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Mostre ed eventi // Pagina 71 di 223
30.11.2013 # 3367
GABRIELE BASILICO NELLA COLLEZIONE DELLA GALLERIA CIVICA DI MODENA

Daria La Ragione // 0 comments

GABRIELE BASILICO NELLA COLLEZIONE DELLA GALLERIA CIVICA DI MODENA

a Modena fino al 26 gennaio 2014

Incaricato dal mensile "Modo" nel 1978 di compiere un'indagine fotografica sul mondo delle discoteche in Emilia Romagna, e più compiutamente sul fenomeno delle balere emiliane, Basilico realizzò un reportage di quella che fu poi definita la Nashville italiana esplorando trecento chilometri di dancing, da Reggio Emilia alla Ca' del Liscio di Ravenna, ricavandone un affresco sul divertimento di massa che ritrae "luoghi esuberanti e originali ma con un'atmosfera un po' nostrana, tutta italiana". Fra i locali visitati il Club 501 di Gualtieri, il Marabù di Sant'Ilario d'Enza, il Picchio Rosso di Formigine. Di questa serie che fu esposta a Modena per la prima volta nel 1980 – probabilmente fra quelle meno conosciute, traccia significativa del suo primo approccio alla fotografia, più attento allo sguardo sociale e impegnato – viene presentata oggi una selezione di una ventina di immagini.

La mostra ripercorre inoltre la presenza a Modena di Gabriele Basilico, protagonista di tre storiche campagne di documentazione fotografica:"Gli occhi sulla città", che condusse insieme a Olivo Barbieri e Mimmo Jodice nel 1994 su incarico del Comune di Modena, "L.R. 19/98. La riqualificazione delle aree urbane in Emilia-Romagna" del 2001, promossa dalla Regione Emilia-Romagna e dall'IBC, Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna, che ha documentato le aree dismesse, quasi sempre ai margini della città storica, ex acciaierie, ex fonderie, ex mercato bestiame, ex vinacce – esemplare ricognizione delle trasformazioni urbane – e infine quella del 2011, scaturita dalla convenzione tra Comune di Modena e IBC, come parte (saggio per immagini) del volume "Città e architetture. Il Novecento a Modena" (Franco Cosimo Panini editore, Modena 2013), curato dall'Ufficio Ricerche e Documentazione sulla Storia Urbana del Comune di Modena in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, come strumento, rivolto ai cittadini, di lettura e comprensione della relazione fra architetture e spazio urbano nel secolo scorso.

Di quest'ultima indagine sul territorio saranno presentate 25 fotografie, oggi esposte per la prima volta.

Il progetto poi si arricchisce grazie alla collaborazione della Fondazione Fotografia, che ha prestato cinque opere di grande formato, vedute urbane di città europee (Bilbao, Porto, Genova, Milano, Dieppe), realizzate tra gli anni '80 e '90, particolarmente significative della cifra stilistica del fotografo, e dell'IBC di Bologna che ha integrato il nucleo dedicato alle aree urbane dell'Emilia Romagna.

Approfondisce la figura dell'autore la proiezione del film documentario "Gabriele Basilico", parte della collana "Fotografia Italiana", realizzato nel 2009 dalla casa di produzione video Giart, in collaborazione con Contrasto, con il patrocinio della Cineteca di Bologna.

La serie "Dancing in Emilia" torna protagonista di un volume con testi di Silvia Ferrari, Gustavo Pietropolli Charmet e con una conversazione del 2007 tra Gabriele Basilico, Massimo Vitali e Giovanna Calvenzi.

Il nuovo libro è pubblicato, ad oltre trent'anni dalla prima edizione, dalla Galleria civica di Modena e da Silvana Editoriale.


10.12.2013 # 3373
GABRIELE BASILICO NELLA COLLEZIONE DELLA GALLERIA CIVICA DI MODENA

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Jorinde Voigt. Superpassion

a Roma fino al 9 marzo 2014

Dal 29 novembre 2013 al 9 marzo 2014, il MACRO presenta la mostraSuperpassion dell’artista tedesca Jorinde Voigt, protagonista emergente della scena artistica contemporanea internazionale, a cura di Maria Alicata.

 

Per la sua prima mostra personale in un’istituzione pubblica italiana l’artista presenta un’installazione composta da una serie inedita di lavori su carta di grandi dimensioni.

 

Ogni disegno si riferisce a un capitolo o a un estratto del libro di Niklas Luhmann Amore come passione, 1985, Laterza (titolo dell’edizione originale: Liebe als Passion. Zur Codierung von Intimität, 1982, Suhrkamp Verlag). Fedele alla teoria sistemica, l’autore traccia un quadro generale dell'evoluzione della semantica dell'amore che è innanzitutto un codice, un mezzo di comunicazione della sfera più intima e profonda della persona. 

