alexa

Ilas sui social network

Iscriviti alla newsletter Ilas

logo-ilas
logo-ilas logo-ilas

MENU

cercaCERCA

ILAS è una scuola di specializzazione che opera esclusivamente
nell'ambito della comunicazione visiva.

 
icona

La scuola

100% comunicazione visiva

icona

La scuola
Storia, struttura e organizzazione

icona

I docenti
I curricula di tutti i docenti

icona

Certificazioni
Il valore di un corso Ilas

icona

Attività
Corsi, seminari e contest

icona

Social, blog e magazine
Scopri ilas 2.0

 
icona

I Corsi

Elenco dei corsi Ilas divisi per tipologia

Corsi Adobe MensiliPHOTOSHOP | ILLUSTRATOR | INDESIGN

Corsi Annuali CompletiGRAFICA | FOTO | WEB | PUBBLICITÀ | SOCIAL

Corsi Brevi TematiciFOTO STARTUP | COPY | MONTAGGIO

Elenco corsi brevi tematiciPer ogni corso è indicata la quota mensile iva (22%) compresa

 

Corsi di Grafica 3DMAYA | RHINO | STAMPA 3D

Elenco corsi grafica 3DPer ogni corso è indicata la quota mensile iva (22%) compresa

Corsi Annuali CoordinatiPERCORSI MULTIDISCIPLINARI

Corsi 2° anno GRAFICA | FOTOGRAFIA | WEB PHP

 

Cerchi un talento della comunicazione visiva?
 

Inserisci AnnuncioArea riservata alle aziende

Scegli CandidatoArea riservata alle aziende

Vai al PortfolioArea riservata alle aziende

Guarda i lavori realizzati dai nostri studenti
Oltre 9000 progetti realizzati nei corsi Ilas

ILAS - Istituto superiore di comunicazione visiva

icona

Recapiti telefonici

Italy / Napoli

tel(+39) 081 5511353
tel(+39) 081 4201345
fax(+39) 081 0070569

icona

Indirizzo

Italy / 80133 Napoli

Via Alcide De Gasperi, 45
Scala A

numero-verde

  • Adobe-Authorized-Training-Centre
  • Autodesk-Authorised-Training-Centre
  • Pearson-Vue-Authorized-Training-Centre
Mostre ed eventi // Pagina 68 di 223
21.01.2014 # 3440
ANISH KAPOOR | LUCIO FONTANA - SCONFINAMENTI

Daria La Ragione // 0 comments

ANISH KAPOOR | LUCIO FONTANA - SCONFINAMENTI

a Milano fino al 15 febbraio 2014

Da martedì 21 gennaio a sabato 15 febbraio 2014 il MUSEO PECCI MILANO, lo spazio espositivo distaccato del Centro Pecci promosso da Comune di Prato e Regione Toscana, in collaborazione con Spazioborgogno, presenta un confronto diretto fra le opere di due tra i maggiori protagonisti dell'arte degli ultimi decenni: ANISH KAPOOR e LUCIO FONTANA.

Un'opera della collezione del Museo e una di collezione privata - Courtesy Farsetti Arte sono esposte per un mese in un intenso "faccia a faccia", un parallelo fra due idee e realizzazioni plastiche e pittoriche incentrate sull'esperienza spaziale, fisica e cognitiva, dell'opera d'arte e del suo possibile sconfinamento: quella di Kapoor è risucchiata in una concentrazione contemplativa interiore alla forma e rappresenta "uno spazio potenziale... attratto verso sensazioni di precipitare, di esser spinto verso l'interno, di perder il senso di se stessi" (Anish Kapoor); quella di Fontana si spalanca in una intenzione esplorativa che va oltre la superficie della tela e sprofonda nell'infinito, "s'impossessa della materia e la rende dinamica in un rapporto sensuale e erotico" con "una circostanziata allusione evidentemente sessuale, quasi d'astrazione archetipa" (Enrico Crispolti).

ANISH KAPOOR (Bombay/India 1954. Vive a Londra)
Here and There del 1987, opera di Anish Kapoor, è stata esposta a Prato nel 1988 nella mostra d'inaugurazione del Centro Pecci (Europa Oggi), alla vigilia delle consacrazioni mondiali dell'artista nel Padiglione britannico alla Biennale di Venezia 1990 e con il Turner Prize 1991. L'articolata composizione plastica di pietra arenaria da una parte si raccoglie in un cumulo di forme stondate come bozzoli o otri primitivi e dall'altra è scavata dentro a un masso squadrato e inciso, un'architettura ancestrale simile a un altare o a un santuario dove il "qui" sensibile della materia si spalanca su un "altrove" onirico e sublime, evocato dall'impalpabile profondità del pigmento blu. Al di là dell'apparente pienezza fisica delle forme terrene, organiche e artificiali, lo sguardo e il pensiero precipitano nella cavità interiore e indistinta del vuoto, nella dolce vertigine dell'assenza.

