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Mostre ed eventi // Pagina 65 di 220
21.01.2014 # 3440
ANISH KAPOOR | LUCIO FONTANA - SCONFINAMENTI

Daria La Ragione // 0 comments

ANISH KAPOOR | LUCIO FONTANA - SCONFINAMENTI

a Milano fino al 15 febbraio 2014

Da martedì 21 gennaio a sabato 15 febbraio 2014 il MUSEO PECCI MILANO, lo spazio espositivo distaccato del Centro Pecci promosso da Comune di Prato e Regione Toscana, in collaborazione con Spazioborgogno, presenta un confronto diretto fra le opere di due tra i maggiori protagonisti dell'arte degli ultimi decenni: ANISH KAPOOR e LUCIO FONTANA.

Un'opera della collezione del Museo e una di collezione privata - Courtesy Farsetti Arte sono esposte per un mese in un intenso "faccia a faccia", un parallelo fra due idee e realizzazioni plastiche e pittoriche incentrate sull'esperienza spaziale, fisica e cognitiva, dell'opera d'arte e del suo possibile sconfinamento: quella di Kapoor è risucchiata in una concentrazione contemplativa interiore alla forma e rappresenta "uno spazio potenziale... attratto verso sensazioni di precipitare, di esser spinto verso l'interno, di perder il senso di se stessi" (Anish Kapoor); quella di Fontana si spalanca in una intenzione esplorativa che va oltre la superficie della tela e sprofonda nell'infinito, "s'impossessa della materia e la rende dinamica in un rapporto sensuale e erotico" con "una circostanziata allusione evidentemente sessuale, quasi d'astrazione archetipa" (Enrico Crispolti).

ANISH KAPOOR (Bombay/India 1954. Vive a Londra)
Here and There del 1987, opera di Anish Kapoor, è stata esposta a Prato nel 1988 nella mostra d'inaugurazione del Centro Pecci (Europa Oggi), alla vigilia delle consacrazioni mondiali dell'artista nel Padiglione britannico alla Biennale di Venezia 1990 e con il Turner Prize 1991. L'articolata composizione plastica di pietra arenaria da una parte si raccoglie in un cumulo di forme stondate come bozzoli o otri primitivi e dall'altra è scavata dentro a un masso squadrato e inciso, un'architettura ancestrale simile a un altare o a un santuario dove il "qui" sensibile della materia si spalanca su un "altrove" onirico e sublime, evocato dall'impalpabile profondità del pigmento blu. Al di là dell'apparente pienezza fisica delle forme terrene, organiche e artificiali, lo sguardo e il pensiero precipitano nella cavità interiore e indistinta del vuoto, nella dolce vertigine dell'assenza.

LUCIO FONTANA (Rosario de Santa Fè/Argentina 1899 - Varese 1968)
Concetto spaziale del 1962, opera di Lucio Fontana (cat. gen. 1986, n. 62 O 44), appare come una evoluzione pittorica delleNature realizzate in terracotta (1959-1960), con la sua densa superficie a olio rosa su cui riecheggiano le incisioni concentriche e il rilievo plastico aperto sullo squarcio profondo, un "taglio" slabbrato inferto nella tela che attira verso una profondità fisica, dinamica, lontana dalla sospensione nel tempo assoluto, metafisico delle Attese (1958-1968). Quest'opera rappresenta "un atto di violenta appropriazione che Fontana compie nella tersa materia del campo pittorico, ma soprattutto una possibilità di un'immagine, configurata in una sorta di rapporto sensuale, carnale, ma malgrado l'artificiosità lussureggiante e spiazzante delle scelte cromatiche anche di segno doloroso" (Enrico Crispolti, Centenario di Lucio Fontana, 1999).


