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Mostre ed eventi // Pagina 145 di 218
12.09.2010 # 1672
Milano | Vite private. Di Erwin Olaf

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Milano | Vite private. Di Erwin Olaf

Fino al 12/09/2010

Tra reportage giornalistico e scene interne realizzate in studio, il fotografo olandese Erwin Olaf, realizza immagini perfette, uniche che colgono la dimensione privata, seppur studiata e in posa. Come in un fotogramma di un film, le immagini ritraggono interni di case, colloqui silenziosi, sguardi e atmosfere ispirate spesso ai film anni '50. Per la prima volta in Italia, l'artista espone le sue serie più celebri: Rain, Hope, Grief, Fall, Dawn e Dusk e Hotel. Tra stereotipi americani trasmessi dalla tradizione cinematografica, ai lapsus visivi, in un senso di sospensione e di pseudo immobilismo che pare presagire un movimento successivo, atteso e indefinito, indefinibile. La serie Hotel, in particolare, offre un rapporto stridente tra i modelli in posa pseudo casual, e l'aspetto tipico dell'albergo, con le sue lenzuola e tappezzerie dai colori smorti o intensi, gli sguardi imbambolati dei protagonisti, che in ogni caso, emergono plasticamente dall'insieme e ne sono al contempo parte integrante, come oggetti tra gli oggetti, seppur vivi e dagli sguardi pensosi, come prima di un pianto. La mostra è realizzata da Mondrian Foundation e dal Consolato Olandese in Italia ed è ospitata dalla Galleria Forma di Milano.

19.09.2010 # 1611
Milano | Vite private. Di Erwin Olaf

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Venezia | Louise Bourgeois. The Fabric Works

Fino al 19/09/2010

 


Louise Bourgeois, artista francese naturalizzata americana, non ha fatto in tempo a vedere l'ultima mostra realizzata a èartire dal 5 giugno presso la Fondazione Vedova di Venezia. Infatti, la Bourgeois è morta il 30 maggio 2010 a 98 anni. Celebre per le sue enormi istallazioni, la Bougeos è stata una protagonista assoluta dell'arte moderna e contemporanea. Amava prendere pezzi di cose e metterli insieme, come ad esempio le stoffe, passione derivata dalla madre. Citiamo a questo proposito le sue stesse parole, un po' anche per capirne lo spirito, tratte dal sito Universitadelledonne.it: " Mio padre provocava in me una continua perdita di autostima. Mia madre rappresentava la fiducia in me stessa. "Non prendertela, sai come sono gli uomini. Dagli ragione, intrattienili; gli uomini sono come bambini." Mi ha convinta. Era la sua forma di femminismo. Mia madre sedeva al sole per ore a aggiustare arazzi. Le piaceva davvero. Questo senso di riparazione è profondamente radicato dentro di me. Rompo tutto ciò che tocco perché sono violenta. Distruggo le mie amicizie, l'amore, i miei figli. La gente in genere non lo sospetta, ma la crudeltà è presente nel lavoro. Rompo le cose perché ho paura e passo il tempo a riparare. Sono sadica perché ho paura. Eppure la riconciliazione tra persone non funziona mai veramente." La mostra ospitata presso la Fondazione Vedova è allestita nel Magazzino del Sale, una monumentale e sorprendente macchina espositiva disegnata da Renzo Piano. La mostra è curata da Germano Celant in collaborazione con lo studio Louise Bourgeois di New York. Sono ospitate moltissime opre, disegni e sculture e la quasi sconosciuta produzione in stoffa, come la ricca serie dei Fabric Drawings, arricchite da una completa antologia di immagini.

 

16.09.2010 # 1655
Milano | Vite private. Di Erwin Olaf

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Washington | Beat Memories: The Photographs of Allen Ginsberg

Fino al 16/09/2010

In mostra nella capitale Americana 70 fotografie di Allen Ginsberg con i celebri ritratti di Jack Kerouac e William S. Burroughs. Tutto nasce quando Allen Ginsberg(1926-1997) acquista nel 1953 una piccola macchina Kodak di seconda mano. Da allora scatta immagini a se stesso e agli amici, agli amanti e ai compagni del suo viaggio "Beat". Smette nel 1963 per riprendere negll'80, incoraggiato dai fotografi Berenice Abbott e Robert Frank. Nelle opere ritroviamo molto più di semplici documenti storici, ma la rappresentazione della poetica della beat generation. Non è forse tutto nell'occhio di Ginsberg poeta, scrittore e infine fotografo? Che con il suo io vedo, non filmico ma fotografico, immortala la realtà da lui conosciuta, evidenziandone la bellezza anche nella volgarità. Sono le immagini che testimoniano di un epoca e la disegnano. O la ridisegnano di volta in volta, a seconda di chi è dietro l'obiettivo. In questo caso, dato che il protagonista è in assoluto uno degli artefici della Beat Generation, la ricostruzione di quell'epoca è di una lucidità assoluta. La National Gallery ospita istantanee e ritratti di fama mondiale, che hanno contraddistinto un'epoca La mostra è realizzata con il supporto dalla Robert Mapplethorpe Foundation.

