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Mostre ed eventi // Pagina 66 di 220
29.12.2013 # 3411
L'Avanguardia russa, la Siberia e l'Oriente.

Daria La Ragione // 0 comments

L'Avanguardia russa, la Siberia e l'Oriente.

a Firenze fino al 19 gennaio 2014

Kandinsky, Malevič, Filonov, Gončarova.

La mostra, attraverso la scoperta dei capolavori delle collezioni russe dell'Avanguardia, presenta una ricchissima esposizione di opere mai viste in Italia unendo spiritualità e antropologia, filosofia e sciamanesimo in un viaggio iniziatico verso una nuova frontiera artistica.

Una straordinaria rassegna internazionale che attraverso le opere dei grandi artisti del primo '900 conduce il visitatore a percorrere un viaggio straordinario, in una terra di frontiera ai confini del mondo, tra ghiacci e deserti sterminati. L'arte russa infatti ha potuto attingere più di ogni altra a un Oriente dalle molteplici sfaccettature che si estende geograficamente dalle steppe dell'Asia all'India, dalla Cina al Giappone.


L'esposizione sviluppa attraverso 130 opere (79 dipinti, acquerelli e disegni; 15 sculture e 36 tra oggetti del repertorio etnoantropologico e incisioni popolari) suddivise in 11 sezioni, la complessa relazione fra l'arte russa e l'Oriente, attraverso pittori famosissimi come Wassily Kandinsky, Kazimir Malevič, Natal'ja Gončarova, Michail Larionov, Léon Bakst, Alexandre Benois, Pavel Filonov, che influenzarono lo sviluppo dell'arte moderna ormai un secolo fa. Artisti profondamente consapevoli dell'importanza dell'Oriente, che contribuirono a un ricco dibattito culturale che lasciò un segno profondo e permanente sulle teorie estetiche del tempo come sulle opere realizzate in quel periodo.

Una rassegna che mette in relazione gli esponenti principali dell'Avanguardia russa con altri artisti dell'epoca, altrettanto significativi benché forse meno noti, come Nikolai Kalmakov, Sergej Konenkov e Vasilij Vatagin, la maggior parte delle cui opere sono esposte in Occidente per la prima volta.

29.12.2013 # 3413
L'Avanguardia russa, la Siberia e l'Oriente.

Daria La Ragione // 0 comments

ALTERNATIVE NOMADI

a Milano fino al 12 gennaio 2014

La rassegna, curata da Alessandro Castiglioni, prende il nome dal titolo del libro di Bruce Chatwin, L'alternativa nomade, pubblicato da Adelphi nel 2010. Proprio una sua frase è l'incipit ideale della manifestazione: «Perché divento irrequieto dopo un mese nello stesso posto, insopportabile dopo due? ».

Questa considerazione crea lo spunto per riflettere su un nuovo significato dell'idea di nomadismo: un costante movimento tra persone e territori ma, ancor di più, tra informazioni, risorse e piattaforme mediali che segna un rinnovato interesse per un'attitudine in perenne mobilità.

Nelle parole di Krista Mikkola, Presidente BJCEM: "Bjcem ha come obiettivo la creazione di occasioni di contatto e di dialogo tra artisti e istituzioni che operano in Europa e, in particolare, nell'area mediterranea.

Dopo il successo di Mediterranea 16, sedicesima edizione della Biennale dei Giovani Artisti dell'Europa e del Mediterraneo, Alternative Nomadi è un'occasione per continuare a promuovere la produzione artistica giovanile, con uno sguardo rivolto in modo particolare alla condizione nomadica in cui molti giovani artisti si trovano ad operare, in un contesto in cui confini geografici e disciplinari si fanno sempre più fluidi.

Con Alternative Nomadi continua la collaborazione tra Bjcem e il Comune di Milano, membro del network sin dalla sua fondazione, iniziato l'anno scorso con il progetto Disorder e che guarda all'importante traguardo del 2015".

29.12.2013 # 3412
L'Avanguardia russa, la Siberia e l'Oriente.