LUCIO FONTANA (Rosario de Santa Fè/Argentina 1899 - Varese 1968)
Concetto spaziale del 1962, opera di Lucio Fontana (cat. gen. 1986, n. 62 O 44), appare come una evoluzione pittorica delleNature realizzate in terracotta (1959-1960), con la sua densa superficie a olio rosa su cui riecheggiano le incisioni concentriche e il rilievo plastico aperto sullo squarcio profondo, un "taglio" slabbrato inferto nella tela che attira verso una profondità fisica, dinamica, lontana dalla sospensione nel tempo assoluto, metafisico delle Attese (1958-1968). Quest'opera rappresenta "un atto di violenta appropriazione che Fontana compie nella tersa materia del campo pittorico, ma soprattutto una possibilità di un'immagine, configurata in una sorta di rapporto sensuale, carnale, ma malgrado l'artificiosità lussureggiante e spiazzante delle scelte cromatiche anche di segno doloroso" (Enrico Crispolti, Centenario di Lucio Fontana, 1999).


21.01.2014 # 3441
ANISH KAPOOR | LUCIO FONTANA - SCONFINAMENTI

Daria La Ragione // 0 comments

In piena luce. Fotografie di Herb Ritts

a Roma fino al 30 marzo 2014

Creatore delle immagini più incisive, sognanti e perfette dello star system hollywoodiano, Herb Ritts è stato un grande interprete della fotografia internazionale. Suoi sono molti dei ritratti che hanno costruito, è proprio il caso di dirlo, celebrities come Madonna, Michael Jackson o Richard Gere. Sue sono le fotografie patinate e oniriche della moda, dove gli abiti lucenti di Versace, i corpi perfetti delle modelle, sono immersi in una luce piena e vaporosa.
Concepita espressamente per l’AuditoriumExpo, In piena luce è una retrospettiva eccezionale di immagini di Herb Ritts, tra le più celebri ed altre inedite, provenienti dall’Herb Ritts Foundation di Los Angeles. In esposizione oltre 100 preziose fotografie di diverso formato, dalle imponenti stampe al platino, alla serie di stampe ai sali d’argento di medio formato fino alle grandi gigantografie spettacolari. I celebri ritratti realizzati da Herb Ritts, le fotografie di moda, i lavori sul corpo, le straordinarie immagini della California, l’eccezionale reportage sull’Africa.
Lo stile di Herb Ritts è inconfondibile, nutrito di uno sguardo potente – uno sguardo che idealizza – e che arrivò proprio nel momento giusto. Uomo colto e sensibile, appassionato di arte e di storia della fotografia, Ritts studiava le composizioni classiche, la plasticità del dialogo tra i corpi nell’arte rinascimentale, così come nelle fotografie di inizio secolo.    
Rapito dal rigore formale del fotografo tedesco Herbert List (suo riferimento irrinunciabile per tante immagini), Ritts cercava di comprendere il mistero che risiede al fondo di quelle perfette composizioni di luci e di volumi che, spesso distrattamente e con superficialità, vengono chiamate semplicemente “fotografie di moda”.
Come è possibile restituire sulla carta fotografica il tocco serico di un tessuto cangiante, come mantenere l’aura magica di piacere che un abito di alta sartoria emana, come mettere in relazione l’aria densa di un giorno di sole con il vento, la sabbia del deserto, la pelle di una modella?
Tutte le immagini create dalla fantasia e dalla professionalità di Herb Ritts nascono dal lavoro intorno a questi temi e dalla possibilità di trovare a ogni momento, per ogni immagine da realizzare, una nuova soluzione, una nuova risposta. Gli elementi naturali di cui si alimentava il suo sguardo – il vento, la luce e la terra della California, l’orizzonte a perdita d’occhio, gli spazi immensi - entrano in ogni sua fotografia. Il risultato è una combinazione, rara e preziosa, geniale eppure semplice, di questi ingredienti.
Così come i lavori sui corpi statuari, sulle atmosfere africane, anche i ritratti di Ritts appaiono inimitabili, nati ognuno da un’intesa profonda, un’affinità intellettuale, spesso da un rapporto di amicizia. Madonna si affidò a lui per la costruzione della sua multiforme immagine e per la foto della copertina di True Blu, il suo primo LP di successo.
Nello stesso modo Liz Taylor, altra grande amica del fotografo, confidò proprio al suo obiettivo tutta la fragilità del suo corpo: la sua testa bianca, quasi completamente rasata dopo l’operazione di tumore al cervello, riempie senza vergogna il rettangolo dell’inquadratura, stagliandosi elegante sul nero dello sfondo. E ancora, il corpo sinuoso di Tina Turner, lo sguardo e gli occhiali di William Burroughs, le guance straripanti di Dizzy Gillespie che si espandono su uno sfondo bianco. Non esiste alcuno standard, nessuna formula preconfezionata nei ritratti di Ritts. Per ognuno, il fotografo inventava una creazione originale e semplice, tagliata su misura, folgorante e perfetta. E per ognuno di loro, esattamente come è avvenuto per le cinque supermodelle della sua foto forse più celebre, Ritts realizzava una creazione autonoma.

