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Mostre ed eventi // Pagina 106 di 223
27.11.2012 # 2775
Capogrossi. Una retrospettiva

Daria La Ragione // 0 comments

Capogrossi. Una retrospettiva

a Venezia fino al 10 febbraio 2013sottotitolo

Questa attesa antologica rende omaggio a uno dei protagonisti assoluti della scena artistica del secondo dopoguerra, presente nelle collezioni della Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York fin dal 1958 con l'acquisizione della tela Superficie 210 (1957). Una retrospettiva unica e completa che, partendo dall'analisi del rigore del segno giunge alla grande orchestrazione del segno-colore, tracciando l'evoluzione della complessa vicenda pittorica dell’artista e di quel suo alfabeto, che, nelle sue più svariate interpretazioni, ha fatto identificare Capogrossi con il gusto di un'epoca, di un'Italia fiorente e ottimista, colta nel pieno del boom economico dei "meravigliosi" anni '50 e '60. Realizzata in collaborazione con la Fondazione Archivio Capogrossi, Roma, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la mostra ricostruisce l'iter artistico di Giuseppe Capogrossi (1900–1972), con oltre settanta opere, tra dipinti e lavori su carta, che spaziano dai capolavori figurativi degli anni '30, con tele come I canottieri (1933), Il temporale (1933), La piena sul Tevere (1933), ai grandi formati degli anni '60, quali Superficie 399 (1961) e Superficie 449 (1962), dominati dal suo simbolo archetipo e originario. Rintracciati dopo lunghe ricerche, i lavori in mostra provengono da collezioni private e importanti musei, tra cui il Centre Georges Pompidou di Parigi, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, il Mart di Rovereto, la Galleria d'Arte Moderna di Torino, oltre al Solomon R. Guggenheim Museum di New York.

L'esposizione è accompagnata da un'esaustiva pubblicazione, un nuovo studio monografico a cura di Luca Massimo Barbero, edito da Marsilio Editori. Realizzato in collaborazione con la Fondazione Archivio Capogrossi, in doppia edizione italiana e inglese, il catalogo raccoglie undici saggi che riscostruiscono in modo attento e puntuale il percorso artistico di Capogrossi.

27.11.2012 # 2778
Capogrossi. Una retrospettiva

Daria La Ragione // 0 comments

I colori del tempo

a Pavia fino al 31 gennaio 2013

Mostra didattica sull’arte del ’900. Artisti, stili, movimenti che hanno rappresentato la società nel mondo dell’arte moderna e contemporanea.
Un percorso attraverso oltre un secolo d’arte: oltre 100 maestri con 138 opere rappresentanti uno spaccato di vita mondiale.
La mostra si rivolge principalmente ad un pubblico eterogeneo, desideroso di approfondire, tramite un nuovo concetto di diffusione culturale-didattica, in chiave tradizionale e web-performativa, la storia dell’arte moderna e contemporanea ed il relativo rapporto fra arte e società, particolarmente importante per la crescita personale e sociale dell’individuo; ciò a riprova del fatto che oltre il 70% del patrimonio culturale mondiale è afferibile all’Italia e che anche il suddetto incipit genetico novecentista e contemporaneo necessita, direi obbligatoriamente, di un’adeguata veicolazione e conseguente presa di coscienza nazionale. Lo scopo è, in sintesi, quello di fornire un contributo alla futura società della conoscenza, attraverso la valorizzazione di quell’inestimabile patrimonio conoscitivo e valoriale correlato al nostro Paese, giungendo così a creare un capitale sociale condiviso da tutti, in quanto la cultura è patrimonio di tutti e da tutti deve essere amata e rispettata.

Il dispositivo artistico-didattico utilizzato per agevolare la comprensione del percorso espositivo è, come vedremo in seguito, il “Diagramma di Barr” che riconduce i vari movimenti/correnti dei primi 35 anni del Novecento (le cosiddette avanguardie storiche) in una sorta di mappa topografica dell’arte improntata secondo due linee tendenziali: la “Non Geometrical Abstract Art” (o Arte Astratta Non Geometrica) e la “Geometrical Abstract Art” (o Arte Astratta Geometrica). Il suddetto metodo di interpretazione artistica novecentista è stato poi ulteriormente perfezionato ed integrato, nel corso degli anni, dal Sottoscritto inserendo i movimenti assenti nello schema originario di Barr (quali, ad esempio, la Metafisica, l’Astrattismo ed il Concretismo) ed andando quindi ad estendere lo stesso dal 1935 ai giorni nostri addivenendo così all’ormai consolidato schema denominato “Diagramma di Barr-Allegrini”.

