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Mostre ed eventi // Pagina 75 di 223
15.10.2013 # 3313
Rudolf Stingel

Daria La Ragione // 0 comments

Rudolf Stingel

a Venezia fino al 31 dicembre 2013

A partire del 7 aprile 2013, Palazzo Grassi presenta la mostra personale Rudolf Stingel, curata dall’artista stesso in collaborazione con Elena Geuna. Il progetto, concepito specificatamente per lo spazio architettonico de Palazzo Grassi, coinvolge atrio, primo e secondo piano, più di 5.000 metri quadri. Per la prima volta, l’intero spazio del museo è dedicato a un unico artista, sia con opere inedite sia con creazioni degli anni passati, esposte insieme a una grande installazione site-specific. L’esposizione è la più importante mostra monografica europea dedicata a Rudolf Stingel.

La mostra presenta una selezione di oltre trenta dipinti, alcuni di proprietà dell’artista, altri provenienti dalla collezione Pinault e da altre collezioni internazionali. Molti sono stati creati appositamente per questo progetto negli studi di Merano e New York. Si articola lungo tutte le sale del palazzo, su cui è stato steso - a ricoprire per la prima volta l’intera superficie sia del pavimento sia delle pareti – un tappeto stampato a motivo orientale.

15.10.2013 # 3312
Rudolf Stingel

Daria La Ragione // 0 comments

PRIMA MATERIA - Nuova esposizione di opere della Collezione Pinault

a Venezia fino al 31 dicembre 2014

Le innovazioni artistiche dei tardi anni sessanta, espresse spesso nell’astrazione, e a volte attraverso il vuoto, avevano come sfondo le immagini esplicite e onnipresenti di guerre, proteste e rivolte sociali. Negli stessi anni nasceva una nuova visione dell’eguaglianza sociale e si prendeva coscienza di problemi come la condizione presente e futura dell’ambiente in cui viviamo. Oggi la scienza e la tecnologia ci offrono la possibilità di connetterci globalmente attraverso i social network, una quantità infinita di immagini sempre accessibili e, in prospettiva, un’aspettativa di vita più lunga e l’uso di energie rinnovabili. Eppure viviamo ancora in un clima di ansia spesso generata da avversari invisibili e astratti, come il riscaldamento globale o il terrorismo tecnologico. Siamo immersi in una cacofonia d’immagini e di suoni mediatici.

Se lo scopo della maggior parte delle opere d’arte ottocentesche era rappresentare la verità attraverso la bellezza e l’equilibrio, dalla fine del XX secolo l’arte tende invece alla conciliazione degli estremi – astrazione e surrealismo, vuoto e caos, negazione e spettacolo, alto e basso. Dal punto di vista artistico, viviamo in un’epoca di pluralismo globale. Quattro forme espressive fondamentali – pittura, scultura, installazione, performance – sono amalgamate dalla prima materia dei media intendendo con questo termine non solo la sostanza dei film o dei video o di Internet, ma mezzo di diffusione e discussione globale.

I testi alchemici medievali contengono centinaia di descrizioni e definizioni diverse della prima materia: sostanza primeva che distingue e insieme costituisce terra, aria, fuoco e acqua; sostrato informe di ogni materia, comprendente anima e corpo, sole e luna; amore e luce, immaginazione e coscienza; ma anche urina, sangue, sporcizia. È stata ricercata nel terriccio oscuro dei boschi e all’interno del corpo umano. È il caos primigenio che esiste prima del tempo e di qualunque possibilità di futuro. Occidente e Oriente insieme, è il Tao di Lao Tzu e forse, per la scienza, la materia oscura di cui è composta gran parte dell’universo. Le definizioni di questo medium che racchiude in sé tutti gli elementi variano per prospettiva culturale o identità personale. Talvolta rappresentata circolarmente come un serpente che si morde la coda, la prima materia è essenza pura, tutto e nulla, ovunque e in nessun luogo, e può assumere molteplici forme.

