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Mostre ed eventi // Pagina 73 di 223
23.10.2013 # 3320
Gli anni settanta. Arte a Roma

Daria La Ragione // 0 comments

Gli anni settanta. Arte a Roma

a Roma fino al 2 febbraio 2014

Le opere di circa ottanta autori italiani e internazionali saranno raccolte nel nome di un decennio e di una città. Un binomio, anni settanta e Roma, che ricondurrà a una realtà vitalizzata dall'intreccio di linguaggi differenti, teatro di sperimentazioni, accogliente bacino di culture visive diverse. Una realtà densa di avvenimenti di portata internazionale, dotata, al tempo stesso, di una sua propria identità.

Il Palazzo delle Esposizioni con questa iniziativa prosegue l'indagine avviata negli anni novanta con la serie di mostre dedicate a Roma e al tempo stesso porta a compimento la ricerca intrapresa nel 1995 con il volume e la mostra documentaria intitolati Roma in mostra 1970-1979. Materiali per la documentazione di mostre, azioni, performance, dibattiti.

Gli anni settanta del secolo scorso sono stati un decennio controverso. Identificato, generalmente, per i suoi conflitti, potrebbe, invece, essere inteso come fertile e costruttivo, segnato, soprattutto a Roma, dall'adesione ai valori visivi, di autonomia e di portato universale dell'opera. La mostra, sulle basi della ricerca che l'ha preceduta, lo testimonierà con una posizione di bilanciamento tra indagine storica e interpretazione.
Offrirà un'indagine allargata, proponendo insieme ad opere e autori acclamati, aspetti meno noti ma significativi, senza rinunciare ad articolare una determinata versione dei fatti.

23.10.2013 # 3326
Gli anni settanta. Arte a Roma

Daria La Ragione // 0 comments

Diego Perrone, Il servo astuto

a bolzano fino al 26 gennaio 2014

Un progetto inedito, in collaborazione con Vetroricerca Glass & Modern di Bolzano. Tra sperimentazione tecnica e tradizione classica – nelle sculture realizzate per Museion dall’artista passato e presente trovano una nuova, sfuggevole dimensione. A cura di Frida Carazzato
Due grandi sculture in vetro abitano la project room per la mostra di Diego Perrone. Le opere sono frutto di un lungo processo creativo: l’artista ha elaborato un dettaglio da alcuni ritratti fotografici e l’ha trasformato in disegno per trasferirlo infine nella tridimensionalità della scultura in cera. Da queste forme sono nate le sculture, fuse nei forni di Vetroricerca con una tecnica tradizionale, la fusione a pasta di vetro. 
La trasparenza e il colore del vetro restituiscono frammenti di fisionomie – il pensiero corre ai profili delle monete, anche di quelle antiche. La rilettura di temi e iconografie classiche della storia dell’arte o provenienti dalla cultura popolare sono infatti cifra caratteristica del lavoro di Diego Perrone. 
Anche sulle sculture realizzate per la Project Room sembra aver soffiato un vento di passato e di classicità. La storia sembra trovare una sua dimensione nella contemporaneità – una dimensione del tutto nuova e inafferrabile, però. Grazie alle possibilità del vetro, il riferimento alla moneta e al ritratto contenuto nelle sculture è solo un punto di partenza: le fisionomie e i profili contenuti nelle sculture si confondono allo sguardo e sfuggono ad un’identificazione precisa. Le immagini risultano stranianti, dai diversi colori del vetro emerge un paesaggio quasi pittorico; l’aspetto figurativo della scultura passa in secondo piano e lascia il posto al mistero che racchiude, al non svelato. Come tipico della sua arte, anche in questo lavoro dalle immagini di Diego Perrone se ne generano di nuove e non emerge mai un senso univoco, per una ricerca frutto di un processo creativo continuo.

