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Mostre ed eventi // Pagina 210 di 223
01.07.2006 # 332
Milano | Model City | Fino al 1 luglio 2006

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Milano | Model City | Fino al 1 luglio 2006

Fino al 1 luglio 2006

In occasione della sua seconda personale in galleria Emily Allchurch presenta quattro lavori fotografici che nascono dall'idea dell'artista di realizzare, attraverso la riedizione in un linguaggio contemporaneo di alcuni dipinti dei grandi maestri del passato, un legame tra un "ideale classico" di città e le periferie più degradate delle grandi città di oggi.
I singoli elementi architettonici provengono dalle centinaia di fotografie scattate dall'artista nella periferia di Londra, digitalmente ricomposte in una accurata e surreale ricostruzione dei dipinti originali dove le persone sono state rimosse per trasferire l'attenzione dello spettatore sul paesaggio di fondo, dal quale emergono come tracce residue di una narrazione, graffiti, spazzatura, segnali stradali e arredi urbani.
I luoghi e gli edifici sradicati dal loro contesto abituale e sottratti alla quotidianità sono inseriti in composizioni quasi classiche, assumendo una nuova dignità e rinascendo in una nuova realtà, artificialmente romantica.

09.07.2006 # 297
Milano | Model City | Fino al 1 luglio 2006

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Venezia | PONTUS HULTEN. ARTISTI DA UNA COLLEZIONE | Fino al 9 luglio 2006

Fino al 9 luglio 2006

L'esposizione veneziana presenta più di cento opere selezionate dalla prestigiosa collezione personale dello storico dell'arte ordinate in tre sezioni che contraddistinguono la tipologia delle sue scelte artistiche:
Gli amici di Hulten
La sezione presenta un percorso espositivo che abbraccia cinquant'anni di frequentazioni; gli artisti si avvincendano in un corollario estetico che riconduce lo spettatore alla dimensione intima e segreta dell'amicizia, raccontata attraverso l'opera artistica.
Sam Francis, Claes Oldenburg, Coosje Van Bruggen, Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Niki de Saint-Phalle, Jasper Johns, Jean Tinguely, Ed Ruscha e Rebecca Horn sfilano attraverso un orizzonte parallelo tra quadri, installazioni e fotografie che rivelano l'interesse di un percorso storico-critico: il tutto filtrato attraverso le vicende trentennali di un rapporto autentico fatto di scambi e collaborazioni reciproche tra critico e artista.
È certo che lo sguardo "telescopico" di Hulten ha contribuito a stimolare negli artisti una sorta di "punto di vista" che è servito ad orientare alcune scelte e a "dirottare" consolidate certezze, sempre finalizzate alla produzione di "oggetti visibili" mirati a sedurre lo spettatore, con un gioco continuo articolato tra arte e realtà,
opera e prodotto della fantasia, rappresentazione e presenza.

Hulten allo specchio
La seconda sezione è una galleria di ritratti particolari dove lo storico dell'arte è protagonista ideale e concettuale della "visione" artistica dell'opera stessa: Sébastian Matta, Arne Jones, Piotr Kowalski, Walter De
Maria, Giuseppe Santomaso e altri, ritraggono o dedicano opere realizzate apposta per Pontus Hulten.
il soggetto diventa oggetto di introspezione, la sua identità è alterata da infinite tecniche diverse che lo riproducono costantemente uguale a sé stesso e, nella mimesi della rappresentazione, infinitamente diverso.
In questo modo l'artista segna, tratteggia e dedica al soggetto "conosciuto" un'opera che diventa mediatica, e permette a Hulten di perdersi nel labirinto infinito delle sue stesse raffigurazioni.
Tra segno e disegno
La terza sezione, forse la più intima, la più segreta, è una piccola galleria di disegni e opere su carta che lo storico dell'arte svedese ha collezionato per la sua dimensione privata, un occhio indiscreto dentro alla sua dimensione domestica dove si scoprono alcuni tra i protagonisti del Novecento artistico internazionale.
Kazimir Malevic, Marcel Duchamp, Francis Picabia, Max Ernst, Constantin Brancusi, Emilio Vedova, Daniel Buren, trasmettono nelle loro "carte" una tensione organica e una passione autentica scaturita da una gestualità del segno capace di svincolare l'immobilismo e la passività del foglio, per comunicare/trasferire il pathos sottratto al linguaggio parlato.
Le tre sezioni sono corredate da una documentazione fotografica intitolata "La strada di Pontus". Un percorso fotografico della vita e della carriera di Pontus Hulten raccontato attraverso le immagini che lo ritraggono insieme agli artisti, ai capi di stato, alle personalità del mondo artistico e culturale che lo hanno accompagnato nella sua vita personale e artistica.
Una vita raccontata per immagini e, contemporaneamente una storia dell'arte del Novecento.

