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Mostre ed eventi // Pagina 209 di 218
26.03.2006 # 247
Milano | Visioni - Peter Lindbergh | Fino al 26 marzo 2006

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Milano | Visioni - Peter Lindbergh | Fino al 26 marzo 2006

Fino al 26 marzo 2006

Peter Lindbergh, tedesco, classe 1944, è uno dei più affermati, visionari, originali e corteggiati fotografi di moda e, in genere di "glamour" di tutti i tempi. Ha firmato varie edizioni del Calendario Pirelli, creato immagini straordinarie per le collezioni di stilisti come Armani, Donna Karan, Jill Sander, Prada e Calvin Klein. Le sue fotografie sono pubblicate sulle più importanti riviste del mondo. Il suo stile inconfondibile, tra la realizzazione onirica e la documentazione cruda, gli ha permesso di realizzare ritratti unici di modelle e attrici, giocando con il loro ruolo e trasformandole in oggetti del desiderio che non nascondono dramma e  fragilità. Ma Lindbergh ha anche realizzato grandi scenari e "visioni" fotografiche muovendosi sempre tra la ricerca personale e il lavoro su commissione.

Per Forma Linbergh ha messo a punto una retrospettiva prodotta e pensata proprio per lo spazio milanese. Nella sala grande, una serie di ritratti femminili tutti in bianco e nero (Milla Jovovich, Isabella Rossellini, Nadia Auermann e tante altre) affascineranno con il loro mistero il visitatore.  Nella prima sala, più piccola e raccolta, verrà presentata una "messa in scena" di Invasion: un progetto personale in cui Lindbergh, in una serie di fotografie, a colori e bianco e nero, immagina un'invasione degli UFO che sconvolge, elettrizza ma anche affascina un ipotetico mondo non poi così lontano dal nostro.

19.03.2006 # 249
Milano | Visioni - Peter Lindbergh | Fino al 26 marzo 2006

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Milano | Beautiful Losers | fino al 19 marzo 2006

Fino al 19 marzo 2006

La Triennale di Milano presenta la mostra Beautiful Losers, co-curata da Aaron Rose e Christian Strike con René de Guzman, Thom Collins e Matt Distel, che esplora il recente lavoro di un gruppo diversificato di artisti provenienti dal mondo dello skate, della graffiti art, delle sottoculture punk e hip-hop.

Il progetto coinvolge pittura, scultura, design, fotografia, film, video e performance con opere di oltre trenta artisti, che si sono distinti negli ultimi dieci anni, alcuni di essi già consacrati nel mondo dell'arte, la maggior parte alla prima occasione espositiva.


La mostra è organizzata in cinque sezioni, fra cui Roots & Influences che indaga il lavoro di artisti e creativi che hanno esercitato diretta influenza sullo stile della generazione che li ha seguiti. Questa sezione ospita al suo interno esempi di progetti di collaborazione, come quello di Jean-Michel Basquiat e Andy Warhol, dipinti, disegni e fotografie di Henry Chalfant, Larry Clark, R. Crumb, Glen E. Friedman, Futura, Keith Haring, Ari Marcopoulos, Raymond Pettibon, Pushead e Craig Stecyk.


Il cuore dell'esposizione mette in mostra i recenti lavori artistici multimediali di Thomas Campbell, Cynthia Connolly, Brian Donnelly (Kaws), Cheryl Dunn, Shepard Fairey, Phil Frost, Mark Gonzales, Evan Hecox, Jo Jackson, Todd James, James Jarvis, Andy Jenkins, Chris Johanson, Spike Jonze, Margaret Kilgallen, Harmony Korine, Geoff McFetridge, Barry McGee, Ryan McGinley, Ryan McGinness, Mike Mills, Steve Powers, Terry Richardson, Clare Rojas, Ed Templeton, Romon Yang e Tobin Yelland.


L'esposizione è arricchita da un "ambiente sonoro"creato da Tommy Guerrero, il cui percorso artistico attraversa le relazioni e gli intrecci tra le sottoculture underground che fanno da sfondo a Beautiful Losers.


La mostra comprende anche una vasta selezione di Ephemera creati dagli artisti esposti e da altre figure di questo contesto artistico. Questa sezione ospita copertine album, scarpe, stampe, skateboards, giocattoli e fanzine.
Inoltre sarà proiettata una rassegna tematica di film e videocontemporanei e storici.