 

Partendo dall’analisi del testo, Jorinde Voigt indaga a sua volta il processo di cognizione e comunicazione delle immagini interiori, individuali e collettive che risultano dal sentimento. L’artista disegna dei modelli di pensiero, delle mappe concettuali, tramite una struttura di coordinate spazio-temporali e categorie, come la posizione e il movimento del soggetto, i punti cardinali, la velocità del vento e molte altre.

 

Sui grandi fogli di carta si intersecano linee a matita e tratti d’inchiostro, zone marcate da pastelli colorati, collage di carta e foglia d’oro; intervalli di spazi vuoti si uniscono a segni derivanti dal linguaggio musicale, numerico e cartografico, fino a formare complesse costruzioni diagrammatiche, eterogenee, in continua mutazione, strutturate con un ritmo quasi musicale. 

 

10.12.2013 # 3372
GABRIELE BASILICO NELLA COLLEZIONE DELLA GALLERIA CIVICA DI MODENA

Daria La Ragione // 0 comments

Renato Mambor - Atto Unico

a Roma dal 20 dicembre al 9 marzo 2014

Il MACRO presenta, dal 20 dicembre 2013 al 9 marzo 2014, la mostra Renato Mambor. Atto Unico, a cura di Benedetta Carpi De Resmini.

 

L’esposizione rientra nel programma rivolto ai “maestri del contemporaneo” – artisti della seconda metà del XX secolo – che il Museo ha sviluppato negli ultimi due anni, con progetti speciali dedicati a Vasco Bendini, Claudio Cintoli, Gastone Novelli, Vettor Pisani e Giulio Turcato.  

 

Renato Mambor (Roma, 1936) –  tra i protagonisti di quel particolare filone creativo sviluppatosi negli anni Sessanta in ambito romano e passato alla storia come Scuola di Piazza del Popolo – si distingue per una ricerca iconica e oggettuale che tende a scardinare codici linguistici precostituiti. La sua opera si pone al confine tra varie forme espressive e, attraverso la sperimentazione di linguaggi diversi e l’abbandono dell’oggetto pittorico in sé, si apre sempre ad un rapporto metalinguistico tra parole, immagini, cose e persone, creando un cortocircuito vitale tra oggetto e soggetto. 

30.11.2013 # 3366
GABRIELE BASILICO NELLA COLLEZIONE DELLA GALLERIA CIVICA DI MODENA

Daria La Ragione // 0 comments

WITH A LITTLE HELP FROM MY FRIENDS.

a Gallarate fino al 22 dicembre

A distanza di nove mesi dall’incendio che il 14 febbraio scorso lesionò gravemente l’edificio, riapre sabato 23 novembre 2013 il MA*GA di Gallarate. L’apertura riguarda un’intera ala del museo, bonificata e riallestita grazie all’impegno e al contributo del Comune di Gallarate, di Regione Lombardia e della Fondazione Cariplo, per permettere la ripresa delle attività culturali ed espositive sino ad oggi ospitate in diverse sedi cittadine e regionali. La città ritrova, così, il suo principale spazio espositivo nonché luogo privilegiato di incontro.

Per l’occasione, è stata organizzata un’iniziativa di raccolta fondi proprio per velocizzare il recupero totale dell’intera struttura.
Dal 23 novembre al 22 dicembre 2013, infatti, è in programma WITH A LITTLE HELP FROM MY FRIENDS. Artisti per il MA*GA, un progetto che vede coinvolti tra i 180 artisti anche i grandi nomi dell’arte che hanno voluto donare un’opera al Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate e la cui cessione servirà a finanziare parte dei futuri lavori del Museo MA*GA.

“With A Little Help from My Friends nasce dall’idea - ha evidenziato Giovanni Orsini, Presidente Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate - di organizzare una mostra che permetta di riaprire il MA*GA con un evento informale e discorsivo capace di far percepire il museo come un luogo davvero aperto alla collaborazione della comunità da cui è nato. Un segnale di come il Premio Gallarate, come accade dal 1949, sostenga con forza la presenza di un museo cittadino dedicato alla contemporaneità e che questo museo, il MA*GA, sia supportato e accolto da un'ampia comunità di artisti, curatori, ma anche appassionati di arte e cultura, in primis da Gallarate e dalla nostra regione”.