Altro elemento rappresentativo della presente mostra consiste in un sensibile contenimento dei costi d’impresa, derivato principalmente da un’oculatissima attenzione ed ottimizzazione delle singole voci di spesa e dalla piena condivisione e partecipazione di questo modo di fare arte da parte di numerosi soggetti privati (organizzazioni ONLUS filantropiche e culturali, istituti di credito, aziende del Nord Italia: dalla Lombardia al Veneto, dalla Liguria all’Emilia) i quali hanno fornito un proprio contributo finanziario e/o materiale, contenuto in termini di valori assoluti, così come richiesto dagli stessi organizzatori che hanno volutamente tenuto conto del periodo di austerità economica in cui versa il Paese, ma che hanno consentito, stante l’elevata adesione e partecipazione numerica, di traguardare l’obiettivo prefissato.

27.11.2012 # 2777
Capogrossi. Una retrospettiva

Daria La Ragione // 0 comments

William Kentridge. Vertical Thinking

a Roma fino al 3 marzo 2013

La mostra Vertical Thinking ruota attorno all’installazione the Refusal of Time, prodotta in occasione di Documenta 13 di Kassel e ospitata in prima nazionale al MAXXI.

Ripensata per gli spazi della Galleria 5 del museo, l’installazione – forte, avvolgente, suggestiva – è un’esplosione di musica, immagini, ombre cinesi con al centro una macchina pulsante di leonardesca memoria.
The Refusal of Time nasce da una riflessione pluriennale sul concetto di tempo, sviluppata da William Kentridge insieme con il fisico e storico della scienza Peter L. Gallison ed è stato realizzato in collaborazione con il compositore Philip Miller e con Catherine Meyburgh per l’elaborazione video e l’editing. Dada Masilo ha lavorato alle coreografie.
Al centro dell’installazione una macchina di leonardesca memoria, in stretto dialogo con altre sculture: ruote di bicicletta, megafoni cilindrici e altri strumenti, tutti orchestrati da giganti metronomi proiettati sulle pareti.

In questo lavoro, in dialogo con le diverse opere provenienti dalla collezione del MAXXI, lo spettatore è completamente immerso nel racconto, al momento stesso epico e fiabesco, cosmico e terrestre.

La narrazione è una danza fatte di ombre in movimento, in cui lo stesso artista appare e scompare attraversando lo spazio di immaginarie carte geografiche. L’opera propone così una riflessione universale sul tempo, che si rifrange nell’attraversamento dei luoghi e nella vita degli individui, seguendo i vari fusi terrestri, dalle albe ai tramonti, fino a ricomporsi in un tutto cosmico.

Vertical Thinking fa parte del progetto KENTRIDGE A ROMA, realizzato in sinergia da tre prestigiose istituzioni – MAXXI, Fondazione Romaeuropa, Teatro di Roma – per rendere omaggio al grande artista e creare una straordinaria occasione per conoscere la sua opera inconfondibile, complessa, originale.
Oltre alla mostra al MAXXI, il progetto prevede il debutto in prima italiana dello spettacolo Refuse the Hour, al Teatro Argentina dal 15 al 18 Novembre nell’ambito del Romaeuropa Festival 2012 in coproduzione con Teatro di Roma. Un’“opera da camera” con stravaganti macchinerie e la presenza in scena dello stesso artista.
www.romaeuropa.net – www.teatrodiroma.net

William Kenntridge, Phillip Miller, Catherine Meyburgh: The Refusal of Time, 2012, 5-channel projections with megaphones and a breathing machine (elephant), c. 24 min.; Commissioned by dOCUMENTA (13), produced by Marian Goodman Gallery, New York, Paris; Lia Rumma Gallery, Naples, Milan; Goodman Gallery, South Africa with the support of Dr. Naomi Milgrom AO, Australia. Photo: Henrik Stromberg.


