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Mostre ed eventi // Pagina 113 di 218
18.06.2012 # 2463
Andy Warhol. I want to be a machine

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Andy Warhol. I want to be a machine

a Otranto fino al 30 settembre 2012

Andy Warhol. I want to be a machine, a cura di Gianni Mercurio, apre la quarta stagione artistica del Castello di Otranto, contenitore culturale gestito dall’Agenzia di Comunicazione Orione di Maglie e dalla Società Cooperativa Sistema Museo di Perugia, con la direzione dell’architetto Raffaela Zizzari.

La mostra, attraverso circa cinquanta opere provenienti da collezioni private italiane e prodotte da Andy Warhol con la tecnica meccanica della serigrafia, presenta i temi fondanti dell’estetica dell’artista statunitense scomparso nel 1987: mito bellezza-successo (Marilyn), consumismo (Campbell’s Soup), simboli tragici (Electric Chair). Inoltre, saranno esposte opere significative come la serie dei Flowers, il Vesuvio(realizzato in occasione del suo soggiorno napoletano grazie al gallerista Lucio Amelio), i simboli del potere (Falce e Martello, Dollar Sign) e altre ancora.

19.06.2012 # 2461
Andy Warhol. I want to be a machine

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ALBERTO GARCÌA-ALIX

fino al 27 luglio 2012

Negli spazi milanesi di Camera 16 (via Pisacane16), dal 6 giugno al 27 luglio 2012, saranno presentati i lavori di uno dei più importanti fotografi europei contemporanei: Alberto Garcia-Alix.

Nato in Spagna, Alberto García-Alix ha vissuto tutta la Movida madrileña, il movimento sociale e artistico nato a Madrid alla fine della dittatura di Francisco Franco e durato fino alla fine degli anni '80, che ha rappresentato l'alba di una nuova generazione, piena di energia e libertà. Alberto García-Alix è uno degli artisti più riconosciuti nel panorama internazionale dagli anni 90: Premio Nazionale di fotografia nel 1999, ha realizzato personali a Les Rencontres Internationales di Arles (2007), al Museo Nazionale Reina Sofía di Madrid (2008) e alla Moscow House of Photography di Mosca (2009). La mostra, curata da Carlo Madesani, presenta quindici fotografie, inedite per l'Italia, che raccontano la carriera creativa di Alberto con lampi intimi di se stesso, dei suoi amici e conoscenti; il paesaggio umano è interpretato da García-Alix in un modo molto personale, sempre alla ricerca dei limiti suoi e del suo modo di fotografare. Alberto produce immagini di estremo realismo, a volte molto crudo, dove la durezza è mitigata dal raffinato uso  del bianco e nero. Il modo in cui utilizza la luce e come la ricrea nella camera oscura, rende la sua opera unica nello scenario della fotografia contemporanea.

18.06.2012 # 2465
Andy Warhol. I want to be a machine

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Wassily Kandinsky e l'arte astratta tra Italia e Francia

Ad Aosta fino al 21 ottobre 2012

L‘Assessorato Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta comunica che sarà inaugurata, venerdì 25 maggio 2012, alle ore 18, al Museo Archeologico Regionale di Piazza Roncas ad Aosta, l’esposizione Wassilly Kandinsky e l’arte astratta tra Italia e Francia, realizzata dall’Assessorato in collaborazione con la Fondazione Antonio Mazzotta di Milano e curata da Alberto Fiz. 

Tra i più celebrati maestri del ‘900, personalità dedita a diversi interessi, tra cui la musica e la scenografia, tanto da creare alcune composizioni sceniche teatrali, Wassily Kandinsky non solo è il fondatore dell’astrattismo, ma ha attraversato stagioni diverse, passando da una fase iniziale simbolista all’esperienza Bauhaus, fino al periodo parigino degli ultimi anni.  La mostra, incentrata sull’ultimo ventennio della produzione dell’artista russo, evidenzia rimandi e confronti con gli altri autori del periodo, in Italia e in Francia.  Dipinti, tecniche miste e incisioni di Kandinsky, provenienti da collezioni pubbliche e private italiane ed estere, sono in mostra accostate a quelle di altri autori, tra cui possiamo Hans Arp, Sophie-Täuber Arp, César Domela, Florence Henri, Joan Mirò, Francis Picabia, Piero Dorazio, Gillo Dorfles, Alessandro Mendini, Ettore Sottsass. Le opere di Kandinsky in mostra sono oltre 40, tra cui spiccano alcuni capolavori degli anni Trenta e Quaranta mai esposti prima d’ora in Italia.  “Sono particolarmente lieto – dichiara l’Assessore Laurent Viérin – di presentare l’esposizione dedicata a un importante protagonista della modernità, Wassily Kandinsky. La rassegna rappresenta uno dei fiori all’occhiello del programma espositivo 2012 dell’Assessorato Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta e consentirà al pubblico di accostarsi a una delle figure più rappresentative delle avanguardie artistiche del secolo scorso. 

