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Mostre ed eventi // Pagina 141 di 220
15.12.2010 # 1886
ADOBE MUSEUM OF  DIGITAL MEDIA

Ilas Web Editor // 0 comments

ADOBE MUSEUM OF
DIGITAL MEDIA

01/01/2020

L’Adobe Museum ( AMDM-Adobe Museum of Digital Media) è un nuovissimo museo d’arte contemporanea digitale. Un Museo sempre aperto, senza orari o biglietti da pagare, accessibile da ogni dove e in ogni momento. Un museo che è insieme architettura, grafica, illustrazione, arte digitale, 3D e che non ha nulla da invidiare alle più grandi produzioni della Pixar. L’edificio è progettato dall’architetto italiano Filippo Innocenti, è composto da tre torri biomorfe e ricorda per certi versi Avatar, con il suo luccichio color avorio e la sensazione netta che la pelle delle torri respiri. Un museo che sembra, dunque, vivo e pulsante, seppur creato e collocato in una “realtà virtuale”, in mezzo ad una città ricostruita, ma emblema di ogni museo “vivente” nel reale , nella fisicità del reale, con il suo rapporto con il territorio. In questo caso, il territorio è internet, le infrastrutture da superare sono soltanto quelle relative alla navigazione in rete, non ci sono biglietti da pagare, guardiani, orari di chiusura o apertura. Tutte le problematiche classiche collegate ad un museo reale sono qui dissolte nelle logiche della navigazione, prendono una forma digitale e assumono un pensiero digitale, per un museo avveniristico che non ha nulla da invidiare ai kolossal digitali sfornati oggi da cinema e videogiochi. Il menu, pertanto, è semplice e offre tre possibilità di navigazione. Al momento il museo ospita le mostre di Tony Oursler e di Mariko Mori, mentre in primavera è previsto un progetto di John Maeda direttore del Maeda Lab del Mit di Boston. In comune questi artisti hanno il lavoro sui media digitali e la creazione di interfacce digitali. Di Mariko Mori sorprende la capacità di travestimento ai limiti del riconoscibile cui lei stessa si sottopone, il lavoro che porta avanti attraverso i media digitali, mentre Oursler racconta l’altro lato, quello inquietante, di Internet. Un lato oscuro ed esistenziale, una sorta di “cassa di risonanza dei nostri stati emotivi”. Solitudine, estraniamento, disperazione, si mettono a nudo attraverso internet in maniera quasi “pornografica”. Quando si entra nella mostra di Oursler, viene offerta la possibilità di navigare attraverso 17 simboli disegnati in una lavagna virtuale. Nella sua Mission, il museo si propone di ospitare mostre eclettiche in relazione all’evoluzione del “paesaggio digitale”. Aperto 365 giorni all’anno, 24 ore su 24, ha anche lo scopo di illustrare l’impatto quotidiano dei digital media su di noi. L’AMDM è Prodotto da Adobe System Incorporated.


12.12.2010 # 1736
ADOBE MUSEUM OF  DIGITAL MEDIA

Ilas Web Editor // 0 comments

Milano | Gabriele Basilico. Istanbul 05.010

Fino al 12/12/2010

Famoso per i suoi ritratti post industriali, dedicati alle fabbriche di Milano o alla trasformazione del paesaggio francese, ha da sempre legato le sue immagini fotografiche ai cambiamenti morfologici del territorio. In questa mostra presentata alla Fondazione Stelline di Milano, il Basilico ( classe 1944) fotografo di Architettura si trasforma in ricercatore dell’ anima delle città nell’evoluzione temporale, attraverso i ritratti di strade, palazzi,periferie e quartieri di Istanbul. 30 immagini che testimoniamo la trasformazione della metropoli turca, realizzate durante la IX Biennale ella città nel 2005. Aree storiche e nuovi quartieri, in bianco e nero e a colori, in cui si colgono l’essenza di storia, tradizioni e il senso di modernità. Fino al 21 novembre si possono ammirare anche le bellissime fotografie scattate a Roma nella mostra Le arti di Piranesi ospitata dalla Fondazione Cini di Venezia.

12.12.2010 # 1694
ADOBE MUSEUM OF  DIGITAL MEDIA

Ilas Web Editor // 0 comments

Londra | Treasures from Budapest: European Masterpieces from Leonardo to Schiele

Fino al 12/12/2010

La Royal Academy di Londra ospita, dal 25 settembre, alcuni dei più importanti capolavori di Leonardo, Raffaello, El Greco, Rubens, Goya, Manet, Monet, Schiele, Gauguin e Picasso. In tutto, circa 200 opere. Provenienti dal Museo di Belle Arti di Budapest, molte di questi lavori varcano per la prima volta la soglia del museo. In tutto, la mostra presenterà oltre 200 opere e comprenderà dipinti, disegni e sculture dal primo Rinascimento al XX secolo. In più, racchiude la raccolta Esterházy , acquistata dallo Stato ungherese nel 1871. La raccolta è iniziata nel XVII secolo ma è stata ampliata durante il regno del principe Nikolaus II Esterházy (1765 - 1833) che era responsabile per lo sviluppo della magnifica collezione di dipinti antichi e disegni che saranno esposti in questa mostra. L'esposizione segue un ordine cronologico, partendo dal rinascimento e l'epoca moderna fino all'arte contemporanea. Se vi capita di andare a Londra dal 25 settembre al 12 dicembre, non perdetevela.

10.12.2010 # 1875
ADOBE MUSEUM OF  DIGITAL MEDIA

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New York |
POSTCARDS OF THE
WIENER WERKSTÄTTE

17/01/2011

 


La Neue Galerie di New York è nata nel 1903, fondata dall’architetto Josef Hoffmann e  dal designer Koloman Moser, ispirata all’arte austriaca e tedesca. Raccoglie in questa occasione le 1000 cartoline prodotte dalla Wiener Werkstatte, tratte in esclusiva dalla collezione A.Lauder Collection, durante il periodo 1907-1920.