27.11.2012 # 2776
Capogrossi. Una retrospettiva

Daria La Ragione // 0 comments

BECONNECTED. DENTRO E OLTRE LA RETE CON LA COLLEZIONE PEGGY GUGGENHEIM

a Venezia fino al 18 febbraio 2013

Nell’era in cui il digitale e la comunicazione sui social network sono protagonisti assoluti della società, la Collezione Peggy Guggenheim invita adulti e ragazzi a esplorare e potenziare le proprie capacità di interrelazioni personali, virtuali e reali. Con questo proposito nasce BeConnected, un ciclo di incontri, realizzato con il sostegno di Garage San Marco, la partnership formativa di Digital Accademia e in collaborazione con Big Rock, che prende il via dal concetto di “connessioni” intese come connessioni di rete, ma anche e soprattutto come “relazioni interpersonali”, che spesso la rete indebolisce o addirittura azzera. I workshop si tengono alla Collezione Peggy Guggenheim a partire da sabato 10 novembre (si veda il calendario a seguire): i primi quattro appuntamenti sono rivolti ai bambini dai 7 ai 10 anni, e sono finalizzati a bilanciare la scoperta degli strumenti digitali con la spinta della creatività e l’utilizzo della manualità. Seguiranno quattro incontri dedicati ai ragazzi dagli 11 ai 14 anni, che potranno creare una sceneggiatura volta alla realizzazione di un cartone animato. Il terzo ciclo per gli adulti si svolgerà invece nella primavera del 2013, con lo scopo di stimolare i partecipanti nel potenziare le proprie capacità di relazione nell’era della comunicazione virtuale. I corsi, gratuiti per i soci della Guggenheim Family Card, sono aperti a tutti e richiedono una quota d'iscrizione di 30 euro per ciascun ciclo. La prenotazione è obbligatoria in quanto i posti sono limitati. Per informazioni e prenotazioni: membership@guggenheim-venice.it /0412405412

BeConnected è la seconda “tappa” di un progetto triennale, inaugurato lo scorso anno con BeCreactive, incontri pensati per stimolare la creatività nei bambini, ragazzi e negli adulti, e sostenuto da Garage San Marco, sponsor principale, che crede nell'arte e nella creatività come cardini della formazione e della crescita intellettuale delle persone.


27.11.2012 # 2774
Capogrossi. Una retrospettiva

Daria La Ragione // 0 comments

Collezione Hannelor B. e Rudolph Schulhof

a Venezia fino al 10 febbraio 2013

L’arte è quasi una religione. È ciò in cui credo. È ciò che dà alla mia vita una dimensione oltre il mondo materiale in cui viviamo.
Hannelore B. Schulhof

Da ottobre la Collezione Peggy Guggenheim accoglie 83 preziosissime opere d’arte italiana, europea e americana del secondo dopoguerra, lascito della collezionista americana Hannelore B. Schulhof e del marito Rudolph B. Schulhof, e proprio per volontà della Sig.ra Schulhof le opere donate alla Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York sono destinate a rimanere esposte in maniera permanente a Palazzo Venier dei Leoni, accanto ai grandi capolavori collezionati da Peggy Guggenheim.

Hannelore e Rudolph Schulhof hanno condiviso con Peggy, conosciuta nel 1954 alla Biennale di Venezia e di cui ammiravano lo spirito affine al loro, la convinzione che dovessero collezionare le opere del loro tempo e riuscirono in questo con la stessa passione, dedizione e lungimiranza che avevano animato Peggy. Afro, Alberto Burri, Alexander Calder, Giuseppe Capogrossi, Willem de Kooning, Lucio Fontana, Jean Dubuffet, Jasper Johns, Donald Judd, Mark Rothko, Claes Oldenburg, Frank Stella, Cy Twombly, Andy Warhol, Sol Lewitt, Anish Kapoor sono alcuni degli artisti che grazie al lascito Schulhof arricchiscono la collezione della mecenate americana. Opere del movimento Color field, della Pop art, della Minimal art, insieme ad altri dipinti e disegni europei del secondo dopoguerra si trovano esposti accanto ai capolavori del Cubismo, Astrattismo, Surrealismo ed Espressionismo astratto americano, arrivando a lambire i confini della produzione artistica degli anni ’70 e ’80 del Novecento. Si tratta di lavori che mantengono vivo quel dialogo tra America e Europa, denominatore comune delle collezioni di Peggy e Hannelore B. Schulhof.

