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Mostre ed eventi // Pagina 214 di 223
19.03.2006 # 249
Milano | Beautiful Losers | fino al 19 marzo 2006

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Milano | Beautiful Losers | fino al 19 marzo 2006

Fino al 19 marzo 2006

La Triennale di Milano presenta la mostra Beautiful Losers, co-curata da Aaron Rose e Christian Strike con René de Guzman, Thom Collins e Matt Distel, che esplora il recente lavoro di un gruppo diversificato di artisti provenienti dal mondo dello skate, della graffiti art, delle sottoculture punk e hip-hop.

Il progetto coinvolge pittura, scultura, design, fotografia, film, video e performance con opere di oltre trenta artisti, che si sono distinti negli ultimi dieci anni, alcuni di essi già consacrati nel mondo dell'arte, la maggior parte alla prima occasione espositiva.


La mostra è organizzata in cinque sezioni, fra cui Roots & Influences che indaga il lavoro di artisti e creativi che hanno esercitato diretta influenza sullo stile della generazione che li ha seguiti. Questa sezione ospita al suo interno esempi di progetti di collaborazione, come quello di Jean-Michel Basquiat e Andy Warhol, dipinti, disegni e fotografie di Henry Chalfant, Larry Clark, R. Crumb, Glen E. Friedman, Futura, Keith Haring, Ari Marcopoulos, Raymond Pettibon, Pushead e Craig Stecyk.


Il cuore dell'esposizione mette in mostra i recenti lavori artistici multimediali di Thomas Campbell, Cynthia Connolly, Brian Donnelly (Kaws), Cheryl Dunn, Shepard Fairey, Phil Frost, Mark Gonzales, Evan Hecox, Jo Jackson, Todd James, James Jarvis, Andy Jenkins, Chris Johanson, Spike Jonze, Margaret Kilgallen, Harmony Korine, Geoff McFetridge, Barry McGee, Ryan McGinley, Ryan McGinness, Mike Mills, Steve Powers, Terry Richardson, Clare Rojas, Ed Templeton, Romon Yang e Tobin Yelland.


L'esposizione è arricchita da un "ambiente sonoro"creato da Tommy Guerrero, il cui percorso artistico attraversa le relazioni e gli intrecci tra le sottoculture underground che fanno da sfondo a Beautiful Losers.


La mostra comprende anche una vasta selezione di Ephemera creati dagli artisti esposti e da altre figure di questo contesto artistico. Questa sezione ospita copertine album, scarpe, stampe, skateboards, giocattoli e fanzine.
Inoltre sarà proiettata una rassegna tematica di film e videocontemporanei e storici.



Prima tappa di Beautiful Losers è stata il Contemporary Arts Center di Cincinnati nel marzo 2004, a cui hanno fatto seguito: Yerba Buena Center for the Arts di San Francisco nel luglio 2004, Orange County Museum of Art e The Contemporary di Baltimora nel 2005. Dopo l'Europa nel 2006, la mostra si sposterà in Asia e Australia nel 2007.

30.04.2006 # 261
Milano | Beautiful Losers | fino al 19 marzo 2006

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Roma | Francesco Clemente | Fino al 30 aprile 2006

Fino al 30 aprile 2006

Francesco Clemente (Napoli 1952) è uno dei più importanti artisti contemporanei. Ha recentemente avuto mostre personali al Solomon  R.Guggenheim Museum di New York (2000), alla GalleriaCivica di arte contemporanea di Trento (2000), al Museo Archeologico di Napoli (2002), il Rose Art Museum di Brandeis University (2004) e l'Irish Museum of Modern Art a Dublino (2004). La sua opera si è sviluppata dagli inizi degli anni settanta nel segno della figurazione, con particolare interesse ai temi della spiritualità, del corpo umano - espresso in un' intensa e significativa serie di autoritratti- e alla sublimazione del corpo stesso tramite  la sessualità. Il suo studio dell'iconografia indiana, approfonditosi durante lunghi periodi di residenza in India, ha trovato un luogo di grande impatto interno alla sua opera, ed è, sin dalla fine degli anni '70 metafora e veicolo di trasmissione, di pensiero, sentimento e fisicità.

