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Mostre ed eventi // Pagina 73 di 113
02.01.2011 # 1833
Malmö | Alice Neel. Painted Truth

Ilas Web Editor // 0 comments

Malmö | Alice Neel. Painted Truth

Fino al 02/01/2011

Alice Neel( 1900-1984) è arrivata tardi al successo, quando l’espressionismo astratto trionfava su tutto, lei cominciò a definire il suo stile a metà tra un realismo quasi grottesco ed un espressionismo non finito. La retrospettiva comprende più di 60 lavori che rappresentano 70 anni di carriera, con ritratti umani e raffigurazioni di paesaggi urbani, con colori di sapore pop che testimoniano con estrema onestà di tutto il “vivaio” umano e non umano che la circondava: amici, parenti, vicini del quartiere Spanish Harlem, angoli di strade e di case, postmodernismo che tratteggia in maniera psicologica e sociologica e sfocia in veri e propri capolavori che culminano nel famoso ritratto di Warhol sfregiato dopo l’attentato del ’68. E ancora, i ritratti degli operai del Greenwich village, le cassi disagiate dello Spanish Harlem, i ritratti di famiglia. Su tutto emerge il distacco, l’ironia, la grande capacità di documentare e di fissare con la pittura attimi di universale e significante materia umana e non. A precedere questa retrospettiva che il Moderna Museet di Malmö le dedica, sono state le mostre alla Withechapel di Londra e al Museum Of Fine Arts di Houston, che è anche l’editor del catalogo.

09.01.2011 # 1786
Malmö | Alice Neel. Painted Truth

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New York | Seductive Subversion: Women Pop Artists, 1958–1968

Fino al 09/01/2011

Al Brooklyn Museum di New York in scena l'esuberante, sensuale e psichedelica pop art vista dal punto di vista femminile: una grande mostra che omaggia 20 artiste tra le più significative del panorama internazionale della Pop art. Non più un'arte strettamente maschile, limitata ad un ristretto gruppo di artisti( uomini) anglo americani, ma interpretata e creata anche da artiste donne, rivalutate, che hanno ridisegnato ed ampliato le sue forme espressive e i suoi limiti temporali. La maggior parte, vissute nel periodo del boom economico di New York, attingevano dalla società dei costumi, ruotavano intorno alla cerchia di Oldenburg, Warhol e gli altri. Il quotidiano era la loro principale fonte d'ispirazione, il "floklore cosmopolita", espresso e declinato attraverso video, collage, scultura, pittura e fotografia. C'è di tutto in questa pop art "al femminile": l'erotismo e la sensualità, le icone familiari, i cartelloni pubblicitari, i simboli del consumismo, tv e vita quotidiana permeata da colori luminosi, immagini senza ombre, piatte e stilizzate, come viene stilizzato l'eros femminile, presentato "in pezzi", allo sguardo del fruitore. Il tocco femminile è un plus, anche se è riduttivo, come sempre, parlare di Pop art femminile, arte femminile, visione al femminile. Ma tant'è, e va benissimo, dal momento che il risultato è strepitoso, sorprendente, bello, fantasioso, allegro. Da citare, una su tutte, Niki de Saint Phalle, ex modella, bellissima, artista originale e sopra le righe, creatrice di un mondo colorato, sinuoso, unico, straordinario, eppure "così femminile" come un atto di procreazione pura, legata alla terra madre. Partecipano, tra gli altri, Chryssa, Rosalyn Drexler, Marisol, Yayoi Kusama, Jann Haworth, Vija Celmins, Lee Lozano, Marjorie Strider, Idelle Weber, e Joyce Wieland. Progetto sostenuto anche dalla Andy Warhol Foundation for the Visual Arts.