27.11.2012 # 2773
Capogrossi. Una retrospettiva

Daria La Ragione // 0 comments

NINa - Nuova Immagine Napoletana

a Napoli fino al 13 gennaio 2013

L'Accademia di Belle Arti di Napoli in collaborazione con il Comune di Napoli - Assessorato alla Cultura presenta negli spazi istituzionali del PAN - Palazzo delle Arti Napoli - la mostra NINa - Nuova Immagine Napoletana a cura di Giovanna Cassese, Marco Di Capua, Francesca Romana Morelli e Valerio Rivosecchi realizzata con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Ministero dell'Istruzione, dell'Univerisità e della Ricerca.
A partire dal prossimo 21 novembre l' edificio storico di Palazzo Roccella sarà invaso da NINa acronimo di Nuova Immagine Napoletana, che nasce all'Accademia di Belle Arti di Napoli con la volontà di segnalare punte d'eccellenza della giovane arte partenopea. La mostra intercetta a largo raggio ciò che di qualitativamente importante è maturato all'interno della formidabile azione formativa di scuole e di laboratori dell'Accademia, che poi si impone sul campo della creatività attuale. Ne raccoglie la molteplicità dei linguaggi e la varietà tecnica e stilistica, includendo dipinti, sculture, installazioni, performance, fotografie, video. Come singoli protagonisti di un unica grande storia i lavori degli artisti raccontano gli sviluppi dell'arte contemporanea, originando un racconto che offre una nuova immagine artistica napoletana, affiancandosi in tal modo all'opera di chi va rinnovando la letteratura, il cinema ed il teatro partenopei. NINa è pertanto punto di arrivo di un ampio processo di crescita culturale ed allo stesso tempo punto di partenza di una nuova generazione dell'arte, confine tra ciò che oggi è e ciò che potrebbe essere domani.
 A supporto del progetto scientifico della mostra, la scelta dello spazio espositivo risulta precisa e coerente, il PAN- Palazzo delle Arti Napoli per precisa volontà dell'Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli si propone infatti come luogo dei linguaggi del contemporaneo riservando particolare attenzione ai contributi ed alle iniziative culturali nate dal territorio e proiettate su scala nazionale. L'Accademia si conferma istituzione culturale complessa e polivalente, protagonista nel complesso sistema dell'arte contemporanea, capace di fare rete, punto di riferimento per il dibattito sulle arti, il cui fine è la formazione degli artisti del futuro, attraverso la ricerca, la didattica e la produzione, nonché la valorizzazione del suo grande patrimonio di beni materiali e immateriali, del suo know-how, dei suoi maestri e dei suoi talenti.
L'evento espositivo vedrà la partecipazione di 44 artisti con 84 lavori: Afterall , Celesta Bufano, Iole Capasso, Diego Cibelli, Mary Cinque, Chiara Coccorese, Cristina Cubani, Emmanuele De Ruvo Michelangelo Della Morte, Paolo Dell'Aquila, Daniela Di Maro, Adelaide Di Nunzio, Giovanni D'Onofrio, Assunta D'Urzo, Alfonso Fraia, Barbara La Ragione, Christian Leperino, Federico Lombardo, Loris Lombardo, Sandro Maddalena, Domenico Antonio Mancini, Salvatore Manzi , Maram, Gianluigi Maria Masucci, Mediaintegrati, moio&sivelli, Alessio Padano, Carlo Alberto Palombo, Alessandro Papari, Neal Peruffo, Walter Picardi, Paolo Puddu, Francesca Rao, Marco Romano, Raffaella Romano, Anna Maria Saviano, Maria Raffaela Scalfati, Carlotta Sennato, Vincenzo Spagnolo, Paula Sunday, Salvatore Tulipano, Valerio Veneruso, Ciro Vitale, Elpidio Ziello, selezionati secondo il criterio della qualità delle opere e confermando ancora una volta la semplice constatazione di come sia vero che attorno ai primi anni di un secolo ruotino le maggiori novità che lo segnano. La selezione dei nomi e delle opere presenti è avvenuta in un assoluto spirito di indipendenza rispetto a eventuali indicazioni del mercato, delle gallerie, dei musei - tessuto vitale della Napoli contemporanea - per focalizzarsi su artisti, che benché già protagonisti sulla scena italiana, o addirittura internazionale, rappresentano realmente delle energie nuove, delle autentiche forze emergenti.
 Durante la mostra saranno organizzati una serie di eventi collaterali: incontri con artisti, galleristi, scrittori, critici, cineasti, protagonisti di una più generale NUOVA IMMAGINE NAPOLETANA.
Catalogo edito da Arte'm con i contributi di: Luigi De Magistris, Sindaco di Napoli, Antonella Di Nocera, Assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Sergio Sciarelli, Presidente dell'Accademia di Belle Arti di Napoli, Giovanna Cassese, Direttore dell'Accademia di Belle Arti di Napoli, Marco di Capua, Valerio Rivosecchi, Francesca Romana Morelli.