15.10.2013 # 3311
Rudolf Stingel

Daria La Ragione // 0 comments

VEDOVA TINTORETTO

a Venezia fino al 3 novembre 2013

Il giovane Emilio Vedova entra alla Scuola Grande di San Rocco a soli diciassette anni e rimane folgorato dalla visione d'insieme dello straordinario ciclo tintorettiano. Un sentimento autentico che diventerà poi un'ossessione imprimendo un segno distintivo che possiamo ritrovare nelle diverse fasi del suo percorso artistico.  

Vedova ritrova, nella fascinazione dello spazio prospettico e nella sacralità del luogo, i temi e segnali di una conversazione-lacerazione, che svela tutto l'innamoramento per un artista completo quale è Tintoretto.

La Scuola Grande di San Rocco, che ospita il grandioso ciclo dei Teleri di Jacopo Tintoretto, si apre all'arte moderna e contemporanea con il progetto San Rocco Contemporaneo: in dialogo con Tintoretto, il progetto mette in relazione cinque grandi artisti del Novecento internazionale con l'opera del Maestro Manierista.

Il primo appuntamento di questo ciclo è dedicato alla figura di Emilio Vedova, un protagonista della scena internazionale del Novecento. Le opere direttamente riferite a Jacopo Tintoretto saranno esposte, secondo il progetto di Germano Celant e Stefano Cecchetto, come in un ideale viaggio e dialogo nel tempo.

La mostra VEDOVA TINTORETTO è un'iniziativa promossa dall'Arciconfraternita Scuola Grande di San Rocco e dalla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, prodotta e organizzata da Civita Tre Venezie con il contributo della Regione Veneto e la Cassa di Risparmio di Venezia e il patrocinio della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Veneziano, della Provincia, del Comune di Venezia e della Fondazione di Venezia.

15.10.2013 # 3310
Rudolf Stingel

Daria La Ragione // 0 comments

JOLE VENEZIANI. Alta moda e società a Milano

a Milano fino al 24 novembre 2013

Un’esposizione rievoca, attraverso un’attenta selezione dei materiali dell’Archivio Veneziani, la figura e la carriera della stilista che è stata tra i fondatori dell’Alta moda italiana e pioniera del Made in Italy nel mondo.

Quello di Milano è il primo appuntamento di un progetto che, una volta terminato lo studio sul patrimonio dell’Archivio, si concretizzerà in una grande mostra itinerante che porterà l’Atelier Veneziani nelle capitali europee e del Far East.

Dal 10 ottobre al 24 novembre 2013, Villa Necchi Campiglio a Milano, la casa museo di proprietà del FAI - Fondo Ambiente Italiano, ospiterà una mostra che rievoca la storia di Jole Veneziani (1901-1989), protagonista della creazione, negli anni Cinquanta e Sessanta, dell’Alta moda italiana e pioniera dell’affermazione del Made in Italy nel mondo, nonché figura di primo piano della rinascita postbellica di Milano.

15.10.2013 # 3309
Rudolf Stingel

Daria La Ragione // 0 comments

RODIN. Il marmo, la vita

a Milano fino al 26 gennaio 2014

Dal 17 ottobre 2013 al 26 gennaio 2014, nella monumentale Sala delle Cariatidi, al piano nobile di Palazzo Reale a Milano, sarà allestita una grande mostra dedicata ad Auguste Rodin (Parigi 1840 – Meudon 1917), che con Michelangelo è uno dei più grandi rivoluzionari della tradizione plastica moderna.

Promossa e prodotta dal Comune di Milano — Cultura, Palazzo Reale, Musée Rodin di Parigi, Civita e Electa, in collaborazione con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, l’esposizione è curata da Aline Magnien, Conservatore capo del patrimonio del Musée Rodin di Parigi, in collaborazione con Flavio Arensi. La rassegna presenta un corpus di oltre 60 opere con un numero tanto vasto di sculture in marmo da costituire la più completa rassegna che sia stata allestita sui marmi di Auguste Rodin.

