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Mostre ed eventi // Pagina 97 di 223
14.02.2013 # 2926
Astratto & Concreto

Daria La Ragione // 0 comments

Astratto & Concreto

a Roma fino al 9 marzo 2013

Se da un punto di vista grammaticale non è sempre facile distinguere il concreto dall’astratto, visto il diverso significato di certi vocaboli della lingua italiana (si pensi ad esempio al concetto del termine capace per un recipiente e capace per una persona), ancora più sottile è la differenza tra l’astrattismo e l’arte concreta. Intendendo per astrattismo la ricerca della forma pura tramite colori e forme geometriche e definendo con termini diversi le altre esperienze non figurative come espressionismo astratto, informale, eccetera, è quasi impercettibile la differenza tra l’astratto geometrico e la proposta, nel dopoguerra, del MAC (Movimento Arte Concreta). L’Astrattismo, nato nei primi anni del ‘900 dalla scelta degli artisti di negare la rappresentazione figurativa per esaltare i propri sentimenti attraverso forme, linee e colori in composizioni geometriche, si propone come il rifiuto della realtà anche se da essa a volte prende ispirazione, mentre l’Arte concreta attinge a forme, linee e colori elaborati dalla personale immaginazione dell’artista anziché dai processi di astrazione delle immagini della natura e lontana da ogni significato simbolico. Il percorso della pittura astratta italiana, che si snoda nei decenni non attraverso una linea del tutto continua ma nello stesso tempo neanche con strappi troppo violenti, transita attraverso diverse e diversificate esperienze tutte comunque legate dal comune intento di evidenziare la dicotomia tra la realtà e la sensibilità emotiva degli artisti espressa con un linguaggio autonomo e privo di riferimenti reali. Ne sono la prova le opere in mostra realizzate da alcuni grandi protagonisti dell’astrattismo italiano e del MAC, tra i quali spiccano nomi come: Enrico Bordoni,  tra i primi ad aderire al MAC, nel 1951 presente alla mostra Arte astratta e concreta in Italia alla GAM di Roma con opere a campiture strettamente compatte e spesso geometricamente spigolose; Attanasio Soldati, fondatore con Dorfles, Monnet e Munari del  Movimento Arte Concreta nel 1947 a Milano, già all’inizio degli anni Trenta aveva iniziato ad elaborare, indagando le potenzialità espressive della forma e del colore, opere di un rigoroso astrattismo geometrico; Piero Dorazio, che da quando nel 1947 con Accardi, Attardi, Consagra, Guerrini, Perilli, Sanfilippo e Turcato dà vita al gruppo Forma 1 prosegue la sua intensa attività pittorica in una costante ricerca sul colore, rompendo le superfici geometriche in tessuti ordinati ricchi di segni quasi a voler modellare e filtrare la luce; Carla Accardi, sempre legata alle problematiche dello sviluppo dell’intreccio, con un rincorrersi quasi automatico del segno dapprima monocromatico e poi con una vasta gamma di colori; Achille Perilli, che dalle opere della fine degli anni Quaranta orientate contemporaneamente verso la geometrizzazione e il contenuto simbolico-cromatico a quelle più recenti, quando le sue figure irregolari ed inverosimili giocano sull’ambiguità prospettica, ha quasi sempre rivolto la sua attività pittorica ad una rappresentazione astratta;  Giulio Turcato,  tra i fondatori dell’Art Club a Rom, rimane costantemente impegnato sul fronte dell’astrattismo con opere che testimoniano la tensione tra forma e colore e la ricerca di nuovi orizzonti spazio temporali; Albino Galvano fondatore con Biglione, Levi Montalcini, Parisot, Rama e Scroppo del gruppo torinese del MAC, anche in questo periodo di ricerca senza rinunciare a rimanere dentro alla pittura associa l’immagine ad un oggetto, anche se non alla sua sostanza, dove le sagome, fini a se stesse, sono un pretesto per dipingere; Bruno Munari, grafico, designer, pittore, scultore, dopo le esperienze astratte degli anni Trenta affronta le ricerche visive con opere anche tridimensionali fino agli enigmatici positivi-negativi dove lo spettatore sceglie tra la forma in primo piano o quella di fondo; Luigi Veronesi, protagonista della stagione astrattista italiana degli anni Trenta (aderisce nel 1934 al gruppo parigino Abstraction-Creation), nel secondo dopoguerra, aderendo al MAC, ha continuato le sue ricerche in ambito astratto-geometrico con iniziative molto personali come le trasposizioni cromatiche di partiture musicali o le sperimentazioni fotografiche del fotogramma astratto; Gualtiero Nativi, firmatario del Manifesto dell’Astrattismo Classico nel 1950, con dipinti caratterizzati da un intensa vibrazione e da un utilizzo del colore nelle più diverse sfumature cromatiche, rimane tra i maggiori protagonisti dell’astrattismo fiorentino del dopoguerra. Sono inoltre presenti in questo spaccato dell’arte astratta contemporanea proposto dalla Globart Gallery, le opere di altri artisti con esperienze geometriche come Enrico Sirello, Rocco Borella, Carlo Nangeroni, Renato Spagnoli, Eugenio Carmi, Nicola Carrino.