02.07.2006 # 336
Milano | Model City | Fino al 1 luglio 2006

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Torino | Vuoto nel pieno | Fino al 2 luglio 2006

Fino al 2 luglio 2006

Grandi dipinti astratti, policromi e neomodernisti sembrano, a prima vista, le opere di Minjung Kim che fanno parte del ciclo "Vuoto nel pieno". Già, sembrano, perché, a ben guardare, questi fantasmagorici lavori sono eseguiti oltre che col pennello anche bruciando col fuoco sottili fogli di carta colorata, in modo da ottenere tante forme circolari di svariate dimensioni. Questi cerchi multicolori Min Jung Kim li incolla poi uno sull'altro in sequenze concentriche, dal più piccolo al più grande, che assumono nell'insieme l'aspetto di un delicato fiore i cui petali, osservati da vicino, sono di/segnati dalle bruciature impresse dal fuoco sul bordo di ogni singolo pezzo di carta. Disposte una accanto all'altra su un foglio di carta di riso, le corolle policrome formano una texture astratta, una sorta di visione psichedelica dall'effetto ipnotico.
Le "carte" di Kim mantengono una cifra orientale, tanto da poter essere considerate dei palinsesti il cui segno grafico, sia quello tracciato dal fuoco, sia quello a inchiostro, non tradisce la delicatezza connaturata alla pittura giapponese, cinese e coreana. Kim è nata in Corea del Sud e da giovanissima ha studiato pittura con grandi maestri calligrafi, a 25 anni si è trasferita a Milano e qui ha continuato gli studi frequentando l'Accademia di Belle Arti di Brera, dove lo studio dell'arte occidentale ha contribuito a maturare la sua consapevolezza artistica. La sua opera si nutre della filosofia del Tao e, negli ultimi tempi, si è incentrata sulla ricerca del vuoto nel pieno e sulle interrelazioni tra le diverse forme della manifestazione cosmica.

02.07.2006 # 319
Milano | Model City | Fino al 1 luglio 2006

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Milano / Maestri del '600 e del '700 lombardo / Fino al 2 luglio 2006

Fino al 2 luglio 2006

Palazzo Reale presenta, fino al 2 luglio 2006, la prima grande mostra incentrata sui capolavori di scuola lombarda della collezione Koelliker, la maggior parte dei quali è ancora inedita o poco conosciuta. Infatti, nonostante la generosità del collezionista milanese, che frequentemente partecipa alle mostre in qualità di prestatore, un corpus così vasto e coerente di opere dalla sua raccolta non era mai stato presentato prima d'ora.
La mostra, curata da Francesco Frangi e Alessandro Morandotti, presenta un circoscritto nucleo di questa collezione, composto da 69 dipinti in buona parte mai esposti prima d'ora, che consente di tracciare un percorso esaustivo e nel contempo insolito attraverso due secoli di produzione pittorica entro i confini dell'odierna Lombardia.
I due studiosi, che stanno catalogando da alcuni anni il nucleo lombardo delle opere della raccolta, presentano qui, affiancati da molti altri specialisti chiamati ad offrire il loro specifico contributo allo studio delle opere, il loro diario di lavoro, che ha permesso di precisare molte attribuzioni e al contempo ha qualificato la collezione come uno dei luoghi privilegiati della città dove studiare le vicende dell'arte lombarda tra Seicento e Settecento.
Come in un ideale manuale di arte lombarda, la sequenza si articola lungo un preciso itinerario cronologico che prende avvio con la stagione borromaica di primo Seicento, testimoniata dalle tele dei suoi massimi protagonisti, come il Cerano, i Procaccini, il Morazzone, Tanzio da Varallo, il caravaggesco Giuseppe Vermiglio e soprattutto Daniele Crespi, del quale la raccolta conserva un insieme di opere di notevole rilevanza.

