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Mostre ed eventi // Pagina 128 di 220
24.03.2011 # 2048
Parigi | Odilon Redon.   Prince du Rêve

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Parigi | Odilon Redon.
Prince du Rêve

Scade il 20/06/2011

Il titolo di questa mostra gli calza a pennello. Prince du Rêve, principe del sogno, colui che diede inizio al simbolismo. Infatti, le opere di Redon sembrano spesso uscite esattamente da un sogno, come se la scia del sogno notturno fosse sempre presente su una tela incantata, intrisa di simbolismo etereo, fluttuante. Alla mostra ospitata al Gran Palais di Parigi, struttura possente e di grande bellezza, la visita alle opere di Redon è concepita in maniera cronologica. Questo consente di vedere il momento preciso in cui l’artista si fece suggestionare anche dal surrealismo, la poetica dell’onirico viene tratteggiata in maniera diligente e con misteriosi quesiti riguardanti i volti assieme angelici e diabolici, gli esseri unicellulari, primordiali, più corpi celesti che corpi reali. Man mano che si prosegue verso il primo ‘900 i colori si fanno sempre più intensi e vividi e la malia ottocentesca comincia un po’ a perdersi.

29.03.2011 # 2052
Parigi | Odilon Redon.   Prince du Rêve

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Rovereto | La rivoluzione dello
sguardo

Fino al 24/07/2011

Cos’è che ha segnato il passaggio da un modo di vedere l’arte, un modo di guardare attraverso l’arte nel XX secolo? Per comprendere cosa questo realmente significhi, il Mart di Rovereto ha organizzato una bellissima mostra che raccoglie direttamente da Parigi i capolavori del Musée d’Orsay, probabilmente tra le raccolte d’arte più prestigiose per quanto concerne la produzione artistica del ‘900, con i capolavori dell’arte impressionista e postimpressionista. Si potranno ammirare da vicino chef d’oeuvre come la censuratissima e chiachhieratissima "L’origine du monde" (1866), di Courbet e le opere di Monet, Cézanne, Pissarro, Sisley, Renoir, Degas, Toulouse-Lautrec, Van Gogh, Gauguin, Morisot, Vuillard, Bonnard, Denis. Quella del Mart è una mostra itinerante alla sua terza tappa: prima è stata ospitata in America ed Australia. Le trait d’union dei quadri scelti, resta comunque lo sguardo, attraverso il realismo scandaloso di Courbet, l’erotismo di Gaugin, l’introspezione di Berthe Morisot, o la solitudine di Van Gogh. Temi che, parallelamente alla modalità rappresentativa e visiva, abbracciano in maniera sottile i contenuti più significativi del XX secolo.

27.03.2011 # 2037
Parigi | Odilon Redon.   Prince du Rêve

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Milano | Made in Africa

27/03/2011

Made in Africa è arte e moda, rappresenta le tendenze che vengono da questo meraviglioso e tormentato continente, dando spazio alla creatività e ai linguaggi artistici al femminile. Alla Triennale di Milano fotografie, installazioni e video da Senegal, Nigeria, Burkina Faso, Marocco e Sudafrica. Tra gli altri, un importante omaggio è dedicato alla guru della moda Oumou Sy, cinquantenne stilista senegalese e costumista per i più importanti set cinematografici africani.Made in Africa è un evento inserito nell’ambito della manifestazione dedicata alla creatività e ai linguaggi artistici al femminile che nel 2011 festeggia il diciottesimo compleanno con un ricco calendario di anteprime cinematografiche, mostre, workshop e incontri dislocati in diversi spazi milanesi.Alla mostra sono presenti: Donne per le donne prodotta da Coop Lombardia a sostegno delle donne del Burkina Faso con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo del loro lavoro e guadagno; Le mani del Marocco, fotografie di Joan Rundo; I luoghi dell’Africa a Milano, fotografie di Neri Oddo sull'’integrazione della comunità africana a Milano in diversi ambiti professionali; Multi- coloured butterflies, installazione della designer Eliana Lorena con 150 Barbie nere vestite con abiti tradizionali. E ancora: Vigango, protettori della pace su legno di riciclo e decorate a china le opere di Stefania Scattina nate dalla volontà di riscoprire le forze che possono indirizzare l’uomo verso la pace e l'installazione Tra il bianco e il nero di Elena Siniscalco, costituita da un manichino avvolto in un abito stampato le cui geometrie creano un mosaico composto da occhi di bimbi africani.

In proiezione in loop anche una selezione di titoli, in collaborazione con il Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina, che documentano Nollywood, la ricca e sorprendente produzione cinematografica nigeriana, e dei video-ritratti dedicati a Oumou Sy.

