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Mostre ed eventi // Pagina 139 di 220
09.01.2011 # 1786
New York | Seductive Subversion: Women Pop Artists, 1958–1968

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New York | Seductive Subversion: Women Pop Artists, 1958–1968

Fino al 09/01/2011

Al Brooklyn Museum di New York in scena l'esuberante, sensuale e psichedelica pop art vista dal punto di vista femminile: una grande mostra che omaggia 20 artiste tra le più significative del panorama internazionale della Pop art. Non più un'arte strettamente maschile, limitata ad un ristretto gruppo di artisti( uomini) anglo americani, ma interpretata e creata anche da artiste donne, rivalutate, che hanno ridisegnato ed ampliato le sue forme espressive e i suoi limiti temporali. La maggior parte, vissute nel periodo del boom economico di New York, attingevano dalla società dei costumi, ruotavano intorno alla cerchia di Oldenburg, Warhol e gli altri. Il quotidiano era la loro principale fonte d'ispirazione, il "floklore cosmopolita", espresso e declinato attraverso video, collage, scultura, pittura e fotografia. C'è di tutto in questa pop art "al femminile": l'erotismo e la sensualità, le icone familiari, i cartelloni pubblicitari, i simboli del consumismo, tv e vita quotidiana permeata da colori luminosi, immagini senza ombre, piatte e stilizzate, come viene stilizzato l'eros femminile, presentato "in pezzi", allo sguardo del fruitore. Il tocco femminile è un plus, anche se è riduttivo, come sempre, parlare di Pop art femminile, arte femminile, visione al femminile. Ma tant'è, e va benissimo, dal momento che il risultato è strepitoso, sorprendente, bello, fantasioso, allegro. Da citare, una su tutte, Niki de Saint Phalle, ex modella, bellissima, artista originale e sopra le righe, creatrice di un mondo colorato, sinuoso, unico, straordinario, eppure "così femminile" come un atto di procreazione pura, legata alla terra madre. Partecipano, tra gli altri, Chryssa, Rosalyn Drexler, Marisol, Yayoi Kusama, Jann Haworth, Vija Celmins, Lee Lozano, Marjorie Strider, Idelle Weber, e Joyce Wieland. Progetto sostenuto anche dalla Andy Warhol Foundation for the Visual Arts.

09.01.2011 # 1789
New York | Seductive Subversion: Women Pop Artists, 1958–1968

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Venezia | Tony Cragg. In 4D dal fluire alla stabilità


Fino al 09/01/2011

Tony Cragg, artista inglese classe 1949 è, nel panorama contemporaneo, uno dei più grandi esponenti della scultura britannica, autore di opere versatili, partito dal Minimalismo e approdato alla sperimentazione delle volumetrie, del movimento. Cragg sfida la staticità della scultura, attraverso dinamismi, contrasti, metamorfosi continue ed enigmatiche della materia nel senso del suo volume. Il bello che è approdato a questo partendo da un discorso bidimensionale, in cui metteva insieme una serie di materiali sul pavimento o sulle pareti. Già questo avrebbe potuto far presagire i futuri sviluppi plastici dell’artista, improntati alla decostruzione di figure statiche, tridimensionali in rapporto tra loro e tra lo spazio circostante, in 4D, appunto. Cragg, realizza le sue sculture come fossero elementi matrici fluidi, in movimento. In realtà, si tratta di opere che, pur non appartenendo al mondo reale e non imitandolo, trasmettono “informazioni e sensazioni sul mondo ”in una forma solida, che sembra liquida, in continua metamorfosi o disfacimento. La mostra ospitata presso il museo cà Pesaro di Venezia è stata per la maggior parte concepita appositamente per questi spazi, in un percorso che si snoda lungo i tre piani di Ca’ Pesaro, corte esterna, androne, salette al piano terra, scalone monumentale, secondo piano e facciata sul Canal Grande. In tutto, circa 40 opere realizzate in vetro, bronzo, acciaio, plastica, legno, pietra e una ventina di disegni, bozzetti preparatori e acquerelli che testimoniano della sua produzione artistica dagli anni ’80 ad oggi. Al centro della sua opera vi è io concetto che “la creazione di oggetti e di immagini che non esistono nel mondo naturale o funzionale ma che possano riflettere e trasmettere informazioni e sensazioni sul mondo e sulla [sua] stessa esistenza” (Tony Cragg, 1985). Questo lo spinge verso lo studio di tutti i possibili cambiamenti delle forme fondamentali per far emergere una spiritualità intrinseca alla materia in “alternativa all’osservazione della natura” e “alla percezione dell’ottusa nostra realtà, soggetta solo alle leggi dell’utile” (Tony Cragg, 2005).