Prima tappa di Beautiful Losers è stata il Contemporary Arts Center di Cincinnati nel marzo 2004, a cui hanno fatto seguito: Yerba Buena Center for the Arts di San Francisco nel luglio 2004, Orange County Museum of Art e The Contemporary di Baltimora nel 2005. Dopo l'Europa nel 2006, la mostra si sposterà in Asia e Australia nel 2007.

15.03.2006 # 253
Milano | Visioni - Peter Lindbergh | Fino al 26 marzo 2006

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Napoli | Elio Waschimps | fino al 15 marzo 2006

Fino al 15 marzo 2006

La mostra antologica di Elio Waschimps è la seconda fase del progetto dedicato alle più significative personalità del Novecento artistico napoletano. L'esposizione, curata da Vitaliano Corbi e organizzata dalla Paparo Edizioni, con il patrocinio e il contributo del Comune di Napoli, è ospitata negli spazi di Castel dell'Ovo. In mostra 30 dipinti ad olio di grande formato, a testimonianza di un intenso e interessante percorso pittorico. Dalla prima personale nel 1957 alla napoletana Galleria Medea, presentata da Ferdinando Bologna, all'ultima esposizione in collettiva alla chiesa dell'Incoronata nel maggio del 2004 con Il corpo di Napoli, le sue figure inquiete raccontano da sempre uno sperdimento interiore che è soprattutto metafora della condizione esistenziale dell'uomo alle prese con un mondo difficile, oggi ancora profondamente aderente all'attualità. Di lui hanno scritto i più importanti critici del panorama nazionale da Paolo Ricci a Enrico Crispolti. I colori terrosi, i corpi lividi ed eterei di giovani fantasmi senza speranza – più volte affiancati a Ribera, Bacon e Goya - si stagliano su paesaggi brumosi, rischiarati dagli ocra e dai rossi intensi. Quelle atmosfere cariche di imprevedibilità raccontano, a cominciare dagli esordi del giovane Waschimps, una fase della pittura napoletana influenzata fortemente dalla figuratività espressionista. Nella prima metà degli anni Sessanta, il pittore – poco meno che trentenne – introduce una impronta gestuale in Notturno (1960), per poi ritornare alla figurazione, a partire dal 1965 in poi e dare vita alla prima serie pittorica Uomini alla finestra (1967), ispirata al tema della solitudine dell'uomo e alla seconda serie con Morte di Marat (1971), racconto per immagini della violenza come destino storico e qualche anno più tardi al ciclo I Giardini (1975). "L'impulso visionario", che Bologna aveva individuato nella sua produzione fin dagli inizi, diventa ispirazione negli anni Settanta, quando ha inizio il ciclo dei Giochi (1976/2000), tele in cui campeggiano bambine emaciate e fragili, impegnate in giochi arcaici dai riconoscibili nomi come 'settimana', 'mosca cieca' e 'campana'. Quell'impulso arriva fino ad oggi, variato nella serie Incendio (1999), in cui alle sagome evanescenti si alternano immagini di realtà suburbane. Catalogo Edizioni Paparo.

26.02.2006 # 235
Milano | Visioni - Peter Lindbergh | Fino al 26 marzo 2006

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Bergamo | War is over | Fino al 26 febbraio 2006

Fino al 26 febbraio 2006

La GAMeC - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea e l'Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo presentano dal 15 ottobre 2005 al 26 febbraio 2006 WAR IS OVER 1945 – 2005. La Libertà dell'arte da Picasso a Warhol a Cattelan. Nel 60° anno della Liberazione la mostra celebra il tema della libertà conquistata in Europa con la fine della seconda guerra mondiale presentando cento opere di artisti internazionali che nell'arco del novecento si sono fatti portavoce delle diverse tematiche legate alla libertà e si sono confrontati con le problematiche sollevate dal conflitto e con i conseguenti mutamenti degli assetti politici, sociali e culturali europei ancora oggi in corso.



