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Mostre ed eventi // Pagina 83 di 218
06.06.2013 # 3102
Empire State. Arte a New York oggi

Daria La Ragione // 0 comments

Empire State. Arte a New York oggi

a Roma fino al 21 luglio 2013

Michele Abeles, Uri Aran, Darren Bader, Antoine Catala, Moyra Davey, Keith Edmier, LaToya Ruby Frazier, Dan Graham, Renée Green, Wade Guyton, Shadi Habib Allah, Jeff Koons, Nate Lowman, Danny McDonald, Bjarne Melgaard, John Miller, Takeshi Murata, Virginia Overton, Joyce Pensato, Adrian Piper, Rob Pruitt, R. H. Quaytman, Tabor Robak, Julian Schnabel, Ryan Sullivan


Il tema su cui si misura questo ambizioso progetto espositivo è la capacità degli artisti di re-immaginare la vita urbana, interrogandosi più specificatamente sulla capacità di New York di rappresentare ancora e per eccellenza un luogo di elaborazione di idee.

La mostra riunisce un gruppo di venticinque artisti di diverse generazioni attivi nei cinque distretti metropolitani così come nelle aree periferiche ed extraperiferiche della città, presentando opere che riflettono sullo spazio urbano come mezzo di distribuzione del potere. Un argomento quanto mai attuale in un’epoca come la nostra, in cui il ruolo politico, economico e culturale degli Stati Uniti negli affari internazionali è oggetto di un ripensamento non privo di serie inquietudini. L’arte contemporanea, in questo caso, si fa strumento di riflessione sulla pervasività dei media nelle città moderne.


24.06.2013 # 3128
Empire State. Arte a New York oggi

Daria La Ragione // 0 comments

Desiring the Real. Austria contemporary

fino al 8 settembre 2013

Merano Arte 22 Giugno – 8 Settembre 2013

Museion 22 Giugno – 22 Settembre 2013

L'unica cosa che l'opera d'arte può, è suscitare il desiderio di uno stato differente del mondo.
E questo desiderio, ha un senso rivoluzionario.
Heiner Müller


Dal 22 giugno 2013, MERANO ARTE e MUSEION - Museo di arte e moderna e contemporanea di Bolzano ospitano Desiring the Real, una mostra realizzata dal Ministero Federale Austriaco per l'Istruzione, l’Arte e la Cultura, Dipartimento di Relazioni Internazionali e di Culto. L’esposizione presenta le opere acquisite negli ultimi anni da parte della collezione d'arte del Governo Federale, oltre che alcune opere concesse in prestito per l’occasione.

Il desiderio come forza creativa e motrice della realtà è la materia di cui è fatta l’arte e si costituisce in ricerche artistiche che traducono l’esistenza in immagini, parole, installazioni e film. A differenza di un tempo, l’arte non è più volta necessariamente alla mimesis, alla mera e semplice rappresentazione della realtà, ma si è fatta strumento di sperimentazione e riflessione sul modo di guardare al mondo e sul confine tra ciò che chiamiamo realtà e ciò che chiamiamo finzione.

A MERANO ARTE - fino all’8 settembre - vengono proposte le opere di undici artisti che si confrontano con diversi modelli di realtà e assurgono questo tema a questione contrale della loro poetica. Le immagini di Caltrin Bolt, di Bele Marx & Gilles Mussard, di Margherita Spiluttini, l’installazione di Siggi Hofer, il paesaggio di Michael Goldgruber, disattendono le aspettative dell’osservatore minando la logica delle associazioni simboliche e linguistiche, facendo riflettere su come il nostro sguardo sia influenzato dal filtro mediatico e determinato dalla cultura e dalla politica.
Le fotografie di Maria Hahnenkamp, l’installazione di Ulrike Königshofer, il video di Adriana Czernin, di Josef Dabernig e quello di Hannes Zebedin, approfondiscono in più il tema dell’identità, l’apertura verso una moltitudine di interpretazioni e di variazioni formali, il fatto che la complessità esistenziale sia irriducibile ad alcuna e conclusa lettura ordinaria. L'installazione di Esther Stocker inventa invece uno spazio astratto, definendo un nuovo ordine tra significato e realtà.