09.01.2011 # 1783
New York | Seductive Subversion: Women Pop Artists, 1958–1968

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Copenaghen | Anselm Kiefer

Fino al 09/01/2011

Quarant’anni di Kiefer rivivono al Lousiana Museum of Modern art di Copenaghen, che rende omaggio al più celebre pittore tedesco del dopoguerra con una grande retrospettiva. Kiefer ( class 1945), assieme a Polke, Richte e Baselitz, chiamati la “banda dei quattro”, reinventò e reinterpretò l’arte tedesca, partendo dal mito e destrutturandolo. Si esplora il percorso dell’artista attraverso 90 opere, dal 1969 ad oggi, divise in 5 grandi blocchi: Nuovi lavori, Iconoclastia, Paesaggi come miti, Tempo del mondo tempo della vita e Libro. In questo modo i curatori del Louisiana ricostruiscono la genesi artistica di Kiefer, in una mostra completa ed esaustiva, imperdibile per chi voglia avere un quadro più completo del grande artista tedesco. Al centro, i paesaggi di dimensioni enormi, titaniche, luoghi “devastati”, paesaggi umani e dell’umano sentire, drammatico e intriso di senso di colpa per quel passato nazista, in cui si aderiva a e basta alla gioventù hitleriana. Ma, prima ancora, il mito,la religione, l’originaria dimensione simbolica dell’essere, poi i cieli e le costellazioni in un rapido divenire verso l’infinito. In più , nel cinema del museo verrà proiettato il film “Over Your Cities Grass Will Grow” di Sophie Fiennes dedicato a Kiefer, presentato anche al festival di Cannes. Il film documenta Kiefer durante il suo processo di lavoro e può essere vissuto e interpretato come un viaggio personale nell'universo che Kiefer ha costruito a partire dal 2000 sulle montagne nel sud della Francia.

09.01.2011 # 1752
New York | Seductive Subversion: Women Pop Artists, 1958–1968

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Perugia | Teatro del sogno. Da Chagall a Fellini

Fino al 09/01/2011

Il sogno è quello che accomuna Chagall, Bocklin, Boccioni, Fellini, Magritte, Schnabel e Damien Hirst. Una linea che unisce ottocento e novecento, che crea le forme e realizza il pensiero onirico attraverso il segno, tratteggia la dimensione dell’inconscio, una visone surreale e fantastica. La mostra ospitata alla Galleria nazionale dell’Umbria è una sorta di antologia che svela come l’introspezione psichica abbia potenziato l’immaginazione degli artisti, attraverso il romanticismo contemporaneo e la fusione di arte, letteratura, cinema e psicanalisi. Sogni, simboli, allegorie, visoni sono i nutrienti essenziali della creatività espressa magistralmente nella mostra, sogni capaci di dare corpo alle zone d’ombra della nostra mente nei suoi meandri più nascosti. I simboli e le allucinazioni che ne escono hanno fatto la fama di pittori ( e influenzato tutte le forme artistiche) come Dalì, Mirò, De Chirico, Warhol, Bunuel, Hitchcock. L’arte serve per esorcizzare i propri demoni e per ristabilire un equilibrio tra il fuori e dentro, senza avere la pretesa però di farlo. L’arte è l’espressione di un sogno, nascosto, meraviglioso e vero, che qui si propaga fino alle espressioni di artisti contemporanei come Jan Fabre, Tony Oursler e Felix Gonzales-Torres.

09.01.2011 # 1739
New York | Seductive Subversion: Women Pop Artists, 1958–1968

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Napoli, Nijmegen | Berend Strik. Transfixed, Stitched Photographs

Fino al 09/01/2011

Strik è un artista olandese ( classe 1960) che cuce le sue foto, le ridisegna con i ricami in stoffa o argento, creando opere che preservano i particolari più che l’insieme, esattamente come nei meccanismi della memoria. L’effetto è sorprendente: sembra che le sue opere escano direttamente da sogni notturni, così fluttuanti e in sospeso tra la realtà fotografica e la finzione dell’arte applicata. Un artista sorprendente e controcorrente. Strik è presente in due mostre, una a Napoli da Blindarte fino al 14 ottobre 2010 e la seconda al museo Valkhov di Nijmegen in Olanda.

09.01.2011 # 1711
New York | Seductive Subversion: Women Pop Artists, 1958–1968

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Venezia | ADOLPH GOTTLIEB. UNA RETROSPETTIVA

Fino al 09/01/2011

Per la prima volta in Italia, Adolph Gottlieb (1903 - 1974), artista americano protagonista dell’espressionismo astratto assieme a Pollock, Rothko, de Kooning, Kline, Hoffman, Carnet Newman e gli altri, fu definito in un articolo del 1951 del Time “irascibile”, etichetta che in quegli anni gli restò appiccicata addosso. In realtà Gottlieb passò la vita ad inventare con coraggio, fu una voce influente nell’ambiente dell’avanguardia e alle stroncature della sua arte e di quella del movimento, rispose assieme a Rothko, scrivendo al New Yor Times, con queste parole: “ Siamo per l’espressione semplice di pensieri complessi. Siamo per il grande formato perché ha la potenza dell’inequivocabile. Siamo per le forme piatte perché distruggono l’illusione e rivelano la realtà”. Questo cambiamento radicale nel mondo dell’arte fu anche decisivo per lo spostamento dell’asse artistico da Parigi a New York, mettendo in confronto/ contrasto civiltà e astrazione. I diciotto “irascibili”, come furono definiti gli artisti di questa avanguardia dall’Herald Tribune e poi da Life, cambiarono il modo di vedere la realtà, spesso usano anche l’ironia. L’arte per Gottlieb consisteva in una ricerca eroica mediata da un linguaggio astratto, anti Pop Art: Gottlieb era contrario all’audience di massa e alla cultura popolare. Senza simboli storicizzati, la sua arte guarda avanti, semplifica in un codice universale ed essenziale più potente di qualsiasi altro mezzo scritto. La mostra è realizzata in collaborazione con Adolph and Esther Gottlieb Foundation, New York. Include in più prestiti provenienti dall’American Contemporary Art Gallery di Monaco, da collezioni private, nonché da importanti istituzioni museali quali il museo Solomon R. Guggenheim, il Musée National d’Art Moderne (Centre Pompidou), e il Museum Frieder Burda.