18.06.2012 # 2464
Andy Warhol. I want to be a machine

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Summer Pop

Fino al 30 settembre 2012

Summer Pop Otranto 2012. Omaggio a Andy Warhol, è, invece, la rassegna collaterale alla grande mostra, a cura di Raffaela Zizzari. Il tema scelto quest'anno è sintetizzato in un famoso aforisma dello stesso Andy Warhol: “La pop art è un modo di amare le cose”. Gioia di vivere, pleasure, art de vivre, un mix di convivialità, contaminazioni fertili e virtuose, in tutti i campi dell’arte, dalla pittura di Ninì Elia e Franco Baldassarre alla scultura di Bruno Maggio, dai limbi dei fratelli Colì alla musica di Andrea Vadrucci, dalle reinterpretazioni di Vincenzo Mascoli alla boatpeople di Luigi Orione Amato, dal calendario pop comunale alla ceramica d’uso di Grottaglie, per finire nei laboratori del sé di Veronica Amato. Una joie de vivre fatta di vibranti oggetti multicolore, note ritmate, pennellate vivaci che trasmettono energia, ottimismo, dinamismo, creatività e spirito cosmopolita ma rigorosamente pop. Infatti, i linguaggi impiegati dai protagonisti sono molteplici, e ciò rende Summer Pop un caleidoscopio di idee e suggestioni che rendono ancora una volta Otranto un appuntamento imperdibile per tutti i “viaggiatori” alla ricerca di una bellezza visiva, percettiva, etica, educativa e funzionale. Summer Pop continua il percorso di marketing innovativo intrapreso nel 2009 con la nuova direzione artistica del castello, amplificando l’attrattività e l’offerta culturale della Città di Otranto e dell’intero territorio del Salento.

18.06.2012 # 2462
Andy Warhol. I want to be a machine

Daria La Ragione // 0 comments

Gilbert & George - London Pictures

fino al 28 luglio 2012

Gilbert & George, per la nuova mostra negli spazi di Piazza dei Martiri, presenteranno 13 lavori tratti dal nuovo ciclo London Pictures, la più grande serie mai creata dagli artisti inglesi.


18.06.2012 # 2460
Andy Warhol. I want to be a machine

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Dennis Oppenheim - Electric City

Fino al 9 settembre 2012

Dal 19 maggio al 9 settembre 2012, Merano Arte ospita una mostra, curata da Valerio Dehò, in collaborazione con Amy Plumb Oppenheim curatrice del Dennis Oppenheim Studio di New York e la Galleria Fumagalli di  Bergamo, che presenta 9 sculture-installazioni realizzate da Oppenheim tra la metà degli anni Ottanta e la fine del decennio successivo.  Fu quello un momento in cui la sua libertà espressiva conobbe una particolare fecondità e nel quale sperimentò una pluralità di ricerche legate a una rifondazione della scultura. Il filo rosso che lega tra loro le opere esposte a Merano è caratterizzato dall’idea di una continua metamorfosi delle forme in cui gli elementi costruttivi e decostruttivi si sommano, dando vita a effetti emozionalmente forti. 

Oppeneheim non ha mai cercato la ripetizione; la sua analisi dei simboli, delle immagini e delle soluzioni plastiche non conobbe mai interruzione. La sua figurazione fu assolutamente libera e attingeva dall’immaginario collettivo, dall’universo biomorfo o da suggestioni surreali, paradossali, ironiche. In tutti i suoi lavori, sia quelli di medie dimensioni che nelle grandi installazioni ambientali, Oppenheim ha privilegiato il sovvertimento dei canoni, il capovolgimento delle situazioni. Proprio la “discontinuità” è stata la sua cifra più caratteristica, rendendo imprevedibile ogni sua fase creativa.  Anche le opere esposte a Merano non forniscono al visitatore punti di riferimento fissi, ma propongono una visione dell’arte contemporanea problematica ma sempre affascinante. Il suo interesse per i simboli e le macchine, ha condotto Oppenheim a realizzare installazioni sorprendenti. L'artista, che ha spaziato dalla Land art al video, dalla Body art al Concettuale, ha cercato e trovato un codice personale, coerente con l’idea di arte intesa come ricerca senza fine.  Il percorso espositivo, che si arricchisce di una completa rassegna video, rende la giusta riconoscenza a un genio dell’ironia e della creatività nomade e senza confini ed evidenzierà la sua capacità di affrontare il nomadismo linguistico come caratteristica di una ricerca fondata sull’attenta osservazione della realtà.  Il titolo della mostra, Electric City, riecheggia il nome della città, vicino a Washington, dove Oppenheim è nato nel 1938, che sembra aver prefigurato la sua futura attività non solo legata ai media, ma anche all’elettricità dei suoi lavori, contenitori ed evocatori di forza, energia, movimento. Proprio il flusso vitale delle sue opere è il punto più alto dell'eredità che ha lasciato.

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