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Mostre ed eventi // Pagina 102 di 220
29.11.2012 # 2787
TDM5: grafica italiana

Daria La Ragione // 0 comments

TDM5: grafica italiana

a Milano fino al 24 febbraio 2013

Con la quinta edizione dal titolo TDM5: grafica italiana, Triennale Design Museum porta avanti il suo percorso di promozione e valorizzazione della creatività italiana, estendendo la ricerca a una storia che è sempre stata considerata minore e ancillare, per restituirle la giusta autonomia.

Dopo le prime ricognizioni dedicate dal museo alla grafica contemporanea (The New Italian Design, Spaghetti grafica e Graphic Design Worlds) la scelta di dedicare una edizione alla grafica italiana, alla comunicazione visiva e alla loro storia è un passo importante per arricchire e completare il percorso nel design italiano intrapreso dal Triennale Design Museum.

TDM5: grafica italiana rappresenta un’opportunità per presentare vicende, figure, fenomeni che hanno accompagnato e sostenuto gli sviluppi culturali, sociali, economici e politici del nostro paese, che rimangono ancora relativamente poco conosciuti, nella loro ricchezza, al di fuori delle comunità specializzate.

Un’occasione per contribuire, collegando passato e presente, a una maggiore coscienza critica rispetto a vecchi e nuovi prodotti e strumenti della cultura visiva che appartengono ormai diffusamente alla nostra vita quotidiana.

Partendo dalle premesse storiche, dalle radici culturali e dai momenti-chiave del graphic design italiano, il percorso espositivo si articola per tipologie di artefatti, andando a configurare, una sorta di tassonomia, che va dalla scrittura ai progetti che si relazionano con il tema dello spazio e del tempo.

Dopo aver risposto alla domanda “Che Cosa è il Design Italiano?” con Le Sette Ossessioni del Design Italiano, Serie Fuori Serie, Quali cose siamo e Le fabbriche dei sogni, Triennale Design Museum, il primo museo del design italiano, conferma la sua natura dinamica, in grado di rinnovarsi continuamente e di offrire al visitatore percorsi inediti e diversificati. Un museo emozionale e coinvolgente. Un organismo vivo e mutante, capace ogni anno, attraverso la sua innovativa formula, di interrogarsi senza dare risposte precostituite.

04.12.2012 # 2796
TDM5: grafica italiana

Daria La Ragione // 0 comments

NeoRealismo. La nuova immagine in Italia 1932 1960

a Verona fino al 27 gennaio 2013

L’esposizione intende esplorare una delle stagioni artistiche più significative del novecento italiano, il NeoRealismo, ricostruendo il ruolo della fotografia rispetto gli altri linguaggi espressivi - cinema e letteratura in particolare - che hanno caratterizzato il movimento neorealista.  
Attraverso un’ampia selezione di opere (tra le quali molti vintage, periodici illustrati, fotolibri e cataloghi di esposizioni fotografiche dell’epoca), la mostra si articola in cinque sezioni:  
Realismo in epoca fascista: le radici insospettabili del NeoRealismo.
Miseria e ricostruzione: condizioni di arretratezza e fiducia nel futuro.
Indagine etnologica: le grandi missioni scientifiche e le piccole testimonianze sul territorio.
Fotogiornalismo e rotocalchi: l’uso dell’immagine fotografica al servizio della comunicazione
Tra Arte e Documento: i circoli fotografici: luoghi di dibattito e di crescita nell’affermazione dell’artisticità della fotografia
 
Inoltre, il ruolo fondamentale del cinema è testimoniato da manifesti e spezzoni dei film più significativi, montati come corredo didattico lungo il percorso espositivo.

29.11.2012 # 2786
TDM5: grafica italiana

Daria La Ragione // 0 comments

L'Italia al casello

a Milano fino al 6 gennaio 2013

Trenta foto dall’archivio TCI per raccontare  le nostre autostrade

Com’è cambiata l’Italia con l’avvento dell’autostrada?