Nella Project Room di MUSEION - fino al 22 settembre - vengono presentati due progetti inediti, esposti a rotazione. Si inizia con l’installazione “Spazio delle fasi” dell’artista Judith Fegerl (dal 22/06 al 28/07), a cui segue un progetto di Leopold Kessler (dal 9/08 al 22/09). Il focus sui protagonisti della giovane arte austriaca è completato dal video “Decomposition” realizzato da Rainer Gamsjäger per la facciata mediale di Museion (proiezioni: 20-21/06 e 23/07, ore 22). È in programma anche un momento dedicato alla danza, con una performance del coreografo-ballerino Sebastian Prantl - l’evento è organizzato nell’ambito di Bolzano Danza ed è in collaborazione con il Südtiroler Kulturinstitut di Bolzano (23/07 ore 18).

Merano arte - artisti partecipanti: Catrin Bolt (Friesach, 1979), Adriana Czernin (Sofia, 1969), Josef Dabernig (Kötschach-Mauthen, 1956), Michael Goldgruber (Leoben, 1975), Maria Hahnenkamp (Eisenstadt, 1959), Siggi Hofer (Brunico, 1970), Ulrike Königshofer (Koglhof, 1981), Bele Marx & Gilles Mussard (Salisburgo, 1968, Parigi, 1956), Margherita Spiluttini (Schwarzach, 1947), Esther Stocker (Silandro, 1974), Hannes Zebedin (Lienz, 1976).

Museion - artisti partecipanti: Judith Fegerl (Vienna, 1977), Rainer Gamsjäger (Bad Ischl, 1974), Leopold Kessler (Monaco, 1976)

Desiring the real è una mostra itinerante presentata a partire da Aprile 2012 in vari stati in tutto il mondo. Sedi espositive in cui è già stata ospitata la mostra: il Museo d’Arte Contemporanea di Belgrado, Serbia, il MUAC University Museum of Contemporary Art di Città del Messico e il FIC Cervantino Festival International, Università di Guanajuato, Messico, il Centro de Arte Contemporáneo Wifredo Lam dell'Avana, Cuba, la Galleria Gaal a Culiacan, Messico e il Museo di Arte Contemporanea di Zagabria, Croazia.
L’esposizione si trasferirà in futuro anche in sedi espositive in Macedonia, Turchia, Francia, Bosnia-Herzegovina, Russia, Lettonia.

20.06.2013 # 3127
Empire State. Arte a New York oggi

Daria La Ragione // 0 comments

I SETTE SAVI DI FAUSTO MELOTTI

a Milano fino al 10 novembre 2013

Recentemente restaurato grazie al contributo di SEA - Aeroporti di Milano, il gruppo scultoreo viene esposto, fino al 10 novembre 2013, alla Porta di Milano dell’aeroporto Malpensa

Dopo quasi cinquant’anni, tornano visibili al pubblico I sette savi di Fausto Melotti. Grazie al contributo di SEA - Aeroporti di Milano che ha finanziato il suo accurato restauro, facendo sua la sollecitazione della Provincia di Milano, il gruppo scultoreo torna come unico protagonista di un’esposizione, in programma dal 20 giugno al 10 novembre 2013, nell’affascinante spazio della Porta di Milano, collocato nell’aeroporto di Malpensa, tra l’ingresso del Terminal principale e la stazione ferroviaria che conduce in città.

La Porta di Milano è un’opera architettonica che rappresenta la “dodicesima porta” di accesso alla città, realizzata dagli architetti Pierluigi Nicolin, Sonia Calzoni - che hanno firmato anche l’allestimento della mostra -, Giuseppe Marinoni, Giuliana Di Gregorio, vincitori del concorso internazionale, promosso da SEA Aeroporti di Milano nel giugno 2009, con un progetto selezionato tra gli oltre 90 provenienti da tutto il mondo.
La Porta di Milano rappresenta un unicum nel panorama delle aerostazioni mondiali, in quanto progettato come struttura funzionale di accesso all’aeroporto e al tempo stesso come spazio espositivo in grado di arricchire la già importante offerta di Milano, ospitando iniziative d’arte con cadenza periodica.

