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Mostre ed eventi // Pagina 144 di 223
12.12.2010 # 1694
Londra | Treasures from Budapest: European Masterpieces from Leonardo to Schiele

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Londra | Treasures from Budapest: European Masterpieces from Leonardo to Schiele

Fino al 12/12/2010

La Royal Academy di Londra ospita, dal 25 settembre, alcuni dei più importanti capolavori di Leonardo, Raffaello, El Greco, Rubens, Goya, Manet, Monet, Schiele, Gauguin e Picasso. In tutto, circa 200 opere. Provenienti dal Museo di Belle Arti di Budapest, molte di questi lavori varcano per la prima volta la soglia del museo. In tutto, la mostra presenterà oltre 200 opere e comprenderà dipinti, disegni e sculture dal primo Rinascimento al XX secolo. In più, racchiude la raccolta Esterházy , acquistata dallo Stato ungherese nel 1871. La raccolta è iniziata nel XVII secolo ma è stata ampliata durante il regno del principe Nikolaus II Esterházy (1765 - 1833) che era responsabile per lo sviluppo della magnifica collezione di dipinti antichi e disegni che saranno esposti in questa mostra. L'esposizione segue un ordine cronologico, partendo dal rinascimento e l'epoca moderna fino all'arte contemporanea. Se vi capita di andare a Londra dal 25 settembre al 12 dicembre, non perdetevela.

10.12.2010 # 1875
Londra | Treasures from Budapest: European Masterpieces from Leonardo to Schiele

Ilas Web Editor // 0 comments

New York |
POSTCARDS OF THE
WIENER WERKSTÄTTE

17/01/2011

 


La Neue Galerie di New York è nata nel 1903, fondata dall’architetto Josef Hoffmann e  dal designer Koloman Moser, ispirata all’arte austriaca e tedesca. Raccoglie in questa occasione le 1000 cartoline prodotte dalla Wiener Werkstatte, tratte in esclusiva dalla collezione A.Lauder Collection, durante il periodo 1907-1920.

Si tratta della prima mostra realizzata negli Stati Uniti in questo senso, dove è possibile ammirare tutta la collezione di cartoline e: percepire l’arte grafica viennese e austriaca del tempo, osservare in pillole una visone del moderno graphic design dell’epoca e della moda che va da Art Nouveau e Jugendstil all'Espressionismo. Ma non solo. Ciò che si coglie, per dirla con le parole di Thomas Mann ne Il Sangue dei Walsungs(1905) sono” I ritagli di vita” che “ erano così ricchi, vari e sovraccarichi che non c’era quasi più spazio per la vita stessa. Così il grande scrittore descriveva l’estetica borghese del tempo, che racchiudeva, in fondo, i limiti e al contempo le caratteristiche espressive di un’ arte così in voga e così celebrata in ambito europeo e mitteleuropeo. Tutto quello che vediamo nelle 1000 cartoline era riproposto e riprogettato in poster, calendari, programmi, inviti, cataloghi, volantini, tipografia, e monogrammi. Era “lo stile”, in cui ogni aspetto della vita doveva riproporre quel gusto e ispirarsi a quell’estetica( o a quel concetto estetizzante). Tutto ciò, alla Neue Galerie, è affiancato dai vetri, dalle ceramiche, dagli arredi e dallo spirito dell’epoca che ci proiettano direttamente in un clima liberty fatto di geometrie sobrie ma al contempo ricche di particolari sovrabbondanti, testimoni di un’ epoca che questo museo tutto dedicato all’arte austro-tedesca, piantato nel bel mezzo di New York, ben ricostruisce.


09.12.2010 # 1866
Londra | Treasures from Budapest: European Masterpieces from Leonardo to Schiele

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Lisbona | Susana De
Sousa Dias. Natureza
morta | Stilleben

16/01/2011

 


Quello di Susana De Sousa Dias è un lavoro inquietante e poetico, a metà tra performance e istallazione cinematografica, fotografia e narrativa. L’opera, ospitata al Museu du Chado di Lisbona( Museu nacional de arte contemporanea) è una derivazione/continuazione del film del 2005 Natureza morta-Visage d’une dictature in cui lo Stillaben del titolo dell’istallazione vuol dire, in olandese, esistenza immobile che corrisponde al concetto latino di Natura morta. Infatti la Dias esplora esattamente questo, il rapporto tra la vita e la morte attraverso l’immobilità del movimento e soprattutto portando alla luce con un nuovo punto di vista e un “taglio” diverso, documenti e immagini della dittatura che per  48 anni governò il Portogallo.

Documenti ufficiali, prigionieri politici dagli sguardi attoniti, immobili,  relazioni di guerra e documentari di propaganda in un montaggio tagliato per il momento definitivo, tutto viene ridotto in termini di velocità dalla Dias per diminuire il divario tra sequenza cinematografica  e fermo immagine. L’artista decostruisce e sovverte le narrazioni ufficiali rivelando l’ incoerenza e l’ astrusità dietro l’iconografia di regime, omettendo il suono del film originale e rigettando ogni forma di narrazione e sottotitolo. Il tutto è completato dalla colonna sonora di António de Sousa Dias, che fa da trait d’union tra le immagini e le sequenze cinematografiche. L’operazione di Susana De Sousa Dias è quindi quella di  un trasformazione di prospettiva, che allontana lo spettatore dalla messa in scena di una memoria collettiva, al fine di concentrarsi su un individualità più intima e ricercata,  distraendo l'attenzione dalla gestualità teatrale del potere allo scopo di tenere uno sguardo accorto ed esteso ai gesti anonimi di sopravvivenza quotidiana. Gli sguardi, i volti, sono spesso quelli di “morti viventi”( in attesa di morire, il cui destino è spesso segnato), presone la cui vita resta sospesa in momenti interminabili, minuti immortalati dalla lastra fotografica o dalla sequenza cinematografica. Eppure, proprio per questo, immortali.

