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Mostre ed eventi // Pagina 72 di 220
15.10.2013 # 3314
IL GARBAGE PATCH STATE. Maria Cristina Finucci

Daria La Ragione // 0 comments

IL GARBAGE PATCH STATE. Maria Cristina Finucci

a Venezia fino al 24 novembre 2013

Ha la profonda potenza del Mito l’idea di portare a Venezia un nuovo Stato, uno dei più estesi del pianeta, il Garbage Patch State, ovvero l’immenso Stato delle Immondizie.


Nessuna carta geografica ancora lo indica, le rilevazioni satellitari non riescono a delimitarne i precisi confini, per il mondo scientifico ha una superficie che, a seconda delle rilevazioni, si estende quanto la Penisola Iberica o come due volte l’intera superficie del Texas. È uno stato che non si fa notare, eppure è pericolosissimo per l’ambiente e, in prospettiva - una prospettiva a breve, quanto brevi sono le catene alimentari che uniscono i pesci all’uomo –, anche per ciascuno di noi.

Wasteland, di Maria Cristina Finucci, è un’opera complessa che comprende numerosi interventi dell’artista italiana che a Parigi, l’11 aprile, nella sede centrale dell’UNESCO, con una installazione-performance, otterrà dalla comunità internazionale il riconoscimento istituzionale, anche se fittizio, del Garbage Patch State. 

Lo Stato federale che l’artista ha ideato per sintetizzare il grave problema ambientale delle isole di plastica, denominate appunto Garbage Patch, avrà una sua Costituzione oltre a una bandiera nazionale: fondo azzurro trasparente come il mare, popolato da vortici rossi, come quelli che sul Pacifico - ma anche nel Mare dei Sargassi nell’Atlantico - hanno convogliato e riunito i rifiuti portati dai fiumi o scaricati dalle navi.


Come molti Stati il Garbage Patch State avrà una rappresentanza a Venezia dal prossimo mese di maggio e fine a novembre . A ospitare il piccolo edificio sarà, nella sua storica sede sul Canal Grande e non a caso, l’università Ca’ Foscari. L’ateneo veneziano, che sta sviluppando già da alcuni anni prestigiose iniziative di carattere espositivo, è altresì il certificato punto di riferimento italiano per le politiche universitarie del rispetto ambientale, come attesta l’annuale classifica di GreenMetric, elaborata da Universitas Indonesia, sulle università sostenibili.


Maria Cristina Finucci, per il padiglione veneziano del nuovo Stato, ha ideato una specifica installazione: una marea di tappi di plastica colorata, imbrigliati da reti che dal padiglione trapassano verso il Gran Canal, metafora e immagine dello straripare della plastica e dei rifiuti in tutti i mari e gli oceani del pianeta. All’interno del padiglione, la sua video-opera “ Dentro” , proiettata a 360°, darà allo spettatore la sensazione di essere immerso in un mare di plastica.

15.10.2013 # 3315
IL GARBAGE PATCH STATE. Maria Cristina Finucci

Daria La Ragione // 0 comments

Vajont, Il risveglio delle coscienze

a Venezia fino al 24 novembre 2013

Il 9 ottobre del 1963, 270 milioni di metri cubi di roccia scivolano all’interno del bacino del Vajont, causando un’enorme ondata d’acqua che uccise più di 2.000 persone dei paesi vicini alla diga.

Per l’anniversario dei cinquant’anni di questo tragico avvenimento, l’architetto Diego Morlin nei panni dell’ideatore e del curatore, sostenuto dai Comuni di Longarone, Castellavazzo, Erto e Casso e del Vajont, propone un viaggio nel tempo per non dimenticare.

Attraverso fotografie e installazioni d’arte contemporanea come “Gioventù violata” e “Giustizia negata”, Morlin esprime con il suo stile eclettico e visionario la drammaticità di una realtà in cui la logica del profitto economico prevale sulle misure dì sicurezza e, infine, sulla vita stessa.

15.10.2013 # 3313
IL GARBAGE PATCH STATE. Maria Cristina Finucci

Daria La Ragione // 0 comments

Rudolf Stingel

a Venezia fino al 31 dicembre 2013

A partire del 7 aprile 2013, Palazzo Grassi presenta la mostra personale Rudolf Stingel, curata dall’artista stesso in collaborazione con Elena Geuna. Il progetto, concepito specificatamente per lo spazio architettonico de Palazzo Grassi, coinvolge atrio, primo e secondo piano, più di 5.000 metri quadri. Per la prima volta, l’intero spazio del museo è dedicato a un unico artista, sia con opere inedite sia con creazioni degli anni passati, esposte insieme a una grande installazione site-specific. L’esposizione è la più importante mostra monografica europea dedicata a Rudolf Stingel.

La mostra presenta una selezione di oltre trenta dipinti, alcuni di proprietà dell’artista, altri provenienti dalla collezione Pinault e da altre collezioni internazionali. Molti sono stati creati appositamente per questo progetto negli studi di Merano e New York. Si articola lungo tutte le sale del palazzo, su cui è stato steso - a ricoprire per la prima volta l’intera superficie sia del pavimento sia delle pareti – un tappeto stampato a motivo orientale.