09.01.2011 # 1783
Malmö | Alice Neel. Painted Truth

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Copenaghen | Anselm Kiefer

Fino al 09/01/2011

Quarant’anni di Kiefer rivivono al Lousiana Museum of Modern art di Copenaghen, che rende omaggio al più celebre pittore tedesco del dopoguerra con una grande retrospettiva. Kiefer ( class 1945), assieme a Polke, Richte e Baselitz, chiamati la “banda dei quattro”, reinventò e reinterpretò l’arte tedesca, partendo dal mito e destrutturandolo. Si esplora il percorso dell’artista attraverso 90 opere, dal 1969 ad oggi, divise in 5 grandi blocchi: Nuovi lavori, Iconoclastia, Paesaggi come miti, Tempo del mondo tempo della vita e Libro. In questo modo i curatori del Louisiana ricostruiscono la genesi artistica di Kiefer, in una mostra completa ed esaustiva, imperdibile per chi voglia avere un quadro più completo del grande artista tedesco. Al centro, i paesaggi di dimensioni enormi, titaniche, luoghi “devastati”, paesaggi umani e dell’umano sentire, drammatico e intriso di senso di colpa per quel passato nazista, in cui si aderiva a e basta alla gioventù hitleriana. Ma, prima ancora, il mito,la religione, l’originaria dimensione simbolica dell’essere, poi i cieli e le costellazioni in un rapido divenire verso l’infinito. In più , nel cinema del museo verrà proiettato il film “Over Your Cities Grass Will Grow” di Sophie Fiennes dedicato a Kiefer, presentato anche al festival di Cannes. Il film documenta Kiefer durante il suo processo di lavoro e può essere vissuto e interpretato come un viaggio personale nell'universo che Kiefer ha costruito a partire dal 2000 sulle montagne nel sud della Francia.

09.01.2011 # 1752
Malmö | Alice Neel. Painted Truth

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Perugia | Teatro del sogno. Da Chagall a Fellini

Fino al 09/01/2011

Il sogno è quello che accomuna Chagall, Bocklin, Boccioni, Fellini, Magritte, Schnabel e Damien Hirst. Una linea che unisce ottocento e novecento, che crea le forme e realizza il pensiero onirico attraverso il segno, tratteggia la dimensione dell’inconscio, una visone surreale e fantastica. La mostra ospitata alla Galleria nazionale dell’Umbria è una sorta di antologia che svela come l’introspezione psichica abbia potenziato l’immaginazione degli artisti, attraverso il romanticismo contemporaneo e la fusione di arte, letteratura, cinema e psicanalisi. Sogni, simboli, allegorie, visoni sono i nutrienti essenziali della creatività espressa magistralmente nella mostra, sogni capaci di dare corpo alle zone d’ombra della nostra mente nei suoi meandri più nascosti. I simboli e le allucinazioni che ne escono hanno fatto la fama di pittori ( e influenzato tutte le forme artistiche) come Dalì, Mirò, De Chirico, Warhol, Bunuel, Hitchcock. L’arte serve per esorcizzare i propri demoni e per ristabilire un equilibrio tra il fuori e dentro, senza avere la pretesa però di farlo. L’arte è l’espressione di un sogno, nascosto, meraviglioso e vero, che qui si propaga fino alle espressioni di artisti contemporanei come Jan Fabre, Tony Oursler e Felix Gonzales-Torres.

09.01.2011 # 1739
Malmö | Alice Neel. Painted Truth

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Napoli, Nijmegen | Berend Strik. Transfixed, Stitched Photographs

Fino al 09/01/2011

Strik è un artista olandese ( classe 1960) che cuce le sue foto, le ridisegna con i ricami in stoffa o argento, creando opere che preservano i particolari più che l’insieme, esattamente come nei meccanismi della memoria. L’effetto è sorprendente: sembra che le sue opere escano direttamente da sogni notturni, così fluttuanti e in sospeso tra la realtà fotografica e la finzione dell’arte applicata. Un artista sorprendente e controcorrente. Strik è presente in due mostre, una a Napoli da Blindarte fino al 14 ottobre 2010 e la seconda al museo Valkhov di Nijmegen in Olanda.