23.10.2013 # 3325
Gli anni settanta. Arte a Roma

Daria La Ragione // 0 comments

TERRITORI INSTABILI.

a Firenze fino al 19 gennaio 2014

Territori instabili. Confini e identità nell’arte contemporanea, a cura di Walter Guadagnini e Franziska Nori, propone opere di dieci artisti internazionali (Kader Attia, Zanny Begg & Oliver Ressler, Adam Broomberg & Oliver Chanarin, Paolo Cirio, Tadashi Kawamata, Sigalit Landau, Richard Mosse, Paulo Nazareth, Jo Ractliffe, The Cool Couple) che permettono di ripensare l’idea di territorio nel mondo contemporaneo, sempre più caratterizzato da un superamento di concetti come nazione o confine, ma anche da un ritorno a nuovi nazionalismi e a una riflessione sull’individuo in rapporto a un territorio o una comunità specifici.

Viviamo in un’epoca in cui lo straordinario sviluppo della mobilità di persone e beni, la digitalizzazione dei mezzi di comunicazione e della conoscenza, flussi migratori e processi economici sempre più globali hanno radicalmente trasformato la percezione di territori, limiti e confini. Sulla base dell’instabilità di questi concetti fondamentali per la definizione dell’identità dell’uomo, sembrano aprirsi due strade, non necessariamente contrapposte. Da una parte il rifugio nella sicurezza e nella vicinanza micro-territoriale, regionale, o addirittura familiare, dall’altra, come teorizzato dal sociologo Ulrich Beck, un nuovo concetto di cosmopolitismo nella sua accezione più democratica ed egualitaria.

Che cosa significa allora parlare di “territorio” oggi? Questo termine non indica solo una nozione geografica o un’area spaziale ma fa riferimento anche a un concetto di appartenenza che si estende a una dimensione personale, psicologica e mentale, e, in un contesto ancora più ampio, sociale, culturale e identitaria. Le opere degli artisti in mostra forniscono differenti attitudini, modi di vivere e pensare il rapporto instabile tra identità, territorio e confine in un’era di grandi aspettative (e illusioni) su una borderless society, una “società senza confini”, un territorio globale condiviso. Fotografie, video, installazioni danno lo spunto per riflessioni sull’idea di frontiera come scoperta o barriera, sulla ibridazione tra cosmopolitismo e rivendicazione territoriale, sulla figura dell’artista stesso nella sua condizione di viaggiatore, nomade o sperimentatore in bilico tra territori fisici e simbolici.


23.10.2013 # 3324
Gli anni settanta. Arte a Roma

Daria La Ragione // 0 comments

DIGITAL LIFE 2013. Liquid Landscape

a-Roma fino al 1 dicembre 2013

Apre al pubblico giovedì 10 ottobre, nell'ambito del Romaeuropa Festival, Digital Life 2013-Liquid Landscapes, quarta edizione della rassegna dedicata alle connessioni tra i linguaggi artistici contemporanei e le nuove tecnologie, con due sezioni allestite negli spazi del MACRO Testaccio fino al 1 dicembre, un’opera unica al MAXXI fino al 10 novembre e un ciclo di incontri in calendario all’Opificio Telecom Italia.
 
 
Prodotto da Fondazione Romaeuropa in partnership con Telecom Italia e creato su impulso della Regione Lazio, il progetto Digital Life 2013 è realizzato con Le Fresnoy-Studio national des arts contemporains e MACRO-Museo d’Arte Contemporanea Roma, con il sostegno della Fondazione Nuovi Mecenati e del Ministero della Cultura e della Comunicazione Francese, in collaborazione con MAXXI-Museo delle Arti del XXI secolo.
 
 
Filo rosso di questa edizione è il paesaggio, rielaborato, inventato o ricreato dalle 28 opere in mostra: installazioni multimediali, ambienti sonori, opere interattive, come prototipi di una nuova idea di ambiente naturale ed urbano o interpretazioni futuristiche e a tratti nostalgiche delle relazioni sociali. Accanto a Ryoichi Kurokawa, Daniele Puppi, Quiet Ensemble, tra gli altri, per la prima volta a Digital Life Robin Rimbaud, Mihai Grecu, Carlos Franklin e Roque Rivas, artisti proposti da Le Fresnoy, centro di eccellenza per la produzione artistica legato al mondo del digitale.
 