Il ricco percorso espositivo è suddiviso in undici sezioni tematiche in grado di offrire una visione coerente ed articolata del tema. Nella prima sala dal titolo Popoli di tutto il mondo unitevi il motto marxista "proletari di tutto il mondo unitevi" viene trasformato in uno slogan universale con opere che abbracciano tutte le nazioni e tutte le classi sociali, attraverso la rappresentazione di bandiere, simbolo delle nazioni e delle culture di tutto il mondo. Nella seconda sala, Degenerare-Generare, il rapporto tra arte e ideologia è presentato attraverso artisti le cui opere furono considerate dal regime nazista "arte degenerata" e colpite dall'intolleranza di Hitler – saranno presenti in mostra due suoi acquarelli – in quanto icone della modernità, e artisti contemporanei che invitano a riflettere su quanto la violenza perpetrata dai regimi dittatoriali abbia condizionato anche la nostra società. L'orrore per le atrocità della guerra in Ostaggi è espresso da artisti che l'hanno vissuta e da contemporanei che riflettono sul dolore provocato da ogni perdita della libertà e sulle lacerazioni della dignità umana indotte dalla società attuale. Attenti! è il titolo della quarta sala in cui la tematica militare è affrontata di volta in volta come rappresentazione dell'ordine mondiale, oggetto da sottoporre a forte critica, motivo estetico ed anche come simulazione di un gioco bellico. Trincea dell'esistenza indaga le diverse percezioni della guerra e del suo impatto sull'animo umano che la vive ora come dramma personale ora come tragedia collettiva, denunciandone le atrocità. Gli artisti inclusi nella sala La Rivoluzione Siamo Noi affrontano il concetto della rivoluzione facendosi portavoce di nuovi valori democratici considerando l'arte come uno strumento di libertà All'interno della sala è esposto anche il manifesto War Is Over-if you want it che Yoko Ono e John Lennon realizzarono nel 1969 contro la guerra del Vietnam e che venne affisso in dodici città del mondo tradotto nelle rispettive lingue. In Protesta la dichiarazione di partecipazione attiva di alcuni artisti alle trasformazioni politiche e sociali sottolinea l'inscindibilità dell'arte dalla vita quotidiana. Le opere della penultima sala, Nel nome del Padre, testimoniano come nel passato così come nel presente la tematica religiosa sia spesso utilizzata per la sua grande efficacia simbolica come veicolo di atti di denuncia. La sala, Il Bel Paese, diviene una lente di ingrandimento attraverso cui gli artisti invitano a riflettere sull'immagine dell'Italia tra luoghi comuni e realtà. Nella sezione, Ossessione della Storia, sono presenti artisti internazionali contemporanei, ciascuno rappresentato attraverso un'opera video che ha per soggetto gruppi di persone o folle impegnate in dimostrazioni, manifestazioni o azioni comunitarie in grado di evocare l'idea di soggetto collettivo, sentimenti e umori della massa, nuove forme di esistenza comunitaria, traumi e desideri del sentire comune. La mostra si conclude con la sezione distaccata, Orizzonte del futuro, a Palazzo della Ragione in Città Alta, che inaugurerà il 25 ottobre 2005. In essa sono presenti lavori dove il "tavolo" come oggetto diventa metafora della volontà di dialogo e negoziazione che supera confini, barriere e differenze.



Integra il percorso espositivo una sala dedicata alla proiezione di un video che propone una antologia di sequenze storiche e di attualità, realizzato appositamente per la mostra in collaborazione con La Storia siamo noi, il programma di Raieducational che ha messo il proprio archivio (oltre 200 ore annue di programmazione) a disposizione per WAR IS OVER 1945 – 2005. La Libertà dell'arte da Picasso a Warhol a Cattelan.




WAR IS OVER 1945 – 2005. La Libertà dell'arte da Picasso a Warhol a Cattelan è integrata dal progetto War is over: 12 manifesti di libertà. Ogni mese un artista internazionale presente in mostra è stato invitato a confrontarsi con le tematiche legate alla guerra ed alla libertà attraverso la proposta del lay-out di un manifesto che, sin da gennaio 2005 fino al prossimo dicembre, è affisso sui muri della città di Bergamo. Finora sono stati realizzati manifesti di Fabio Mauri, Michelangelo Pistoletto, Vedovamazzei, Enzo Cucchi, Paola Pivi, Sislej Xhafa, Vanessa Beecroft, Irwin e nei prossimi mesi usciranno quelli concepiti da Gilberto Zorio, Costa Vece e Jan Fabre. Integra l'iniziativa l'uscita, in concomitanza con l'inaugurazione, del manifesto War Is Over-if you want it di Yoko Ono e John Lennon che sarà, inoltre, presente in mostra nella sala La Rivoluzione Siamo Noi.