09.01.2011 # 1711
Malmö | Alice Neel. Painted Truth

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Venezia | ADOLPH GOTTLIEB. UNA RETROSPETTIVA

Fino al 09/01/2011

Per la prima volta in Italia, Adolph Gottlieb (1903 - 1974), artista americano protagonista dell’espressionismo astratto assieme a Pollock, Rothko, de Kooning, Kline, Hoffman, Carnet Newman e gli altri, fu definito in un articolo del 1951 del Time “irascibile”, etichetta che in quegli anni gli restò appiccicata addosso. In realtà Gottlieb passò la vita ad inventare con coraggio, fu una voce influente nell’ambiente dell’avanguardia e alle stroncature della sua arte e di quella del movimento, rispose assieme a Rothko, scrivendo al New Yor Times, con queste parole: “ Siamo per l’espressione semplice di pensieri complessi. Siamo per il grande formato perché ha la potenza dell’inequivocabile. Siamo per le forme piatte perché distruggono l’illusione e rivelano la realtà”. Questo cambiamento radicale nel mondo dell’arte fu anche decisivo per lo spostamento dell’asse artistico da Parigi a New York, mettendo in confronto/ contrasto civiltà e astrazione. I diciotto “irascibili”, come furono definiti gli artisti di questa avanguardia dall’Herald Tribune e poi da Life, cambiarono il modo di vedere la realtà, spesso usano anche l’ironia. L’arte per Gottlieb consisteva in una ricerca eroica mediata da un linguaggio astratto, anti Pop Art: Gottlieb era contrario all’audience di massa e alla cultura popolare. Senza simboli storicizzati, la sua arte guarda avanti, semplifica in un codice universale ed essenziale più potente di qualsiasi altro mezzo scritto. La mostra è realizzata in collaborazione con Adolph and Esther Gottlieb Foundation, New York. Include in più prestiti provenienti dall’American Contemporary Art Gallery di Monaco, da collezioni private, nonché da importanti istituzioni museali quali il museo Solomon R. Guggenheim, il Musée National d’Art Moderne (Centre Pompidou), e il Museum Frieder Burda.

06.01.2011 # 1784
Malmö | Alice Neel. Painted Truth

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Milano | Marco Ferreri. Progettarepensieri

Fino al 06/01/2011

Allievo di Munari, Marco Ferreri, con il suo sense of houmur e la sua capacità di guardare al futuro mette in contatto con grande maestria e originalità passato e presente, attraverso grafica, arte, design, architettura, istallazioni, performance, insegnamento. Ferreri riesce a declinare il progetto negli ambiti disciplinari più disparati, versatilità tipica dei maestri delle Nouvelle Vague. Creatività a 360°, con la mostra ospitata al Triennale Design Museum, Ferreri( classe 1958) porta avanti il discorso del “progettare il pensiero”, ovvero, il cambiamento che il design ha avuto negli ultimi anni, che porterà ad un nuovo modo di progettare le cose. Non più legate alla trasmissione di un’ emozione, attraverso il segno, ma alla progettazione del pensiero, ad un cambiamento organico del modo di pensare e di fare, in cui entrano arte, grafica, design e tutte le discipline che si adoperano per dare una forma e una strutture alle cose. Quattro i percorsi presenti alla mostra, progettare libero, progettare spazi, progettare cose e progettare segni.

03.01.2011 # 1773
Malmö | Alice Neel. Painted Truth

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Parigi | Gabriel Orozoco. Terra Cognita

