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Mostre ed eventi // Pagina 113 di 220
26.07.2012 # 2550
Cinquanta pittori per Roma

Daria La Ragione // 0 comments

Cinquanta pittori per Roma

a Roma fino al 28 ottobre 2012

In mostra 104 opere appartenenti alle due importanti collezioni di BNL “Cinquanta pittori per Roma” e “Cinquanta pittori per Roma nel 2000”.

La collezione “Cinquanta pittori per Roma” comprende 54 dipinti formato cartolina o “quadrotto”, commissionati dal grande scrittore e sceneggiatore cinematografico Cesare Zavattini tra il 1946 e il 1948 a 51 artisti, tra famosi ed esordienti, per celebrare la città di Roma e ritrarla nei suoi molteplici e contraddittori aspetti.

In un primo momento, nel 1946, Zavattini coinvolge nel progetto di una collezione destinata al produttore cinematografico Ferruccio Caramelli sul tema “Aspetti della città di Roma” il gotha della pittura italiana dell’epoca, come de Chirico, suo fratello Savinio, Guttuso, Corpora, De Pisis, Afro, Capogrossi, Mafai, Severini. I ritratti dovevano rispettare delle condizioni perentorie di identico formato (20 cm di altezza x 26 cm di larghezza) e compenso uguale per tutti (8.000 lire).

Dato il successo straordinario dell’iniziativa, nel 1948 viene organizzato un “secondo tempo” della collezione con la realizzazione del concorso “Premio di pittura Roma”, con il vincolo dello stesso formato e soggetto dei quadri della collezione Caramelli. Il primo classificato avrebbe ricevuto 100.000 lire e, inoltre, le prime tre opere sarebbero entrate a far parte della collezione. Questo spiega il motivo della presenza di due opere di Stradone (che vinse con il suo Colosseo), Ciarrocchi e Bartoli nella preziosa raccolta di dipinti acquistata da BNL nel 1983, che testimonia il fervore di quanto stesse avvenendo a Roma nell’immediato dopoguerra, poco prima dei cambiamenti epocali degli anni Cinquanta.

La seconda Collezione “Cinquanta pittori per Roma nel 2000” è stata commissionata da BNL Gruppo BNP Paribas ad artisti contemporanei in occasione del Giubileo, per celebrare allo stesso tempo l’iniziativa di Zavattini, l’impegno nell’ambito dell’arte contemporanea e rendere un nuovo omaggio alla città di Roma. A distanza di 50 anni dalla prima collezione sono stati invitati così cinquanta pittori figurativi, storici ed emergenti, a “raccontare” la Città Eterna con quadri sempre dello stesso formato 26 per 20 cm. Tra gli artisti presenti segnaliamo Ugo Attardi, Titina Maselli e Arnoldo Ciarrocchi che, insieme aRenzo Vespignani, hanno avuto modo di partecipare ad entrambe le collezioni a 50 anni d’intervallo. 


 

26.07.2012 # 2552
Cinquanta pittori per Roma

Daria La Ragione // 0 comments

Il Teatro alla Moda

a Codroipo (UD) fino al 19 novembre 2012

Dopo il successo riscosso a Roma, presso il Museo della Fondazione Roma, a Brescia presso i Musei Mazzucchelli, a Milano a Palazzo Morando e a Los Angeles - Beverly Hills, la mostra Il Teatro alla Moda. Costume di scena. Grandi Stilisti, approda a Villa Manin di Passariano di Codroipo (Udine). 


Dal 20 luglio al 19 novembre 2012 si potranno ammirare un centinaio di costumi originali, realizzati per famosissime rappresentazioni teatrali, operistiche e coreutiche, insieme a bozzetti, figurini e a rari documentari video dei relativi spettacoli. 


La Moda è una componente centrale della cultura contemporanea e "Il Teatro alla Moda" riunisce per la prima volta creazioni uniche come opere d’arte: abiti e costumi, interamente realizzati a mano per il Teatro, l’Opera e la Danza da alcuni tra i più importanti stilisti italiani, quali Gianni Versace, Roberto Capucci, Emanuel Ungaro, Missoni, Antonio Marras, Alberta Ferretti, Valentino, Enrico Coveri. 


Attraverso un’accurata selezione delle loro creazioni, provenienti da prestigiose collezioni teatrali (come il Teatro alla Scala e Piccolo Teatro di Milano, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro San Carlo di Napoli e la National Opera di Washington DC), oltre che dalle Maison coinvolte e dalle collezioni di attori e cantanti, si ripercorre uno dei momenti più glamour del teatro internazionale moderno e si valorizza l’indiscussa qualità artistica del Made in Italy. 


