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Mostre ed eventi // Pagina 149 di 221
12.09.2010 # 1672
Milano | Vite private. Di Erwin Olaf

Ilas Web Editor // 0 comments

Milano | Vite private. Di Erwin Olaf

Fino al 12/09/2010

Tra reportage giornalistico e scene interne realizzate in studio, il fotografo olandese Erwin Olaf, realizza immagini perfette, uniche che colgono la dimensione privata, seppur studiata e in posa. Come in un fotogramma di un film, le immagini ritraggono interni di case, colloqui silenziosi, sguardi e atmosfere ispirate spesso ai film anni '50. Per la prima volta in Italia, l'artista espone le sue serie più celebri: Rain, Hope, Grief, Fall, Dawn e Dusk e Hotel. Tra stereotipi americani trasmessi dalla tradizione cinematografica, ai lapsus visivi, in un senso di sospensione e di pseudo immobilismo che pare presagire un movimento successivo, atteso e indefinito, indefinibile. La serie Hotel, in particolare, offre un rapporto stridente tra i modelli in posa pseudo casual, e l'aspetto tipico dell'albergo, con le sue lenzuola e tappezzerie dai colori smorti o intensi, gli sguardi imbambolati dei protagonisti, che in ogni caso, emergono plasticamente dall'insieme e ne sono al contempo parte integrante, come oggetti tra gli oggetti, seppur vivi e dagli sguardi pensosi, come prima di un pianto. La mostra è realizzata da Mondrian Foundation e dal Consolato Olandese in Italia ed è ospitata dalla Galleria Forma di Milano.

12.09.2010 # 1667
Milano | Vite private. Di Erwin Olaf

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Londra | Siren City. Photographs by Johnnie Shand Kydd

Fino al 12/09/2010

Il fotografo conosciuto soprattutto per i celebri documentari e per i ritratti ad artisti come Tracy Emin e Damien Hirst, in questa mostra ritrae Napoli, la città delle sirene. Una droga, come lui stesso definisce il rapporto con questa città. Affascinato dalla città, dai particolari piuttosto che dalla visone d’insieme, Johnnie Shand Kydd fotografa Napoli, città-palcoscenico ( città delle sirene, per via del mito della sirena Partenope), tra suggestioni sacre, profane, tra il reale e il teatrale, ovvero tutto quello che in effetti Napoli rappresenta. Il tutto in bianco e nero, per dare un senso di atemporalità alla scena, per fissare il momento in una concezione neorealista, ispirata a registi come Visconti. Lontana dai luoghi comuni, è per la prima volta esposta in Inghilterra, in una cornice che non si poteva non segnalare, ovvero il palazzo in stile georgiano, dove ha sede la Estorick Collection of Modern Art Italiana a Nord di Londra. La collezione si è costituita grazie a Eric Estorick (1913-1993), sociologo e scrittore americano, collezionista di opere dal secondo dopoguerra. Il museo ospita, inoltre, una ricca collezione con opere di Picasso , Léger , Mirò e Matisse ed è ben nutrita di capolavori del futurismo italiano, con Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Gino Severini, Luigi Russolo e Ardengo Soffici opere così come da Giorgio de Chirico, Amedeo Modigliani, Giorgio Morandi, Mario Sironi e Marino Marini.

12.09.2010 # 1642
Milano | Vite private. Di Erwin Olaf

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Milano | Napoleone e l'Impero della moda

Fino al 12/09/2010

Fu proprio in piena epoca napoleonica che cominciarono a nascere le prime Fashion victim, termine inglese che oggi designa l’ossessione per la moda e i suoi orpelli. La moda napoleonica, con i suoi abiti sensuali e uno stile inconfondibile, che fa ancora proseliti. Perché nacquero le fashion victim? Non avrebbero potuto nascere anche nel tardo impero romano o nel rinascimento, dal momento che la moda, negli ambienti aristocratici, era sempre molto seguita da dame e cavalieri, dalle cortigiane come dai principi o da imperatori vezzosi? Semplice, i fashion addicted nascono perché nasce la stampa specializzata, pamphlet e riviste che parlano soltanto di moda, dando indicazioni su questo o quel capo, qual è il migliore o il peggiore, quello che dona meglio, cos’è di moda e cosa non lo è. La mostra ospitata dalla Triennale di Milano è un viaggio in epoca napoleonica attraverso 51 capi, che rappresentano, il quotidiano, i matrimoni, la nascita, la morte, la maternità, le stagioni. Il tutto affiancato da centinaia di stampe, accessori e un archivio storico delle stampa specializzata ( Costume Parisien, la prima rivista di moda della storia ), che racconta come i parrucchieri, i sarti, influenzassero la vita di tutti i giorni di certe dame, che già sfogliavano le riviste con le loro vetrine in bella mostra. Ad ogni periodo la sua moda: il Direttorio presentava modelli sensuali e stravaganti; la restaurazione borbonica li voleva più semplici e rispettabili, fino a quelli del periodo vittoriano, molto austeri e pudichi. La moda intesa come l’intendiamo oggi, nacque dalla volontà di Napoleone Bonaparte di farne uno strumento di potere. Come per le leggi, anche la moda doveva ostentare i suoi simboli e portare avanti i suoi concetti. Una mostra imperdibile, patrocinata da Comune di Milano e Assessorato della Moda, Design Eventi.

