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Mostre ed eventi // Pagina 137 di 218
09.01.2011 # 1739
Napoli, Nijmegen | Berend Strik. Transfixed, Stitched Photographs

Ilas Web Editor // 0 comments

Napoli, Nijmegen | Berend Strik. Transfixed, Stitched Photographs

Fino al 09/01/2011

Strik è un artista olandese ( classe 1960) che cuce le sue foto, le ridisegna con i ricami in stoffa o argento, creando opere che preservano i particolari più che l’insieme, esattamente come nei meccanismi della memoria. L’effetto è sorprendente: sembra che le sue opere escano direttamente da sogni notturni, così fluttuanti e in sospeso tra la realtà fotografica e la finzione dell’arte applicata. Un artista sorprendente e controcorrente. Strik è presente in due mostre, una a Napoli da Blindarte fino al 14 ottobre 2010 e la seconda al museo Valkhov di Nijmegen in Olanda.

09.01.2011 # 1783
Napoli, Nijmegen | Berend Strik. Transfixed, Stitched Photographs

Ilas Web Editor // 0 comments

Copenaghen | Anselm Kiefer

Fino al 09/01/2011

Quarant’anni di Kiefer rivivono al Lousiana Museum of Modern art di Copenaghen, che rende omaggio al più celebre pittore tedesco del dopoguerra con una grande retrospettiva. Kiefer ( class 1945), assieme a Polke, Richte e Baselitz, chiamati la “banda dei quattro”, reinventò e reinterpretò l’arte tedesca, partendo dal mito e destrutturandolo. Si esplora il percorso dell’artista attraverso 90 opere, dal 1969 ad oggi, divise in 5 grandi blocchi: Nuovi lavori, Iconoclastia, Paesaggi come miti, Tempo del mondo tempo della vita e Libro. In questo modo i curatori del Louisiana ricostruiscono la genesi artistica di Kiefer, in una mostra completa ed esaustiva, imperdibile per chi voglia avere un quadro più completo del grande artista tedesco. Al centro, i paesaggi di dimensioni enormi, titaniche, luoghi “devastati”, paesaggi umani e dell’umano sentire, drammatico e intriso di senso di colpa per quel passato nazista, in cui si aderiva a e basta alla gioventù hitleriana. Ma, prima ancora, il mito,la religione, l’originaria dimensione simbolica dell’essere, poi i cieli e le costellazioni in un rapido divenire verso l’infinito. In più , nel cinema del museo verrà proiettato il film “Over Your Cities Grass Will Grow” di Sophie Fiennes dedicato a Kiefer, presentato anche al festival di Cannes. Il film documenta Kiefer durante il suo processo di lavoro e può essere vissuto e interpretato come un viaggio personale nell'universo che Kiefer ha costruito a partire dal 2000 sulle montagne nel sud della Francia.

09.01.2011 # 1752
Napoli, Nijmegen | Berend Strik. Transfixed, Stitched Photographs

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Perugia | Teatro del sogno. Da Chagall a Fellini

Fino al 09/01/2011

Il sogno è quello che accomuna Chagall, Bocklin, Boccioni, Fellini, Magritte, Schnabel e Damien Hirst. Una linea che unisce ottocento e novecento, che crea le forme e realizza il pensiero onirico attraverso il segno, tratteggia la dimensione dell’inconscio, una visone surreale e fantastica. La mostra ospitata alla Galleria nazionale dell’Umbria è una sorta di antologia che svela come l’introspezione psichica abbia potenziato l’immaginazione degli artisti, attraverso il romanticismo contemporaneo e la fusione di arte, letteratura, cinema e psicanalisi. Sogni, simboli, allegorie, visoni sono i nutrienti essenziali della creatività espressa magistralmente nella mostra, sogni capaci di dare corpo alle zone d’ombra della nostra mente nei suoi meandri più nascosti. I simboli e le allucinazioni che ne escono hanno fatto la fama di pittori ( e influenzato tutte le forme artistiche) come Dalì, Mirò, De Chirico, Warhol, Bunuel, Hitchcock. L’arte serve per esorcizzare i propri demoni e per ristabilire un equilibrio tra il fuori e dentro, senza avere la pretesa però di farlo. L’arte è l’espressione di un sogno, nascosto, meraviglioso e vero, che qui si propaga fino alle espressioni di artisti contemporanei come Jan Fabre, Tony Oursler e Felix Gonzales-Torres.

