorà e la ricostruzione del faro di Alessandria, una delle sette meraviglie del mondo, costituirà l'ingresso alla mostra.



28.01.2006 # 411
Napoli / Eureka! Il genio degli antichi / fino al 9 gennaio 2006

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Roma | Cina. Nascita di un impero | Fino al 28 gennaio 2007 

Fino al 28 gennaio 2007 

Nel 221 a.C. Qin Shi Huangdi, il Primo Augusto Imperatore dei Qin (221-210 a.C.), completò la conquista militare di un vastissimo territorio. Realizzò il sogno di un unico impero sotto il quale riunire quell'insieme di insediamenti e città che fin dal Neolitico erano stati legati da una fitta rete di scambi e conflitti e che, già durante l'Età del Bronzo, avevano visto l'espandersi del dominio dei clan Shang e Zhou.
La mostra Cina. Nascita di un Impero intende presentare al pubblico la civiltà cinese proprio in quel periodo che va dall'ultima dinastia pre-imperiale dei Zhou (1045-221 a.C.) alle due dinastie imperiali dei Qin (221-206 a.C.) e degli Han Occidentali (206 a.C.-23 d.C.) attraverso un grande, affascinante affresco che abbraccia oltre dieci secoli.

La mostra comprenderà 320 reperti di grande raffinatezza e impatto, alcuni dei quali mai usciti finora dalla Cina e provenienti da 14 musei cinesi. Tra questi splendide giade e imponenti bronzi cerimoniali rinvenuti sia nell'area centrale e settentrionale della Cina, interessata dalla cultura di Qin, sia nell'area meridionale, dominata dalla cultura di Chu. Vedremo, fra l'altro, per la prima volta in Italia, bronzi provenienti dalla tomba del Marchese Yi di Zeng (433 a.C.), un feretro di legno laccato dipinto ove giaceva una delle sue concubine e un famoso 'poggiatamburo' a forma di uccello con corna di cervo in bronzo, unico nel suo genere. Non mancheranno vasi in bronzo intarsiato e in ceramica invetriata, céladon, lacche e gioielli.

Ma una delle attrazioni principali sarà certamente costituita dai famosi soldati di terracotta del Primo Imperatore. Un'armata imponente composta da migliaia di guerrieri, cavalli, carri da combattimento, tutti a grandezza naturale e diversi tra loro, rinvenuti in più fosse situate nei pressi del mausoleo, ancora inviolato, a Lintong (Xi'an, Shaanxi), nei pressi dell'antica capitale imperiale.


14.01.2006 # 417
Napoli / Eureka! Il genio degli antichi / fino al 9 gennaio 2006

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Milano | Tamara de Lempika | fino al 14 gennaio 2007

Fino al 14 gennaio 2007

La mostra, allestita a Palazzo Reale dal 5 ottobre 2006 al 14 gennaio 2007, ha un particolare significato, perché proprio a Milano, nella galleria del conte Emanuele Castelbarco, Bottega di Poesia, che era situata in via Montenapoleone 14, avvenne la prima mostra personale di Tamara de Lempicka, nel 1925. A distanza di ottant'anni, Milano ripropone l'infinito fascino del lavoro e delle idee di Tamara alle nuove generazioni di visitatori.

Pittrice cosmopolita e icona dell'Art Déco, Tamara de Lempicka ha creato immagini che sono diventate il simbolo di un'epoca, "i folli" anni Venti e Trenta di cui diventa la più brillante interprete, introducendo nei suoi dipinti i simboli della modernità e rappresentando la donna emancipata, libera, indipendente e trasgressiva. Considerando la vita come un'opera d'arte e sostenuta da una volontà ferrea di affermazione, Tamara coltiva il suo talento artistico, ma anche costruisce con cura la propria immagine di donna elegante e sofisticata, divenendo presto la protagonista stravagante della mondanità europea.

La mostra ripercorre la carriera di questa affascinante artista polacca che visse in Russia, a Parigi, in Italia, per approdare poi negli Stati Uniti e passare gli ultimi anni della sua vita in Messico. Attraverso una meditata scelta di opere pittoriche, ma anche di disegni, documenti, fotografie, immagini di repertorio, viene ricreata l'atmosfera del tempo, i grandi eventi storici, ma anche le tendenze dell'arte a lei contemporanea, in un percorso che consente al visitatore di immergersi e di immedesimarsi nel mondo e nella vita dell'artista, piena di "glamour" ma segnata anche dai grandi eventi storici del Novecento.

