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Mostre ed eventi // Pagina 107 di 223
27.11.2012 # 2769
Digital Life 2012 - Human Connections

Daria La Ragione // 0 comments

Digital Life 2012 - Human Connections

a Roma fino al 10 gennaio 2013

La terza edizione della rassegna dedicata alle connessioni fra i linguaggi artistici contemporanei e le nuove tecnologie. L’iniziativa intende indagare, attraverso un’ampia mostra - divisa in due sezioni - e una nutrita serie di appuntamenti, le relazioni fra arti visive e arti sceniche e il modo in cui, tramite le tecniche digitali e i nuovi media, gli artisti della scena migrano negli spazi espositivi e gli artisti visivi irrompono sui palcoscenici.

Il progetto è ideato e creato dalla Fondazione Romaeuropa in partnership con Telecom Italia, promosso dalla Regione Lazio in collaborazione con Filas - Società per lo sviluppo laziale e con Arcus - Società per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo, e realizzato insieme a MACRO - Museo d’Arte Contemporanea Roma e al Comune di Roma.
Il Comitato Scientifico è composto da: Monique Veaute, Presidente della Fondazione Romaeuropa Arte e Cultura; Bartolomeo Pietromarchi, Direttore MACRO; Fabrizio Grifasi, Direttore Fondazione Romaeuropa Arte e Cultura; Sandrini Mini, Addetto Culturale Ambasciata di Francia; Susanne Höhn, Direttore Goethe Institut; Alison Driver, Direttore Dipartimento Arti visive del British Council; Anna Lea Antolini, Consigliere Artistica danza italiana Fondazione Romaeuropa Arte e Cultura; Daniele Spanò, Consulente Artistico Fondazione Romaeuropa Arte e Cultura; Francesco Dobrovich, Direttore Esecutivo NUfactory.

La rassegna si articola in tre spazi: l’edificio ex GIL di Trastevere, il MACRO Testaccio e l’Opificio Telecom Italia, sede della Fondazione Romaeuropa, dove si tengono incontri e workshop con i protagonisti dell’innovazione in Italia, organizzati in collaborazione con i numerosi partner che partecipano al progetto Digital Life 2012. Sono coinvolti trentuno artisti fra i più significativi del panorama internazionale contemporaneo, eterogenei fra loro per generazione, poetica e ricerca stilistica, ma accomunati dall’attitudine alla sperimentazione e alla multidisciplinarietà. I lavori in mostra - installazioni multimediali, ambienti sonori, videoarte, opere interattive - dialogano con il mondo del cinema, del teatro, della musica, della danza, della scrittura, dell’architettura e del visual design, superando i confini tra i diversi linguaggi.


27.11.2012 # 2771
Digital Life 2012 - Human Connections

Daria La Ragione // 0 comments

Movimenti per la fotografia

a Napoli fino al 16 dicembre 2013

MOVIMENTI PER LA FOTOGRAFIA - Festival internazionale dell'immagine contemporanea e della fotografia d'autore, nasce per riempire questo vuoto attraverso un'attività culturale e didattica che si snoda durante tutto l'anno.
Nasce con l'esigenza di far dialogare e creare sinergie tra la fotografia e i vari linguaggi artistici. Nasce per creare relazioni tra le strutture espositive esistenti, pubbliche e private, scambi artistici e culturali tra la Campania, l'Italia e gli altri Paesi. Nasce come percorso che si pone l'obiettivo di analizzare e documentare gli aspetti contemporanei e antropologici del territorio campano, e metterlo a confronto con realtà apparentemente distanti da noi, portare allo scoperto realtà artistiche sommerse, creare progetti visivi e culturali che possano aggregare cittadini comuni, operatori delle arti visive, artisti e appassionati.
Il Festival non vuole essere solo una macro vetrina di belle foto e di autori più o meno importanti, ma un percorso di crescita e di analisi sulle potenzialità artistiche e narrative della fotografia e dell'immagine contemporanea, una metodologia di lavoro capace di valorizzare modelli e processi creativi, codificare tendenze, stabilire una continuità con le produzioni del passato, digitalizzare idee...
 
In questa prima edizione il Festival affronta un tema che, mai come in questo momento storico, è necessario analizzare, studiare, e mostrare: "identità e territorio".
Il Festival prevede un percorso di mostre con artisti di fama internazionale (come Jan Saudek, Irina Ionesco, Francesco Cito, Sandy Kim, ed esponenti della Fotografia di San Pietroburgo), eventi, artistic talks con fotografi affermati, letture di portfolio, video e videoinstallazioni e workshop, oltre a progetti mirati sul territorio, come documentari e mostre iconografiche.