30.11.2013 # 3365
GABRIELE BASILICO NELLA COLLEZIONE DELLA GALLERIA CIVICA DI MODENA

Daria La Ragione // 0 comments

BILL VIOLA. The Raft

a Mantova fino al 20 febbraio 2014

Bill Viola, celebre per essere stato uno dei primi a fare uso del video inteso non solo come sperimentazione tecnologica ma contemplativa ed estetica, ha spesso e volentieri preso come fonte di ispirazione le iconografie della pittura rinascimentale italiana. Famose tavole e pale d’altari, come la Visitazione del Pontormo (The Greeting, 2002) o la Deposizione di Masolino (Emergence, 1995) sono diventate nelle sue mani veri e propri quadri in movimento. Tra queste opere spicca per dimensioni e drammaticità The Raft, realizzata nel 2004.

La parola raft, tradotta in italiano, significa variamente “zattera”, “gommone di salvataggio”, termini che suggeriscono una condizione di pericolo, di emergenza, che Viola interpreta attraverso immagini idealmente collegabili ad alcune scene dipinte da Giulio Romano nella sala dei Giganti, dove questi ultimi vengono trascinati a riva da violenti flussi di acqua, nel disperato tentativo di mettersi in salvo.

Il catalogo (bilingue italiano e inglese), edito da Publi Paolini, oltre all’introduzione curata da Marco Tonelli, assessore alla cultura del Comune di Mantova, contiene un testo critico scritto per l’occasione da Valentina Valentini (la più autorevole esperta italiana dell’opera di Bill Viola) e una descrizione dell’opera fatta dallo stesso artista, accompagnata dalle sue annotazioni, schizzi e disegni preparatori.

L’iniziativa è ideata e promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e alla Promozione Turistica del Comune di Mantova.

BILL VIOLA. The Raft
Mantova, Palazzo Te (Viale Te)
23 novembre 2013 – 20 febbraio 2014

19.11.2013 # 3346
GABRIELE BASILICO NELLA COLLEZIONE DELLA GALLERIA CIVICA DI MODENA

Daria La Ragione // 0 comments

LA GALASSIA DI ARP

a Nuoro fino al 16 febbraio 2014

In mostra, insieme a un’importante serie di sculture, bassorilievi, arazzi e carte di Jean Arp (Strasburgo 1887-Basilea 1966), saranno presentati lavori significativi di grandi autori del primo e secondo Novecento, tra cui Alexander Calder, Max Ernst, Paul Klee, André Masson, Meret Oppenheim, Francis Picabia, Kurt Schwitters e ancora Joseph Albers, Julius Bissier, Sonia Delaunay, Theo Van Doesburg, Piero Dorazio, Viking Eggling, Fritz Glaner, Richard Huelsenbeck, Johannes Itten, Marcel Janco, Richard Paul Lohse, Alberto Magnelli, Sebastián Matta, Aurélie Nemour, Hans Richter, Arthur Segal, Italo Valenti, Victor Vasarely.

Nell’importante mostra al MAN saranno riunite alcune tra le più celebri sculture di Arp – Hurlou, Pas encore de titre, Feuille-miroir e Torse-amphore – realizzate tra l’inizio degli anni Cinquanta e la metà dei Sessanta, rappresentative della sua singolare attitudine alla creazione di forme organiche, insieme a dodici straordinari rilievi, realizzati da Arp nel periodo della piena maturità creativa, due arazzi e una serie di collage e découpage di grandi dimensioni.
Una seconda sezione ospiterà invece i lavori del gruppo di artisti che con Arp hanno condiviso, oltre che un sentimento di amicizia, una parte significativa del loro percorso creativo. Tra questi Paul Klee, uno dei più noti artisti del XX secolo, sperimentatore delle possibilità espressive della linea come elemento figurativo indipendente; Max Ernst, esponente di punta del Surrealismo, autore di immagini in cui figurazione e astrazione convivono; Alexander Calder, autore dei famosi “mobiles”, sculture astratte sospese, mosse dalle correnti d’aria, influenzate dal linguaggio di Arp. In mostra anche opere di Theo Van Doesburg, in rappresentanza della corrente neoplastica, Sonia Delaunay, pittrice ucraina, moglie di Robert Delaunay, che affiancò il marito nella ricerca pittorica del simultaneismo, Alberto Magnelli, che tra il 1939 e il 1944, in stretto contatto con i coniugi Arp e Delaunay, sperimentò nuove forme espressive in linea con le ricerche del gruppo Abstraction-Création, e ancora Meret Oppenheim, pittrice e scultrice svizzera, autrice di sorprendenti oggetti di ispirazione surrealista, e Victor Vasarely, pittore e grafico, di origine ungherese, prima in contatto con il gruppo Abstraction-Création e quindi fondatore del movimento “optical”.