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Mostre ed eventi // Pagina 125 di 218
31.03.2011 # 2055
Lugano | Man Ray

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Lugano | Man Ray

Fino al 19/06/2011

Man Ray (1890–1976) è un artista che influenzato l’arte e il cinema del suo tempo come pochi. Un fotografo, un pittore, un creatore di oggetti e regista di film sperimentali, una figura a tutto tondo perfettamente inserita nell’ésprit du temps. Il Museo d’Arte di Lugano lo celebra con ben 300 opere divise in tre sezioni diverse: gli anni della formazione (fino al 1921) passati fra NewYork e Ridgefield, sede di una vivace colonia di artisti; il periodo parigino (1921–1940), accanto ai più grandi artisti del Novecento; gli anni di guerra e il successivo ritorno in Francia (1940–1976), patria d’adozione dell’artista. Nella mostra si racconta dove nasce il Man Ray pensiero, attraverso le suggestioni prese dalla sua autobiografia, i racconti spesso incentrati su figure femminili e in più, oltre alla presenza importante su tutto del tema centrale dell’opera dell’artista, ovvero il rapporto tra realtà e finzione, ci sarà una sezione dedicata a grandi maestri come Picasso, Duchamp, Arp e Picabia. Tutto per sottolinearne le qualità di precursore nella ricerca artistica del XX secolo e le relazioni profonde con una modalità artistica sperimentale del tutto nuova all’epoca e molto feconda.

06.04.2011 # 2064
Lugano | Man Ray

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The 45th Edition of Art Cologne |
Internationaler Kunstmarkt

Fino al 17/04/2011

Attiva dal 1967 è la prima delle fiere europee, con una media di 60 mila visitatori e ben 230 gallerie. Quest’anno, oltre a dare una particolare importanza al lavoro dei giovani talenti, punterà soprattutto sulla qualità. Tutte le oltre 200 gallerie esporranno, al Cologne Exhibition Centre cimentandosi con il genere del modernismo classic, con l’arte contemporanea e del dopo guerra. In particolare, le gallerie più conosciute ritornano per un altro giro, nuovamente ad esporre anche quest’anno. M non solo. Tutti i trend dell’arte contemporanea saranno ospitati nella sezione Open Space, new contenporaries e New positions. Dal 13 al 17 aprile 2011.

05.04.2011 # 2062
Lugano | Man Ray

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Francoforte | Oggetti surreali.
Lavoro a tre dimensioni
da Dalì a Man Ray

Fino al 29/05/2011

L’immagine presentata in Home page, sul sito della Galleria Schrin Kunstalle di Francoforte è l’Aphrodisiac telephone di Dalì. Un’aragosta poggiata a mò di cornetta su di un telefono. E ancora, La toupie di Belimer, un oggetto non ben identificato a forma di grappolo formato da seni. Questo e altro nella mostra Oggetti surreali, ovvero SURREALE DINGE. SKULPTUREN UND OBJEKTE VON DALÍ BIS MAN RAY. Ci sono frammenti del quotidiano, oggetti comuni reinterpreti in maniera insolita, dal punto di vista di artisti come Man Ray o Dalì. Assemblaggi “poco ortodossi” eccentrici o suggestivi, che richiamano ossessioni o desideri erotici, tabù e immagini oniriche sepolte nell’inconscio. Ma anche le immagini poetiche di Ernst o i manichini di Denise Hugnet, macchine da scrivere definite “onanistiche”, tavolini dalle zampe d’uccello, tutto questo per celebrare i 25 anni di attività della celebre galleria. Da non perdere.

29.03.2011 # 2053
Lugano | Man Ray

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Firenze | Dall'Icona a Malevich

Fino al 30/04/2011

L’arte ti consente in un lasso di tempo più o meno breve di spaziare in secoli di storia. La mostra ospitata agli Uffizi di Firenze ci offre uno spaccato profondo della storia dell’arte russa, che è, come la storia dell’arte in generale, sempre indiscutibilmente legata al corso della storia. La storia la fanno i potenti, i re, gli zar, i vincitori. La storia la fa chi si può circondare di artisti, pittori, scultori, letterati e poeti. Sono loro a scrivere i libri, a disegnare le bibbie, dipingere le chiese, secondo quello che la committenza o i vari mecenate dicono loro. La pittura può essere compendiaria, propagandistica, in ogni caso rispecchia il gusto di un’epoca, la posizione geografica e lo status politico. Da come sono rappresentati i voti, i vestiti, gli ambienti, si comprendono le influenze, le intenzioni, le idee che girano, magari anche se tra le righe. In questa mostra, attraverso le opere selezionate, possiamo partire da un medium come l’Icona, fissa, bidimensionale, ieratica, mistica, per arrivare secoli dopo alle avanguardie, in cui tutto viene rimesso in discussione e ricomposto secondo il gusto del novecento, lo strutturalismo soprattutto. Tra le icone è stato selezionato un unico pezzo, il bellissimo Cristo Pantocrator in trono fra le potenze del XVI secolo. Poi, dopo opere del settecento, dell’ottocento, si arriva a Malevic, Nikitiv, Kiprenjij, Goncarova e Malevic. All’Andito degli Angioini, direttamente dal Museo Russo di San Pietroburgo.