26.11.2012 # 2772
Digital Life 2012 - Human Connections

Daria La Ragione // 0 comments

Schwarze Tomaten, oder schiffbruch

a napoli fino al 13 gennaio 2013

Nasce per scomparire alle intemperie dell'autunno napoletano l'installazione dal titolo "Schwarze Tomaten, oder schiffbruch". L'opera a firma di due artisti irpini, Pietro Marino ed Alessandra Lanzetta. La descrizione dell'opera, che sarà collocata sulle terrazze del PAN sporgenti sulla splendida via dei Mille, è di relativa semplicità.
 
Come annuncia il titolo in lingua tedesca, il lavoro è la messa in scena simbolica di un naufragio, rappresentato a mezzo di pomodori d'argilla e figure in materiali eterocliti: filo di ferro, conchiglie, ossi di seppia, fossili, attrezzi di varia forma e funzione. Tutta la superficie espositiva, di fondo bianco, sarà occupata da circa milleottocento oggetti, di colore nero lucido, i quali essendo in materiale deperibile andranno nel corso dei prossimi mesi scomparendo. È questa una drammatizzazione del tema pertinente il senso profondo dell'opera.
 
Gli autori hanno inteso mostrare il disfarsi dei protagonisti, i naufraghi di ogni tempo, scomparsi in mare. Punto di partenza della ricerca che Marino e Lanzetta propongono è il noto" Cratere del naufragio" del Museo ischitano di Pithecusa, ospitato presso la Villa Rizzoli nel Comune di Lacco Ameno. Le terribili immagini dell'antico vaso, datato duemila settecento anni, sono lo slancio per un ripensamento nella modernità, di un tema non riducibile: il viaggio e il naufragare.

20.11.2012 # 2764
Digital Life 2012 - Human Connections

Daria La Ragione // 0 comments

Sulla Via della Seta. Antichi sentieri tra Oriente e Occidente

a Roma fino al 10 marzo 2013

La globalizzazione del mondo antico
Più di duemila anni fa, mercanti, pellegrini e soldati affrontarono le ripide montagne e i pericolosi deserti dell'Asia centrale per scambiare beni di lusso, reperire testi sacri, conoscere e dominare popoli lontani: fu così che a poco a poco si creò quella rete di percorsi riassunti poi sotto il suggestivo termine di "Via della seta". La mostra organizzata in collaborazione con l'American Museum of Natural History di New York ripercorre il lungo viaggio da oriente verso occidente nel periodo tra il VII e il XIV secolo d.C, rappresentando la moltitudine di culture che animavano la Via della Seta attraverso la ricostruzione di quattro città simbolo: Chang'an, l'odierna Xi'an, la capitale cosmopolita della dinastia cinese dei Tang; Turfan, città-oasi del deserto del Gobi; Samarcanda, grande centro mercantile e culturale; e infine Baghdad, capitale del mondo islamico e sede del califfato.
Una sezione, realizzata in esclusiva per l'esposizione italiana, a cura di Luca Molà, Alexandra Wetzel e Ludovica Rosati, approfondisce il rapporto di alcune città italiane - soprattutto Venezia e Genova - con l'estremo Oriente negli ultimi secoli del Medioevo. Infatti, se Marco Polo è certamente il viaggiatore più conosciuto, va ricordato che non è stato il solo a cercare fortuna in Cina ai tempi del dominio mongolo: le fonti documentarie testimoniano con assoluta certezza la presenza di un nutrito nucleo di mercanti italiani nella Cina dell'epoca