14.02.2013 # 2927
Astratto & Concreto

Daria La Ragione // 0 comments

BOB DYLAN - The New Orleans Series

a Milano fino al 10 marzo 2013

Palazzo Reale ospita la prima mostra in Italia dei dipinti di Bob Dylan, esponendo nelle stanze dell’Appartamento di Riserva la serie più recente delle creazioni dylaniane, New Orleans Series, realizzata dall’artista tra il 2008 e il 2011. La mostra, promossa e prodotta dal Comune di Milano Cultura Moda Design e da Palazzo Reale, è curata da Francesco Bonami.

Tutti conoscono Bob Dylan come musicista, poeta della canzone e autore di testi entrati nella storia della musica come colonna sonora della vita di intere generazioni. A coronamento di questa carriera, nell’aprile del 2008 gli viene assegnato il Premio Pulitzer “per il profondo impatto sulla musica popolare e sulla cultura americana, grazie alle liriche composte e alla straordinaria forza poetica dei suoi testi”.

Pochi però sanno che Dylan è da sempre anche un artista visivo, che disegna fin da quando era molto giovane e che verso la fine degli anni ‘60 ha iniziato a dipingere. La prima collezione di bozzetti e disegni, nata in un tour che lo portò dall’America in Europa e Asia tra il 1989 e il 1992, fu pubblicata nel 1994 in un libro dal titolo Drawn Blank ed esposta per la prima volta al Kunstsammlungen di Chemnitz in Germania nel 2007, rielaborata per la mostra in versione di acquarelli e gouaches con il titolo The Drawn Blank Series. Una seconda serie di tele vede la luce nel 2010, in occasione di una personale in Danimarca, alla National Gallery di Copenhagen, per la quale Dylan crea The Brazil Series. - Immagine a lato "Little Theater Courtyard" 2008-2011 -

Il set dei 23 dipinti esposti nelle sale di Palazzo Reale sarà invece New Orleans: non la città del passato recente devastata dall’alluvione, bensì la New Orleans impregnata nell’atmosfera un po’ losca ma cool degli anni ‘40 e ‘50. La mostra è una narrazione personale, dove ogni opera è un frammento di una storia più grande e ogni immagine vive a metà fra sogno e ricordo.

14.02.2013 # 2925
Astratto & Concreto

Daria La Ragione // 0 comments

Padiglione Italia alla 55esima Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia: Vice versa

a Venezia fino al 24 novembre 2013

Vice versa è il titolo scelto dal curatore Bartolomeo Pietromarchi per il progetto espositivo del Padiglione Italia alla 55. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali attraverso la Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l’Architettura e l’Arte Contemporanee.

Vice versa riprende un concetto teorizzato da Giorgio Agamben nel volume Categorie italiane. Studi di Poetica (1996), in cui il filosofo sostiene che per interpretare la cultura italiana sia necessario individuare una “serie di concetti polarmente coniugati” capaci di descriverne le caratteristiche di fondo. Binomi quali tragedia/commedia, architettura/vaghezza o velocità/leggerezza divengono così originali chiavi di lettura di opere e autori fondanti della nostra storia culturale.

Questa attitudine speculare e dialettica, e in particolare la dimensione del doppio, è uno degli aspetti che più profondamente caratterizzano l’arte contemporanea italiana. Basti citare la poetica di artisti come Alighiero Boetti, Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto, Luigi Ontani e Gino De Dominicis che basano la propria ricerca su polarità contrapposte: ordine e disordine, immagine e riflesso, visibile e invisibile, i confini tra realtà e finzione, originale e copia, tragedia e commedia tendono a dissolversi. La natura antitetica della nostra cultura produce così opere che ribaltano la realtà in finzione e la finzione in realtà, dove nel gioco del vice versa il paesaggio diviene palcoscenico, la storia performance, l’opera teatro, l’immaginario popolare storia personale.

Ispirandosi a questa visione, vice versa propone un percorso espositivo composto da sette stanze, sette ambienti ognuno dei quali ospita due artisti in dialogo tra loro, dove il senso profondo di questa vocazione dialettica è manifestato dalle opere esposte.

La mostra diviene così un viaggio ideale nell’arte italiana di oggi e di ieri, un itinerario che racconta identità e paesaggi – reali e immaginari – esplorando la complessità e le stratificazioni della vicenda artistica e antropologica del paese. Un ritratto dell’arte recente non più letta come contrapposizione tra movimenti e generazioni, ma come un atlante di temi e di attitudini, riconducibili alla storia e alla cultura nazionali, in un dialogo incrociato di corrispondenze, derivazioni e differenze, tra figure di maestri riconosciuti e artisti delle generazioni successive.