La mostra di Francesco Clemente al MAXXI presenta opere recenti che affrontano la questione della spiritualità in una serie di dodici quadri ad alto tenore simbolico, radicati nell'iconografia indiana (i quadri del gruppo "Tandoori"), e quattordici pastelli inediti del 2006, che alludono all'iconografia cristiana.


Al MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, di Roma fino al 30 aprile 2006.



30.04.2006 # 260
Milano | Beautiful Losers | fino al 19 marzo 2006

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Milano | Erwin Olaf - Flash Back | Fino al 30 aprile 2006

Fino al 30 aprile 2006

Vincitore del Young European Photographer Prize, di due Leoni d'argento a Cannes, del PDN Award Photography Annual New York, Erwin Olaf, dopo i recenti successi riscontrati al Museo di Montevideo, all'Australian Centre for Photography di Sidney, a Madrid e a New York, torna, per la terza volta alla bnd per presentare i suoi ultimi lavori ed altre opere di repertorio.
La mostra sarà suddivisa in due parti distinte, ma tra loro complementari: la prima (dal 17 febbraio) sarà dedicata alle ultime video serie: Rouge, Annoyed, e Rain; la seconda (dal 5 aprile) ripercorrerà alcune tappe della carriera dell'artista olandese: da Chess, trentadue immagini esposte nel 1988 al Ludwig Museum di Colonia a Ten Tables, serie commissionata nel 1993 dal CBK di Groningen.
Maniacali rappresentazioni scenografiche, visionarie simulazioni della realtà, dalla rivisitazione grottesca del gioco degli scacchi in Chess, all'allucinato mondo di Ten Tables, l'immaginario onirico di Olaf si snoda attraverso la cinica analisi dell'esistenza contemporanea.
Mediante la messinscena di banali situazioni domestiche, di piccoli inconvenienti del quotidiano, ci si addentra, in Annoyed e Rain, nel territorio inesplorato della mente umana, dove il malessere esistenziale sembra prendere il sopravvento. Dietro immagini esteticamente perfette si cela un mondo di incomunicabilità e disagio che rivela non essere altro che il riflesso amplificato di un'intera società ammalata.
Rumori assordanti a cui non si può porre fine, silenzi interminabili, incapacità radicale di entrare in contatto con l'altro, un profondo senso di solitudine e di angosciante fastidio trapela inesorabile.
Alle afasie di Rain si contrappone il ritmo frenetico di Rouge, una surreale partita di football, un elogio dell'orgoglio della diversità, una critica feroce e sarcastica dei modelli mass-mediatici.

09.04.2006 # 251
Milano | Beautiful Losers | fino al 19 marzo 2006

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Napoli | Lou Reed - New York | Fino al 9 aprile 2006

Fino al 9 aprile 2006

LOU REED, mito leggendario della musica rock, è l'autore di Lou Reed's New York, una mostra emozionante ed emozionale che racconta una città reale che diviene quasi intangibile con visioni e atmosfere sospese.
Direttamente dalla Steven Kasher Gallery di New York dove ha ottenuto un incredibile successo di pubblico e critica, al PAN di Napoli: da qui prende il via il grande "progetto non musicale" che toccherà Roma - dove la mostra partecipa a FotoGrafia, Festival Internazionale di Roma (4 aprile- 31 maggio) - presso la Galleria d'Arte 1/9unosunove co-produttore della mostra e dealer delle foto per l'Italia, e Milano.
Lou Reed racconta la sua New York attraverso la macchina fotografica. Una splendida mostra che espone le foto scattate dall'artista, proponendoci una visione intima e poliedrica della città.
L'idea di portare la mostra a Napoli, come prima tappa del "tour" italiano, nasce dalla stima reciproca e dall'amicizia che da sempre lega Lou Reed a Davide de Blasio, presidente dell'azienda napoletana Tramontano S.p.a. che, in qualità di promotore dell'evento, ancora una volta lega il suo nome al mondo dell'arte.
Un progetto artistico che sottolinea la "vocazione" internazionale della città di Napoli e le affinità culturali, in particolare, con la metropoli newyorkese alla quale è unita dalla sottile linea del 41° parallelo. Dal 10 marzo al 9 aprile.

