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Mostre ed eventi // Pagina 212 di 220
30.01.2006 # 186
Milano | Oggetti esistibili | fino al 30 gennaio 2006

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Milano | Oggetti esistibili | fino al 30 gennaio 2006

fino al 30 gennaio 2006

Oggetti Esistibili - La pubblicità fa design

Questa mostra indaga una particolare relazione tre design e pubblicità, presentando 30 campagne pubblicitarie, realizzate dalle principali agenzie creative italiane, e riproducendone i relativi modelli tridimensionali: oggetti d'arredo, prodotti alimentari e cosmetici, imballaggi, capi d'abbigliamento, accessori moda...
Particolarità di tali oggetti consiste nell'essere nati esclusivamente per comunicare e non per essere venduti, invertendo la sequenza logica per cui prima si vorrebbe vendere e quindi successivamente si comunica.

Gli oggetti rappresentati, sospesi tra reale e virtuale, tra gioco e citazione, sono organizzati in quattro categorie che ne descrivono il processo creativo: Assemblaggio, Estensione, Ingrandimento, Ibridazione.

Gli Oggetti Esisitibili sono i protagonisti emblematici di un fenomeno comunicativo emergente, e al tempo stesso la dimostrazione della fluidità con cui si muove la creatività nel XXI secolo. Infatti i 30 modelli sono al tempo stesso comunicazione e design, riferimenti ed echi dalla Storia della pittura e dell'arte, piuttosto che applicazione disinvolta delle formule del brand business e delle prassi del marketing.
Alla Triennale di Milano fino al 30 gennaio 2006.

26.02.2006 # 233
Milano | Oggetti esistibili | fino al 30 gennaio 2006

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Bologna | Mimmo Iodice | fino al 26 febbraio 2006

fino al 26 febbraio 2006

Negli spazi di Villa delle Rose viene presentato un percorso espositivo di circa 60 fotografie, curato da Valerio Dehò con la stretta collaborazione dell'artista.
Le oltre cento fotografie raccolte nel volume Light mostrano paesaggi ed elementi naturali, reperti archeologici, come oggetti comuni: un grande archivio - costruito da Jodice in oltre quarant'anni di attività- che offre uno sguardo inedito sulla sua poetica, dalla riflessione sulla classicità e lo spirito dell'antica cultura mediterranea passando per l'indagine sulla realtà sociale napoletana e meridionale.

26.02.2006 # 210
Milano | Oggetti esistibili | fino al 30 gennaio 2006

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Napoli | NAPOLI PRESENTE | fino al 26 febbraio 2006

fino al 26 febbraio 2006

La mostra, curata come la precedente The Giving Person. Il dono dell'artista, dal critico ungherese Lorand Hegyi, si propone di tracciare un quadro dell'arte contemporanea a Napoli attraverso l'attività privata delle gallerie, degli artisti e dei collezionisti, concentrandosi in particolar modo sul presente dell'arte a Napoli. Tale scelta ha il senso di testimoniare la vivacità e la varietà delle presenze artistiche a Napoli, offrendo della città un'immagine di centro attivo e vivace inserito a pieno titolo nel dibattito internazionale sulle arti contemporanee. In un contesto nuovo che vuole suggerire confronto e scambio, la mostra intende presentare alla città artisti di diverse generazioni e di diversa provenienza, già noti per la loro attività con le gallerie e i collezionisti napoletani. Nelle sale espositive di Pan una novantina di artisti si esprimerà attraverso i diversi linguaggi e media del contemporaneo: pittura, video, installazioni, fotografia. Saranno inoltre coinvolti alcuni dei più rappresentativi artisti e collezionisti napoletani. Al Pan, Palazzo delle Arti Napoli, fino al 26 febbraio 2006

16.02.2006 # 222
Milano | Oggetti esistibili | fino al 30 gennaio 2006

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Roma | Burri. Gli artisti e la materia 1945 - 2004 | fino al 16 febbraio 2006

Fino al 16 febbraio 2006



La mostra, promossa dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e dall'Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con la Regione Umbria e  la Fondazione Albizzini - Collezione Burri di Città di Castello, è dedicata ad Alberto Burri, a dieci anni dalla sua scomparsa, alla sua personale ricerca sulla "materia" e a quella di altri  artisti, che ha caratterizzato e cambiato, in Europa come nel resto del mondo,  l'arte dal secondo dopoguerra ad oggi.