14.02.2013 # 2924
Astratto & Concreto

Daria La Ragione // 0 comments

The Pop Will Eat Himself

a Milano fino al 1 aprile 2013

Triennale Design Museum presenta una selezione di sculture in ceramica di
Massimo Giacon, edite da Superego editions: una ³famiglia² di colorati,
mostruosi e grotteschi personaggi scaturiti dalla fantasia dell'eclettico e
poliedrico fumettista, illustratore, designer, artista e musicista di
origini padovane.

Il progetto nasce da una mostra realizzata alla fine del 2006. Inizialmente
i personaggi non erano pensati per essere delle ceramiche, ma semplici
immagini bidimensionali che, partendo da schizzi e progetti, diventavano
tridimensionali virtualmente, mediante un programma di modellazione 3D.
Giacon vuole rappresentare un mondo di personaggi malati, dei Toys che, a
differenza di quelli che popolano l¹universo di Toy Story, vivono
un¹esistenza infelice, deturpati da malattie, mutilati, umiliati da un mondo
che non sa più cosa farsene, corrotti dal Pop, visto come un¹entità
triturante e senza coscienza, ben distante dalla pop art di Warhol.

Afferma Silvana Annicchiarico, direttore del Triennale Design Museum: ³Le
mostre al Triennale DesignCafé nascono con lo scopo di offrire sguardi
inediti su progettisti, temi, materiali, tecniche e lavorazioni, con una
particolare attenzione a dialoghi e scambi fra serialità e artigianato,
contemporaneità e tradizione.
Confrontandosi con il medium tradizionale della ceramica, Massimo Giacon
trasferisce elementi visivi tipici dei suoi fumetti e delle sue
illustrazioni dalla bidimensionalità alla tridimensionalità. Ne risultano
opere all¹apparenza gioiose e ironiche, ma in realtà profondamente
meditative e tragiche. Una amara riflessione sulla perdita di innocenza di
una società ormai inesorabilmente corrotta e malata.



14.02.2013 # 2923
Astratto & Concreto

Daria La Ragione // 0 comments

Nam June Paik in Italia

a Modena fino al 2 giugno 2013

Il percorso espositivo presenta una significativa selezione di opere – oltre cento lavori – provenienti da importanti collezioni italiane e si propone di ricostruire il rapporto dell'artista con il nostro Paese di cui è stato ospite assiduo, dagli anni Settanta a tutti gli anni Novanta, da solo o con altri artisti della galassia Fluxus, impegnato in performance, mostre, scambi e dialoghi con critici, collezionisti, istituzioni.

Il nucleo principale della mostra è costituito dai numerosi lavori appartenuti ad Antonina Zaru, che con l’artista coreano ha intrattenuto un rapporto duraturo e fecondo. Sono inoltre esposti documenti e testimonianze fotografiche e filmate scaturite da un’ampia ricognizione condotta sul territorio emiliano, dove Paik ha trovato molta attenzione da parte di galleristi appassionati come Rosanna Chiessi e Carlo Cattelani e di accorti collezionisti.

 

Esponente di spicco del movimento Fluxus, considerato il principale precursore della videoarte, è stato definito "un artista consapevole del proprio tempo", capace di utilizzare l'oggetto televisore e la telecamera sia come elementi con cui produrre videosculture e videoinstallazioni sia come componenti vere e proprie di performance.



07.02.2013 # 2918
Astratto & Concreto

Daria La Ragione // 0 comments

The Dalì Universe Florence

a Firenze fino al 25 maggio 2013

Il Maestro del Surrealismo arriva a Firenze con “The Dalí Universe Florence”, una mostra interamente dedicata a Salvador Dalí con più di 100 opere esposte.

Un’occasione unica che permette al pubblico di avvicinarsi agli aspetti meno noti del lavoro del grande artista.
Il visitatore avrà il piacere di ammirare collezioni ad oggi ancora poco conosciute, inerenti a diversi aspetti della produzione artistica di Salvador Dalì come le sculture in bronzo, i mobili surrealisti e gli oggetti in vetro.
Accanto alle grandiose sculture “The Dalí Universe Firenze” mostra al pubblico la veste poco conosciuta di Dalí illustratore: il Maestro si dedicò infatti alla rilettura in chiave surrealista di molti testi letterari, sia contemporanei che classici.
La mostra, organizzata dalla Fondazione Ambrosiana per l’Arte e la Cultura, inaugura mercoledì 30 gennaio, alle ore 18, e apre al pubblico dal 1° febbraio.
“The Dalì Universe Florence” sarà presentata alla stampa mercoledì 30 gennaio alle ore 12 nella Sala Oriana Fallaci di Palazzo Medici Riccardi (Via de’ Ginori, 8) dal curatore dell’esposizione e Presidente della Fondazione Ambrosiana, Beniamino Levi, uno dei maggiori esperti di Salvador Dalí che ha conosciuto personalmente il Maestro e il suo entourage fin dagli anni Sessanta, incontrandolo personalmente nelle sue residenze di Parigi, New York e nella sua terra natale, la Spagna.