15.10.2013 # 3312
IL GARBAGE PATCH STATE. Maria Cristina Finucci

Daria La Ragione // 0 comments

PRIMA MATERIA - Nuova esposizione di opere della Collezione Pinault

a Venezia fino al 31 dicembre 2014

Le innovazioni artistiche dei tardi anni sessanta, espresse spesso nell’astrazione, e a volte attraverso il vuoto, avevano come sfondo le immagini esplicite e onnipresenti di guerre, proteste e rivolte sociali. Negli stessi anni nasceva una nuova visione dell’eguaglianza sociale e si prendeva coscienza di problemi come la condizione presente e futura dell’ambiente in cui viviamo. Oggi la scienza e la tecnologia ci offrono la possibilità di connetterci globalmente attraverso i social network, una quantità infinita di immagini sempre accessibili e, in prospettiva, un’aspettativa di vita più lunga e l’uso di energie rinnovabili. Eppure viviamo ancora in un clima di ansia spesso generata da avversari invisibili e astratti, come il riscaldamento globale o il terrorismo tecnologico. Siamo immersi in una cacofonia d’immagini e di suoni mediatici.

Se lo scopo della maggior parte delle opere d’arte ottocentesche era rappresentare la verità attraverso la bellezza e l’equilibrio, dalla fine del XX secolo l’arte tende invece alla conciliazione degli estremi – astrazione e surrealismo, vuoto e caos, negazione e spettacolo, alto e basso. Dal punto di vista artistico, viviamo in un’epoca di pluralismo globale. Quattro forme espressive fondamentali – pittura, scultura, installazione, performance – sono amalgamate dalla prima materia dei media intendendo con questo termine non solo la sostanza dei film o dei video o di Internet, ma mezzo di diffusione e discussione globale.

I testi alchemici medievali contengono centinaia di descrizioni e definizioni diverse della prima materia: sostanza primeva che distingue e insieme costituisce terra, aria, fuoco e acqua; sostrato informe di ogni materia, comprendente anima e corpo, sole e luna; amore e luce, immaginazione e coscienza; ma anche urina, sangue, sporcizia. È stata ricercata nel terriccio oscuro dei boschi e all’interno del corpo umano. È il caos primigenio che esiste prima del tempo e di qualunque possibilità di futuro. Occidente e Oriente insieme, è il Tao di Lao Tzu e forse, per la scienza, la materia oscura di cui è composta gran parte dell’universo. Le definizioni di questo medium che racchiude in sé tutti gli elementi variano per prospettiva culturale o identità personale. Talvolta rappresentata circolarmente come un serpente che si morde la coda, la prima materia è essenza pura, tutto e nulla, ovunque e in nessun luogo, e può assumere molteplici forme.

15.10.2013 # 3311
IL GARBAGE PATCH STATE. Maria Cristina Finucci

Daria La Ragione // 0 comments

VEDOVA TINTORETTO

a Venezia fino al 3 novembre 2013

Il giovane Emilio Vedova entra alla Scuola Grande di San Rocco a soli diciassette anni e rimane folgorato dalla visione d'insieme dello straordinario ciclo tintorettiano. Un sentimento autentico che diventerà poi un'ossessione imprimendo un segno distintivo che possiamo ritrovare nelle diverse fasi del suo percorso artistico.  

Vedova ritrova, nella fascinazione dello spazio prospettico e nella sacralità del luogo, i temi e segnali di una conversazione-lacerazione, che svela tutto l'innamoramento per un artista completo quale è Tintoretto.

La Scuola Grande di San Rocco, che ospita il grandioso ciclo dei Teleri di Jacopo Tintoretto, si apre all'arte moderna e contemporanea con il progetto San Rocco Contemporaneo: in dialogo con Tintoretto, il progetto mette in relazione cinque grandi artisti del Novecento internazionale con l'opera del Maestro Manierista.

Il primo appuntamento di questo ciclo è dedicato alla figura di Emilio Vedova, un protagonista della scena internazionale del Novecento. Le opere direttamente riferite a Jacopo Tintoretto saranno esposte, secondo il progetto di Germano Celant e Stefano Cecchetto, come in un ideale viaggio e dialogo nel tempo.

La mostra VEDOVA TINTORETTO è un'iniziativa promossa dall'Arciconfraternita Scuola Grande di San Rocco e dalla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, prodotta e organizzata da Civita Tre Venezie con il contributo della Regione Veneto e la Cassa di Risparmio di Venezia e il patrocinio della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Veneziano, della Provincia, del Comune di Venezia e della Fondazione di Venezia.

15.10.2013 # 3310
IL GARBAGE PATCH STATE. Maria Cristina Finucci

Daria La Ragione // 0 comments

JOLE VENEZIANI. Alta moda e società a Milano

a Milano fino al 24 novembre 2013

Un’esposizione rievoca, attraverso un’attenta selezione dei materiali dell’Archivio Veneziani, la figura e la carriera della stilista che è stata tra i fondatori dell’Alta moda italiana e pioniera del Made in Italy nel mondo.

Quello di Milano è il primo appuntamento di un progetto che, una volta terminato lo studio sul patrimonio dell’Archivio, si concretizzerà in una grande mostra itinerante che porterà l’Atelier Veneziani nelle capitali europee e del Far East.

Dal 10 ottobre al 24 novembre 2013, Villa Necchi Campiglio a Milano, la casa museo di proprietà del FAI - Fondo Ambiente Italiano, ospiterà una mostra che rievoca la storia di Jole Veneziani (1901-1989), protagonista della creazione, negli anni Cinquanta e Sessanta, dell’Alta moda italiana e pioniera dell’affermazione del Made in Italy nel mondo, nonché figura di primo piano della rinascita postbellica di Milano.