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Mostre ed eventi // Pagina 206 di 220
27.08.2006 # 326
Roma | Raffaello - Da Firenze a Roma | Fino al 27 agosto 2006

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Roma | Raffaello - Da Firenze a Roma | Fino al 27 agosto 2006

Fino al 27 agosto 2006

Cinquanta capolavori di Raffaello alla Galleria Borghese.


La Galleria Borghese inaugura, con la monografica dedicata a Raffaello,
la prima delle dieci mostre del programma espositivo messo a punto da Claudio Strinati,
Soprintendente Speciale al Polo Museale Romano e da Anna Coliva, direttrice della Galleria.

È la prima mostra che Roma dedica a Raffaello con oltre cinquanta opere per un valore complessivo superiore al miliardo di euro.
La mostra della Galleria Borghese vuole indagare la produzione pittorica di Raffaello Sanzio negli anni
tra il 1505 e il 1508, in cui l'artista, prossimo a stabilirsi a Roma, dipinge la Deposizione, tuttora
conservata nel Museo Borghese e getta le basi per quel rivoluzionario passaggio dalla struttura
compositiva tradizionale alla concezione dinamica dello spazio che si compirà con la realizzazione
degli affreschi delle Stanze Vaticane.
È la prima grande mostra di taglio monografico che Roma dedica all'artista, anche se questo può
sembrare paradossale, essendo Raffaello il pittore 'romano' per eccellenza. E' Raffaello infatti che,
giunto a Roma, con geniale sintesi formale, stabilisce una volta per sempre l'immagine stessa della
dottrina, traduce i contenuti religiosi in immagini di tale forza che da allora l'intera civiltà occidentale si confronterà o si scontrerà con essi. È una iconografia che non è più mutata sino ai giorni nostri.
Lo scopo della mostra è proprio quello di indagare come, da un punto di vista formale, stilistico,
compositivo, spaziale, questa visione universale prenda forma e come l'artista, da ottimo pittore umbro
e poi fiorentino, divenga il Raffaello 'romano', il grande pittore di storia.

17.09.2006 # 327
Roma | Raffaello - Da Firenze a Roma | Fino al 27 agosto 2006

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Rovereto | Cinema e fumetto | fino al 17 settembre 2006

fino al 17 settembre 2006

"I personaggi dei comics sul grande schermo"
 




La nascita ufficiale del cinema, corrispondente alla prima proiezione pubblica che i fratelli Lumière effettuarono a Parigi il 28 dicembre 1895, precede di qualche settimana quella del fumetto, con la comparsa del personaggio "The Yellow Kid" sul quotidiano "New York World": era infatti il 16 febbraio 1896 quando Richard Felton Outcault pubblicava la prima tavola di quello che viene ritenuto, ormai simbolicamente, il primo eroe dei comics. Pur se studi recenti hanno collocato più indietro nel tempo le datazioni di cinema e fumetto, portando con merito alla luce un lavoro pioneristico di cui è doveroso conservare memoria, è comunque coi Lumière e con Outcault che i due mezzi espressivi assumono quei connotati che li faranno diventare, agli inizi del Novecento, intrattenimenti di massa importantissimi. Non è quindi un caso che tra i due media esistano da oltre un secolo significativi rapporti, sia per mezzo delle trasposizioni di comics su pellicola sia per le influenze cinematografiche nei fumetti, e che oggi si assista ad un massiccio ritorno su pellicola degli eroi disegnati. Studiosi e addetti ai lavori si sono interrogati a lungo sull'esito di questi rapporti, non sempre giudicati felici nei risultati artistici (e talora commerciali...), e il dibattito ha investito anche le differenze e le affinità tra cinema e fumetto.
Lo scopo che si prefigge la mostra "Cinema & Fumetto" è di evidenziare la rete di relazioni che i due media hanno intrattenuto, rivelando una non comune capacità di ridefinire l'immaginario collettivo, attraverso l'uso della narrazione per immagini. Accompagnando e spesso addirittura anticipando modi e tematiche del Novecento, film e fumetti hanno interagito con esiti artistici talvolta altissimi e, al tempo stesso, riuscendo ad essere perfettamente fruibili dal grande pubblico.