Fino al 03/01/2011

Gabriel Orozoco è stato definito "uno dei più autorevoli artisti di questa decade, e probabilmente anche della prossima." Artista multidiscilpinare, grande viaggiatore, formatosi alla Scuola Nazionale di Arti Plastiche, presso la Universidad Nacional Autonoma de Mexico a Città del Messico e il Circulo de Bellas Artes de Madrid, Orozoco, classe 1962, si è ispirato molto al ready made di Duchamp. Ma non solo. La sua arte è in continuo movimento, le sue opere sono permeate da un vivido interesse per gli elementi del paesaggio urbano e del corpo umano, attraverso la contingenza( o accidentalità) quotidiana e familiare. Al Pompidou sono esposte 80 opere nella prima grande retrospettiva dedicata all'artista messicano. Poesia, paradosso, casualità, attraverso il superamento delle frontiere, artistiche e realistiche, sono al centro dell'arte di Orozoco., assieme al movimento, la circolarità, l'articolazione geometrica e organica, costanti che animano la sua ricerca plastica da almeno 20 anni. La mostra offre l'occasione di esplorare e di ricostruire il percorso creativo di Orozoco attraverso le sculture, le fotografie, oggetti riconfigurati, pitture geometriche, opere emblematiche e spesso inedite. Ogni oggetto è reinterpretato, trasformato, con economia di mezzi, ma in continuo movimento. Il risultato( se di risultato si può parlare) è un arte sensibile, sensuale e il movimento circolare fa pensare alla concezione marquéziana del "tutto gira in tondo", del ritorno al punto d'origine, pur muovendosi incessantemente, andando avanti, dovendo tornare indietro. Antica e nuova saggezza, fuse in un organismo unico, suscettibile di infinite variazioni

02.01.2011 # 1794
Malmö | Alice Neel. Painted Truth

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Grenoble | Sindrome Italiana

Fino al 02/01/2011

Un’occasione importante per l’arte italiana in Francia, dove spesso “arte italiana” è sinonimo di arte povera o futurismo. Poco si conosce delle tendenze degli ultimi dieci anni e dell’arte del “post Cattelan” e questa è l’occasione giusta per conoscere artisti nati tra gli anni ’70 e ’80, come Vascellari, Trevisani, Favaretto, Frosi, Roccasalva, Vezzoli, Grasso, Cuoghi e Perrone. Ciò che colpisce principalmente di questa collettiva presentata al Magasin di Genoble, è l’eclettismo, la forte presenza, il segno distintivo tra performance, istallazioni attraverso un minimalismo di stampo umanitario, meccanismi surreali e sculture incredibili, concerti rock e istallazioni ambientali. Gli artisti in mostra vivono ed espongono, per la maggior parte in città come Londra, Parigi, Berlino e New York. La Sindrome italiana si snoda e si rappresenta attraverso i mezzi più diversi per testimoniare di un’arte in continuo movimento e trasformazione nelle sue molteplici forme espressive. La mostra sarà accompagnata da due pubblicazioni, sui progetti esposti dagli artisti e sui giovani curatori italiani.

01.01.2011 # 1670
Malmö | Alice Neel. Painted Truth

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Milano | A Diary of an Exhibition, Graphic Design Worlds

Fino al 01/01/2011

Ad annunciare la grande mostra dedicata al graphic design internazionale contemporaneo è stato inaugurato nel mese di giugno A Diary of an Exhibition, il diario di Graphic Design Worlds, che aprirà alla Triennale di Milano nel gennaio 2011. Dal graphic design italiano si allarga lo sguardo al graphic design internazionale, attraverso i rapporti, gli scambi e le influenze con la grafica nostrana. La mostra sarà curata da Giorgio Camuffo, e offrirà una lettura originale dei molteplici e variegati mondi del graphic design. Il Diary nasce come spunto di confronto e di riflessione sulle storie e le visoni di graphic designer creativi internazionali e di giovani designer italiani, che precederà la grande mostra di gennaio. Sul blog è aperto il dibattito sulla grafica contemporanea, con interviste, video e i dietro le quinte della mostra.

