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Mostre ed eventi // Pagina 81 di 223
08.08.2013 # 3209
JI DACHUN. I desideri dimenticati e le nuvole che li accompagnano

Daria La Ragione // 0 comments

JI DACHUN. I desideri dimenticati e le nuvole che li accompagnano

a Roma fino al 22 settembre 2013

Il MACRO presenta, dal 16 maggio al 22 settembre 2013, Forgotten Desires and Accompanying Clouds | I desideri dimenticati e le nuvole che li accompagnano, la prima mostra personale in un’istituzione pubblica italiana di Ji Dachun (1968), artista cinese nato a Nantong e attivo a Pechino. La sua ricerca – insolita combinazione di tradizione cinese e modernità occidentale – rivela un’eccezionale singolarità di linguaggio che, con ironia e acuto umorismo, affronta le complesse relazioni tra Oriente e Occidente, ma anche la casualità della vita quotidiana, attraverso immagini fantasiose e ironiche, spesso frutto di grottesche metamorfosi. Nelle sue opere, surreali collisioni di forme e contesti originano così immagini bizzarre in cui, su ampi sfondi bianchi, compaiono in insolite prospettive figure isolate o in dialogo, o particolari combinazioni di oggetti, o ancora frammenti di corpi: immagini dall’ingenuità solo apparente, dietro cui si cela un radicale sarcasmo verso la realtà. Le sue tele, pervase da una profonda enigmaticità e spesso irriverenti, assurde, inducono inevitabilmente lo spettatore alla ricerca di un senso non immediato, nascosto, come rivelano alcune delle opere in mostra – tutte realizzate a partire dal 2006 – tra cui Holy Mother A Hostage (2011), Other Worlds (2011), Plastic Brains (2011), True World Art (2011), Brain Juice (2010), Ellen’s Book (2010) e Plastic Landscape, Plastic Park (2010). In mostra anche i lavori Rococo (2006) e la serie dei Landscape (2011), in cui l’artista affronta i temi della rovina, della decadenza e della morte, centrali nella sua ricerca.

08.08.2013 # 3207
JI DACHUN. I desideri dimenticati e le nuvole che li accompagnano

Daria La Ragione // 0 comments

Marc Quinn

a Venezia fino al 29 settembre 2013

La Fondazione Giorgio Cini presenta un nuovo importante progetto espositivo aperto al pubblico sull’Isola di San Giorgio Maggiore dal 29 maggio 2013: Marc Quinn, grande mostra personale a cura di Germano Celant e prodotta in collaborazione con l’artista, che vede una selezione di oltre 50 opere – tra sculture, dipinti, disegni e altri oggetti d’arte – realizzate da Marc Quinn, uno dei più noti esponenti della generazione degli Young British Artists.
Con oltre 50 opere tra cui  15 mai esposte prima,la mostra dal titolo Marc Quinn è tra le più importanti mai dedicate all’artista. Oltre a celebrare il rinnovarsi della collaborazione tra Quinn e Celant (che risale all’esposizione Gardenorganizzata da Fondazione Prada a Milano nel 2000), Marc Quinn segna il ritorno a Venezia dell’artista inglese dopo The Overwhelming World of Desire alla Collezione Peggy Guggenheim nel 2003, e ribadisce il crescente interesse della Fondazione Giorgio Cini per l’arte contemporanea.
(…)
Marc Quinn ha iniziato la propria carriera esplorando alcuni temi privilegiati, quali il rapporto tra arte e scienza, il corpo umano e i suoi meccanismi di sopravvivenza, la vita e la sua conservazione, la bellezza e la morte. Quinn descrive la mostra come «un’esplorazione del rapporto con il nostro corpo e con il mondo fisico e culturale che ci circonda, cosa significa vivere in un mondo che è reale e virtuale al tempo stesso».