La Milano-Laghi, considerata la prima autostrada al mondo, fu ideata e realizzata dall’ingegner Piero Puricelli negli anni Venti del secolo scorso anche grazie al sostegno del Touring Club Italiano. Con una straordinaria intuizione si destinava alle automobili uno spazio riservato ed esclusivo per viaggiare più velocemente, senza pericolo di investire pedoni, ciclisti e altri veicoli trainati da animali.

Negli anni Cinquanta e Sessanta, sotto la spinta potente della ricostruzione e del boom economico, avviene un radicale cambiamento nel paesaggio, nell’economia e nella cultura del nostro Paese.

In questo clima inizia la costruzione di una grande arteria di collegamento tra nord e sud, la Milano-Roma-Napoli. Di seguito aprono i cantieri di nuove autostrade: la Milano-Torino, la Milano-Venezia, l’Adriatica e la Salerno-Reggio Calabria. Contemporaneamente si realizzano, e ad esse si collegano, i principali trafori alpini che facilitano gli scambi con l’Europa. Tutto questo contribuirà allo sviluppo della motorizzazione e di conseguenza anche del turismo.

In occasione della grande mostra sulle infrastrutture, da poco inaugurata in Triennale, dall’Archivio fotografico del Touring sono state tratte 30 fotografie vintage, che costituiscono una testimonianza di queste trasformazioni e  possono offrire uno spunto per diversi e proficui percorsi di ricerca. Su questi (costruzioni, lavoro, trasporti, ambiente, costume) e altri temi, l’Archivio TCI conserva  migliaia di fotografie che sono state in parte pubblicate a corredo di articoli, guide, volumi e manuali supportati da una produzione cartografica di alto livello. Forte della sua tradizione associativa, il Touring da più di cento anni non fa mancare strumenti e idee aggiornate che da sempre costituiscono un servizio  insostituibile per i viaggiatori.


29.11.2012 # 2785
TDM5: grafica italiana

Daria La Ragione // 0 comments

David Claerbout

a Rovereto fino al 13 gennaio

Questa mostra, a cura di Saretto Cincinelli, propone al pubblico italiano David Claerbout, uno degli artisti più innovativi tra coloro che, nel panorama internazionale, lavorano con le immagini in movimento, e la cui ricerca negli ultimi anni è stata al centro di importanti personali (Centre Pompidou, Parigi, 2007; De Pont Museum for Contemporary Art, Paesi Bassi, 2009; Wiells, Bruxelles; San Francisco Museum of Art, 2011; Secession, Vienna; Parasol unit foundation for contemporary Art, Londra, 2012) e di mostre internazionali che hanno tematizzato l’interesse degli artisti contemporanei per la dimensione temporale di cinema e video.


Realizzata in stretta collaborazione con l’artista, la mostra offre, per la prima volta nel nostro paese, un’importante panoramica delle videoinstallazioni di Claerbout, opere che indagano lo statuto dell’immagine nella sua duplice natura di immagine-tempo e immagine-movimento.


L’intento del Mart è quello di introdurre il pubblico italiano ad una ricerca che permetta di capire come l’utilizzo del digitale, in chiave non meramente spettacolare, abbia aperto nuovi orizzonti percettivi, estetici e concettuali alla visione contemporanea.
Claerbout mette in mostra non il tempo nell'immagine, ma piuttosto il "tempo dell'immagine". L'artista ci mette letteralmente di fronte alla materia della percezione, e ciò genera una pluralità di paradossi che turbano la normale visione dello spettatore, invitandolo ad “aprire lo sguardo”.

29.11.2012 # 2784
TDM5: grafica italiana

Daria La Ragione // 0 comments

Un altro tempo. Tra Decadentismo e Modern style

a Rovereto fino al 13 gennaio

“Un altro tempo. Tra Decadentismo e Modern Style”, dal 22 settembre 2012 al 13 gennaio 2013. Attraverso un centinaio di opere bizzarre e audaci, l’esposizione mette in luce uno dei più interessanti fenomeni artistici e culturali del Novecento.