Artisti in mostra:


FRANCIS ALŸS, FRANCIS BACON, ENRICO BAJ, GIACOMO BALLA, MAX BECKMANN, VANESSA BEECROFT, JOSEPH BEUYS, ALIGHIERO BOETTI, CHRISTIAN BOLTANSKI, ALBERTO BURRI, MIRCEA CANTOR, CARLO CARRÀ, MAURIZIO CATTELAN, ENZO CUCCHI, STEPHEN DEAN, BERLINDE DE BRUYCKERE, GIORGIO DE CHIRICO, GINO DE DOMINICIS, JEREMY DELLER, OTTO DIX, ANTONIO DONGHI, SAM DURANT, JAN FABRE, LUCIANO FABRO, JEAN FAUTRIER, LYONEL FEININGER, LUCIO FONTANA, MESCHAC GABA, CARLOS GARAICOA, ALBERTO GARUTTI, KENDELL GEERS, ALBERTO GIACOMETTI, LEON GOLUB, GEORGE GROSZ, RENATO GUTTUSO, DAVID HAMMONS, JOHN HEARTFIELD, JÖRG IMMENDORFF, IRWIN, ALEXEJ JAWLENSKY, JASPER JOHNS, WASSILY KANDINSKY, ANSELM KIEFER, PAUL KLEE, PAUL KLEINSCHMIDT, MARKUS LÜPERTZ, MARIO MAFAI, FABIO MAURI, MARIO MERZ, ZORAN MUSIC, SHIRIN NESHAT, YOKO ONO e JOHN LENNON, ADRIAN PACI, GIULIO PAOLINI, MIMMO PALADINO, PHILIPPE PARRENO, YAN PEI-MING, PABLO PICASSO, ADRIAN PIPER, MICHELANGELO PISTOLETTO, PAOLA PIVI, GERHARD RICHTER, SALVO, MARKUS SCHINWALD, ANDRES SERRANO, GINO SEVERINI, SANTIAGO SIERRA, MARIO SIRONI, GIULIO TURCATO, LUC TUYMANS, PIOTR UKLANSKI, COSTA VECE, EMILIO VEDOVA, VEDOVAMAZZEI, ANDY WARHOL, SISLEJ XHAFA, CHEN ZEN, ARTUR ZMIJEWSKI, GILBERTO ZORIO.



26.02.2006 # 233
Milano | Visioni - Peter Lindbergh | Fino al 26 marzo 2006

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Bologna | Mimmo Iodice | fino al 26 febbraio 2006

fino al 26 febbraio 2006

Negli spazi di Villa delle Rose viene presentato un percorso espositivo di circa 60 fotografie, curato da Valerio Dehò con la stretta collaborazione dell'artista.
Le oltre cento fotografie raccolte nel volume Light mostrano paesaggi ed elementi naturali, reperti archeologici, come oggetti comuni: un grande archivio - costruito da Jodice in oltre quarant'anni di attività- che offre uno sguardo inedito sulla sua poetica, dalla riflessione sulla classicità e lo spirito dell'antica cultura mediterranea passando per l'indagine sulla realtà sociale napoletana e meridionale.

26.02.2006 # 210
Milano | Visioni - Peter Lindbergh | Fino al 26 marzo 2006

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Napoli | NAPOLI PRESENTE | fino al 26 febbraio 2006

fino al 26 febbraio 2006

La mostra, curata come la precedente The Giving Person. Il dono dell'artista, dal critico ungherese Lorand Hegyi, si propone di tracciare un quadro dell'arte contemporanea a Napoli attraverso l'attività privata delle gallerie, degli artisti e dei collezionisti, concentrandosi in particolar modo sul presente dell'arte a Napoli. Tale scelta ha il senso di testimoniare la vivacità e la varietà delle presenze artistiche a Napoli, offrendo della città un'immagine di centro attivo e vivace inserito a pieno titolo nel dibattito internazionale sulle arti contemporanee. In un contesto nuovo che vuole suggerire confronto e scambio, la mostra intende presentare alla città artisti di diverse generazioni e di diversa provenienza, già noti per la loro attività con le gallerie e i collezionisti napoletani. Nelle sale espositive di Pan una novantina di artisti si esprimerà attraverso i diversi linguaggi e media del contemporaneo: pittura, video, installazioni, fotografia. Saranno inoltre coinvolti alcuni dei più rappresentativi artisti e collezionisti napoletani. Al Pan, Palazzo delle Arti Napoli, fino al 26 febbraio 2006