L’illusione della carne e della sensualità è il tema intorno a cui si sviluppa la prima sezione, nella quale sono raccolte alcune opere giovanili, di stampo classico, fra cui il celeberrimo Homme au nez cassé, rifiutato dal Salon parigino del 1864, un ritratto omaggio al grande genio Michelangelo. Al vertice di questa sezione sarà Il bacio, la scandalosa scultura che rappresenta due amanti e fece scalpore nella Francia di fine Ottocento, opera che ancora conquista i visitatori del Musée Rodin.

La seconda sezione propone alcune fra le sculture più conosciute di Rodin e dimostra la piena maturità del maestro anche dal punto di vista della capacità di elaborazione delle figure che emergono dai candidi blocchi di pietra. Accanto a ritratti di grande intensità, lontani dalla fredda precisione d’inizio carriera, come il busto dedicato alla compagna di una vita Rose Beuret, si alternano richiami all’eros e alla disinibita ricerca formale ed estetica del maestro, manifestando la sua necessità di tentare nuovi percorsi scultorei. Qui le bellissime Mains d’amant sono un richiamo lirico all’amore e alla sensualità, ma lasciano già pienamente comprendere il lavoro di recupero della tradizione che Rodin conduce insieme all’affermazione di una nuova idea di scultura.

La poetica dell’incompiuto caratterizza la terza sezione dove si rappresenta il trionfo del “non finito”, l’artificio linguistico che rimanda immediatamente a Michelangelo e che Rodin svolge in una chiave di assoluta modernità, poi ampiamente assunta dai suoi colleghi. Qui sono ordinati alcuni fra i più bei ritratti eseguiti dall’artista, fra i quali quello a Victor Hugo e un altro, poco noto, di Puvis de Chavannes, il grande “decoratore di muri”, uno fra gli artisti più in voga della sua epoca.

15.10.2013 # 3308
Rudolf Stingel

Daria La Ragione // 0 comments

ANDY WARHOL. Una storia americana

a Pisa fino al 2 febbraio

Nessun artista è stato capace di incarnare le contraddizioni degli Stati Uniti come Andy Warhol.

Osservare l’evoluzione degli Stati Uniti nella filigrana della sua opera  significa ripercorrere le grandi serie tematiche cha hanno caratterizzato la sua produzione, dai primi anni della sua produzione newyorkese all’anno della morte, tentando di fare interagire le immagini del divismo da rotocalco, con la cronaca giornalistica e con gli oggetti comuni della società dei consumi.

Se, come in un celebre aforisma di Warhol,”la Pop art è amare le cose”, per comprendere l’estetica americana occorre tornare a osservare le “cose” della Pop Art. Le celebri tavole della Campbell’s Soup e i Brillo Boxes vengono restituiti allo spettatore nella loro realtà di trompe l’oeil o, ancora meglio, in quanto monumentalizzazioni del quotidiano considerato nella sua trivialità iterativa, seriale



Dietro l’impersonalità della copia e della serigrafia si nasconde tuttavia anche quella concezione laboratoriale e “artigianale” della produzione artistica che Warhol non rinnegherà mai come ad esempio nella bellissima serie dei dipinti dei Flowers dalle tinte accese, che non appassiscono mai. È qui, è nel colore pulsante e ossessivo dei petali che l’estetica del Pop inizia a manifestare qualcosa come un lato oscuro, una componente velenosa o cancerogena che la assale dall’interno e la disgrega e che assumerà altrove le sembianze della morte individuale e della tragedia collettiva.

Osservare l’America attraverso Warhol significa infatti guardare negli occhi gli eventi che sconvolgono la cronaca e la storia: dalla serie dedicata ai Most Wanted Men a Gun, da Knives alla serie di sedie elettriche, fino alle immagini dell’assassinio di John Kennedy. «Il pop viene dall’esterno», avverte l’artista, che re-incornicia, filtra, scompone e rimonta le immagini mediatiche sotto gli occhi di tutti, vi pone sopra una patina estetizzante, che allo stesso tempo vela e rivela tratti non immediatamente percepibili.

“Con la reiterazione Andy ha voluto mostrarci che in realtà non c’è ripetizione, che tutto ciò che guardiamo è degno della nostra attenzione. Ed è stata, mi sembra, un’importante indicazione per comprendere tutto il XX secolo” John Cage