20.12.2010 # 1893
Malmö | Alice Neel. Painted Truth

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Napoli | Bill Viola

Fino al 23/01/2011

Che cosa saremmo senza la capacità di commuoverci? Cosa diventeremmo trattenendo sempre le emozioni? Questa è una delle tematiche fondamentali di Bill Viola, artista americano da sempre affascinato ai temi della vita e della morte, dell’amore e della speranza. In particolare, Bill Viola, è partito da una profonda riflessione sull’arte italiana e in particolare Caravaggio, con cui qui, nel Museo di Capodimonte, dialoga, in virtù delle testimonianze più rilevanti che il grande Museo napoletano custodisce, come la Flagellazione del grande maestro lombardo. Cosa c’è in comune tra Viola, uno dei più significativi artisti contemporanei della video arte e Caravaggio, maestro dei chiaroscuri (ogni tentativo di definizione sarebbe comunque riduttivo in proposito)? Forse c’è proprio la concezione di vita e di morte? Un movimento, un’energia vitale, un defluire delle emozioni, che ognuno di loro utilizza diversamente, che produce effetti diversi ma per arrivare ad una simile concezione artistica. Basta osservare le istallazioni ospitate a Capodimonte da Viola, con sei video di cui cinque mai presentati in Italia, ospitati nella Sala Causa del Museo. I sei video propongono un dialogo a distanza, mediato dall’arte, tra Bill Viola e il grande maestro lombardo. Il progetto, si svolge nell’ambito delle manifestazioni per il quarto centenario della morte di Caravaggio, è stato promosso dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli e la realizzazione si è resa possibile per il diretto coinvolgimento della Regione Campania - Assessorato al Turismo e ai Beni Culturali grazie al co-finanziamento dell’Unione Europea POR- FESR Campania 2007-2013

15.12.2010 # 1886
Malmö | Alice Neel. Painted Truth

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ADOBE MUSEUM OF
DIGITAL MEDIA

01/01/2020

L’Adobe Museum ( AMDM-Adobe Museum of Digital Media) è un nuovissimo museo d’arte contemporanea digitale. Un Museo sempre aperto, senza orari o biglietti da pagare, accessibile da ogni dove e in ogni momento. Un museo che è insieme architettura, grafica, illustrazione, arte digitale, 3D e che non ha nulla da invidiare alle più grandi produzioni della Pixar. L’edificio è progettato dall’architetto italiano Filippo Innocenti, è composto da tre torri biomorfe e ricorda per certi versi Avatar, con il suo luccichio color avorio e la sensazione netta che la pelle delle torri respiri. Un museo che sembra, dunque, vivo e pulsante, seppur creato e collocato in una “realtà virtuale”, in mezzo ad una città ricostruita, ma emblema di ogni museo “vivente” nel reale , nella fisicità del reale, con il suo rapporto con il territorio. In questo caso, il territorio è internet, le infrastrutture da superare sono soltanto quelle relative alla navigazione in rete, non ci sono biglietti da pagare, guardiani, orari di chiusura o apertura. Tutte le problematiche classiche collegate ad un museo reale sono qui dissolte nelle logiche della navigazione, prendono una forma digitale e assumono un pensiero digitale, per un museo avveniristico che non ha nulla da invidiare ai kolossal digitali sfornati oggi da cinema e videogiochi. Il menu, pertanto, è semplice e offre tre possibilità di navigazione. Al momento il museo ospita le mostre di Tony Oursler e di Mariko Mori, mentre in primavera è previsto un progetto di John Maeda direttore del Maeda Lab del Mit di Boston. In comune questi artisti hanno il lavoro sui media digitali e la creazione di interfacce digitali. Di Mariko Mori sorprende la capacità di travestimento ai limiti del riconoscibile cui lei stessa si sottopone, il lavoro che porta avanti attraverso i media digitali, mentre Oursler racconta l’altro lato, quello inquietante, di Internet. Un lato oscuro ed esistenziale, una sorta di “cassa di risonanza dei nostri stati emotivi”. Solitudine, estraniamento, disperazione, si mettono a nudo attraverso internet in maniera quasi “pornografica”. Quando si entra nella mostra di Oursler, viene offerta la possibilità di navigare attraverso 17 simboli disegnati in una lavagna virtuale. Nella sua Mission, il museo si propone di ospitare mostre eclettiche in relazione all’evoluzione del “paesaggio digitale”. Aperto 365 giorni all’anno, 24 ore su 24, ha anche lo scopo di illustrare l’impatto quotidiano dei digital media su di noi. L’AMDM è Prodotto da Adobe System Incorporated.


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