29.03.2011 # 2052
Lugano | Man Ray

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Rovereto | La rivoluzione dello
sguardo

Fino al 24/07/2011

Cos’è che ha segnato il passaggio da un modo di vedere l’arte, un modo di guardare attraverso l’arte nel XX secolo? Per comprendere cosa questo realmente significhi, il Mart di Rovereto ha organizzato una bellissima mostra che raccoglie direttamente da Parigi i capolavori del Musée d’Orsay, probabilmente tra le raccolte d’arte più prestigiose per quanto concerne la produzione artistica del ‘900, con i capolavori dell’arte impressionista e postimpressionista. Si potranno ammirare da vicino chef d’oeuvre come la censuratissima e chiachhieratissima "L’origine du monde" (1866), di Courbet e le opere di Monet, Cézanne, Pissarro, Sisley, Renoir, Degas, Toulouse-Lautrec, Van Gogh, Gauguin, Morisot, Vuillard, Bonnard, Denis. Quella del Mart è una mostra itinerante alla sua terza tappa: prima è stata ospitata in America ed Australia. Le trait d’union dei quadri scelti, resta comunque lo sguardo, attraverso il realismo scandaloso di Courbet, l’erotismo di Gaugin, l’introspezione di Berthe Morisot, o la solitudine di Van Gogh. Temi che, parallelamente alla modalità rappresentativa e visiva, abbracciano in maniera sottile i contenuti più significativi del XX secolo.

27.03.2011 # 2037
Lugano | Man Ray

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Milano | Made in Africa

27/03/2011

Made in Africa è arte e moda, rappresenta le tendenze che vengono da questo meraviglioso e tormentato continente, dando spazio alla creatività e ai linguaggi artistici al femminile. Alla Triennale di Milano fotografie, installazioni e video da Senegal, Nigeria, Burkina Faso, Marocco e Sudafrica. Tra gli altri, un importante omaggio è dedicato alla guru della moda Oumou Sy, cinquantenne stilista senegalese e costumista per i più importanti set cinematografici africani.Made in Africa è un evento inserito nell’ambito della manifestazione dedicata alla creatività e ai linguaggi artistici al femminile che nel 2011 festeggia il diciottesimo compleanno con un ricco calendario di anteprime cinematografiche, mostre, workshop e incontri dislocati in diversi spazi milanesi.Alla mostra sono presenti: Donne per le donne prodotta da Coop Lombardia a sostegno delle donne del Burkina Faso con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo del loro lavoro e guadagno; Le mani del Marocco, fotografie di Joan Rundo; I luoghi dell’Africa a Milano, fotografie di Neri Oddo sull'’integrazione della comunità africana a Milano in diversi ambiti professionali; Multi- coloured butterflies, installazione della designer Eliana Lorena con 150 Barbie nere vestite con abiti tradizionali. E ancora: Vigango, protettori della pace su legno di riciclo e decorate a china le opere di Stefania Scattina nate dalla volontà di riscoprire le forze che possono indirizzare l’uomo verso la pace e l'installazione Tra il bianco e il nero di Elena Siniscalco, costituita da un manichino avvolto in un abito stampato le cui geometrie creano un mosaico composto da occhi di bimbi africani.

In proiezione in loop anche una selezione di titoli, in collaborazione con il Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina, che documentano Nollywood, la ricca e sorprendente produzione cinematografica nigeriana, e dei video-ritratti dedicati a Oumou Sy.

Per finire, la manifestazione omaggerà il 20 marzo l’artista sudafricano William Kentridge con la video-installazione What will come (Has already come) che percorre la guerra d’Abissinia con simbolismi visuali surreali e con notevoli analogie con i moderni conflitti nel mondo. L’opera si inserisce in un più ampio omaggio a Kentridge che varie realtà del mondo dello spettacolo e della cultura milanesi stanno dedicando all’ artista in occasione della presentazione alla Scala del Flauto Magico di cui firma regia e coreografia.