21.01.2014 # 3439
ANISH KAPOOR | LUCIO FONTANA - SCONFINAMENTI

Daria La Ragione // 0 comments

Riflessi della Materia

a Roma fino al 28 febbraio 2014

La Philobiblon Gallery inaugura la prima Mostra del 2014 dedicandola all'incisione italiana e internazionale, presentando la collettiva "Riflessi della materia". La passione per il libro antico e per l'incisione tradizionalmente intesa trova nuove traiettorie di sviluppo nella grafica contemporanea e la Mostra apre una serie di appuntamenti dedicati al segno inciso.
Frutto della collaborazione con il Kaus (Centro Internazionale per l'Incisione Artistica), la Stamperia Santa Chiara di Urbino, il Contemporary Printmaking Research Centre, l'Atelier Empreinte di Lussemburgo e le associazioni culturali "I Diagonali", "Atelier" e la "Stamperia del Tevere" di Roma – Riflessi della materia ha carattere ri-cognitivo: un'esposizione mirata ad allargare lo sguardo sulle ricerche tecniche ed espressive di maggior interesse in Italia e all'estero.
La Mostra rappresenta le molteplici potenzialità degli strumenti tecnici che sono base ed essenza dell'immagine incisa - scelta delle matrici e dei supporti finali, procedimenti di stampa, combinazione diversa di più tecniche – selezionando significative opere di oltre 70 artisti, tra maestri e giovanissimi, italiani e stranieri.
Paragonabile ai tasselli di un mosaico, ogni opera è stata scelta sulla base della particolare qualità della ricerca tecnica svolta, con l'intento di raccontare la grafica contemporanea attraverso la sua vasta gamma di riflessi espressivi. Arte incisoria che non rimane confinata nei margini bidimensionali del supporto cartaceo e che si scoprirà ulteriormente sviluppata per dare vita a lavori di carattere installativo, scultoreo e video.
Con questi Riflessi della Materia la neonata Philobiblon Gallery irrompe nel panorama artistico nazionale e internazionale non solo come semplice Galleria d'Arte ma come centro sperimentale di ricerca e produzione di grafica: Philobiblon Lab, estensione militante della Gallery, con il contributo di Alessandro Fornaci, si propone di aggregare giovani artisti e artigiani del torchio nella realizzazione di opere grafiche e libri d'Artista.

12.01.2014 # 3426
ANISH KAPOOR | LUCIO FONTANA - SCONFINAMENTI

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Giulio Paolini. Essere o non essere

a Roma fino al 9 marzo 2014

Dal 29 novembre 2013 al 9 marzo 2014 il MACRO presenta la mostra Giulio Paolini. Essere o non essere, prodotta con la Whitechapel Gallery di Londra, dove proseguirà in una versione ampliata nel luglio 2014.

 

L’esposizione, curata da Bartolomeo Pietromarchi, presenta quattordici opere datate dal 1987 al 2013, tra cui un nuovo lavoro ideato appositamente per l'occasione.

 

La scelta dei lavori – allestiti come “isole” di luce in una successione di ambienti in penombra – propone per la prima volta un percorso monografico dedicato a un tema di particolare rilievo nella poetica di Giulio Paolini: l’autore e il suo ruolo (o non ruolo) rispetto alla concezione dell'opera e al suo manifestarsi. 

 

Per Paolini l’autore non è un demiurgo – non ha nulla da dichiarare né da mettere al mondo – ma un mero spettatore, che attende l’alzata del sipario, l’inizio della rappresentazione, l’artificio di una visione.

 

Laddove compare in prima persona, l'artista veste il ruolo dello spettatore oppure è calato nella ricerca e nell’attesa del possibile divenire di un’opera. In altri casi è rappresentato attraverso la dimensione dello studio d'artista. La presenza diretta o indiretta dell'autore si inscrive sempre nel cammino imperscrutabile che conduce all’eventuale nascita dell’opera, di cui egli non si considera il creatore, bensì l'ospite.

12.01.2014 # 3425
ANISH KAPOOR | LUCIO FONTANA - SCONFINAMENTI

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VITTORE FRATTINI

a Milano fino al 30 marzo 2014

ALL’AEROPORTO DI MILANO MALPENSA LE OPERE DI

VITTORE FRATTINI

Le Vip Lounges dello scalo si trasformano in spazi espositivi, ospitando i lavori dell’artista varesino legati al tema del paesaggio, del viaggio e degli orizzonti.

Dal 16 dicembre 2013 al 30 marzo 2014, le Vip Lounges dell’aeroporto di Milano Malpensa si trasformano in spazi espositivi, ospitando le opere di Vittore Frattini (Va-rese, 1937), legate al tema del paesaggio, del viaggio e degli orizzonti.
L’iniziativa inaugura il progetto SEA e MA*GA per l’arte, nata dalla volontà di SEA, la società che gestisce gli aeroporti di Milano Linate e Milano Malpensa, e del museo MA*GA di Gallarate di trasformare le aree d’attesa dello scalo milanese in un luogo dove l’arte si esprime e si racconta.

Per sua natura, infatti, l’aeroporto è crocevia di emozioni legate all’esperienza del viaggio e, in quanto tale, si propone come sede ideale per dare voce alle espressioni artistiche nelle loro infinite forme.