09.01.2011 # 1711
Napoli, Nijmegen | Berend Strik. Transfixed, Stitched Photographs

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Venezia | ADOLPH GOTTLIEB. UNA RETROSPETTIVA

Fino al 09/01/2011

Per la prima volta in Italia, Adolph Gottlieb (1903 - 1974), artista americano protagonista dell’espressionismo astratto assieme a Pollock, Rothko, de Kooning, Kline, Hoffman, Carnet Newman e gli altri, fu definito in un articolo del 1951 del Time “irascibile”, etichetta che in quegli anni gli restò appiccicata addosso. In realtà Gottlieb passò la vita ad inventare con coraggio, fu una voce influente nell’ambiente dell’avanguardia e alle stroncature della sua arte e di quella del movimento, rispose assieme a Rothko, scrivendo al New Yor Times, con queste parole: “ Siamo per l’espressione semplice di pensieri complessi. Siamo per il grande formato perché ha la potenza dell’inequivocabile. Siamo per le forme piatte perché distruggono l’illusione e rivelano la realtà”. Questo cambiamento radicale nel mondo dell’arte fu anche decisivo per lo spostamento dell’asse artistico da Parigi a New York, mettendo in confronto/ contrasto civiltà e astrazione. I diciotto “irascibili”, come furono definiti gli artisti di questa avanguardia dall’Herald Tribune e poi da Life, cambiarono il modo di vedere la realtà, spesso usano anche l’ironia. L’arte per Gottlieb consisteva in una ricerca eroica mediata da un linguaggio astratto, anti Pop Art: Gottlieb era contrario all’audience di massa e alla cultura popolare. Senza simboli storicizzati, la sua arte guarda avanti, semplifica in un codice universale ed essenziale più potente di qualsiasi altro mezzo scritto. La mostra è realizzata in collaborazione con Adolph and Esther Gottlieb Foundation, New York. Include in più prestiti provenienti dall’American Contemporary Art Gallery di Monaco, da collezioni private, nonché da importanti istituzioni museali quali il museo Solomon R. Guggenheim, il Musée National d’Art Moderne (Centre Pompidou), e il Museum Frieder Burda.

06.01.2011 # 1784
Napoli, Nijmegen | Berend Strik. Transfixed, Stitched Photographs

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Milano | Marco Ferreri. Progettarepensieri

Fino al 06/01/2011

Allievo di Munari, Marco Ferreri, con il suo sense of houmur e la sua capacità di guardare al futuro mette in contatto con grande maestria e originalità passato e presente, attraverso grafica, arte, design, architettura, istallazioni, performance, insegnamento. Ferreri riesce a declinare il progetto negli ambiti disciplinari più disparati, versatilità tipica dei maestri delle Nouvelle Vague. Creatività a 360°, con la mostra ospitata al Triennale Design Museum, Ferreri( classe 1958) porta avanti il discorso del “progettare il pensiero”, ovvero, il cambiamento che il design ha avuto negli ultimi anni, che porterà ad un nuovo modo di progettare le cose. Non più legate alla trasmissione di un’ emozione, attraverso il segno, ma alla progettazione del pensiero, ad un cambiamento organico del modo di pensare e di fare, in cui entrano arte, grafica, design e tutte le discipline che si adoperano per dare una forma e una strutture alle cose. Quattro i percorsi presenti alla mostra, progettare libero, progettare spazi, progettare cose e progettare segni.

03.01.2011 # 1773
Napoli, Nijmegen | Berend Strik. Transfixed, Stitched Photographs

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Parigi | Gabriel Orozoco. Terra Cognita

Fino al 03/01/2011

Gabriel Orozoco è stato definito "uno dei più autorevoli artisti di questa decade, e probabilmente anche della prossima." Artista multidiscilpinare, grande viaggiatore, formatosi alla Scuola Nazionale di Arti Plastiche, presso la Universidad Nacional Autonoma de Mexico a Città del Messico e il Circulo de Bellas Artes de Madrid, Orozoco, classe 1962, si è ispirato molto al ready made di Duchamp. Ma non solo. La sua arte è in continuo movimento, le sue opere sono permeate da un vivido interesse per gli elementi del paesaggio urbano e del corpo umano, attraverso la contingenza( o accidentalità) quotidiana e familiare. Al Pompidou sono esposte 80 opere nella prima grande retrospettiva dedicata all'artista messicano. Poesia, paradosso, casualità, attraverso il superamento delle frontiere, artistiche e realistiche, sono al centro dell'arte di Orozoco., assieme al movimento, la circolarità, l'articolazione geometrica e organica, costanti che animano la sua ricerca plastica da almeno 20 anni. La mostra offre l'occasione di esplorare e di ricostruire il percorso creativo di Orozoco attraverso le sculture, le fotografie, oggetti riconfigurati, pitture geometriche, opere emblematiche e spesso inedite. Ogni oggetto è reinterpretato, trasformato, con economia di mezzi, ma in continuo movimento. Il risultato( se di risultato si può parlare) è un arte sensibile, sensuale e il movimento circolare fa pensare alla concezione marquéziana del "tutto gira in tondo", del ritorno al punto d'origine, pur muovendosi incessantemente, andando avanti, dovendo tornare indietro. Antica e nuova saggezza, fuse in un organismo unico, suscettibile di infinite variazioni