12.09.2010 # 1631
Milano | Vite private. Di Erwin Olaf

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Rovereto | Arte americana 1850-1960. Capolavori dalla Phillips Collection di Washington

Fino al 12/09/2010

Al Mart di Rovereto in mostra i capolavori dell’arte americana dall’800 ai primi anni ’60. Lo scopo è quello di diffondere la conoscenza storica dell’arte americana, attraverso i suoi protagonisti. Tra gli artisti, vi sono nomi di spicco come Edward Hopper e Georgia O’Keeffe. Il Mart continua la sua collaborazione con la prestigiosa istituzione di Washington Phillips Collection, dopo l’allestimento, nel 2005, della mostra "Da Goya a Manet, da Van Gogh a Picasso". In questa nuova mostra si afferma l’importanza che ha avuto l’arte americana come strappo nei confronti di quella europea; esplosa letteralmente dopo la seconda guerra mondiale con l’action painting; al centro, il conflitto tra la crescita dellel metropoli e la vita rurale, un paesaggio poco conosciuto in Italia e in Europa che, all’epoca, si trovava a fronteggiare le censure e gli impedimenti del nazifascismo. Quello che viene fuori da tutto questo è il ruolo propulsore e da protagonista che l’arte americana ha svolto fino ad oggi, con artisti, tutti in mostra a Rovereto, circa 100 opere, come John Sloan, Arthur Dove, Stuart Davis Adolph Gottlieb, Philip Guston, Jackson Pollock, Robert Motherwell, Clyfford Still, Mark Rothko. La mostra è organizzata da The Phillips Collection, Washington D.C. Con il Patrocinio dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America a Roma.

11.09.2010 # 1696
Milano | Vite private. Di Erwin Olaf

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Venezia | 67. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica

Fino al 11/09/2010

 


 

Anche quest’anno la più prestigiosa e internazionale mostra cinematografica italiana è ripartita, organizzata dalla Biennale di Venezia e creata nel 1895, quando la settima arte emetteva i suoi primi vagiti. Al Lido la celebre passerella ha già visto solcare il tappeto da star come Quentin Tarantino, Vincent Cassel e dalla madrina Isabella Ragonese. Marco Muller, il direttore della 67esima mostra cinematografica è a capo del settore Cinema dal 2004. Le sezioni si dividono in: Concorso internazionale di lungometraggi in prima mondiale, Fuori concorso,(Opere firmate da autori di importanza riconosciuta), Orizzonti( le nuove correnti del cinema mondiale), Controcampo Italiano( le nuove linee di tendenza del cinema italiano), La situazione comica ( sezione retrospettiva sul cinema comico italiano). Segnaliamo, tra gli altri i film di Bellocciho, Sofia Coppola, Vincent Gallo, Emidio Greco, Dennis Hopper, Ascanio Celestini, Alex de la Iglesia e Saverio Costanzo. Il programma completo con le proiezioni è sul sito della biennale. Se passate da Venezia, non perdetevela.

10.09.2010 # 1568
Milano | Vite private. Di Erwin Olaf

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Milano | Space Age Lights. Tra gusto pop e desiderio di avanguardia

Fino al 10/09/2010

 


Lo Spazio e le conquiste spaziali come fonte d’ispirazione per un periodo come quello a cavallo tra la fine dei sessanta e l’inizio dei settanta, nella stagione ribattezzata dalla storiografia del design come “Space Age” caratterizzano l’allestimento presentato alla Triennale Design Museum. Oltre sessanta lampade da tavolo ispirate al tema spaziale, e al concetto di futuro rivisitato da autori che hanno fatto la storia del design italiano e internazionale come Joe Colombo, Vico Magistretti, Gino Sarfatti, Giotto Stoppino. Lo scopo della mostra è quello di illustrare e analizzare il nesso profondo tra le idee e i concetti di questa generazione di designers, dal punto di vista iconografico e comportamentale e la generazione successiva improntata verso un design ispirato all’elettronica e all’immaginario avveniristico giapponese. Tutto questo è esplorato anche con oggetti di largo consumo e basso costo, non solo con le opere dei grandi designers.