alexa
  • Adobe-Authorized-Training-Centre
  • Autodesk-Authorised-Training-Centre
  • Pearson-Vue-Authorized-Training-Centre
Mostre ed eventi // Pagina 147 di 220
12.09.2010 # 1675
Milano | Zhang Huan. Ashman

Ilas Web Editor // 0 comments

Milano | Zhang Huan. Ashman

Fino al 12/09/2010

Per la prima volta in un’ istituzione pubblica italiana ( al Pac di Milano ) espone Zhan Huan, artista cinese noto per le sue performance ai limiti della sopportazione fisica. Come lui stesso afferma:” «Ashman è l'eroe che porto nel cuore, la personificazione di molti desideri e anime molteplici. Ashman sogna, sostiene la giustizia, definisce un nuovo ordine internazionale, persegue la pace per sconfiggere la guerra terroristica, interagisce con la Terra in maniera ecosostenibile, rende l'umanità più pacifica, più libera. Porterà a Milano una profonda, universale, armonia per l'umanità». Le opere in mostra (42)ripercorrono tutta la carriera artistica e provengono da collezioni internazionali. Al centro della sua poetica ci sono soprattutto la spiritualità e il legame tra pratiche spirituali buddhiste e tecniche tradizionali cinesi, permeate dall’estrema versatilità espressiva dell’artista che si destreggia tra performance, fotografia, scultura e pittura. Al centro le antiche tecniche, la calligrafia, il rito del bruciare l’incenso, la raffigurazione di alcune parti sacre del corpo di Buddha, la riproduzione precisa della natura, i simboli della propaganda comunista. In mostra le opere più celebri come gli Ash paintings su temi diversi con l’immaginario completo di Huan. Zhang Huan è nato nel 1965 a An Yang City, provincia di Henan, Cina; ha vissuto dal 1998 al 2005 a New York, per trasferirsi nel 2006 a Shanghai, dove attualmente vive e lavora. Le sue opere sono presenti nelle collezioni dei più importanti musei al mondo, come The Museum of Modern Art, Salomon R. Guggenheim Museum e il Metropolitan Museum a New York; lo S.M.A.K. Museum a Gent, Belgio; il Centre Georges Pompidou a Parigi; l’Hara Museum of Contemporary Art di Tokyo e l’Israel Museum di Gerusalemme. Tra le principali esposizioni, ricordiamo la mostra Altered States, Asia Society, New York, 2007, allestita l’anno successivo al Vancouver Art Gallery, Vancouver e la recente prima personale cinese Dawn of Time, Shanghai Art Museum, 2010.

26.09.2010 # 1680
Milano | Zhang Huan. Ashman

Ilas Web Editor // 0 comments

Londra | Sargent and the Sea

Fino al 26/09/2010

 


 Alla Royal Academy of Arts di Londra, la personale di John Singer Sargent (1856-1925), artista americano espatriato in Inghilterra. Curioso vedere il modo in cui Sargent affronta il tema marino. L’artista, specializzato in ritratti glamour è qui alle prese con paesaggi costieri, disegni e acquerelli in cui si può ammirare il suo lato meno nato ma forse più interessante.

In circa 80 opere, il frutto dei viaggi estivi di Sargent tra Parigi, Bretagna, Capri e Normandia, oltre a due viaggi oltreoceano. Un artista decisamente da riscoprire in un periodo artistico a cavallo tra impressionismo ed espressionismo, attraverso le sue note cromatiche vibranti e suggestive, che ci portano indietro nel tempo, su quelle spiagge, di fronte ai quei mari.

La mostra è organizzata dalla Corcoran Gallery of Art , Washington, DC in collaborazione con la Royal Academy of Arts , Londra. Sostenuta dalla Fondazione Terra per American Art , Christie's , The Mr & Mrs. Raymond J Horowitz Fondazione per le Arti , Inc , il National Endowment for the Arts.