04.09.2006 # 360
Roma | Raffaello - Da Firenze a Roma | Fino al 27 agosto 2006

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Napoli | Jannis Kounellis | Fino al 4 settembre 2006

Fino al 4 settembre 2006

Il Museo d'Arte Donnaregina di Napoli, MADRE, ospita una grande mostra retrospettiva sul lavoro di Jannis Kounellis, uno dei maggiori protagonisti dell'arte italiana del secondo dopoguerra.
L'esposizione, curata in stretta collaborazione con l'artista dal direttore del museo Eduardo Cicelyn e dal capocuratore Mario Codognato, aspira a ricostruire i quasi cinquanta anni della sua prestigiosa carriera attraverso opere ed installazioni provenienti da musei, fondazioni e collezioni private di tutto il mondo e sarà accompagnata da un voluminoso catalogo illustrato e con saggi critici ed apparati bio-bibliografici in italiano ed inglese. Nell'occasione è stato anche deciso di raccontare il sodalizio venticinquennale di Jannis Kounellis con la città di Napoli, attraverso la presentazione dei lavori più importanti esposti presso la galleria di Lucio Amelio tra il 1969 e il 1994.

03.09.2006 # 309
Roma | Raffaello - Da Firenze a Roma | Fino al 27 agosto 2006

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Milano | Life. I grandi fotografi | Fino al 3 settembre 2006

Fino al 3 settembre 2006

Per tutto il XX secolo i fotografi della rivista Life hanno raccontato con le loro immagini ogni aspetto della vita umana.
Vedere la vita, vedere il mondo era il motto impresso sul primo numero di Life e veramente, con il loro stile inconfondibile, i fotografi di questa rivista hanno impresso una svolta nella maniera di comprendere l'attualità, di vederla e di raccontarla attraverso le immagini.
La mostra, che sarà presentata a Forma dal 20 aprile al 3 Settembre 2006, raccoglie il meglio della fotografia di Life. In una produzione inedita, messa a punto proprio per questa occasione, un insieme di circa 140 fotografie tra le più celebri realizzate dai fotografi di Life racconteranno la nascita, l'evoluzione e lo stabilizzarsi di una visione che è diventata decisiva per tutto il Novecento: il mondo alla maniera di Life.
In esposizione, le immagini migliori dei fotografi di staff e di alcuni altri celebri collaboratori della rivista: da Eisenstaedt a Bourke-White, da Mydans a Parks, da W. Eugene Smith a Robert Capa. La testimonianza del talento, della creatività e del coraggio di questi autori è racchiusa in questa mostra.

All'esposizione antologica viene associata anche una più concentrata, ma preziosissima, selezione di stampe d'epoca di Life, che sarà inaugurata lo stesso giorno (ma che avrà una durata ridotta rispetto all'antologica) nella sala bianca di Forma.
Used in LIFE, con questo timbro venivano contrassegnate, sul retro, le stampe che erano state effettivamente usate per la pubblicazione sulla rivista e sotto questo titolo sono raccolte qui una serie di stampe vintage, utilizzate dagli anni 30 agli anni 50 per la pubblicazione della rivista e scelte per Forma da Howard Greenberg, tra i galleristi più noti e affermati di New York e grande conoscitore di LIFE.

30.07.2006 # 314
Roma | Raffaello - Da Firenze a Roma | Fino al 27 agosto 2006

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Torino | Joseph Kosuth | Fino al 30 luglio 2006

Fino al 30 luglio 2006

La rassegna Concetto, Corpo e Sogno presenta opere di artisti "classici" dell'arte concettuale come Joseph Kosuth e Lawrence Weiner, artisti come Dan Graham che hanno sviluppato in direzioni diverse un'analisi concettuale della percezione e dell'esperienza, ed altri, non tradizionalmente definiti come "concettuali", che hanno invece agito nell'ambito della performance, dell'installazione e dell'esplorazione del lato misterioso e meno razionale della mente, come Joan Jonas e Susan Hiller. La mostra si articola in cinque personali presentate in successive scadenze da Carolyn Christov-Bakargiev: Lawrence Weiner (28 marzo - 30 luglio), Susan Hiller (11 aprile - 30 luglio), Dan Graham (29 aprile - 30 luglio), Joseph Kosuth (16 maggio - 30 luglio), Joan Jonas (30 maggio - 30 luglio). Ogni personale presenta opere storiche accanto a progetti piu' recenti o inediti dell'artista. Grazie a Fondazione CRT Progetto Arte Moderna e Contemporanea, sette delle opere presentate entrano nella collezione permanente del Castello di Rivoli.
Joseph Kosuth (Toledo, Ohio, 1945) è tra i primi artisti dell'arte concettuale. Reagendo sia all'espressionismo della pittura informale, sia all'accentuazione della fisicita' dell'oggetto artistico e alla forte rappresentazione iconica nella Pop Art, Kosuth prende dalla meta' degli anni Sessanta una posizione radicale: operare nell'ambito dell'arte ma al contempo spostando l'oggetto del lavoro artistico in una dimensione strettamente mentale e sottolineando l'aspetto linguistico dell'opera.