L'esposizione intende illustrare il percorso che ha portato gli artisti alle forme di arte attuale, mettendo a confronto epoche e stili, assonanze e discrepanze, scuole e outsider, offrendo un panorama esaustivo degli artisti principali, mantenendo sempre come centro propulsivo di questa radicale trasformazione dell'arte, il lavoro del maestro di Città di Castello.
L'esigenza degli artisti di confrontarsi con la materia, utilizzandola come strumento di innovazione linguistica o addirittura rendendola il fulcro della propria poetica, non solo diede vita a uno dei mutamenti più radicali nella storia dell'arte contemporanea, introducendo nel fare artistico una semantica radicalmente diversa, ma ha anche aperto la strada a successive ricerche nella concezione spaziale e nella strumentazione tecnica dell'opera d'arte.

La prima parte dell'esposizione sarà dedicata ad artisti che, contemporaneamente ad Alberto Burri, anche se con differenti approcci, hanno operato nella direzione di un profondo rinnovamento della pittura tradizionale, quali Antoni Tàpies, Jean Fautrier, Jean Dubuffet, Lucio Fontana, Cy Twombly, Franz Kline, Conrad Marca–Relli, Ben Nicholson. Le loro opere saranno presentate in mostra insieme ad un nucleo di opere del maestro umbro significative dei passaggi principali del suo intero percorso artistico, dalle iniziali prove dai sacchi, ai legni e ai ferri, alle plastiche, alle combustioni, ai cretti fino ai grandi cellotex.
Una sezione sarà dedicata al confronto con la ricerca tra new dada e pop art degli americani Robert Rauschenberg, Jasper Johns, Jim Dine.

La seconda parte della mostra presenterà artisti italiani e stranieri che dopo Burri hanno usato materiali non tradizionali nelle loro opere (dai detriti agli avanzi industriali a materiali organici e naturali), mutando radicalmente il volto dell'arte nella seconda metà del XX secolo. Tra gli artisti rappresentati figureranno Piero Manzoni, Ettore Colla, Mimmo Rotella, Salvatore Scarpitta, Giuseppe Uncini, Mario Schifano, Gino Marotta, Mario Ceroli, Manuel Millares, Raphael Canogar, Antonio Saura,  Arman, César, Yves Klein, Jacques Villeglé, Leoncillo, Joseph Beuys, Pino Pascali, Jannis Kounellis, Michelangelo Pistoletto, Gilberto Zorio, Giuseppe Penone, Ansel Kiefer, Damien Hirst, Julian Schnabel.


11.02.2006 # 223
Milano | Oggetti esistibili | fino al 30 gennaio 2006

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Milano | Buena vista. Mezzo secolo di grafica cubana | Fino al 11 febbraio 2006

fino al 11 febbraio 2006


"Buena vista. Mezzo secolo di grafica cubana" raccoglie oltre 100 manifesti e opere grafiche della  Cuba rivoluzionaria, realizzati dal 1° gennaio del 1959 sino ai giorni  nostri.

L'isola caraibica vanta una delle scuole di grafica tra le più prestigiose e al contempo originali del secondo Novecento,  nonostante il periodo di autarchia e di isolamento politico e sociale affrontato durante il  cinquantennio preso in  considerazione.

Il  percorso, suddiviso in più sezioni, prevede un'articolazione cronologica, per decenni, in modo da scandire, e sottolineare, l'evoluzione interna del discorso grafico in rapporto con la parallela evoluzione della vicenda storica e, al contempo, con le principali  tendenze dell'arte figurativa contemporanea, in modo tale da svelare le dinamiche concrete e gli effettivi nessi, attraverso i quali  la produzione grafica cubana ha raggiunto quegli esiti che le hanno fatto conseguire prestigio internazionale.

Il percorso allinea carteles legati alla propaganda politica, conosciuta  dal grande  pubblico soprattutto grazie all'immagine affidata al volto icona di Ernesto Che Guevara, e all'impegnativa campagna di comunicazione sociale inerente, per esempio, alla sensibilizzazione per la  scolarizzazione o per il risparmio idrico.

Sono presenti anche affiches legate alla produzione cinematografica, che possono essere considerate, tout court, opere d'arte in quanto dimostrano ed esprimono - grazie a quell'effervescente dialogo che si era venuto ad instaurare tra gli artisti cubani con quanto, nel mondo intero, si andava sperimentando nel settore della grafica pubblicitaria e dell'arte figurativa più avanguardistica in USA, in Polonia e in Russia, per esempio - con più libertà artistica  i  messaggi che si volevano proporre attraverso il grande schermo.

È utile ed interessante ricordare, a tale riguardo, come questa tipologia di cartel, proprio in virtù di  questa conquistata  indipendenza  artistica, spesso diverga significativamente dai  contenuti che il film  vuole ragionare.