30.11.2010 # 1722
Londra | Treasures from Budapest: European Masterpieces from Leonardo to Schiele

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Milano | Fantasilandia

Fino al 30/11/2010

Otto artisti tra i migliori esponenti del pop surrealism espongono a Milano alla galleria Antonio Colombo; tra misticismo, meraviglia, voglia di rompere le convenzioni, figurativismo, onirismo, figure metaforiche, gli artisti spaziano sul concetto Fantasilandia, laddove la loro fantasia senza limiti li può portare. Un modo per guardare da vicino i principali esponenti del Pop Surrealismo americano, come Gary Baseman, Tim Biskup e Eric White, i fuoriclasse del Low Brow come Anthony Ausgang ( proveniente dall’ambiente lowbrow, cultura alternativa dell’hot rod, ovvero automobili customizzate e dell’illustrazione ), Gary Taxali e Heiko Müller, il pittore Nicola Verlato che ha introdotto il movimento in Italia così come lo storyteller della pittura Gabriele Arruzzo. La mostra è curata da Julie Kogler. In più, per completare il quadro d’insieme, è utile raffrontare questa mostra, anzi completarla con la mostra Pop Surrealism ( che abbiamo già segnalato in queste pagine ) ospitata a Palazzo Collicola di Spoleto. 40 artisti americani di rilievo per comprendere meglio l’essenza di questo straordinario movimento, che abbraccia soggetti iconografici ordinari mischiati ai mostri contemporanei, un mix di leggende, miti tradotti in immagini di grande effetto, oniriche e surreali, un po’ come passare dall’altra parte dello specchio, citando il romanzo di Lewis Carrol.

25.11.2010 # 1835
Londra | Treasures from Budapest: European Masterpieces from Leonardo to Schiele

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Lucca | LUCCAdigitalPHOTOfest!

Fino al 12/12/2010

Il tema di quest’anno è la donna. Fotografa e artista, soggetto o musa ispiratrice. Torna, alla sesta edizione, il festival dedicato alla fotografia tout court. Ma non solo. Video arte, conferenze, incontri e workshop si snoderanno in una ambiente suggestivo e affascinante come il centro storico di Lucca. Il percorso spazia dal fotogiornalismo, con un reportage sulla denuncia della violenza domestica di Donna Ferrato, che mette i riflettori in particolare su un quartiere di New York, Tribeca; ma anche moda e percorsi meno trend, con una retrospettiva dedicata a Eikoh Hosoe. Ci sono le venti immagini dell’artista americana, scomparsa tragicamente 30 anni fa, inquietante e talentuosa, Francesca Woodman, ma c’è spazio per molti italiani di gran pregio come Paola Binante con la mostra Paralipomeni. Ospite d’onore, l’artista americana Sandy Skoglund. Ecco l’elenco di tutti gli artisti, tra video arte e fotografia, che espongono al Ldpf: Sandy Skoglund Bye bye Baby Marilyn Giorgia Fiorio Horst P. Horst Jan Saudek Donna Ferrato Michel Comte Francesca Woodman Sara Munari Missirkov/Bogdanov Nicola Quiriconi Paola Binante World Press Photo 2010 Tracey Moffatt Andrea Di Martino Rania Bellou

23.11.2010 # 1829
Londra | Treasures from Budapest: European Masterpieces from Leonardo to Schiele

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Parigi | Half Life di Michael
Ackerman

Fino al 11/12/2010

Sono immagini fin troppo riconoscibili quelle di Michael Ackerman. Nato in Israele, classe 1967, cresciuto tra New York, Cracovia e Berlino, ha impiegato sette anni per completare il suo terzo libro Half Life, da cui è tratta questa mostra alla Galerie Vù di Parigi. Le immagini di Ackerman sono in bianco e nero, sfocate, come istanti tratti dalla memoria, dal sogno, dal ricorso, ectoplasmi del suo vissuto. Riconoscibili perché ogni immagine rimanda a luoghi e situazioni della sua vita, con una linearità continuamente spezzata e rimandi continui, uomini senza nome che rinviano all’universo di Jean Genet. Il collegamento tra le fotografie è illusorio perché non fa altro che mettere in crisi gli equilibri, fragile e allucinati. Davanti alle immagini di Ackerman, spesso “nude e crude”, si pensa agli orrori ( ad esempio la Shoah)della seconda guerra mondiale, ad un mondo triste e duro, fatto di edifici tetri e soffocanti, di grigiore diffuso, con corpi rappresentati come nature morte. I volti e i corpi umani non diventano tutt’uno con l’insieme, ma appaiono isolati, come icone mortuarie. Apparizioni, incubi, sogni diurni che lasciano il segno, che non si dimenticano.