23.12.2005 # 199
Napoli / Eureka! Il genio degli antichi / fino al 9 gennaio 2006

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Milano | GIANCARLO ILIPRANDI. IL DISIMPEGNO | Fino al 23/12/2005

Un percorso nel mondo dei segni di dissenso di evasione di ricerca

Un percorso nel mondo dei segni di dissenso di evasione di ricerca

"Per un professionista l'impegno si identifica con la routine quotidiana. Queste opere non commerciali, nate fuori da una committenza precisa, pubblicate a fatica o addirittura inedite, talvolta pretenziosamente sociali o di contestazione velleitaria, sono quelle che ironicamente definisco il mio disimpegno."

È con queste parole che Giancarlo Iliprandi introduce la mostra, a lui dedicata, che inaugurerà negli spazi di via Ventura il prossimo 27 ottobre. Quello di Iliprandi, uno dei maggiori grafici italiani che da cinquant'anni si occupa di progettazione grafica e comunicazione visiva, è un percorso nel mondo dei segni: segni di ricerca, segni di evasione, segni di dissenso. Ogni uscita dalla pratica quotidiana del segno può dirsi evasione. Ed è proprio questo lo spirito della produzione esposta per l'occasione, che comprende circa duecento tra opere storiche, inediti e nuovi lavori, tutti con una loro storia più o meno breve che meriterebbe di essere raccontata.

La libreria Art Book Milano accoglie le riproduzioni di alcuni dei progetti più rappresentativi realizzati nel corso della sua decennale carriera ed una serie di serigrafie sperimentali progettate per le Grafiche Nava nelle quali viene approfondito il discorso sulla strutturazione, la scomponibilità e la leggibilità dell'alfabeto.

Presso il Box Corraini saranno esposte le tavole del libro Letterando-Lettering edito quest'anno da Corraini, nel quale alcune considerazioni sulla composizione tipografica e il lettering sono l'occasione per far dialogare scrittura e grafica.

Sono visibili nell'atrio della rivista Abitare una serie di disegni di viaggio, espressione massima del disimpegno, dell'evasione dalla quotidianità, che si mescolano ad una sequenza di simboli e marchi nei quali la prima lettera dell'alfabeto gioca il ruolo di protagonista in omaggio alla rivista ospitante.

Infine la Scuola Politecnica di Design ospita una serie di manifesti di contestazione prodotti negli anni '60, noti anche come la "segnaletica del basta", dei quali l'immagine più nota è senz'altro "Basta una pillola", manifesto pirata del 1967 che incitava all'uso del noto anticoncezionale, ai tempi ancora vietato.





18.12.2005 # 161
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Milano | In Vespa - Un viaggio italiano | Fino al 18 dicembre 2005

fino al 18 dicembre 2005


La Collezione Permanente del Design Italiano della Triennale di Milano presenta la mostra In Vespa. Un viaggio italiano, che resterà aperta dal 4 ottobre al 18 dicembre 2005.



 In Vespa. Un viaggio italiano, curata da Pier Paride Vidari, si colloca nel ciclo di mostre ideato da Silvana Annicchiarico, conservatore della Collezione Permanente del Design Italiano della Triennale. Rientra, quindi, nel progetto che, iniziato con Le parole e le cose (Non sono una Signora, Animal House, Il mondo in una stanza) e proseguito con Fuori Serie (indagine sulle origini del design italiano), Acqua da Bere, Come Comete e Pulviscoli, punta a tracciare nuovi possibili percorsi di lettura nella storia del design italiano.



La Vespa, scooter disegnato da Corradino D'Ascanio e messo sul mercato dalla Piaggio nel 1946, ha avuto una rapida e duratura ascesa nell'olimpo delle icone del design italiano.



La mostra si propone di evidenziarne non solo l'eccellenza progettuale e performativa, ma anche il valore paradigmatico che questo stesso oggetto assume all'interno della storia non lineare di una disciplina complessa come quella del design e il suo legame con il momento storico e sociale.



Nella storia dello scooter della Piaggio convergono, infatti, il tema della riconversione industriale assieme alla storia della comunicazione, della pubblicità, dell'immaginario, del costume, del paesaggio, della mobilità, dell'apertura verso i mercati internazionali.