26.09.2010 # 1666
Milano | Zhang Huan. Ashman

Ilas Web Editor // 0 comments

Acri | JOËL STEIN. Personale retrospettiva dal 1960 ad oggi

Fino al 26/09/2010

Al MACA - Museo Arte Contemporanea di Acri è di scena uno dei maestri più rappresentativi dell’arte cinetica americana del XX secolo, Joël Stein. Un pezzo di storia dell’arte contemporanea importantissimo, che aiuta a comprendere le suggestioni, le correnti, le idee, la filosofia artistica dagli anni ’60 ad oggi. Dal periodo della fondazione del "Groupe Motus" al "Centre de Recherche d'Art Visuel", che diventerà poi Gruppo, Stein diventa teorico e curioso di diverse modalità espressive, attraverso oggetti manipolabili, scatole luminose, triedri, caleidoscopi, fino agli effetti speciali per il cinema di Henri-Georges Clouzot e per i servizi di ricerca dell'ORTF ( l'Ente Radiotelevisivo Francese). Tutto per spiegare il rapporto tra forme e colori, il significato profondo di questa connessione non solo visiva, ma fisica e cinetica ( Kinesis=movimento). Il gioco d’ombre, la moltiplicazione dell’esperienza, le pitture programmate su criteri matematici, gli intrecci, le progressioni cromatiche, i laser, tutto è esperienza, studio e ricerca. La ricerca tra l’oggetto e il soggetto, l’uomo e il mondo, il modo personale di vedere e la realtà attraverso infinite forme, relazioni che interessano l’artista, come colui che manipola, che attraverso l’esperienza crea un dato di fatto, che è comunque soggetto a cambiare continuamente, poiché sottoposto alle leggi naturali. In più, con grande piacere ci preme sottolineare come anche Acri, in Provincia di Cosenza, sia all’altezza dei più grandi musei odierni e con il suo Museo di Arte Contemporanea si renda protagonista del discorso artistico contemporaneo senza nulla da invidiare a New York, Londra o Milano.

19.09.2010 # 1611
Milano | Zhang Huan. Ashman

Ilas Web Editor // 0 comments

Venezia | Louise Bourgeois. The Fabric Works

Fino al 19/09/2010

 


Louise Bourgeois, artista francese naturalizzata americana, non ha fatto in tempo a vedere l'ultima mostra realizzata a èartire dal 5 giugno presso la Fondazione Vedova di Venezia. Infatti, la Bourgeois è morta il 30 maggio 2010 a 98 anni. Celebre per le sue enormi istallazioni, la Bougeos è stata una protagonista assoluta dell'arte moderna e contemporanea. Amava prendere pezzi di cose e metterli insieme, come ad esempio le stoffe, passione derivata dalla madre. Citiamo a questo proposito le sue stesse parole, un po' anche per capirne lo spirito, tratte dal sito Universitadelledonne.it: " Mio padre provocava in me una continua perdita di autostima. Mia madre rappresentava la fiducia in me stessa. "Non prendertela, sai come sono gli uomini. Dagli ragione, intrattienili; gli uomini sono come bambini." Mi ha convinta. Era la sua forma di femminismo. Mia madre sedeva al sole per ore a aggiustare arazzi. Le piaceva davvero. Questo senso di riparazione è profondamente radicato dentro di me. Rompo tutto ciò che tocco perché sono violenta. Distruggo le mie amicizie, l'amore, i miei figli. La gente in genere non lo sospetta, ma la crudeltà è presente nel lavoro. Rompo le cose perché ho paura e passo il tempo a riparare. Sono sadica perché ho paura. Eppure la riconciliazione tra persone non funziona mai veramente." La mostra ospitata presso la Fondazione Vedova è allestita nel Magazzino del Sale, una monumentale e sorprendente macchina espositiva disegnata da Renzo Piano. La mostra è curata da Germano Celant in collaborazione con lo studio Louise Bourgeois di New York. Sono ospitate moltissime opre, disegni e sculture e la quasi sconosciuta produzione in stoffa, come la ricca serie dei Fabric Drawings, arricchite da una completa antologia di immagini.

