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Mostre ed eventi // Pagina 112 di 220
10.08.2012 # 2580
Opere dalla Fondazione Alessandro Grassi

Daria La Ragione // 0 comments

Opere dalla Fondazione Alessandro Grassi

sottotitoloa Milano fino al 31 dicembre 2012

La Fondazione Stelline apre il 2011 presentando “Collezioni alle Stelline”, un nuovo ciclo espositivo che fa dialogare collezioni private d’arte contemporanea e istituzioni pubbliche, in sintonia con le richieste di un pubblico sempre più numeroso e interessato, esponendo 25 grandi opere dalla Collezione Alessandro Grassi, selezionate sul tema della pittura europea dagli anni Ottanta a oggi.

La mostra di questo importante nucleo della Collezione Alessandro Grassi, - afferma Camillo Fornasieri, presidente della Fondazione Stelline – ci permette di continuare nel nostro progetto di rendere la Fondazione Stelline un luogo vivo 365 giorni all’anno, un punto di riferimento costante per l’offerta di qualità nel panorama non solo cittadino. “Collezioni alle Stelline” è un progetto pensato per disporre il Palazzo a ricevere e condividere una nuova conoscenza, quella di opere del recente passato raccolte e collegate dalla predilezione del collezionista”.

A due anni di distanza dalla scomparsa di Alessandro Grassi, la Fondazione Stelline di Milano accoglie queste opere all’interno degli spazi dello storico palazzo milanese in deposito temporaneo fino al 2012.

Con i suoi scaloni monumentali e i chiostri, la Fondazione Stelline diventa una casa, un luogo dove incontrarsi e sostare per ammirare le tracce dell’espressività umana, un luogo capace di dare supporto al valore pubblico dell’impegno di persone, artisti e collezionisti di tutto il mondo.

La collezione Grassi comprende opere italiane ed europee che testimoniano la ricchezza del panorama artistico dalla Transavanguardia alla giovane pittura del nostro paese, passando attraverso i grandi sperimentatori internazionali.

Opere di Stefano Arienti, John Armleder, Pierpaolo Calzolari, Sandro Chia, Marco Cingolani, Enzo Cucchi, Walter Dahn, Marta Dell'Angelo, Marlene Dumas, Rainer Fetting, Markus Lupertz, Margherita Manzelli, Luca Pancrazzi, A.R. Penck, e altri ancora vengono esposti dal 12 gennaio 2011, in uno dei luoghi più affascinanti di Milano: i chiostri e gli scaloni d’onore della Fondazione Stelline, a pochi passi da Santa Maria delle Grazie.

13.08.2012 # 2581
Opere dalla Fondazione Alessandro Grassi

Daria La Ragione // 0 comments

7 ways of seeing

a Venezia fino al 28 ottobre 2012

VENEZIA / CA’ ZENOBIO DEGLI ARMENI /
ROMBERG ARTE CONTEMPORANEA e ARTE EVENTI VENEZIA
presentano

ALESSANDRO BAVARI (video) / MARCO BETOCCHI / CARLO D’ORTA / EROS DE FINIS / CLAUDIO DE MICHELI / GIUSEPPE RIPA / CLAUDIO SPOLETINI / 7 ways of seeing

