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13.02.2013 # 2921
Stufi della crisi? Torna il cibo strong

Ilas Web Editor // 0 comments

Stufi della crisi? Torna il cibo strong

La nuova campagna per Lurpak firmata Wieden + Kennedy

La crisi internazionale ha toccato, seppure in modo diverso, quasi tutto l'occidente: Europa e Stati Uniti fanno i conti con scelte politiche ed economiche che sembrano parlare ad una sola voce: il refrain è sempre "ridurre, risparmiare, semplificare".
Messe da parte le armi di conquista del marketing più aggressivo, quello cioè del prodotto invincibile che batte tutti i concorrenti e spodestato il cibo ancora più ricco, si è preferito per molto tempo dirottare le navi della comunicazione pubblicitaria verso porti tranquilli dove la natura con i suoni rilassanti rassicura e ci riporta ad una dimensione più umana e meno contraffatta: i prodotti sono semplici, niente bottiglie complicate e solo ottimo detersivo, biscotti direttamente dalla pancia del mulino, la sana tradizione delle cose buone e genuine. 

Logico quindi cogliere il nuovo vento che arriva da oltremanica, che sembra intercettare non soltanto un diverso sentire, ma più probabilmente un diverso pensare le strategie di marketing nel prossimo futuro. 

Finito il tempo del sano brodino di pollo? Chi può dirlo. Quel che è certo è che questa comunicazione per LURPAK firmata W+K Wieden+Kennedy Londra sovverte tutto quanto visto finora, e imbracciate le armi del cibo strong, senza mezzi termini guida la battaglia del popolo che libero di dichiarare i propri desideri più nascosti senza più imbarazzo, accoglie finalmente a braccia aperte i "macaroni and cheese, il cottage pie e il bread and butter pudding" vere e proprie conquiste dell'umanità godereccia. Siamo stufi delle rinunce, non abbiamo combattuto per vivere di poco, ma per goderci il meglio, al massimo. Fuoco alle fiamme (dei fornelli), dunque e via alla battaglia: si cucina e questa volta si fa sul serio, "Il buon cibo merita Lurpak".


Guarda lo spot su youTube

30.10.2012 # 2726
Stufi della crisi? Torna il cibo strong

Daria La Ragione // 0 comments

PROSPETTIVE DI FUTURO. Merano 1945-1965

a Merano fino al 6 gennaio 2013

Merano Arte, per la cura del Professor Markus Neuwirth dell'Istituto di Storia dell'Arte dell'Università di Innsbruck e di Ursula Schnitzer di Merano Arte, con il contributo dello storico meranese Tiziano Rosani, presenta dal 29 settembre 2012 al 13 gennaio 2013 “Prospettive di futuro. Merano 1945-1965”, una mostra che ritrarrà il panorama artistico e culturale della città nel ventennio tra il 1945 e il 1965.
 
I due decenni successivi alla conclusione del secondo conflitto mondiale segnano uno dei periodi più ricchi di tensioni e contrasti della storia della città di Merano. Da una parte un sentire nuovo e d'avanguardia, dall'altra una certa malinconia per il tempo perduto, hanno condizionato fortemente molti ambiti della vita cittadina. Merano era stata città lazzaretto per reduci di entrambi i fronti, e questo suo ruolo l'aveva risparmiata dai feroci bombardamenti. Si poteva quindi ricostruire partendo da condizioni più favorevoli. Tuttavia non fu un inizio privo di ostacoli: la posizione internazionale a lungo dibattuta dell'Alto Adige, e della stessa vicina Austria fino al 1955, non ebbero influenze di poco conto e le tensioni che ne scaturirono culminarono nell'esplosione del terrorismo di cui la notte dei fuochi del 1961 fu il culmine e segnò un nuovo punto di svolta.
Il periodo in esame, in particolare la seconda metà degli anni Cinquanta e la prima degli anni Sessanta, si è contraddistinto altresì per un impressionante fervore culturale, che ha visto la realizzazione di una serie di mostre di notevole rilevanza (Picasso, Pollock, Ernst per citarne solo alcune), organizzate e sostenute con lungimiranza dall'allora direzione dell'Azienda di Soggiorno. L'attenzione dell'ente turistico alla creazione di un'immagine di Merano imperniata sulla cultura ha portato nella città termale artisti e intellettuali di fama internazionale (da Peggy Guggenheim a Ezra Pound), che hanno creato i presupposti di scambio e confronto con la realtà locale e posto le basi per una rottura con gli stilemi più accademici e tradizionali.