 

16.09.2010 # 1655
Milano | Zhang Huan. Ashman

Ilas Web Editor // 0 comments

Washington | Beat Memories: The Photographs of Allen Ginsberg

Fino al 16/09/2010

In mostra nella capitale Americana 70 fotografie di Allen Ginsberg con i celebri ritratti di Jack Kerouac e William S. Burroughs. Tutto nasce quando Allen Ginsberg(1926-1997) acquista nel 1953 una piccola macchina Kodak di seconda mano. Da allora scatta immagini a se stesso e agli amici, agli amanti e ai compagni del suo viaggio "Beat". Smette nel 1963 per riprendere negll'80, incoraggiato dai fotografi Berenice Abbott e Robert Frank. Nelle opere ritroviamo molto più di semplici documenti storici, ma la rappresentazione della poetica della beat generation. Non è forse tutto nell'occhio di Ginsberg poeta, scrittore e infine fotografo? Che con il suo io vedo, non filmico ma fotografico, immortala la realtà da lui conosciuta, evidenziandone la bellezza anche nella volgarità. Sono le immagini che testimoniano di un epoca e la disegnano. O la ridisegnano di volta in volta, a seconda di chi è dietro l'obiettivo. In questo caso, dato che il protagonista è in assoluto uno degli artefici della Beat Generation, la ricostruzione di quell'epoca è di una lucidità assoluta. La National Gallery ospita istantanee e ritratti di fama mondiale, che hanno contraddistinto un'epoca La mostra è realizzata con il supporto dalla Robert Mapplethorpe Foundation.

13.09.2010 # 1647
Milano | Zhang Huan. Ashman

Ilas Web Editor // 0 comments

Amsterdam | Mirò e Jan Steen

Fino al 13/09/2010

Al Rijksmuseum di Amsterdam la serie olandese di Joan Miró (1893-1983). Le opere esposte sono frutto del suo viaggio in Olanda nell’estate del 1928, in cui fu suggestionato soprattutto da scene di interni dipinte da maestri olandesi del 1400 come Hendrick Sorgh e Jan Steen. I primi tre quadri venuti fuori da questa esperienza, rappresentano i lavori iniziali di Mirò improntati al surrealismo. La mostra è un interessante viaggio tra passato e presente, pittura fiamminga, con i suoi colori, il suo senso della verità, la luce e l’esperienza, l’ottica, la capacità descrittiva e il surrealismo fantastico di Mirò. L’arte contemporanea nulla sarebbe senza secoli di indagine artistica, da cui tutti in qualche modo hanno attinto e a cui tutti si sono inevitabilmente ispirati.. Il 400-500 olandese fu un periodo d’oro nella rappresentazione e nella forma, nei colori e nella luce, superato dal mondo di Mirò e nel contemporaneo riconfermato nella sua grandezza. Gli Interni olandesi, frutto di quest’ispirazione, fanno parte delle collezioni del Museum of Modern Art (New York), la Collezione Peggy Guggenheim (Venezia) e il Metropolitan Museum of Art ( New York). Furono donati da Miró al Museo di Arte Moderna e la Fundació Joan Miró (Barcellona) negli anni settanta. Jan Steen è uno dei maestri del Secolo d'oro olandese, particolarmente noto per le sue scene umoristiche che rappresentano la vita di tutti i giorni. Negli anni 20 del ’900 diventò famoso grazie ad una mostra e a varie pubblicazioni. Proprio in quel periodo avvenne l’incontro con Mirò. Un incontro fermo nel tempo e nello spazio, che da un lato ha ridato vigore e importanza alla Golden Age olandese, da un lato ha decretato il successo e l’influenza artistica di Joan Mirò collocandolo tra i più grandi artisti del ventesimo secolo. La mostra si sposterà poi, a New York, al Metropolitan Museum dal 4 ottobre 2010 al 17 gennaio 2011.