23.10.2013 # 3323
Gli anni settanta. Arte a Roma

Daria La Ragione // 0 comments

Duchamp - Re-made in Italy

a Roma fino al 9 febbraio 2014

A cento anni esatti da "Ruota di bicicletta", il primo ready-made di Marcel Duchamp, la Galleria dedica una mostra all'artista che ha rivoluzionato definitivamente il concetto di opera d'arte, con imprescindibili conseguenze per tutta la cultura contemporanea a partire dai primi decenni del XX secolo.

L'esposizione verte principalmente sulle opere donate al museo dal gallerista Arturo Schwarz e ripercorre anche l'esperienza italiana di Duchamp nei primi anni Sessanta.

Una sezione ospita le opere di quegli italiani - Baj, Baruchello, Dangelo, Patella - che con l'artista hanno avuto rapporti diretti e per i quali la sua opera ha rappresentato un fondamentale riferimento.

23.10.2013 # 3321
Gli anni settanta. Arte a Roma

Daria La Ragione // 0 comments

FOTOGRAFIA - Festival Internazionale di Roma

a Roma fino al 8 dicembre 2013

Il MACRO presenta dal 5 ottobre all’8 dicembre 2013 la XII edizione di FOTOGRAFIA - Festival Internazionale di Roma, promosso dall’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica di Roma Capitale, co-prodotto dal MACRO e Zètema Progetto Cultura.
 
Dopo le ultime edizioni ospitate a MACRO Testaccio, FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma, diretto da Marco Delogu, si articola quest’anno nella sede di via Nizza. Non solo gli spazi espositivi – Sala Enel, Project Room 1 e V-tunnel – ma anche il Foyer, l’Auditorium, lo Spazio AREA e la Sala Cinema, sono teatro del Festival, al fine di creare una vera e propria piazza/piattaforma di esposizione, presentazione e discussione intorno alla fotografia, linguaggio artistico sempre più centrale nel dibattito contemporaneo.
 
Festival che prolunga anche il periodo di apertura – di oltre due mesi in questa edizione – in linea con il progetto del Museo rivolto alla valorizzazione, promozione e diffusione della fotografia contemporanea nelle sue diverse forme e linguaggi.
 
Altra novità è la creazione di un comitato scientifico composta da Éric de Chassey, Tim Davis, Marco Delogu, Bartolomeo Pietromarchi, Guy Tillim, con lo scopo di sovrintendere e dare delle linee guida al Festival.

Tema della XII edizione è VACATIO: sospensione e assenza in fotografia, per riflettere sull’atto di fotografare, sulla specificità della disciplina – anche in relazione alle nuove tecnologie –, sul concetto di sottrazione e sul confine tra la fotografia e le altre arti.
 
Asciugare tutto, arrivare all’assenza come essenza. Rispettare la condizione individuale e di solitudine. Su questi nuovi scenari labili, l’idea è di ricostruire un tessuto forte della fotografia d’autore ricominciando a lavorare sulle singole identità. In un’epoca di “vacatio” istituzionale è necessario ripartire dal bisogno di testimoniare, di combattere nuove e vecchie assenze nel mondo, interrogandosi su quanto la fotografia possa spaziare anche in terreni non reali.
 
Questa edizione presenta i protagonisti più rappresentativi della scena internazionale del 2013, tra cui: Patrick Faigenbaum, nominato a giugno vincitore del prestigioso premio Henri Cartier Bresson; Adam Broomberg & Oliver Chanarin, vincitori del Deutsche Prize a Londra nel giugno 2013; le personali di due grandi fotografi italiani come Paolo Pellegrin eGuido Guidi; l’omaggio a Gigi Giannuzzi e alla sua casa editrice Trolley Books; Tim Davis, a cui è stata affidata l’XI edizione della Commissione Roma, il grande lavoro annuale sulla città che ha visto coinvolti, tra gli altri, autori quali Josef Koudelka, Martin Parr, Graciela Iturbide, Alec Soth, Guy Tillim e lo scorso anno Paolo Ventura. Anche le opere di Tim Davis realizzate per la Commissione Roma entreranno a far parte della collezione permanente del Museo, che si riconferma come luogo di riferimento per tutte le realtà che si interessano di fotografia in città.