30.10.2012 # 2720
Stufi della crisi? Torna il cibo strong

Daria La Ragione // 0 comments

MAXIM KANTOR. Vulcano

a Milano fino al 9 dicembre 2012

Dal 26 ottobre 2012 la Fondazione Stelline di Milano, in collaborazione con il Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, presenta per la prima volta in Italia in maniera completa ed esaustiva l’opera di Maxim Kantor, pittore e scrittore di origine russa.
Il cuore dell’esposizione, a cura di Alexandr Borovsky e Cristina Barbano, è il portfolio Vulcanus. Atlas realizzato nel 2010, a cui fanno da cornice un nucleo di dipinti degli ultimi anni e alcuni esempi rappresentavi dell’intera attività pittorica di Kantor (1980-2012). Una piccola sezione sarà dedicata alla sua attività di scrittore.
 
L’opera di Maxim Kantor è conosciuta in Italia, dove l’artista ha esposto in tre precedenti occasioni. Nel 1988 presso Studio Marconi Milano, all’interno della mostra collettiva “Artisti Sovietici Contemporanei”; nel 1997 alla XLVII Biennale di Venezia, con la mostra “Criminal Chronicle”, a cui fu completamente dedicato il Padiglione Russo e nel 2005 alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia.
Tuttavia le numerose mostre tenute dall’artista a partire dalla fine degli anni Ottanta in diverse città in Europa e negli Stati Uniti, oltre a quelle italiane appena citate, sono sempre state dedicate a un particolare periodo del suo lavoro o ad una singola serie grafica.
Questa mostra, che occuperà entrambe le Gallery della Fondazione Stelline, si differenzia invece dalle precedenti in quanto accosta al portfolio Vulcanus, realizzato nel 2010, un nucleo di sedici dipinti, alcuni di grandi dimensioni, rappresentativi dell’intera attività pittorica di Kantor (1980-2012). Una piccola sezione sarà dedicata alla sua attività di scrittore.
Maxim Kantor (Mosca 1957) è pittore, incisore e scrittore russo contemporaneo, figlio dell’intellettuale e filosofo Karl Kantor, scomparso nel 2008, con il quale ha sempre avuto un profondo rapporto di vicinanza, di scambio, di confronto. La sua produzione artistica si divide in tre periodi principali.


11.09.2012 # 2608
Stufi della crisi? Torna il cibo strong

Ilas Web Editor // 0 comments

Free Resources: Stiff Staff Font


Da Fontfabric un nuovo originalissimo carattere digitale

Un nuovo font é disponibile su Fontfabric, in arrivo direttamente dalla Bulgaria per mano di un talentuoso designer. 

Appartiene alla categoria dei font decorativi, quindi da sfruttare al massimo per titoli, poster tipografici. Enjoy it!

02.04.2012 # 2409
Stufi della crisi? Torna il cibo strong

Ilas Web Editor // 0 comments

Free Resources:
Silverfake font

Un nuovo carattere disponibile per il download

Documento senza titolo

Silverfake è un nuovo font contemporaneo gratuito progettato Alexey Frolov aka MRfrukta. Un mix di "vecchio stile", che si lega ad un sapiente uso contemporaneo delle curve che rendono il carattere applicabile sia in un design retrò che moderno.

Silverfake contiene solo lettere maiuscole, con anche alcuni caratteri alternativi inclusi. Buon divertimento!

10.03.2012 # 2398
Stufi della crisi? Torna il cibo strong

Ilas Web Editor // 0 comments

Free Resources:
Archive Free
Font

Un font gratuito disegnato da Slava Kirilenko.

Documento senza titolo

Un nuovo font si aggiunge alla serie di download gratuiti. Si tratta di ARCHIVE, progettato da Slava Kirilenko - graphic designer di Almaty in Kazakhstan. Il rigore geometrico unito ad alcune soluzioni grafiche lo rendono particolarmente attuale e versatile, spendibile in una moltitudine di progetti diversi.