13.09.2010 # 1647
Milano | Vite private. Di Erwin Olaf

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Amsterdam | Mirò e Jan Steen

Fino al 13/09/2010

Al Rijksmuseum di Amsterdam la serie olandese di Joan Miró (1893-1983). Le opere esposte sono frutto del suo viaggio in Olanda nell’estate del 1928, in cui fu suggestionato soprattutto da scene di interni dipinte da maestri olandesi del 1400 come Hendrick Sorgh e Jan Steen. I primi tre quadri venuti fuori da questa esperienza, rappresentano i lavori iniziali di Mirò improntati al surrealismo. La mostra è un interessante viaggio tra passato e presente, pittura fiamminga, con i suoi colori, il suo senso della verità, la luce e l’esperienza, l’ottica, la capacità descrittiva e il surrealismo fantastico di Mirò. L’arte contemporanea nulla sarebbe senza secoli di indagine artistica, da cui tutti in qualche modo hanno attinto e a cui tutti si sono inevitabilmente ispirati.. Il 400-500 olandese fu un periodo d’oro nella rappresentazione e nella forma, nei colori e nella luce, superato dal mondo di Mirò e nel contemporaneo riconfermato nella sua grandezza. Gli Interni olandesi, frutto di quest’ispirazione, fanno parte delle collezioni del Museum of Modern Art (New York), la Collezione Peggy Guggenheim (Venezia) e il Metropolitan Museum of Art ( New York). Furono donati da Miró al Museo di Arte Moderna e la Fundació Joan Miró (Barcellona) negli anni settanta. Jan Steen è uno dei maestri del Secolo d'oro olandese, particolarmente noto per le sue scene umoristiche che rappresentano la vita di tutti i giorni. Negli anni 20 del ’900 diventò famoso grazie ad una mostra e a varie pubblicazioni. Proprio in quel periodo avvenne l’incontro con Mirò. Un incontro fermo nel tempo e nello spazio, che da un lato ha ridato vigore e importanza alla Golden Age olandese, da un lato ha decretato il successo e l’influenza artistica di Joan Mirò collocandolo tra i più grandi artisti del ventesimo secolo. La mostra si sposterà poi, a New York, al Metropolitan Museum dal 4 ottobre 2010 al 17 gennaio 2011.

12.09.2010 # 1675
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Milano | Zhang Huan. Ashman

Fino al 12/09/2010

Per la prima volta in un’ istituzione pubblica italiana ( al Pac di Milano ) espone Zhan Huan, artista cinese noto per le sue performance ai limiti della sopportazione fisica. Come lui stesso afferma:” «Ashman è l'eroe che porto nel cuore, la personificazione di molti desideri e anime molteplici. Ashman sogna, sostiene la giustizia, definisce un nuovo ordine internazionale, persegue la pace per sconfiggere la guerra terroristica, interagisce con la Terra in maniera ecosostenibile, rende l'umanità più pacifica, più libera. Porterà a Milano una profonda, universale, armonia per l'umanità». Le opere in mostra (42)ripercorrono tutta la carriera artistica e provengono da collezioni internazionali. Al centro della sua poetica ci sono soprattutto la spiritualità e il legame tra pratiche spirituali buddhiste e tecniche tradizionali cinesi, permeate dall’estrema versatilità espressiva dell’artista che si destreggia tra performance, fotografia, scultura e pittura. Al centro le antiche tecniche, la calligrafia, il rito del bruciare l’incenso, la raffigurazione di alcune parti sacre del corpo di Buddha, la riproduzione precisa della natura, i simboli della propaganda comunista. In mostra le opere più celebri come gli Ash paintings su temi diversi con l’immaginario completo di Huan. Zhang Huan è nato nel 1965 a An Yang City, provincia di Henan, Cina; ha vissuto dal 1998 al 2005 a New York, per trasferirsi nel 2006 a Shanghai, dove attualmente vive e lavora. Le sue opere sono presenti nelle collezioni dei più importanti musei al mondo, come The Museum of Modern Art, Salomon R. Guggenheim Museum e il Metropolitan Museum a New York; lo S.M.A.K. Museum a Gent, Belgio; il Centre Georges Pompidou a Parigi; l’Hara Museum of Contemporary Art di Tokyo e l’Israel Museum di Gerusalemme. Tra le principali esposizioni, ricordiamo la mostra Altered States, Asia Society, New York, 2007, allestita l’anno successivo al Vancouver Art Gallery, Vancouver e la recente prima personale cinese Dawn of Time, Shanghai Art Museum, 2010.

12.09.2010 # 1667
Milano | Vite private. Di Erwin Olaf

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Londra | Siren City. Photographs by Johnnie Shand Kydd

Fino al 12/09/2010

Il fotografo conosciuto soprattutto per i celebri documentari e per i ritratti ad artisti come Tracy Emin e Damien Hirst, in questa mostra ritrae Napoli, la città delle sirene. Una droga, come lui stesso definisce il rapporto con questa città. Affascinato dalla città, dai particolari piuttosto che dalla visone d’insieme, Johnnie Shand Kydd fotografa Napoli, città-palcoscenico ( città delle sirene, per via del mito della sirena Partenope), tra suggestioni sacre, profane, tra il reale e il teatrale, ovvero tutto quello che in effetti Napoli rappresenta. Il tutto in bianco e nero, per dare un senso di atemporalità alla scena, per fissare il momento in una concezione neorealista, ispirata a registi come Visconti. Lontana dai luoghi comuni, è per la prima volta esposta in Inghilterra, in una cornice che non si poteva non segnalare, ovvero il palazzo in stile georgiano, dove ha sede la Estorick Collection of Modern Art Italiana a Nord di Londra. La collezione si è costituita grazie a Eric Estorick (1913-1993), sociologo e scrittore americano, collezionista di opere dal secondo dopoguerra. Il museo ospita, inoltre, una ricca collezione con opere di Picasso , Léger , Mirò e Matisse ed è ben nutrita di capolavori del futurismo italiano, con Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Gino Severini, Luigi Russolo e Ardengo Soffici opere così come da Giorgio de Chirico, Amedeo Modigliani, Giorgio Morandi, Mario Sironi e Marino Marini.