21.01.2014 # 3439
ANISH KAPOOR | LUCIO FONTANA - SCONFINAMENTI

Daria La Ragione // 0 comments

Riflessi della Materia

a Roma fino al 28 febbraio 2014

La Philobiblon Gallery inaugura la prima Mostra del 2014 dedicandola all'incisione italiana e internazionale, presentando la collettiva "Riflessi della materia". La passione per il libro antico e per l'incisione tradizionalmente intesa trova nuove traiettorie di sviluppo nella grafica contemporanea e la Mostra apre una serie di appuntamenti dedicati al segno inciso.
Frutto della collaborazione con il Kaus (Centro Internazionale per l'Incisione Artistica), la Stamperia Santa Chiara di Urbino, il Contemporary Printmaking Research Centre, l'Atelier Empreinte di Lussemburgo e le associazioni culturali "I Diagonali", "Atelier" e la "Stamperia del Tevere" di Roma – Riflessi della materia ha carattere ri-cognitivo: un'esposizione mirata ad allargare lo sguardo sulle ricerche tecniche ed espressive di maggior interesse in Italia e all'estero.
La Mostra rappresenta le molteplici potenzialità degli strumenti tecnici che sono base ed essenza dell'immagine incisa - scelta delle matrici e dei supporti finali, procedimenti di stampa, combinazione diversa di più tecniche – selezionando significative opere di oltre 70 artisti, tra maestri e giovanissimi, italiani e stranieri.
Paragonabile ai tasselli di un mosaico, ogni opera è stata scelta sulla base della particolare qualità della ricerca tecnica svolta, con l'intento di raccontare la grafica contemporanea attraverso la sua vasta gamma di riflessi espressivi. Arte incisoria che non rimane confinata nei margini bidimensionali del supporto cartaceo e che si scoprirà ulteriormente sviluppata per dare vita a lavori di carattere installativo, scultoreo e video.
Con questi Riflessi della Materia la neonata Philobiblon Gallery irrompe nel panorama artistico nazionale e internazionale non solo come semplice Galleria d'Arte ma come centro sperimentale di ricerca e produzione di grafica: Philobiblon Lab, estensione militante della Gallery, con il contributo di Alessandro Fornaci, si propone di aggregare giovani artisti e artigiani del torchio nella realizzazione di opere grafiche e libri d'Artista.

12.01.2014 # 3426
ANISH KAPOOR | LUCIO FONTANA - SCONFINAMENTI

Daria La Ragione // 0 comments

Giulio Paolini. Essere o non essere

a Roma fino al 9 marzo 2014

Dal 29 novembre 2013 al 9 marzo 2014 il MACRO presenta la mostra Giulio Paolini. Essere o non essere, prodotta con la Whitechapel Gallery di Londra, dove proseguirà in una versione ampliata nel luglio 2014.

 

L’esposizione, curata da Bartolomeo Pietromarchi, presenta quattordici opere datate dal 1987 al 2013, tra cui un nuovo lavoro ideato appositamente per l'occasione.

 

La scelta dei lavori – allestiti come “isole” di luce in una successione di ambienti in penombra – propone per la prima volta un percorso monografico dedicato a un tema di particolare rilievo nella poetica di Giulio Paolini: l’autore e il suo ruolo (o non ruolo) rispetto alla concezione dell'opera e al suo manifestarsi. 

 

Per Paolini l’autore non è un demiurgo – non ha nulla da dichiarare né da mettere al mondo – ma un mero spettatore, che attende l’alzata del sipario, l’inizio della rappresentazione, l’artificio di una visione.

 

Laddove compare in prima persona, l'artista veste il ruolo dello spettatore oppure è calato nella ricerca e nell’attesa del possibile divenire di un’opera. In altri casi è rappresentato attraverso la dimensione dello studio d'artista. La presenza diretta o indiretta dell'autore si inscrive sempre nel cammino imperscrutabile che conduce all’eventuale nascita dell’opera, di cui egli non si considera il creatore, bensì l'ospite.