Sono anche esposti manifesti  legati all'azione di solidarietà internazionale che Cuba, dal 1966 (con la nascita dell'OSPAAL), ha gratuitamente prodotto per alcune zone calde dell'Africa, dell'Asia e dell'America Latina, toccando, anche nella realizzazione dei manifesti politici, altissimi livelli di  qualità artistica.

I manifesti, provenienti da più collezioni  private  italiane, sono stati disegnati e impressi a Cuba tra il 1959 e il 2004 da artisti del calibro di (per citare solo i nomi più  conosciuti):

- Alfredo Rostgaard, la cui opera  spicca per l'originalità dei simboli utilizzati e per la felice  fusione  tra un'elevata sensibilità pittorica e una sottile ironia
- Eduardo Muñoz Bachs, principalmente disegnatore di cartoni animati, è colui che ha prodotto oltre 2000 manifesti del cinema, riconoscibili per la forte carica umoristica nonché per la definizione della  fortunata immagine di Chaplin a simbolo della cinematografia cubana
- Antonio Reboiro, esponente principale della tendenza psichedelica, partendo da uno stile  legato al realismo socialista, diventerà, per l'utilizzo di colori molto vivaci, il grafico emblema della solarità del Caribe
- Antonio Pérez detto "ñiko", che utilizza una  grande varietà di stili e  di soggetti, dalla ripetizione fotografica  ai motivi liberty del secolo passato.Un'esperienza  alquanto complessa quella della grafica  cubana, internamente  stratificata e densa di occasioni e di risultati,  nonché di rimandi al  più generale dibattito artistico mondiale,  capace, dunque, di  trasformare il manifesto non solo in un semplice  strumento di  propaganda o di cronaca per immagini della Rivoluzione,  ma piuttosto in  un genere artistico capace di raggiungere esiti di prestigio  internazionale.



05.02.2006 # 209
Milano | Oggetti esistibili | fino al 30 gennaio 2006

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Napoli | Mimmo Paladino - Quijote | fino al 5 febbraio 2006

fino al 5 febbraio 2006

In occasione dell'apertura al pubblico dei nuovi ambienti espositivi del Museo di Capodimonte, destinati alla presentazione di mostre e altri eventi culturali, nonchè della ricorrenza del quarto centenario della pubblicazione de "El Quijote de la Mancha" di Miguel de Cervantes y Saavedra, Antonio Bassolino, Presidente della Giunta Regionale della Campania e Nicola Spinosa, Soprintendente per il Polo Museale Napoletano, hanno invitato Mimmo Paladino ad interpretare l'eterna attualità di Don Chisciotte. L'artista ci offre una lettura del tutto inedita e personalissima della figura dell'ingegnoso hidalgo. Don Quijote è molto più che il semplice protagonista di una storia: è la storia stessa.

Una mostra
E "Quijote" si intitola la mostra che Paladino ha creato per raccontare il popolare eroe-antieroe di Cervantes. Una grande installazione, quindici tra bronzi e dipinti, quaranta acquarelli, un libro d'artista, per un sorprendente viaggio nell'immaginario di Don Chisciotte. Le opere di Paladino sono un percorso all'interno dell'universo del cavaliere dalla 'triste figura', così lontano nel racconto delle sue avventure e delle sue fantastiche battaglie contro i mulini a vento, ma anche così vicino, nelle reazioni emotive e sentimentali, alla nostra contemporaneità.

Un film
Paladino, nelle vesti di regista, continua il racconto del suo "Quijote" anche sul grande schermo, con un cast eccezionale: Peppe Servillo degli Avion Travel è don Chisciotte, Lucio Dalla è Sancho Panza, Enzo Cucchi è Mago Merlino, Alessandro Bergonzoni è Mago Festone e Ginestra Paladino è Dulcinea.

Un libro
Paladino è anche autore delle tavole di un prezioso 'Libro d'Artista', dal titolo "Don Chisciotte", realizzato da Editalia (Gruppo Istituto Poligrafico-Zecca dello Stato). Le immagini dell'artista dialogano con i versi del poeta Giuseppe Conte che narra "l'eroe mitico mediterraneo".
Sempre Editalia presenta, per l'occasione, una raffinata edizione del Chisciotte di Cervantes nella classica traduzione di Alfredo Giannini e accompagnata da 150 riproduzioni di acquerelli attraverso i quali Paladino offre la sua interpretazione non illustra il racconto, ma "gioca" con il libro, l'autore, i personaggi.
venerdì 16 dicembre alle ore 12, nei nuovi spazi espositivi del Museo di Capodimonte.