Al Castello di Rivoli vengono presentate, oltre all'opera storica Seeing Reading [Cobalt Blue] (Vedere Leggere [blu cobalto]), 1979, il progetto in-situ Seeing Knowing (Vedere Conoscere), 2004, allestito all'interno del Museo e sul tetto della Manica Lunga. Entrambe entrano a far parte della collezione del Castello di Rivoli. Sono inoltre esposte No Number #376 (+216 After Augustinès Confessions) (Senza numero #376 [+216 dopo le confessioni di Agostino]), 1989 e One and Three Chairs [It.] (Una e tre sedie [Ita.]), 1965.

23.07.2006 # 308
Roma | Raffaello - Da Firenze a Roma | Fino al 27 agosto 2006

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Ravenna | Turner Monet Pollock | Fino al 23 luglio 2006

Fino al 23 luglio 2006

dal Romanticismo all'Informale, Omaggio a Francesco Arcangeli.



La mostra dal titolo Turner Monet Pollock. Dal Romanticismo all'Informale, omaggio a Francesco Arcangeli che il Comune di Ravenna, Assessorato alla Cultura, Museo d'Arte della città promuovono e realizzano negli spazi della rinascimentale Loggetta Lombardesca, dal 18 marzo al 23 luglio 2006, prosegue il percorso di ricerca volto a far luce su grandi temi e figure centrali della critica e della storia dell'arte moderna e contemporanea.
Il percorso espositivo è già alluso nei nomi dei tre protagonisti che, a vedere di Arcangeli, costituiscono delle pietre miliari di una linea romantica della storia dell'arte contemporanea, che va, appunto, "Dal Romanticismo all'Informale", secondo il titolo scelto per i due volumi pubblicati da Giulio Einaudi nel 1977, a tre anni dalla prematura scomparsa, e che raccoglievano buona parte degli scritti più significativi. L'esposizione prenderà dunque avvio dai romantici inglesi, ai quali il critico dedicò le sue acutissime letture, davvero rivelatrici e non solo in Italia: in particolare Turner e Constable, senza trascurare le premesse di Reynolds e Gainsborough. Seguiranno alcune figure prime della pittura francese, Corot e soprattutto Courbet, ritenuto una pietra miliare nell'Ottocento per un nuovo pensiero della 'natura' che Arcangeli ha analizzato nei suoi sviluppi moderni, e che trova nell'impressionismo - nel pur diverso ruolo svolto da Cézanne, Renoir, Sisley e Monet -, un passaggio decisivo. Ed è soprattutto a Monet che lo studioso ha dedicato scritti fondamentali, recuperandone pienamente l'ultima stagione anche in tempi in cui la quasi totalità dei critici avanzava forti riserve o ne offriva una lettura riduttiva. L'Ottocento italiano sarà rappresentato da alcuni nomi di primo piano, dai prodromi romantici di Fontanesi ai macchiaioli Fattori e Lega, a Segantini, un altro pittore che deve ad Arcangeli una sostanziale rivalutazione. Anche per la prima metà del Novecento la mostra insisterà su alcuni artisti cari al critico, in particolare Klee, Soutine, Permeke, gli italiani Carrà, De Pisis e soprattutto Morandi, per il quale scrisse una straordinaria monografia, il testo di gran lunga più denso e illuminante che sia uscito sul pittore, e che per primo istituiva connessioni con la situazione contestuale europea. L'informale, che ha caratterizzato la scena artistica internazionale dal secondo dopoguerra agli anni cinquanta, rappresentò per Arcangeli la condizione in cui arte ed esistenza risultavano inscindibili: protagonisti furono, in primo luogo, Wols, Fautrier, Dubuffet, de Staël, De Kooning, Kline e, soprattutto, Pollock - vero culmine del lavoro critico di Arcangeli lungo il filo rosso di un percorso modernamente romantico - oltre agli italiani Burri, Leoncillo e agli 'ultimi naturalisti' Morlotti, Mandelli, Moreni, Vacchi, Bendini, Romiti, per citare i più vicini al grande studioso.