01.01.1970 # 5409
Stufi della crisi? Torna il cibo strong

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titolo

sottotitolo

Da qualche anno a quesa parte, sono divenuti possibili film in ambientazioni alquanto estreme. Ambientazioni per cui la gestione della ripresa e la creazione delle inquadrature, sarebbe risultata, beh… difficile!

E’ questo ad esempio il caso di “Vita di Pi”, vincintore, nell’anno della sua uscita del premio oscar ai migliori effetti speciali, o ancora del nuovo film targato Amazon, “ The Aeronauts ”.

Il film tratta le vicende di Amelia Wren e James Glaisher, che a bordo di una mongolfiera effettuano una serie di pericolose ascensioni in mongolfiera, per effettuare i primi studi sulle previsioni meteorologiche. Liberamente ispirato da una storia vera, il film sviluppa molte delle sue scene principali, proprio nell’immenso cielo.

Ecco quindi che il digitale, sempre più necessario nelle produzioni cinematografiche, qui diventa un obbligo.

Gli effetti speciali realizzati per il film, vista la location,  rischiavano, per quantità e presenza nel frame, di farsi sentire troppo. E questo è un aspetto da considerare, se non si vuole rischiare di dare al lungometraggio, un effetto troppo “finto”. 

Christian Kaestner, supervisori agli effetti speciali della Framestore, incaricata di sviluppare tutti i principali elementi 3D, ricordando questo punto spiega: “per evitare il problema del “troppo 3D”,  abbiamo stabilito fin dal principio che ogni singolo elemento digitale, sarebbe dovuto andare in supporto alla narrazione, non prendendo il sopravvento, ma piuttosto, rimanendo nell’ombra, quasi invisibile all’attenzione dello spettatore, ma presente.

Ovviamente in questa ottica anche l’integrazione totale tra girato e digitale diveniva fondamentale. Sono stati realizzati 500 shot in CGI, e circa tre quarti di essi, avevano come unico elemento reale il cesto posizionato sotto la mongolfiera.




The Aeronauts - Trailer di uscita

La realizzazione degli effetti speciali de “The Aereonauts” è stata possibile a Framestore, dividendo il lavoro, per tutte le filiali della compagnia sparse per il mondo. 

Kaestner spiega: “Ad esempio, Stuart Penn, uno dei nostri supervisori dell’ufficio di Londracontrollava il lavoro, che per grande parte era invece realizzato a Montreal, mentre alcune delle sequenze sono state finalizzate nei nostri uffici di  Poona ( città dell’india N.D.R.).

Ultimamente è diventato alquanto comune dividere il lavoro lungo tutti questi uffici. In questo senso, la nostra pipeline, per non incappare in problemi e rallentamenti, è diventata parecchio robusta.”

Al di là della realizzazione dei vari cieli, la creazione della Londra del 1862, è stata una delle grandi sfide del film.

“Siamo partiti con tanta ricerca in merito alla forma e architettura della capitale inglese di quel tempo.

A questo si è aggiunta anche la necessità intrinseca degli shot, che prevedevano il take-off ed il volo della mongolfiera con Hames e Amelia che volteggiano nello skyline di Londra, a richiedere parecchia attenzione realizzati.”

Per garantire il massimo della qualità, sono state utilizzate le antiche mappe di Londra: “Le abbiamo proiettate su di un piano e sviluppato da li il layout delle strade, piazzando successivamente gli edifici principali a mano e piazzando il resto delle strutture cittadine e dei parchi, utilizzando un tool di istanze che ci ha permesso di popolare le grandi aree con variazioni di palazzi e vegetazione. Abbiamo costruito una libreria di edifici aziendali e residenziali, che poi abbiamo mixato in differenti modi, compresi anche di texture e dettagli, in modo da ottenere variazioni realistiche. Solo così abbiamo potuto ricostruire i 270 gradi di visuale sul paesaggio, che alcune scene a volo d’uccello richiedevano.”

The Aeronauts - Making of

E se questo come lavoro vi sembra già degno di nota, aspettate di sentire quanto è stato necessario ricreare per le scene di film ambientate in cielo.