Daria La Ragione // 0 comments

DIETROFRONT. Il lato nascosto delle collezioni

a Firenze fino al 2 febbraio 2014

quaranta opere, le storie contenute nel loro retro, ovvero nel lato quasi mai visibile, in cui si trovano sorprendenti scoperte come altri dipinti, bozzetti, prove di pittura, poesie, annotazioni manoscritte, numeri di antichi inventari, cartellini di esposizioni o attestazioni di proprietà, ceralacche e molto altro ancora.

L'esposizione, ideata e curata da Giovanna Giusti, per la Galleria degli Uffizi, organizzata dall'Associazione Amici degli Uffizi, col contributo dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, è parte del ciclo I MAI VISTI, che ogni anno presenta aspetti della collezione del museo fiorentino poco noti al grande pubblico.

Secondo Cristina Acidini, Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, "Il retro protagonista, dunque, con opere scelte, in questa bella mostra curata con acutezza da Giovanna Giusti d'intesa con Antonio Natali, dai depositi degli Uffizi e da altri musei del Polo. Dall'alto delle Sale Rosse nel braccio di Ponente, il Nano Morgante di Agnolo Bronzino (per lungo tempo oggetto di un sapientissimo restauro da parte di Ezio Buzzegoli), ne è l'ideale capofila, grazie all'invenzione del suo autore di dipingere la veduta frontale del nano di corte in atti da cacciatore su una faccia della tela, e la veduta tergale del nano stesso, con le prede, sull'altra. Ma si arriva anche ai giorni d'oggi, dove un altro "Nano" (Silvano Campeggi, grande pittore e illustratore che ha creato nel secolo appena concluso le icone del cinema internazionale) rivolge all'osservatore la schiena dritta e la chioma bianca, per rivelare il tre quarti del volto solo sulla tela retrostante in un intrigante doppio autoritratto".

Il percorso espositivo di Dietrofront, composto da dipinti, marmi antichi, maioliche, uno stipo e un altare, offre una doppia visibilità delle opere, presentandone il recto e il verso.

I segni che spesso questi capolavori celano nella parte non visibile al pubblico sono in grado di raccontare la loro vita e il loro cammino collezionistico.

Ad esempio, tra le opere del Quattrocento, la scena dell'Annunciazione è dipinta nel retro delle tavole dei nobili ritratti dei Baroncelli, mentre nel Trittico di Froment, che nella severità della cultura d'Oltralpe scandisce episodi della vita di Cristo, culminanti al centro nella resurrezione di Lazzaro, le ante chiuse raffrontano Maria e il committente dell'opera, devotamente inginocchiato.

Esempi di raffinata e rarissima combinazione sono costituiti dalla Deposizione di Gerard David, appartenuta, insieme alla matrice d'incisione conservata sul retro, ad Eleonora di Toledo, moglie del granduca Cosimo I de' Medici, e da una preziosa 'custodia' di Jan Brueghel il vecchio, che proteggeva, riproponendolo in copia, l'originale di Dürer raffigurante Il Grande Calvario, opera che a sua volta ha nel retro un Paesaggio dipinto dal medesimo Brueghel; mentre il doppio Palma il Vecchio riunisce un ritratto di donna e l'autoritratto del pittore veneto.

16.12.2013 # 3393
L'Avanguardia russa, la Siberia e l'Oriente.

Daria La Ragione // 0 comments

LE AVANGUARDIE NELLA PARIGI FIN DE SIÈCLE: SIGNAC, BONNARD, REDON E I LORO CONTEMPORANEI

a Venezia fino al 6 gennaio 2014

 La mostra raccoglie una ricca selezione di circa 100 dipinti e opere su carta e si focalizza sulle maggiori avanguardie francesi di fine '800, soffermandosi in particolar modo su Neo-Impressionisti, Nabis e Simbolisti, e sui maggiori esponenti di tali movimenti, tra cui Paul Signac, Maximilien Luce, Pierre Bonnard, Maurice Denis, Felix Vallotton e Odilon Redon. La mostra sarà accompagnata da un catalogo illustrato con saggi di studiosi come Bridget Alsdorf (Princeton University), Marina Ferretti Bocquillon (Musée des Impressionnismes) e Gloria Groom (Art Institute of Chicago). L'esposizione e il catalogo offriranno al pubblico italiano la rara opportunità di vedere e studiare un gruppo coerente di opere francesi di questo periodo. 