a cura di Italo Bergantini e Alessandro Trabucco

“L’Elemento decisivo per la fotografia resta sempre il rapporto del fotografo con la sua tecnica”. Questa fulminea frase, apparentemente “lapalissiana”, di Walter Benjamin, è apparsa per la prima volta nel 1931, nel suo brevissimo scritto “Piccola storia della fotografia”. Un’affermazione che può permettere di riflettere sullo statuto estetico della fotografia in quanto tecnica artistica legata soprattutto a procedimenti meccanici, oltre che ad un non meno determinante intervento manuale (soprattutto nelle manipolazioni effettuate in camera oscura) nella resa finale. Anche la questione specifica sullo stile della fotografia ha suscitato nel tempo interessanti dibattiti, partendo proprio dalla differenza sostanziale tra le varie tipologie operative artistiche. Roland Barthes, nella sua Nota sulla fotografia, confessa di non poter amare “tutte le foto di uno stesso fotografo. [...] Io non potevo accedere a quella comoda nozione, quando si vuole parlare di storia, di cultura, di estetica, che si chiama lo stile d’un artista”. Ma l’analisi che il critico francese fa dello statuto linguistico della fotografia non può che suscitare delle perplessità quando il paragone cade sulla tecnica pittorica, e a favore di quest’ultima, ma in sostanza potenzialmente identica a quella fotografica, quando ci si trovi di fronte alla tela bianca oppure alla pellicola vergine prima di essere impressionata e, di seguito, proiettata sul foglio emulsionato in camera oscura. La mostra 7 ways of seeing vuole analizzare le specificità degli approcci (o stili) al mezzo tecnologico fotografico (in un caso anche video) da parte dei 7 artisti coinvolti in mostra, Alessandro Bavari, Marco Betocchi, Carlo D’Orta, Eros De Finis, Claudio De Micheli, Giuseppe Ripa, Claudio Spoletini, 7 modi differenti ma particolarmente identificabili con ricerche complesse e ben strutturate. L’idea della Fotografia quale strumento creativo indipendente da appendici o riferimenti trova nella varietà e nella qualità delle proposte artistiche la sua stessa legittima autonomia. Nel suo imprescindibile saggio “La camera chiara”, Roland Barthes chiude la sua appassionata e fin troppo autobiografica dissertazione sulla Fotografia ipotizzando due metodi opposti utilizzati dalla società contemporanea “...per far rinsavire la Fotografia, per temperare la follia che minaccia ad ogni istante di esplodere in faccia a chi la guarda”. Il primo consiste nel considerarla arte “giacché nessun’arte è pazza”, il secondo nel banalizzarla “... al punto che di fronte a lei non vi sia più nessun’altra immagine rispetto alla quale essa possa spiccare, affermare la sua specialità, il suo scandalo, la sua follia”. A noi piace considerare questa tecnica espressiva come un medium in grado di introdurre nuove visioni e nuovi approcci alle realtà (plurale), sia concrete sia immaginarie, nulla togliendo alla sue specifiche metodologie tecno-logiche, in continua evoluzione ma anche in grado di rinnovarsi all’interno di territori già esplorati ma non per questo esauriti nelle loro infinite potenzialità.

27.07.2012 # 2554
Opere dalla Fondazione Alessandro Grassi

Daria La Ragione // 0 comments

Stanley Kubrick fotografo

a Napoli fino al 9 settembre 2012

Tra le opere in mostra si possono ammirare il ritratto dedicato al giovane attore Montgomery Clift, ripreso nel suo appartamento; il campione di boxe italo-americano Rocky Graziano, uomo dall'infanzia difficile e migrato oltreoceano, colto da Kubrick sotto la doccia, alla ricerca della sua anima più autentica, lontano dai riflettori. Riprendendo Betsy Furstenberg il regista-fotografo ci fa entrare nel mondo di una bellezza canonica d'altri tempi, simbolo della vita mondana newyorkese, contrapposta alla vita precaria dei piccoli lustrascarpe che si aggirano agli angoli delle strade di New York con il loro sguardo altrove, lontano dalle scarpe che lucidano. Spazio anche per gli artisti del circo, con i loro retroscena, e per il genere poliziesco come in Crimini, dove Kubrick testimonia l'arresto di due malviventi seguendo le strategie dei poliziotti fino all'avvenuta cattura, e lasciando intravedere la vena indagatrice dell'occhio del futuro regista. Negli scatti della Columbia University, il giovane osserva dietro l'obiettivo il luogo d'élite dove l'America formava la classe dirigente del futuro.
Le sue fotografie (passione che ereditò dal padre, insieme a quella degli scacchi) sono in realtà racconti a episodi, storie di vite, di personaggi enigmatici, contraddittori, come è contraddittoria Alice (Nicole Kidman) in Eyes Wide Shut, il suo ultimo film, dove è tormentata tra l'amore fedele per il marito e una lancinante brama sessuale e di mistero.

Contraddizione umana, dramma psicologico, mistero, seduzione, nei personaggi delle fotografie si percepisce la stessa caratterizzazione estetica dei suoi film. L'influenza della fotografia giovanile sulle future opere cinematografiche del regista deriva in parte anche dal metodo della rivista Look, che cercava una narrazione a episodi. I responsabili della rivista volevano cioè che il soggetto fosse seguito costantemente, che venisse fotografato in tutto ciò che faceva.
Sebbene divenuto regista di successo, il legame con la fotografia non si spezza mai: basta considerare i lunghi tempi di inquadratura cinematografica di Kubrick. Il regista passava ore a studiare il particolare dell'immagine, la prospettiva, l'illuminazione, la posizione dei soggetti e degli oggetti in scena, come fosse una fotografia.

27.07.2012 # 2553
Opere dalla Fondazione Alessandro Grassi

Daria La Ragione // 0 comments

ROSSO GASTEL

a Milano fino al 9 settembre 2012

L'esposizione, allestita negli spazi della Fondazione Stelline presenta 12 scatti del fotografo milanese Giovanni Gastel, artista tra i più conosciuti a livello internazionale.

Le sue opere fotografiche ritraggono figure femminili, caratterizzate  dalla presenza, a volte solo accennata, a volte massiccia della  tonalità rossa.
L’iniziativa è uno degli eventi collaterali organizzati in occasione e in contemporanea alla personale di Mario Arlati, ROSSO|RED|ROJO, che negli spazi della Fondazione, fino al 21 luglio, propone ventidue sue opere recenti che invitano il visitatore ad intraprendere un viaggio nel colore rosso.