Il titolo della mostra è un omaggio al testo “Il Teatro alla Moda” di Benedetto Marcello trattazione nella forma di saporito commento umoristico del teatro lirico, apparso in prima edizione nel 1720. Si dovrà attendere tuttavia il XX secolo per assistere all’intreccio tra “mondi” diversi; oltrepassando la settorialità delle discipline a favore della condivisione delle arti: dalla pittura alla scultura, dall’architettura al design, dal gesto teatrale al canto e alla danza. Il teatro rappresenta uno dei luoghi privilegiati di questa rivoluzione linguistica e, proprio sul palcoscenico, gli artisti hanno trovato spazio per esprimere la loro fantasia più libera, al servizio di regie, scene e costumi innovativi. 


Anche l’alta moda entra nel “luogo teatro” e vi accede già nell’Ottocento con Worth, Poiret e, soprattutto, nel 1924 quando Coco Chanel, su invito di Sergej Pavlovich Diaghilev (1872-1929), disegna i costumi per Le Train Bleu, di Cocteau. 


Dopo questo importante debutto, nel corso del XX secolo, l’affascinante liaison tra Moda e Teatro si rafforza. Il Teatro diventa il luogo privilegiato in cui si incontrano musicisti, interpreti, coreografi artisti e stilisti. Così a partire dai primi anni Ottanta nei cartelloni delle più prestigiose compagnie d’opera e balletto compaiono i nomi dei maggiori stilisti italiani. 


La mostra copre un arco cronologico che va dal 1982, con il prezioso contributo offerto da Versace alla creazione dei costumi per Josephlegende alla Scala di Milano, fino alla recentissima produzione di Ungaro per La Clemenza di Tito, andata in scena al San Carlo di Napoli nel 2010. 


Tra le straordinarie creazioni che si possono ammirare nel suggestivo percorso appositamente studiato per Villa Manin spiccano i variopinti costumi di Missoni per Lucia di Lammermoor al Teatro alla Scala (1983); i maestosi costumi delle vestali in Casta Diva all’Arena di Verona (1986), un omaggio a Maria Callas di Capucci, e quelli di Alberta Ferretti per Carmen di Bizet alle terme di Caracalla (2001). 


Si susseguono poi abiti meravigliosi appositamente disegnati per i più grandi interpreti del teatro, dell’opera e della danza contemporanei come: Luciano Pavarotti, Montserrat Caballè, Katia Ricciarelli, Cecilia Gasdia, Luciana Savignano, Carla Fracci, Teresa Stratas, Luciana Serra.



26.07.2012 # 2551
Cinquanta pittori per Roma

Daria La Ragione // 0 comments

A GLIMPSE AT PHOTO VOGUE

a Milano fino al 10 agosto 2012

Vogue Italia è da sempre particolarmente attento a sostenere l'eccellenza fotografica, in questa direzione nell'aprile del 2011 è nato Photo Vogue, un canale di Vogue.it pensato per promuovere il lavoro dei fotografi, professionisti e non, da ogni parte del globo. 

Il funzionamento è molto semplice, chiunque infatti può caricare le proprie foto che prima di essere pubblicate dovranno passare il vaglio della redazione di Vogue.it sotto la supervisione di Alessia Glaviano, photo editor di Vogue Italia e L'Uomo Vogue. 

Dal suo inizio a oggi Photo Vogue conta la presenza di 30.000 fotografi e oltre 55.000 immagini approvate, è inoltre online la piattaforma che concretizza la collaborazione tra Photo Vogue e Art+Commerce, la prestigiosa agenzia fotografica internazionale che rappresenta alcuni fra i più grandi fotografi contemporanei tra cui i contributors di Vogue Italia Steven Meisel, Craig McDean, Sølve Sundsbø, Tim Walker e Paolo Roversi. 


La collezione di Photo Vogue ospitata da  Art + Commerce è una library di immagini tutelate dal diritto d'autore e contiene le foto pubblicate su Photo Vogue. Un'iniziativa che garantisce ai fotografi di Photo Vogue di aumentare in maniera esponenziale visibilità e profitti.


La mostra "A glimpse at Photo Vogue - 101 photographers/101 pictures" raccoglie 101 scatti di 101 fotografi diversi, alcune fra le foto più belle pubblicate sulla piattaforma.

 

26.07.2012 # 2548
Cinquanta pittori per Roma

Daria La Ragione // 0 comments

Firenze negli occhi dell'artista

a Firenze fino al 28 ottobre 2012

In mostra saranno esposte 49 dipinti, tutti dedicati a vedute o rappresentazioni della città ripresa da varie prospettive: dalle ariose visioni del Settecento di Giuseppe Maria Terreni a quelle romantiche di Giovanni Signorini fino alle opere dal tono domestico del pieno Ottocento di Lorenzo Gelati o alle raffigurazione di spaccati cittadini dai toni accesi della macchia come il Mercato Vecchio di Telemaco Signorini. E poi ancora struggenti opere del Novecento in cui il modo di rappresentare la città si è rinnovato dando un ruolo da protagonista al singolo monumento: è il caso della  Chiesa di Cestello di Silvio Pucci, di quella di  Santo Spirito di Orlando di Collalto, e poi le piazze e le strade limitrofe fino “all’interpretazione rosaiana di Via Lupo e di Via Santa Margherita a Montìci e all’opera Il trionfo della strada premiata alla Mostra Nazionale Premio del Fiorino del 1951, quasi traduzione pittorica di alcune descrizioni di Vasco Pratolini.”(S. Condemi).  