Un successivo capitolo è poi dedicato alla meno nota congiuntura barocca di metà secolo, rappresentata tra l'altro dalle figure di Francesco Cairo, Carlo Francesco Nuvolone, Giovan Cristoforo Storer, Giovan Battista Discepoli e dalla coeva produzione ritrattistica del bergamasco Carlo Ceresa.
Una serie di suggestivi ritratti eseguiti a Milano sullo scorcio del Seicento da Salomon Adler, Carlo Donelli detti il Vimercati e Jacob Ferdinand Voet introduce quindi alla sezione settecentesca della mostra, nella quale i ritratti dei grandi maestri della pittura della realtà bergamasca e bresciana, e cioè Fra Galgario e Giacomo Ceruti, sono posti a confronti con l'intensa vena espressiva di alcuni dei più originali interpreti della cultura tardobarocca in Lombardia, come Andrea Pozzo, Paolo Pagani e Giuseppe Antonio Petrini.
Come rivela questa rapida rassegna, la mostra presenta, accanto ad artisti già consacrati dagli studi, anche numerose personalità solo recentemente valorizzate dalla ricerca storico artistica e quasi mai segnalate, fin ad ora, nei vari contesti espositivi. Uno spazio significativo è anche garantito ad alcuni maestri anonimi di notevole qualità, come il cosiddetto Maestro della tela jeans, le cui toccanti rappresentazioni pauperistiche tardoseicentesche costituiscono un fondamentale precedente delle celebri immagini di pitocchi di Giacomo Ceruti.

30.06.2006 # 346
Milano | Model City | Fino al 1 luglio 2006

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Messina | Design finlandese | Fino al 30 giugno 2006

Fino al 30 giugno 2006

Al Museo Regionale di Messina, fino al 30 giugno, sarà esposta una significativa selezione della Collezione Mangano che raccoglie mobili e oggetti realizzati dai principali designer finlandesi quali Alvar Aalto, Tapio Wirkkala, Timo Sarpaneva.

L'iniziativa dal titolo DESIGN FINLANDESE La Collezione Mangano è promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Messina, Provincia di Messina, Regione Siciliana, Assessorato Beni Culturali Artistici e Assessorato al Turismo ed ha ottenuto il patrocinio della Presidenza della Regione Siciliana, dell'Ambasciata di Finlandia di Roma, Design Musem di Helsinki, Design Forum Finland, Museo di Architettura Finlandese, Museo Alvar Aalto, Fondazione Alvar Aalto, Accademia Alvar Aalto.


I 300 oggetti esposti (sedute, tavoli, librerie, tappeti, lampade, ceramiche, vetri ma anche stoffe, complementi d'arredo e della tavola) sono stati tutti prodotti in Finlandia dagli anni Cinquanta agli anni Novanta del 1900, a documentazione di un particolare percorso della cultura progettuale di questo Paese.
Il visitatore sarà condotto in un percorso che illustra il modo finnico dell'abitare la casa e, insieme, racconterà la passione e la storia di Lillo Mangano.

30.06.2006 # 334
Milano | Model City | Fino al 1 luglio 2006

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Firenze | Rifiuti Preziosi | Fino al 30 giugno 2006

Fino al 30 giugno 2006

Il Nouveau Réalisme e la cultura contemporanea



Spesso pensiamo che la vita delle cose termini nel momento in cui ce ne liberiamo e non ci rendiamo conto che gli oggetti possono ritrovare, tramite la raccolta differenziata e il riciclo, una nuova esistenza. È dunque la rinascita il tema della mostra Rifiuti Preziosi. Nobilitati dall'interpretazione creativa che sovverte la loro storia passata e dall'intuizione di nuovi stupefacenti significati, i rifiuti acquistano un linguaggio espressivo universale e si trasformano in opere d'arte destinate a restare nel tempo. Compiendo un percorso, articolato in tre sezioni, il visitatore acquisisce una vera e propria cultura della spazzatura, passando da un approccio istituzionale ad un coinvolgimento interdisciplinare e polisensoriale che lo preparano ad una immersione nella storia dell'arte: un viaggio indietro nel tempo che, attraverso 50 anni di storia dei rifiuti a Firenze, va dalle diverse espressioni artistiche della nostra contemporaneità al Nouveau Réalisme, per mezzo di un corridoio ludico capace di solleticare tutti e cinque i sensi. La mostra diventa così un'occasione per riflettere sulla necessità del ruolo attivo di tutti nella salvaguardia dell'ambiente.