Il gruppo scultoreo de I sette savi nasce da una lunga gestazione. Fu concepito infatti come un insieme di 12 gessi per la sala intitolata “Coerenza dell’uomo” della VI Triennale di Milano. Di queste, sopravvissero intatte solo sette sculture e questo stesso numero portò Melotti a non volere reintegrare le cinque perdute. L’opera infatti acquisì un nuovo senso, facendo riferimento alla magia del ‘sette’ che si ritrova in tanta parte della cultura: l’ordine dell’universo secondo la matematica antica, i Sette contro Tebe e la ricorrenza del numero nel pensiero greco, le Sette Odi arabe, le sette meraviglie del mondo, nel Cristianesimo i sette peccati capitali, i sette sacramenti, i vizi e le virtù, e così via fino ai “Sette messaggeri” di Dino Buzzati.

Dovendolo ricostruire, l’autore decise quindi di creare sette statue in pietra. Ogni statua è simile ma differente dalle altre, creando un ritmo quasi musicale come era tipico anche della scultura astratta di Melotti. La sequenza si propone come variazione su un tema unico e induce a riflettere sulla compostezza e l’aspetto sacrale di coloro che dedicano la loro vita alla conoscenza.

Il pubblico ne conosce altre due versioni: quella in gesso, esposta al MART di Rovereto, eseguita nel 1960 e probabilmente modello per quella del Carducci, e quella in marmo di Carrara creata nel 1981 ed esposta nel giardino del PAC di Milano. La versione originaria del 1936 in dodici elementi è andata parzialmente distrutta.

I SETTE SAVI di FAUSTO MELOTTI

Aeroporto di Malpensa, Porta di Milano (Terminal 1)

20 giugno 2013 – 10 novembre 2013

Orari: dalle 10.00 alle 22.00

Ingresso libero

06.06.2013 # 3103
Empire State. Arte a New York oggi

Daria La Ragione // 0 comments

Diamond. A ruina resurrexit

a Roma fino al 7 luglio 2013

Dall’esordio come writer sono passati molti anni e, seppure l’esperienza in strada sia ancora oggi parte integrante del suo lavoro, il suo profilo artistico si definisce sempre più nella sua complessità sfuggendo a definizioni univoche. 

Animato da un’incredibile vis creativa che lo porta ad esplorare stili e tecniche differenti, ha solide radici culturali ed una grande maestria tecnica che si evincono, nei progetti outdoor, nelle opere presentate in galleria e nei lavori in mostra.Il percorso negli spazi museali prevede l’esposizione di 11 tavole originali create nel 2010 per il libro “Roma Omnia Vincit”, editore Drago, 9 fotografie dei luoghi della città in cui l’artista è intervenuto con poster tratti dai disegni originali, infine sarà presente materiale di documentazione della fase progettuale, tra cui schizzi, disegni preparatori, stencil, ecc., che consentono di comprendere in dettaglio le fasi di realizzazione delle tavole.

I tratti distintivi del lavoro di Diamond saranno evidenziati dall’esposizione: la passione per il Simbolismo e per la Secessione viennese, la cultura Street, il disegno giapponese e il fumetto.


06.06.2013 # 3101
Empire State. Arte a New York oggi

Daria La Ragione // 0 comments

SAM DURANT. La stessa storia

a Roma fino al 1 settembre 2013

Il MACRO presenta, dal 23 aprile al 1° settembre 2013, La stessa storia, la prima mostra personale in un’istituzione pubblica italiana di Sam Durant, artista americano attivo a Los Angeles e tra i più significativi protagonisti della scena artistica contemporanea internazionale.