Si tratta della prima mostra realizzata negli Stati Uniti in questo senso, dove è possibile ammirare tutta la collezione di cartoline e: percepire l’arte grafica viennese e austriaca del tempo, osservare in pillole una visone del moderno graphic design dell’epoca e della moda che va da Art Nouveau e Jugendstil all'Espressionismo. Ma non solo. Ciò che si coglie, per dirla con le parole di Thomas Mann ne Il Sangue dei Walsungs(1905) sono” I ritagli di vita” che “ erano così ricchi, vari e sovraccarichi che non c’era quasi più spazio per la vita stessa. Così il grande scrittore descriveva l’estetica borghese del tempo, che racchiudeva, in fondo, i limiti e al contempo le caratteristiche espressive di un’ arte così in voga e così celebrata in ambito europeo e mitteleuropeo. Tutto quello che vediamo nelle 1000 cartoline era riproposto e riprogettato in poster, calendari, programmi, inviti, cataloghi, volantini, tipografia, e monogrammi. Era “lo stile”, in cui ogni aspetto della vita doveva riproporre quel gusto e ispirarsi a quell’estetica( o a quel concetto estetizzante). Tutto ciò, alla Neue Galerie, è affiancato dai vetri, dalle ceramiche, dagli arredi e dallo spirito dell’epoca che ci proiettano direttamente in un clima liberty fatto di geometrie sobrie ma al contempo ricche di particolari sovrabbondanti, testimoni di un’ epoca che questo museo tutto dedicato all’arte austro-tedesca, piantato nel bel mezzo di New York, ben ricostruisce.


09.12.2010 # 1866
ADOBE MUSEUM OF  DIGITAL MEDIA

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Lisbona | Susana De
Sousa Dias. Natureza
morta | Stilleben

16/01/2011

 


Quello di Susana De Sousa Dias è un lavoro inquietante e poetico, a metà tra performance e istallazione cinematografica, fotografia e narrativa. L’opera, ospitata al Museu du Chado di Lisbona( Museu nacional de arte contemporanea) è una derivazione/continuazione del film del 2005 Natureza morta-Visage d’une dictature in cui lo Stillaben del titolo dell’istallazione vuol dire, in olandese, esistenza immobile che corrisponde al concetto latino di Natura morta. Infatti la Dias esplora esattamente questo, il rapporto tra la vita e la morte attraverso l’immobilità del movimento e soprattutto portando alla luce con un nuovo punto di vista e un “taglio” diverso, documenti e immagini della dittatura che per  48 anni governò il Portogallo.

Documenti ufficiali, prigionieri politici dagli sguardi attoniti, immobili,  relazioni di guerra e documentari di propaganda in un montaggio tagliato per il momento definitivo, tutto viene ridotto in termini di velocità dalla Dias per diminuire il divario tra sequenza cinematografica  e fermo immagine. L’artista decostruisce e sovverte le narrazioni ufficiali rivelando l’ incoerenza e l’ astrusità dietro l’iconografia di regime, omettendo il suono del film originale e rigettando ogni forma di narrazione e sottotitolo. Il tutto è completato dalla colonna sonora di António de Sousa Dias, che fa da trait d’union tra le immagini e le sequenze cinematografiche. L’operazione di Susana De Sousa Dias è quindi quella di  un trasformazione di prospettiva, che allontana lo spettatore dalla messa in scena di una memoria collettiva, al fine di concentrarsi su un individualità più intima e ricercata,  distraendo l'attenzione dalla gestualità teatrale del potere allo scopo di tenere uno sguardo accorto ed esteso ai gesti anonimi di sopravvivenza quotidiana. Gli sguardi, i volti, sono spesso quelli di “morti viventi”( in attesa di morire, il cui destino è spesso segnato), presone la cui vita resta sospesa in momenti interminabili, minuti immortalati dalla lastra fotografica o dalla sequenza cinematografica. Eppure, proprio per questo, immortali.

30.11.2010 # 1722
ADOBE MUSEUM OF  DIGITAL MEDIA

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Milano | Fantasilandia

Fino al 30/11/2010

Otto artisti tra i migliori esponenti del pop surrealism espongono a Milano alla galleria Antonio Colombo; tra misticismo, meraviglia, voglia di rompere le convenzioni, figurativismo, onirismo, figure metaforiche, gli artisti spaziano sul concetto Fantasilandia, laddove la loro fantasia senza limiti li può portare. Un modo per guardare da vicino i principali esponenti del Pop Surrealismo americano, come Gary Baseman, Tim Biskup e Eric White, i fuoriclasse del Low Brow come Anthony Ausgang ( proveniente dall’ambiente lowbrow, cultura alternativa dell’hot rod, ovvero automobili customizzate e dell’illustrazione ), Gary Taxali e Heiko Müller, il pittore Nicola Verlato che ha introdotto il movimento in Italia così come lo storyteller della pittura Gabriele Arruzzo. La mostra è curata da Julie Kogler. In più, per completare il quadro d’insieme, è utile raffrontare questa mostra, anzi completarla con la mostra Pop Surrealism ( che abbiamo già segnalato in queste pagine ) ospitata a Palazzo Collicola di Spoleto. 40 artisti americani di rilievo per comprendere meglio l’essenza di questo straordinario movimento, che abbraccia soggetti iconografici ordinari mischiati ai mostri contemporanei, un mix di leggende, miti tradotti in immagini di grande effetto, oniriche e surreali, un po’ come passare dall’altra parte dello specchio, citando il romanzo di Lewis Carrol.