12.01.2014 # 3425
ANISH KAPOOR | LUCIO FONTANA - SCONFINAMENTI

Daria La Ragione // 0 comments

VITTORE FRATTINI

a Milano fino al 30 marzo 2014

ALL’AEROPORTO DI MILANO MALPENSA LE OPERE DI

VITTORE FRATTINI

Le Vip Lounges dello scalo si trasformano in spazi espositivi, ospitando i lavori dell’artista varesino legati al tema del paesaggio, del viaggio e degli orizzonti.

Dal 16 dicembre 2013 al 30 marzo 2014, le Vip Lounges dell’aeroporto di Milano Malpensa si trasformano in spazi espositivi, ospitando le opere di Vittore Frattini (Va-rese, 1937), legate al tema del paesaggio, del viaggio e degli orizzonti.
L’iniziativa inaugura il progetto SEA e MA*GA per l’arte, nata dalla volontà di SEA, la società che gestisce gli aeroporti di Milano Linate e Milano Malpensa, e del museo MA*GA di Gallarate di trasformare le aree d’attesa dello scalo milanese in un luogo dove l’arte si esprime e si racconta.

Per sua natura, infatti, l’aeroporto è crocevia di emozioni legate all’esperienza del viaggio e, in quanto tale, si propone come sede ideale per dare voce alle espressioni artistiche nelle loro infinite forme.

La pittura di Vittore Frattini s’inserisce nel clima della tradizione pittorica lombarda, legata alla luce e alla visione naturalistica. Da questo ambito Frattini sente sempre più la necessità di un linguaggio sintetico e teso all’essenza, fatto di colori puri, di segni di luce che attraversano la tela con dinamismo, dotando l’oggetto pittorico di grande autonomia estetica.

Il percorso espositivo si concentrerà sulla serie dei Lumen alla quale l’artista varesino lavo-ra a partire dagli anni Settanta, caratterizzata dall’uso di pigmento fluorescente per la stesura delle sue ampissime e fluide pennellate: il pigmento reagisce alla luce naturale e se ne satura, per poi restituirla in condizioni di buio.
La vocazione spaziale della ricerca espressiva di Frattini trova espressione anche nella scultura: qui l’indagine sulla materia e sul colore diventa scoperta del rapporto tra i materiali e la luce.
È il caso della Grande V, collocata proprio davanti a Malpensa, in cui la relazione con la luce è intensa e sostanziale. La Grande V è formata da due ali d’acciaio e si introduce come segno nello spazio e nell’orizzonte prealpino, collegando in modo indissolubile l’opera di Frattini al tema del viaggio.

Per l’occasione, verrà pubblicato il primo catalogo della collana che accompagnerà gli appuntamenti del progetto SEA e MA*GA per l’arte.

12.01.2014 # 3424
ANISH KAPOOR | LUCIO FONTANA - SCONFINAMENTI

Daria La Ragione // 0 comments

MILANO TRA LE DUE GUERRE

a Milano fino al 13 febbraio 2014

La mostra Milano tra le due guerre. Alla scoperta della città dei Navigli attraverso le fotografie di Arnaldo Chierichetti racconta il volto della città nel periodo compreso tra le due guerre, mettendo in scena alcuni aspetti chiave dei mutamenti subiti in quegli anni cruciali.

 

Il percorso espositivo si articola in 9 sezioni e consta di circa 140 fotografie in bianco e nero scelte all'interno dell'Archivio fotografico Arnaldo Chierichetti, gelosamente custodito fino ai giorni nostri dalla cura amorevole della figlia Elda.

 

Ampie documentazioni fotografiche racconteranno la storia dei Navigli e la copertura della fine degli anni '20, in virtù di uno scellerato piano regolatore che privilegiò la funzionalità alla bellezza e alla tradizione, cancellando in un sol colpo quella connotazione di civiltà acquatica che aveva caratterizzato Milano per almeno otto secoli.

La demolizione del Bottonuto - il quartiere medievale situato a ridosso di piazza Duomo, in quell'area che oggi possiamo approssimativamente identificare con l'isolato a sud di Piazza Diaz – modificò in modo irreversibile il cuore di Milano, lasciando il posto alla modernizzazione e alle speculazioni immobiliari che hanno caratterizzato in modo drastico il rapporto della città con la sua storia, con il suo passato, indicando una strada che di lì a poco sarebbe diventata il modello dell'intero sviluppo urbanistico.