26.03.2006 # 247
Milano | Beautiful Losers | fino al 19 marzo 2006

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Milano | Visioni - Peter Lindbergh | Fino al 26 marzo 2006

Fino al 26 marzo 2006

Peter Lindbergh, tedesco, classe 1944, è uno dei più affermati, visionari, originali e corteggiati fotografi di moda e, in genere di "glamour" di tutti i tempi. Ha firmato varie edizioni del Calendario Pirelli, creato immagini straordinarie per le collezioni di stilisti come Armani, Donna Karan, Jill Sander, Prada e Calvin Klein. Le sue fotografie sono pubblicate sulle più importanti riviste del mondo. Il suo stile inconfondibile, tra la realizzazione onirica e la documentazione cruda, gli ha permesso di realizzare ritratti unici di modelle e attrici, giocando con il loro ruolo e trasformandole in oggetti del desiderio che non nascondono dramma e  fragilità. Ma Lindbergh ha anche realizzato grandi scenari e "visioni" fotografiche muovendosi sempre tra la ricerca personale e il lavoro su commissione.

Per Forma Linbergh ha messo a punto una retrospettiva prodotta e pensata proprio per lo spazio milanese. Nella sala grande, una serie di ritratti femminili tutti in bianco e nero (Milla Jovovich, Isabella Rossellini, Nadia Auermann e tante altre) affascineranno con il loro mistero il visitatore.  Nella prima sala, più piccola e raccolta, verrà presentata una "messa in scena" di Invasion: un progetto personale in cui Lindbergh, in una serie di fotografie, a colori e bianco e nero, immagina un'invasione degli UFO che sconvolge, elettrizza ma anche affascina un ipotetico mondo non poi così lontano dal nostro.

15.03.2006 # 253
Milano | Beautiful Losers | fino al 19 marzo 2006

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Napoli | Elio Waschimps | fino al 15 marzo 2006

Fino al 15 marzo 2006

La mostra antologica di Elio Waschimps è la seconda fase del progetto dedicato alle più significative personalità del Novecento artistico napoletano. L'esposizione, curata da Vitaliano Corbi e organizzata dalla Paparo Edizioni, con il patrocinio e il contributo del Comune di Napoli, è ospitata negli spazi di Castel dell'Ovo. In mostra 30 dipinti ad olio di grande formato, a testimonianza di un intenso e interessante percorso pittorico. Dalla prima personale nel 1957 alla napoletana Galleria Medea, presentata da Ferdinando Bologna, all'ultima esposizione in collettiva alla chiesa dell'Incoronata nel maggio del 2004 con Il corpo di Napoli, le sue figure inquiete raccontano da sempre uno sperdimento interiore che è soprattutto metafora della condizione esistenziale dell'uomo alle prese con un mondo difficile, oggi ancora profondamente aderente all'attualità. Di lui hanno scritto i più importanti critici del panorama nazionale da Paolo Ricci a Enrico Crispolti. I colori terrosi, i corpi lividi ed eterei di giovani fantasmi senza speranza – più volte affiancati a Ribera, Bacon e Goya - si stagliano su paesaggi brumosi, rischiarati dagli ocra e dai rossi intensi. Quelle atmosfere cariche di imprevedibilità raccontano, a cominciare dagli esordi del giovane Waschimps, una fase della pittura napoletana influenzata fortemente dalla figuratività espressionista. Nella prima metà degli anni Sessanta, il pittore – poco meno che trentenne – introduce una impronta gestuale in Notturno (1960), per poi ritornare alla figurazione, a partire dal 1965 in poi e dare vita alla prima serie pittorica Uomini alla finestra (1967), ispirata al tema della solitudine dell'uomo e alla seconda serie con Morte di Marat (1971), racconto per immagini della violenza come destino storico e qualche anno più tardi al ciclo I Giardini (1975). "L'impulso visionario", che Bologna aveva individuato nella sua produzione fin dagli inizi, diventa ispirazione negli anni Settanta, quando ha inizio il ciclo dei Giochi (1976/2000), tele in cui campeggiano bambine emaciate e fragili, impegnate in giochi arcaici dai riconoscibili nomi come 'settimana', 'mosca cieca' e 'campana'. Quell'impulso arriva fino ad oggi, variato nella serie Incendio (1999), in cui alle sagome evanescenti si alternano immagini di realtà suburbane. Catalogo Edizioni Paparo.