08.08.2013 # 3206
JI DACHUN. I desideri dimenticati e le nuvole che li accompagnano

Daria La Ragione // 0 comments

I Vetri della Seguso per il Bauer (1950-1965)

aVenezia fino al 29 settembre 2013

Per comprendere al meglio la presenza degli affascinanti vetri realizzati dalla Seguso Vetri d’Arte per il Bauer, è d’obbligo riferirsi alla figura dell’armatore Arnaldo Bennati – proprietario del prestigioso albergo a partire dal 1930 – che volle arredare e decorare gli spazi interni con gusto raffinato, ricercando il bello nelle forme, spesso ardite, dell’arte moderna.
Bennati si avvalse, dal 1940 in poi, di maestranze di primo livello: uno degli architetti più in vista dell’epoca, Marino Meo, ebbe il compito di rinnovare l’architettura che, su espresso desiderio del committente, avrebbe avuto una forma a losanga in modo da simulare la prua di una nave e, una volta condotto a termine il tutto, la Seguso Vetri d’Arte guidata da undesigner del calibro di Flavio Poli, si sarebbe occupata dell’illuminazione e, più in generale, dell’abbellimento vitreo dell’albergo.
Le prime ricevute di pagamento risalgono al 1950, quando l’esigentissimo Bennati si affidava con fiducia alla Seguso Vetri d’Arte che lavorava anche per altre importantissime architetture di proprietà dell’armatore, come l’Hotel Bristol a Merano per il quale la Seguso realizzò lo stupefacente, e per certi versi insuperato, grande lampadario per il Salone delle Feste.
Con la mostra I Vetri della Seguso per il Bauer – che volutamente, a mo’ di integrazione, si svolge in contemporanea con la grande esposizione Seguso. Vetri d’arte: 1932-1973 al Museo del Vetro di Murano, curata da Marc Heiremans – il visitatore avrà l’opportunità di ammirare alcune delle soluzioni d’illuminazione e di arredo dell’epoca, ancor oggi presenti in vari ambienti, assieme ai loro disegni preparatori, gli originali fogli di progetto usati in fornace dai maestri vetrai durante la creazione, conservati presso l’archivio del Centro Studi del Vetro della Fondazione Giorgio Cini e restaurati per l’occasione grazie al generoso sostegno dell’Hotel Bauer.
E’ un affascinante tuffo nel passato, che ripercorre l’intenso viaggio dell’opera vetraria: dalla mente del designer – che la concepisce  e la fissa su carta – al prodotto finito in virtù delle sapienti mani dei maestri muranesi, fino alla collocazione negli spazi previsti, secondo personali intuizioni d’estetica illuminotecnica. Per l’occasione è stato restaurato e rimontato, grazie alla collaborazione della stessa Seguso Vetri d’Arte, lo straordinario Arlecchino che fu per decenni l’insegna del celebre omonimo night club dell’Hotel Bauer, esposto accanto al grande disegno e al progetto preparatorio conservati alla Fondazione Giorgio Cini.


08.08.2013 # 3204
JI DACHUN. I desideri dimenticati e le nuvole che li accompagnano

Daria La Ragione // 0 comments

QIU ZHIJIE. L'Unicorno e il Dragone

a Venezia fino al 18 agosto 2013

L’artista cinese Qiu Zhijie, curatore dell’ultima Biennale di Shanghai, presenterà alla Fondazione Querini Stampalia una selezione di opere inedite in occasione della sua prima
mostra personale in Italia durante la 55. edizione della Biennale d’Arte di Venezia.
Attraverso un’articolata ed eterogenea scelta di lavori, l’artista esplorerà le dinamiche complesse che tracciano gli itinerari spaziali e temporali tra Occidente ed Oriente, tra passato e presente.
Considerato nel panorama artistico cinese come un vero e proprio intellettuale - nel senso rinascimentale della parola - Qiu Zhijie è un pensatore, un attivista, un poeta, un cartografo e persino un archivista del sapere. Nessuno meglio di lui potrebbe esplorare queste storie intricate che si estendono parallelamente nel tempo e nello spazio. Come artista Qiu Zhijie defnisce il suo modo di operare come “arte totale”, sostanzialmente una presa di coscienza
che la creazione artistica non può essere sradicata e sottratta alla situazione storica e culturale che la circonda e che l’ha innescata.
La mostra di Qiu Zhijie è la prima tappa di New Roads, un progetto triennale di collaborazione internazionale tra Cina e Italia nato dalla volontà di creare una piattaforma di dialogo multiculturale attraverso l’arte contemporanea.
Tre sono le istituzioni coinvolte: Fondazione Querini Stampalia di Venezia e il Museo Aurora di Shanghai che, attraverso il fondamentale intervento di mediazione interculturale e artistica di Arthub Asia, mettono a confronto la loro storia e le loro collezioni, analizzandole e espandendole attraverso progetti commissionati a artisti contemporanei occidentali e orientali.
Le opere site specifc di Qiu Zhijie, così come tutti i precedenti progetti di arte contemporanea del programma Conservare il Futuro, sviluppati dal 2000 alla Fondazione Querini Stampalia, sono state pensate in relazione agli oggetti della collezione permanente. In questo caso, il confronto e l’analisi si estenderanno oltre, costruendo dei ponti concettuali e stilistici tra le opere della Fondazione veneziana e la preziosa collezione asiatica d’arte antica del Museo Aurora di Shanghai.