20.11.2012 # 2763
Digital Life 2012 - Human Connections

Daria La Ragione // 0 comments

Nero su bianco

a Roma fino al 10 marzo 2013

La mostra "Nero su bianco" racconta  eni e una parte della sua recente storia di ricerca ed esplorazione attraverso un filo di parole e di immagini che corrono su pareti di colore bianco come le pagine di un taccuino di viaggio.  Nero su bianco. La linea di inchiostro è il flusso, la traccia da seguire per comprendere il senso del racconto. Una guida per orientarsi, ricomporre e dare un significato alla collezione di testimonianze, immagini, oggetti, documenti, suoni che gli uomini e le donne di eni hanno prodotto, raccolto e "collezionato" nei loro viaggi.
La traccia corre lungo il perimetro dell'allestimento e prende forme diverse, diventando una volta testo, un'altra volta sagoma di una terra lontana dalla quale emergono immagini e ricordi, un'altra volta ancora scatola o cassetto dentro il quale si cela chissà quale sorpresa.
Seguire il filo, per il visitatore significa iniziare un percorso, un piccolo viaggio che non è lineare nel tempo, ma intertestuale, che lo porterà non a una méta, a un punto d'arrivo, ma alla scoperta di una parte del mondo eni.
Il filo nero congiunge quattro principali spazi tematici, nei quali il racconto viene declinato in quattro linee narrative.
eniwhere: dovunque, il mondo senza confini della ricerca eni nel mondo. Tutti gli angoli del mondo raggiunti dagli uomini delle spedizioni. Una sezione dove il contenuto è rappresentato dai luoghi e dalle "civiltà" con le quali l'azienda è entrata in relazione.
eniway: in qualunque modo. La sfida ai luoghi e alle condizioni ambientali e culturali più difficili e complesse, ha sviluppato nel dna di questa impresa una straordinaria adattabilità e capacità di tessere relazioni e scambi di valore.
enione: le persone e il loro valore. Avventure di business, ma prima di tutto avventure di uomini, delle loro conoscenze e competenze, ma anche delle loro sensibilità e fragilità. La sezione si concentra su ritratti e profili (reali o di finzione) dei protagonisti delle spedizioni.
enitime: tempi e contesti sociali profondamente diversi, ma che ciascuno frequenta ancora oggi con il medesimo spirito in qualsiasi epoca, dagli anni '50 a oggi, il cane a sei zampe esprime in maniera coerente la propria visione".



13.11.2012 # 2758
Digital Life 2012 - Human Connections

Daria La Ragione // 0 comments

WOMEN IN FLUXUS & Other Experimental Tales

a Reggio Emilia fino al 10 febbraio 2013

A Fluxus parteciparono, come raramente accade nella storia dell'arte, diverse donne, artiste provenienti da luoghi e percorsi disparati - Yoko Ono, Charlotte Moorman, Alison Knowles, Shigeko Kubota, Takako Saito, Mieko (Chieko) Shiomi - oltre a figure che incrociarono Fluxus nel corso di un cammino artistico e teorico individuale, come Kate Millet, femminista ed attivista, Simone Forti e Carolee Schneemann attive al Judson Dance Theater di New York all'inizio degli anni Sessanta.
Ed è proprio da questa angolazione, ampliata ad una ricostruzione genealogica dell'intero percorso artistico, che la mostra WOMEN IN FLUXUS & Other Experimental Tales - promossa dalla Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia dal 10 novembre al 10 febbraio - intende raccontare la storia e la filosofia Fluxus. Due saranno i percorsi tematici di lettura proposti dall'esposizione: da un lato l'aspetto (proto)concettuale del fenomeno sperimentale, già implicito nel termine 'Concept Art' coniato da Henry Flynt che prese corpo nei concerti di Musica Antiqua et Nova (s)coordinati da George Maciunas nella AG Gallery (New York, 1961); dall'altro, la selezione di opere di artiste che indaga(ro)no, parallelamente all'implicita critica al sistema dell'arte, nuovi concetti di identità considerando il ruolo e pertanto l'immagine femminile come prodotti dalla realtà sociale e culturale - identità non più solo scritte, ma anche scriventi, in senso linguistico e performativo.

Tra le molte mostre che in Europa ma anche in Asia e in America del Nord sono dedicate a Fluxus nel cinquantesimo della sua nascita ufficiale (al festival di Wiesbaden nel 1962) e in occasione del centenario della nascita di John Cage (Los Angeles 1912 - New York 1992), questa di Reggio Emilia riveste quindi un carattere di autonomia e novità. "È una mostra che proprio qui ha la sua ragione d'essere", chiarisce la Presidente della Fondazione Palazzo Magnani Avde Iris Giglioli. "In questo territorio, infatti, tra Reggio Emilia e Cavriago, ebbe vita per un ventennio uno dei poli del gruppo, intorno all'attività editoriale e di organizzazione di eventi Pari&Dispari di Rosanna Chiessi. Qui arrivano tutti i grandi protagonisti europei di Fluxus, proponendo, all'insegna di Tutto è arte, azioni dirompenti che restano ancora ben vive nei racconti di paese. E, per sottolineare il taglio critico scelto dalla mostra di Palazzo Magnani, non a caso a guidare a Cavriago questa colonia di artisti e intellettuali è stata una donna Rosanna Chiessi".