La Vespa offre all'Italia dell'immediato dopoguerra e poi dei lunghi e impegnativi anni Cinquanta uno strumento agile per dar corpo ai sogni collettivi di mobilità, sociale oltre che geografica e territoriale. Contemporaneamente intraprende, con rapidità e ampiezza straordinarie per l'epoca, un percorso di successo nel mondo che tuttora la rende uno dei più forti e conosciuti esempi della creatività, dello stile e della capacità di innovazione italiani.



Sono passati sessant'anni dalla sua prima commercializzazione ma è riuscita ad aggirare l'inevitabile obsolescenza degli oggetti d'uso e a ritagliarsi un'immagine comunque molto trendy, se non addirittura rappresentativa dello spirito del tempo.



Se nel dopoguerraincarnava la voglia di spensieratezza e di dinamismo in opposizione al pauperismo post-bellico, e negli anni Settanta si inserì nella corrente delle dinamiche giovanili, oggi, in tempi di congestione del traffico e di ingorghi urbani, la Vespaè sinonimo non solo di stile ma anche di sveltezza, di indipendenza e di autonomia.



La mostra si propone di analizzare la Vespa focalizzando l'attenzione su diversi aspetti fra cui:



- la storia e l'evoluzione del progetto industriale: partendo dal contesto, il periodo di ricostruzione post bellica delle fabbriche, degli impianti e infine dei prodotti, è rievocata la storia della Piaggio e dei personaggi che l'hanno creata;



- il rapporto con l'utenza: la Vespa era ed è destinato al grande numero e il suo valore fortemente simbolico l'ha collocata nell'immaginario collettivo anche attraverso il cinema italiano e internazionale, come testimoniato da alcuni spezzoni presentati in mostra;



- l'evoluzione della forma, delle caratteristiche estetiche, delle tecnologie, che hanno differenziato e caratterizzato i vari prodotti, e, inoltre, l'evoluzione del marchio e della comunicazione.



Modelli di scooter, particolari costruttivi, come fanali, freni, scritte, indicatori, e documenti legati alla storia dei progetti sono i materiali esposti, che contribuiranno a restituire la grande complessità di questa storia, esemplarmente italiana.


04.12.2005 # 175
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Pavia | GUSTAV KLIMT. Disegni proibiti | fino al 4 dicembre 2005

fino al 4 dicembre 2005




Dopo il successo parigino, che ha registrato ben 125.000 visitatori al Museo Maillol, arriva in Italia una nuova selezione di opere di carattere erotico del grande maestro viennese Gustav Klimt appositamente curata per l'Italia.
Dal 24 settembre al 4 dicembre, il Castello Visconteo di Pavia ospita l'esposizione GUSTAV KLIMT. Disegni proibiti che raccoglie 50 disegni di uno dei protagonisti della stagione della Secessione viennese e figura di straordinaria importanza nella storia dell'arte moderna.
L'iniziativa, prodotta da Alef in collaborazione con il Comune di Pavia, è affidata alla cura scientifica di Annette Vogel che ha selezionato i 50 disegni sul tema del nudo e dell'erotismo che svelano l'universo più intimo di Klimt, provenienti dalla collezione Sabarsky di New York.
Il percorso individuato permette alle opere di rivelare un'immagine privata dell'artista poco conosciuta al grande pubblico, che consente di esplorare in profondità la sua personalità. Come era solito ricordare lo stesso Klimt: "Chiunque voglia conoscermi – come artista, perché non c'è altro che sia meritevole d'interesse – deve guardare con attenzione le mie opere e cercare di scoprire quello che sono e quello che voglio".
Nei suoi disegni, Klimt rende un omaggio alla bellezza femminile attraverso nudi, ritratti in pose spesso estremamente erotiche. Tale rappresentazione del corpo femminile gli permetteva di esprimere e di raggiungere, con il più alto grado di verità, l'essenza delle idee.
Spesso momento preparatorio per le creazioni pittoriche e destinati a un pubblico privato di amici, estimatori e critici, i disegni sono liberati dai motivi decorativi, nei quali le figure scompaiono, come assorbite da una trama astratta. Come ha scritto il critico Werner Hofmann, "Klimt era capace di dipingere la donna nella sua distante dignità e di disegnarla nella sua totale disponibilità sessuale".
La sua produzione, che inizialmente predilige grandi spazi e una dimensione pubblica (la grande sala dell'Università di Vienna), trova nel disegno un momento di più intimo confronto. Le sue opere su carta non sono realizzate per essere mostrate in pubblico, anche se i critici suoi contemporanei le consideravano le sue creazioni migliori.