 

La sua ricerca si concentra da sempre su tematiche sociali, politiche e culturali proprie della storia americana – dal movimento per i diritti civili alla musica rock del sud –, ma è anche legata alle tragedie politiche e sociali che attraversano la società contemporanea. Di recente si è inoltre interessato alla storia italiana, in particolare alle vicende del movimento anarchico attivo in Italia alla fine del XIX secolo.

 

In mostra disegni di grandi dimensioni legati alla storia americana, realizzati tra il 2001 e il 2004, come Bobby Seale, Co-founder of the Black Panther Party for Self-Defense, Standing On Our Head, Standing Upside Down e Upside Down Flag with Cattle, e la grande installazione Propaganda of the Deed (2011): una serie di busti di anarchici, incompiuti e in marmo bianco, posti davanti a drappi neri e accompagnati da contenitori esplosivi su cui sono incise alcune loro celebri citazioni, per raccontare la vita di un territorio – quello di Carrara – e il suo sfruttamento.


In esposizione anche il progetto inedito Model for Proposal for a Public Fountain (2013) – un modello in scala dell’opera in marmo nero accompagnato da disegni –, in cui l’artista indaga la storia contemporanea del nostro Paese tramite immagini riprese dalla stampa che documentano le violente rivolte avvenute durante i cortei a Roma nel 2012; ma anche altri lavori, come le riproduzioni di frammenti di bombe e vari reperti, che divengono così riferimento ad una distruzione, non solo del passato, ma tuttora minaccia pericolosa per la vita dell’uomo.


Il percorso si conclude con un’opera site-specific, realizzata per l’occasione, che si inserisce nel più ampio percorso di ricerca dell’artista, ricollegandosi a opere precedenti incentrate sul tema della pena di morte, tra cui l’installazione Scaffold esposta a Kassel per dOCUMENTA (13).

06.06.2013 # 3100
Empire State. Arte a New York oggi

Daria La Ragione // 0 comments

Nagasawa. Ombra verde

a Roma fino al 15 settembre 2013

Il MACRO presenta, dal 23 aprile al 15 settembre 2013, la mostra personale di Hidetoshi Nagasawa, per celebrare la lunga carriera dell'artista giapponese, nato in Manciuria nel 1940 e stabilmente in Italia dal 1967.

 

La mostra gode del Patrocinio della Provincia di Roma, dell’Ambasciata del Giappone In Italia e dell’Istituto Giapponese di Cultura a Roma.

 

Dopo la sua ultima apparizione romana nel 1997 – in occasione della quale aveva realizzatoIl giardino di Abeona nel parco regionale dell’Appia Antica – questa nuova grande mostra, presentando un nucleo di opere rappresentative degli sviluppi più recenti del suo lavoro, intende essere un importante riconoscimento a uno dei protagonisti della scultura internazionale contemporanea.

 

La sua ricerca, inserita dalla fine degli anni Sessanta nel solco dell’arte concettuale con opere concentrate su giochi verbali, azioni e video, negli anni Ottanta subisce un cambiamento di scala, concretizzandosi in ambienti immersivi al confine tra scultura e architettura e in opere capaci di sfidare le leggi della fisica e la forza di gravità.

 

Le sue opere rivelano la costante compresenza di due poli, Oriente e Occidente, che partecipano alla definizione delle forme in un'esattezza dovuta all'equilibrio tra le parti, come emerge dai sette grandi gruppi plastici in mostra, realizzati in materiali come marmo, legno e metallo.


Iride (1993), Ombra verde (2000), Yugao-Jole (2005 – 2013), Tate no me (2007), Selinunte – Dormiveglia (2009) e Epicarmo (2012), totalmente inedita, rivelano l’abilità dell’artista nel relazionarsi con la monumentalità dello spazio espositivo, instaurando un dialogo con le grandi dimensioni della Sala Enel; mentre l’installazione Aquila (1989), esposta nella Hall, esce dallo spazio propriamente espositivo interagendo così con gli spazi esterni del Museo.


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