“Un altro tempo” è composta da sculture, dipinti e disegni, ma anche da oggetti d’uso, grafica editoriale, libri, fotografie e arredi. Sono oggetti quasi del tutto sconosciuti fuori dall’Inghilterra, e soprattutto esposti ora per la prima volta.
L’interesse di queste opere non sta solo nel loro valore artistico, ma anche nella capacità di evocare emozioni e sensazioni che appartengono appunto a “un altro tempo”: sono oggetti unici, spesso eccentrici rispetto ai canoni delle arti figurative. Vederli riuniti in un percorso espositivo offre al visitatore l’occasione per una rivelazione appassionante. “Una mostra non si fa solo per guardare e vedere ma anche per sapere” scrive Lea Vergine: l’ambizione di

“Un altro tempo” è quella di portare a conoscenza del pubblico un mondo mai considerato dalla storia dell’arte, ed oggi in parte scomparso, in cui le connessioni tra gli artisti sono spesso sorprendenti.


27.11.2012 # 2778
TDM5: grafica italiana

Daria La Ragione // 0 comments

I colori del tempo

a Pavia fino al 31 gennaio 2013

Mostra didattica sull’arte del ’900. Artisti, stili, movimenti che hanno rappresentato la società nel mondo dell’arte moderna e contemporanea.
Un percorso attraverso oltre un secolo d’arte: oltre 100 maestri con 138 opere rappresentanti uno spaccato di vita mondiale.
La mostra si rivolge principalmente ad un pubblico eterogeneo, desideroso di approfondire, tramite un nuovo concetto di diffusione culturale-didattica, in chiave tradizionale e web-performativa, la storia dell’arte moderna e contemporanea ed il relativo rapporto fra arte e società, particolarmente importante per la crescita personale e sociale dell’individuo; ciò a riprova del fatto che oltre il 70% del patrimonio culturale mondiale è afferibile all’Italia e che anche il suddetto incipit genetico novecentista e contemporaneo necessita, direi obbligatoriamente, di un’adeguata veicolazione e conseguente presa di coscienza nazionale. Lo scopo è, in sintesi, quello di fornire un contributo alla futura società della conoscenza, attraverso la valorizzazione di quell’inestimabile patrimonio conoscitivo e valoriale correlato al nostro Paese, giungendo così a creare un capitale sociale condiviso da tutti, in quanto la cultura è patrimonio di tutti e da tutti deve essere amata e rispettata.

Il dispositivo artistico-didattico utilizzato per agevolare la comprensione del percorso espositivo è, come vedremo in seguito, il “Diagramma di Barr” che riconduce i vari movimenti/correnti dei primi 35 anni del Novecento (le cosiddette avanguardie storiche) in una sorta di mappa topografica dell’arte improntata secondo due linee tendenziali: la “Non Geometrical Abstract Art” (o Arte Astratta Non Geometrica) e la “Geometrical Abstract Art” (o Arte Astratta Geometrica). Il suddetto metodo di interpretazione artistica novecentista è stato poi ulteriormente perfezionato ed integrato, nel corso degli anni, dal Sottoscritto inserendo i movimenti assenti nello schema originario di Barr (quali, ad esempio, la Metafisica, l’Astrattismo ed il Concretismo) ed andando quindi ad estendere lo stesso dal 1935 ai giorni nostri addivenendo così all’ormai consolidato schema denominato “Diagramma di Barr-Allegrini”.

Altro elemento rappresentativo della presente mostra consiste in un sensibile contenimento dei costi d’impresa, derivato principalmente da un’oculatissima attenzione ed ottimizzazione delle singole voci di spesa e dalla piena condivisione e partecipazione di questo modo di fare arte da parte di numerosi soggetti privati (organizzazioni ONLUS filantropiche e culturali, istituti di credito, aziende del Nord Italia: dalla Lombardia al Veneto, dalla Liguria all’Emilia) i quali hanno fornito un proprio contributo finanziario e/o materiale, contenuto in termini di valori assoluti, così come richiesto dagli stessi organizzatori che hanno volutamente tenuto conto del periodo di austerità economica in cui versa il Paese, ma che hanno consentito, stante l’elevata adesione e partecipazione numerica, di traguardare l’obiettivo prefissato.

Inside Ilas