Per finire, la manifestazione omaggerà il 20 marzo l’artista sudafricano William Kentridge con la video-installazione What will come (Has already come) che percorre la guerra d’Abissinia con simbolismi visuali surreali e con notevoli analogie con i moderni conflitti nel mondo. L’opera si inserisce in un più ampio omaggio a Kentridge che varie realtà del mondo dello spettacolo e della cultura milanesi stanno dedicando all’ artista in occasione della presentazione alla Scala del Flauto Magico di cui firma regia e coreografia.


27.03.2011 # 1994
Parigi | Odilon Redon.   Prince du Rêve

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Roma | Mick Jagger

27/03/2011

Il rock ha una sua estetica precisa che, forse, è parte fondante del concetto stesso di Rock. E Mick Jagger è uno di quelli che più di altri hanno saputo costruire un’estetica precisa intorno al concetto di rock, sia beninteso, un cero tipo di rock. Il corpo scattante e le labbra sensuali, le continue metamorfosi e il cambiamento del corpo, delle movenze, degli sguardi, le smorfie, l’ erotismo, la trasgressione, tutto rientra e contribuisce alla costruzione di quest’immagine, fissata negli scatti dei più grandi professionisti della fotografia in 70 immagini. La mostra è ospitata all’ All’Auditorium Parco della Musica di Roma e va dai primi scatti degli anni ‘60 di Goodwin, Mankowitz e Périer passando dalle sperimentazioni di Cecil Beaton, fino ai recentissimi ritratti di Annie Leibovitz, Karl Lagerfeld, Anton Corbijn, Mark Seliger e Bryan Adams. Prodotta dalla Fondazione Forma per la Fotografia di Milano e dai Rencontres Internationales de Photographie di Arles e promossa dalla Fondazione Musica per Roma, curata da François Hébel.


27.03.2011 # 1900
Parigi | Odilon Redon.   Prince du Rêve

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Rovereto |
Modigliani scultore

27/03/2011

In compagnia di Mario Botta, della Collezione Panza, di Dana Shultz e dell’ottima collezione permanente il Mart di Rovereto espone le sculture di Amedeo Modigliani, in tutto 16( quelle appartenenti alle collezioni pubbliche) di circa 25 sculture( identificate da Ambrogio Ceroni per la prima volta nel 1965) appartenenti anche ad inaccessibili collezioni private. La mostra ospitata al Mart si snoda su un percorso un po’ stretto, non molto fluido a dire il vero ma che ha al centro non tanto l’opera in se stessa, ovvero la scultura di Modigliani, bensì il rapporto tra essa e la scultura in generale. Le influenze sui volti scolpiti dall’’artista livornese sono principalmente derivate dal mondo antico, in particolare quello egizio. Modigliani, a detta della sua carissima amica, poetessa ed intellettuale celebre Anna Achmatova( cui fece anche il ritratto), amava starsene ore nel museo egizio di Parigi, affascinato da quell’arte. Sono infatti la scultura arcaica, medioevale e rinascimentale, e poi la scoperta dell’arte orientale e tribale, tramite le ricerche di Picasso e Brancusi, uno straordinario campo di spunti e assonanze per l’avvio di un “rivoluzionario percorso creativo”. In tutto, il periodo dedicato interamente alla scultura, per Modigliani, va dal 1911 al 1913, per un artista che si definiva più scultore che pittore. Come a dire, che anche tutte le altre opere da lui eseguite, principalmente di pittura, avevano un che di scultoreo o almeno dovevano grossi tributi alla visone plastica dell’artista. In mostra, quindi, oltre le (poche) sculture di Modigliani che è stato possibile mostrare in questa sede, opere di grande bellezza e valore storico artistico appartenente ad epoche e a culture diverse, per compiere un vero e proprio viaggio più che nell’arte di Modigliani, nella storia della scultura.


24.03.2011 # 2049
Parigi | Odilon Redon.   Prince du Rêve

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Milano | Alberto Savinio.
La commedia dell'arte

Fino al 12/06/2011

Finalmente Milano dedica a questo straordinario artista una grande antologica. Più di 100 opere a testimoniare della peculiarità di un artista che si muoveva nell’ambito non solo della metafisica, ma anche di surrealismo, onirismo, inconscio con richiami al fantastico e al classico. Fratello di Giorgio de Chirico, Savinio all’anagrafe era Andrea de Chirico( Atene, 1891-Roma, 1952) ma si rese famoso per il suo stile personalissimo, i suoi enigmi e le rivisitazioni del classico in chiave onirica. Il mondo di Savinio è una pastiche di tutto quello che la cultura mediterranea e occidentale ha macinato e rigurgitato in secoli di arte, storia, sogni e idee. Le origini del postmoderno, in pratica. Ma la mostra non è solo arte pittorica tout court, ci mostra un Savinio musicista, teatrante e letterato, con letture che accompagnano il visitatore fatte dell’attore Tony Servillo.