La pittura di Vittore Frattini s’inserisce nel clima della tradizione pittorica lombarda, legata alla luce e alla visione naturalistica. Da questo ambito Frattini sente sempre più la necessità di un linguaggio sintetico e teso all’essenza, fatto di colori puri, di segni di luce che attraversano la tela con dinamismo, dotando l’oggetto pittorico di grande autonomia estetica.

Il percorso espositivo si concentrerà sulla serie dei Lumen alla quale l’artista varesino lavo-ra a partire dagli anni Settanta, caratterizzata dall’uso di pigmento fluorescente per la stesura delle sue ampissime e fluide pennellate: il pigmento reagisce alla luce naturale e se ne satura, per poi restituirla in condizioni di buio.
La vocazione spaziale della ricerca espressiva di Frattini trova espressione anche nella scultura: qui l’indagine sulla materia e sul colore diventa scoperta del rapporto tra i materiali e la luce.
È il caso della Grande V, collocata proprio davanti a Malpensa, in cui la relazione con la luce è intensa e sostanziale. La Grande V è formata da due ali d’acciaio e si introduce come segno nello spazio e nell’orizzonte prealpino, collegando in modo indissolubile l’opera di Frattini al tema del viaggio.

Per l’occasione, verrà pubblicato il primo catalogo della collana che accompagnerà gli appuntamenti del progetto SEA e MA*GA per l’arte.

12.01.2014 # 3424
ANISH KAPOOR | LUCIO FONTANA - SCONFINAMENTI

Daria La Ragione // 0 comments

MILANO TRA LE DUE GUERRE

a Milano fino al 13 febbraio 2014

La mostra Milano tra le due guerre. Alla scoperta della città dei Navigli attraverso le fotografie di Arnaldo Chierichetti racconta il volto della città nel periodo compreso tra le due guerre, mettendo in scena alcuni aspetti chiave dei mutamenti subiti in quegli anni cruciali.

 

Il percorso espositivo si articola in 9 sezioni e consta di circa 140 fotografie in bianco e nero scelte all'interno dell'Archivio fotografico Arnaldo Chierichetti, gelosamente custodito fino ai giorni nostri dalla cura amorevole della figlia Elda.

 

Ampie documentazioni fotografiche racconteranno la storia dei Navigli e la copertura della fine degli anni '20, in virtù di uno scellerato piano regolatore che privilegiò la funzionalità alla bellezza e alla tradizione, cancellando in un sol colpo quella connotazione di civiltà acquatica che aveva caratterizzato Milano per almeno otto secoli.

La demolizione del Bottonuto - il quartiere medievale situato a ridosso di piazza Duomo, in quell'area che oggi possiamo approssimativamente identificare con l'isolato a sud di Piazza Diaz – modificò in modo irreversibile il cuore di Milano, lasciando il posto alla modernizzazione e alle speculazioni immobiliari che hanno caratterizzato in modo drastico il rapporto della città con la sua storia, con il suo passato, indicando una strada che di lì a poco sarebbe diventata il modello dell'intero sviluppo urbanistico.


29.12.2013 # 3414
ANISH KAPOOR | LUCIO FONTANA - SCONFINAMENTI

Daria La Ragione // 0 comments

LEWIS HINE. Costruire una nazione.

a Milano fino al 2 febbraio 2014

DAL 20 NOVEMBRE 2013 AL 2 FEBBRAIO 2014

AL CENTRO CULTURALE DI MILANO (via Zebedia, 2)

LEWIS HINE

Costruire una nazione, geografia umana e ideale

Per la prima volta a Milano, una mostra presenta 60 vintage print del padre della fotografia sociale moderna, provenienti dalla Collezione Rosenblum di New York: dai famosi Operai dell'Empire State Building agli Immigrati di Ellis Island, dal Reportage di Pittsburgh, al lavoro minorile in Pennsylvania, North Carolina e Virginia.

L'Esposizione riunisce per la prima volta opere originali provenienti dalla Collezione Rosenblum di New York, il più consistente fondo archivistico di stampe vintage di Hine in mani private, che propongono i suoi cicli più conosciuti, dai famosi Operai dell'Empire State Building agli Immigrati di Ellis Island, dal Reportage di Pittsburgh, al Lavoro minorile in Pennsylvania, North Carolina e Virginia. Si potranno ammirare la maestria e l'umanità del padre della "fotografia sociale", permettendo di collegare alla sua esperienza alcuni dei valori più alti della generazione successiva rappresentata per esempio dalla Photo League.

La Mostra è accompagnata del Libro Catalogo ed. Admira con i saggi di Mario Calabresi e Nicolò Leotta.

Inside Ilas