08.08.2013 # 3203
JI DACHUN. I desideri dimenticati e le nuvole che li accompagnano

Daria La Ragione // 0 comments

Biennale di Venezia

Fino al 24 novembre 2013

Il Presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta, accompagnato dal Curatore della 55. Esposizione Internazionale d’Arte, Massimiliano Gioni, ha incontrato oggi a Ca’ Giustinian i rappresentanti dei Paesi invitati, dei quali 8 partecipano per la prima volta: Bahamas, Regno del Bahrain, Repubblica del Kosovo, Kuwait, Maldive, Costa d’Avorio e Nigeria, Paraguay. Era inoltre presente all’incontro il vice Presidente del comitato promotore del padiglione della Santa Sede alla Biennale Arte 2013.

La 55. Esposizione Internazionale d’Arte si svolgerà dal 1° giugno al 24 novembre 2013 ai Giardini e all’Arsenale (vernice 29, 30 e 31 maggio 2013), nonché in vari luoghi di Venezia.

“La Biennale d'Arte si ripropone ancora una volta nella forma "duale" definita nel 1998: una grande Mostra Internazionale diretta da un curatore scelto a tal fine e le Partecipazioni nazionali.” Così Paolo Baratta ha introdotto la 55. Esposizione Internazionale d’Arte, ricordando che “i padiglioni dei paesi sono una caratteristica molto importante della Biennale di Venezia. Una formula antica di presenza degli stati eppure viva e vitale più che mai. Preziosa in tempi di globalizzazioni, perché ci dà il tessuto primario di riferimento sul quale possono essere osservate e meglio evidenziate le autonome geografie degli artisti, sempre nuove, sempre varie. Ci si può chiedere in che misura questi Padiglioni portino con sé, per quanto ampia sia l’autonomia lasciata ai curatori, anche desideri di rappresentazione del Paese che li organizza. Ognuno ha la sua storia e il suo stile. Possiamo senz’altro dire che in essi i Paesi rivelano il ruolo attribuito all’arte contemporanea quale messaggera del loro presente e della loro ricchezza culturale. Ma dai Padiglioni vengono anche rivelazioni su realtà e ricchezze più profonde di quelle delle pretese o consuete immagini ufficiali e stereotipate.”

Il titolo scelto da Massimiliano Gioni per la 55. Esposizione Internazionale d’Arte è: Il Palazzo Enciclopedico.

08.08.2013 # 3202
JI DACHUN. I desideri dimenticati e le nuvole che li accompagnano

Daria La Ragione // 0 comments

NICOLA DE MARIA - I fogli che il vento mi sparge sono disegni di vento e di animali

a Torino fino al 29 settembre 2013

La GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino presenta a partire dal 6 giugno una grande mostra dedicata alle opere su carta di Nicola De Maria, allestita nell’Exhibition Area al primo piano del museo.

La grande antologica presenta circa 300 lavori su carta che l’artista ha realizzato a partire dagli anni Settanta fino ad oggi. In occasione della mostra alla GAM Nicola De Maria realizzerà appositamente alcune opere site specific: un’opera muraria di dimensioni imponenti (9x4 m), due carte di grandi dimensioni (5x 2m) a dimostrazione di come anche il lavoro su carta adattato agli ambienti sia per De Maria parte fondamentale del suo percorso, e alcune pitture parietali.

La mostra sarà articolata nel rapporto tra il disegno e lo spazio dipinto, la fragilità della carta e la monumentalità della parete, in un costante dialogo dimensionale dove il canto del disegno si confonde nella musicalità della parete.

Il disegno è per Nicola De Maria non solo la genesi di tutto il suo lavoro artistico, ma quasi assume vita autonoma, carico di spiritualità che scaturisce direttamente dal colore. Nel 1990, in un testo per il catalogo della mostra presso il Saarland Museum di Saarbrucken in Germania, scrive in proposito: “I miei disegni che sono bandiere della gioia e della forza. Suonano le campane fugge l’infelicità dal mondo. I miei disegni sono fiori magici, usignoli fatati…”