L’occasione della mostra è sorta con  il ritorno alla Galleria d’arte moderna dopo un deposito di lungo termine presso l’ex Museo di Firenze com’era di 16 dipinti che 

documentano luoghi di una Firenze scomparsa o fatalmente cambiata ai quali sono state affiancate altre  33 opere dedicate alla città e mai esposte, selezionate attingendo dalle collezioni custodite nei depositi. 

La  mostra  ha  dato  inoltre  occasione  di  fare  un  intervento  di  restauro  generale  o parziale sui dipinti sia su quelli rientrati ma  anche su tutti quelli selezionati dai depositi per l’esposizione.


 

26.07.2012 # 2546
Cinquanta pittori per Roma

Daria La Ragione // 0 comments

Mimmo Paladino - Le grandi ceramiche

a Faenza fino al 30 settembre 2012

Un viaggio sperimentale dentro la materia. 

Un centinaio di opere d’arte tra cui inediti realizzati ad hoc per questa mostra


Sono un centinaio le opere di Mimmo Paladino esposte nella grande mostra personale che il MIC di Faenza gli dedica dal prossimo 25 maggio 2012.


Il percorso espositivo si snoda lungo gli spazi museali con il coinvolgimento diretto ed immediato del visitatore: sculture di grandi dimensioni, installazioni complesse accanto a produzioni minori testimoniano della colta e poliedrica personalità dell’artista.


A tratti quasi brutale nell’utilizzo di un materiale primordiale come la terra nella sua forma più primitiva e meno accattivante, Paladino espone opere fondamentali della sua produzione e alcuni inediti, realizzati appositamente per la mostra faentina che testimoniano del suo felice connubio con la città.


Una mostra imperdibile che pone l’accento sul linguaggio dell’artista campano in un susseguirsi di segni, simboli e rimandi all’epos.


Lo stesso Paladino ha voluto contribuire all’elaborazione del progetto espositivo con la scelta di opere che ripercorrono tutta la sua poetica: sculture dipinte che assumono la forma di quadri tridimensionali, lastre nelle cui concavità sono celati oggetti dal forte impatto emotivo, dischi e torri di dimensioni tali da rimandare alle ciclopiche fortificazioni micenee. Il percorso diventa quasi una narrazione di storie ed emozioni in un viaggio di sperimentazione dentro la materia.


 

26.07.2012 # 2544
Cinquanta pittori per Roma

Daria La Ragione // 0 comments

con gli occhi, con il cuore, con la testa

a Rovereto fino al 9 settembre 2012

Cosa hanno in comune i dagherrotipi del 1846 di Ferdinando Brosy e gli scatti di Gregory Crewdson di 160 anni dopo? Hanno attirato l’attenzione di Mario Trevisan e sono così entrati nelle sua collezione. Dal 24 luglio al 9 settembre 2012 questa ricca e appassionata collezione di fotografia è visibile in una mostra al Mart di Rovereto intitolata “Con gli occhi, con il cuore, con la testa. La fotografia della collezione Trevisan”, a cura di Walter Guadagnini con Veronica Caciolli e Francesco Zanot.


La raccolta Trevisan, oggi in deposito a lungo termine presso il Mart, è tra le più significative collezioni private italiane di fotografia: è composta da circa 250 opere, 200 delle quali sono state selezionate per questa mostra.

La passione di Trevisan per la fotografia nasce oltre venti anni fa e si è concentrata sulla fotografia delle origini (anni Quaranta e Cinquanta del XIX secolo) e su quella di matrice surreale, in cui, come scrive Walter Guadagnini “alla rappresentazione del mondo si sostituisce la sua invenzione”.

Ma la vera singolarità della raccolta – particolare motivo d’interesse per il visitatore – sta nella sua ampiezza cronologica: dai primi, affascinanti dagherrotipi si giunge attraverso un percorso segnato da celebri capolavori e da sorprendenti scoperte, alle più recenti prove di autori come Vanessa Beecroft. 

Un’estensione fuori dal comune, che permette alla mostra una notevole ricchezza tematica: le vedute urbane, il paesaggio naturale, il ritratto e il corpo sono i nodi centrali attorno a cui si articola l’esposizione. 


In questo percorso non mancano i grandi maestri della fotografia e gli artisti che hanno scelto di privilegiare il mezzo fotografico tra i quali si segnalano in particolare Lewis Carroll, Man Ray, Henri Cartier-Bresson, Wilhelm von Glöden, Margaret Bourke-White, Lee Friedlander, Irving Penn, Weegee, Helmut Newton, Diane Arbus, Nobuyoshi Araki, Nan Goldin, Robert Mapplethorpe, Cindy Sherman, Olivo Barbieri, Vik Muniz, Marina Abramović, Andres Serrano.



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