Ed è proprio rosso, il colore del filo che lega tra di loro queste suggestive immagini, e che si manifesta sia attraverso le forme eleganti dei vestiti che abbigliano le donne  protagoniste delle fotografie, sia attraverso un particolare, come le labbra, una  collana o un’acconciatura, che cattura l’occhio del visitatore, sia mediante un  artificio tecnico, come la stampa virata in rosso, o ancora tramite un’inquietante  nebbia che si allunga sul corpo della modella.


 

27.07.2012 # 2549
Opere dalla Fondazione Alessandro Grassi

Daria La Ragione // 0 comments

MODELS

a Roma fino al 2 aprile 2013

In mostra al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, oltre 80 maquettes di 60 autori che parlano di architettura, dal Novecento  ad oggi, da Enrico Del Debbio a Massimiliano Fuksas; da Pier Luigi Nervi a Zaha Hadid, dagli inediti di Maurizio Sacripanti ai 5+1 AA e  tanti altri.

In esposizione modelli di studio o realizzati per concorsi, maquettes per la presentazione del progetto alla committenza, plastici di contesto o di dettaglio che riguardano progetti del XX e XXI secolo, dalla ricostruzione agli anni del boom.


 

26.07.2012 # 2555
Opere dalla Fondazione Alessandro Grassi

Daria La Ragione // 0 comments

45 ART - l'Arte a 45 giri

a Napoli fino al 10 settembre

545 copertine di dischi, 9 postazioni per l’ascolto ascolto, 18 cuffie personali, 1350 immagini in proiezione dei dischi esposti, 145 dvd e 35 vhs di film musicali, concerti live e videoclip. I capolavori di Pink Floyd, David Bowie, U2, Beatles, Madonna, Frank Zappa, Rolling Stones, Clash, Sex Pistols, Iggy Pop, Ramones, Patti Smith uno accanto all’altro. Dal 14 luglio al 10 settembre 2012, il PAN - Palazzo Arti Napoli ospita “45 ART – l'Arte a 45 giri”, mostra di Cover Art a cura di Carmine D'Onofrio, organizzata in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura e Turismo e l’Assessorato all’Ambiente del Comune di Napoli. 


L’esposizione raccoglie copertine originali di dischi a 45 giri di jazz, rock e pop dagli anni '40 ai giorni nostri, svelando l’interazione tra musica e arti visive e la rilevanza storico-sociale di questi preziosi prodotti culturali. Oltre alle cover dei 45 giri, l'esposizione include esemplari rari di Picture Disc, Etched Disc e Shaped mai visti in Italia, tutti dischi a tiratura limitata riservati a radio, giornalisti e addetti del settore. La mostra offre inoltre una sezione audio-video di grande interesse, con postazioni per l’ascolto in cuffia dei dischi relativi alle copertine esposte ed uno spazio per la proiezione di film musicali, concerti e festival. 45 ART – l'Arte a 45 giri è una delle più grandi mostre organizzate in Italia per raccontare e celebrare la Cover Art attraverso le opere di alcune delle menti creative più brillanti di tutti i tempi: Andy Warhol e Roy Lichtenstein, per l' equilibrio forma-colore, Keith Haring e Banksy per la graffiti art, Guido Crepax e Frank Kozic in quella ricerca ludica che è il fumetto, Robert Mapplethorpe e Anton Corbijn per la fotografia, Hipgnosis e Peter Saville per la grafica. Senza dimenticare Salvador Dalì, Damien Hirst, Andrea Pazienza, Hugo Pratt, Jim Flora, John Holstrom e Charles Burns. 


L’allestimento della mostra è realizzato con l’esclusivo utilizzo di supporti di cartone proveniente dalla raccolta differenziata, insieme a bacheche e teche costruite con scarti di legno pressato e alluminio riciclato. La mostra e gli eventi collaterali, inoltre, sono a impatto zero: l’anidride carbonica prodotta dalle forniture elettriche e dagli impianti tecnologici sarà compensata con la riforestazione di aree verdi degradate della Città di Napoli. Il materiale esposto proviene dalla collezione privata di Carmine D’Onofrio. 


45 ART ospita anche l’expo “7 pollici e… 45 mani d’artista “del progetto Chiamata alle arti, promosso dal Settore Politiche Giovanili della Regione Campania: 45 giovani artisti propongono nuove visioni della Cover Art attraverso opere pittoriche e disegni realizzati sul supporto in vinile a 7 pollici dei dischi a microsolco, anche con produzioni in estemporanea. Previsti anche showcase musicali, live di cover band e dj set rigorosamente con dischi in vinile, a 45 giri.



 

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