Per tutto il film, le scene del cielo sono state mappate e progettate, per scorrere alla loro velocità di viaggio reale della mongolfiera, rispettando inoltre anche le altezze di volo.

Questo aspetto tecnico ovviamente ha permesso al team di animazione di sentire fin da subito la velocità e la spazialità delle scene, rispetto a come ad esempio il pallone aerostatico si sarebbe dovuto muovere nell’aria.

Lo stesso pallone aerostatico ha rappresentato una sfida non da poco. Il rig (ossia l’insieme di controlli di animazione) che è stato creato per l’occasione, doveva ricreare coerentemente di fatto un pezzo enorme di stoffa, riempito di gas, tenuto insieme da cavi, sempre in movimento ed in deformazione. 

In questo senso si è lasciato grande spazio alla simulazione. L’animazione tradizione è entrata in gioco infatti soltanto per aggiungere o sistemare piccole deformazioni sulla silhouette del pallone aerostatico. Il team di VFX ha letteralmente “gonfiato” il pallone dall’interno, facendo il modo che il tessuto spingesse da sotto le corde che tengono insieme il tutto, donando quindi un movimento estremamente realistico. Il controllo del movimento è quindi avvenuto principalmente modificando i parametri delle forze fisiche che entravano in gioco nella simulazione stessa.

Un altro protagonista delle scene in volo, oltre alla mongolfiera, è stato l’immenso ammasso di nuvole. Per la loro realizzazione, si sono usati sistemi di istanza, normalmente utilizzati ad esempio per la distribuzione di alberi o elementi naturali in un paesaggio.

E’ straordinario vedere quanto lavoro, cura, e amore per la propria arte digitale, sia celata dietro una simile produzione!

Per maggiori informazioni sulle varie fasi di lavorazione di questo lungometraggio, potete leggere l’intervista integrale a Christian Kaestner, all’indirizzo: https://www.artofvfx.com/the-aeronauts-christian-kaestner-vfx-supervisor-framestore/

Per vedere altri lavori della compagnia di effetti speciali Framestore, potete visitare il link: https://www.framestore.com

01.01.1970 # 5377
01.01.1970 # 5363
Stufi della crisi? Torna il cibo strong

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titolo

sottotitolo

CALENDARIO RECUPERI

CORSO DI PUBBLICITÀ SEZ. P815
LEZIONE SOPPRESSA / VENERDI 13-12-2019

RECUPERO
MERCOLEDI 18/12/2019 ORE 11,00 - PROF. IANNUCCI



01.01.1970 # 5362
Stufi della crisi? Torna il cibo strong

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CALENDARIO RECUPERI

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CALENDARIO RECUPERI

CORSO DI PUBBLICITÀ SEZ. P815
LEZIONE SOPPRESSA / VENERDI 13-12-2019

RECUPERO
MERCOLEDI 18/12/2019 ORE 11,00 - PROF. IANNUCCI


01.01.1970 # 4095
Stufi della crisi? Torna il cibo strong

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S7 Airlines: Imagine

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Imagine, un nome perfetto per questo commercial che prende spunto dalla fantasia galoppante dei bambini per agganciare il fanciullo dentro di noi e portarlo a correre e giocare con mammuth, supereroi, balene che vivono sottoterra e razzi spaziali.
Ma non poteva essere altrimenti: metti insieme uno dei prodotti più stimolanti che ci siano - il viaggio sulle nuvole - e l’agenzia più forte del momento - Wieden + Kennedy - ed ecco che viene fuori un piccolo gioiello.
Il meccanismo emotivo è perfetto: prima i bimbi che immaginano posti assurdi in cui viaggiare, e noi li guardiamo pensando che bella sia la fantasia, poi arriva il momento triste con la bimba che dice che secondo lei questi non esistono in questo mondo, e ci riporta all’età adulta con un po’ di amaro in bocca; ma è solo un attimo, perché subito dopo ecco viaggiamo scoprendo che draghi, principesse e sirene sono tutto introno a noi, e aspettano solo di essere scoperti.
Poi dice che una si innamora di Wieden + Kennedy
Advertising Agency: Wieden + Kennedy, Amsterdam, Netherlands
Director: Joshua Neale
Music Company: Woodwork Music

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01.01.1970 # 3878
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