16.12.2013 # 3392
L'Avanguardia russa, la Siberia e l'Oriente.

Daria La Ragione // 0 comments

Piero Fornasetti - 100 anni di follia pratica

a Milano fino al 9 febbraio 2014

Triennale Design Museum in occasione del centenario dalla nascita presenta la prima grande e inedita mostra in Italia dedicata a Piero Fornasetti, a cura di Barnaba Fornasetti.


Triennale Design Museum ha deciso di rendere omaggio a questa figura per evidenziarne l'importanza e ricollocarla correttamente nell'ambito del dibattito critico e teorico sull'ornamento come elemento strutturale del progetto.


Pittore, stampatore, progettista, collezionista, stilista, raffinato artigiano, decoratore, gallerista e ideatore di mostre, Fornasetti è stato una personalità estremamente ricca e complessa. Ha disegnato e realizzato circa 13.000 tra oggetti e decorazioni: un universo fatto in egual misura di rigore progettuale, artistico e artigianale come di fantasia sfrenata, invenzione surrealista e poesia.


Il percorso della mostra si articola in sezioni che spaziano dagli esordi pittorici vicini al Novecento alla stamperia di libri d'artista, dalla stretta collaborazione con Gio Ponti negli anni '50 e '60 ai più difficili anni '70 e fino al 1988, anno della sua morte, un lungo periodo contrassegnato per la maggior parte dal dogma razionalista imperante della funzionalità nell'architettura e nel design che ha fatto di lui una figura marginale senza per questo spegnerne la creatività vulcanica.


La mostra si compone di oltre 700 pezzi provenienti per la maggior parte dallo straordinario Archivio curato da Barnaba Fornasetti, che prosegue ancora oggi l'attività avviata dal padre.


16.12.2013 # 3391
L'Avanguardia russa, la Siberia e l'Oriente.

Daria La Ragione // 0 comments

Luciano Fabro. Disegno In-Opera

a Bergamo fino al 6 gennaio 2014

Dal 4 ottobre 2013 al 6 gennaio 2014 la GAMeC – Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo è lieta di ospitare la mostra LUCIANO FABRO. DISEGNI E OPERE, che intende restituire la varietà della produzione di disegni di Luciano Fabro.


Per la prima volta in Italia, infatti, l'esposizione accoglierà un ricco nucleo di disegni dell'artista, tra i massimi esponenti del movimento 'Arte Povera': disegni realizzati e poi donati, disegni come pratica alla base del processo creativo che conduce alla genesi di un'idea o come mezzo per trasmettere messaggi; disegni in cui è esplicito il riferimento alla scultura e disegni come campo di indagine e di sperimentazione. E ancora disegni come forme - fori, buchi e aperture - attraverso le quali Fabro indaga e attraversa lo spazio aperto da Lucio Fontana, riferimento, in quegli anni, per gran parte dei giovani artisti.


Nella ricerca di Fabro la dimensione ambientale riveste un'importanza fondante: lo spazio è infatti concepito come campo d'azione vivo, fatto di relazioni e necessarie conseguenze tra gli elementi presenti. Per questo saranno presenti in mostra anche alcuni habitat e una selezione di sculture che dialogano con lo spazio, investigando l'ambiente e intervenendo sulla percezione.


Accompagnerà la mostra un catalogo bilingue che includerà testi critici di curatori e storici dell'arte che hanno avuto la fortuna di conoscere e lavorare con Luciano Fabro, e le quattro lezioni sul disegno che l'artista tenne durante gli anni di insegnamento presso l'Accademia di Brera.