alexa
  • Adobe-Authorized-Training-Centre
  • Autodesk-Authorised-Training-Centre
  • Pearson-Vue-Authorized-Training-Centre
Mostre ed eventi // Pagina 64 di 220
29.01.2014 # 3448
Gabriele Basilico. Fotografie dalle collezioni del MAXXI

Daria La Ragione // 0 comments

Gabriele Basilico. Fotografie dalle collezioni del MAXXI

a Roma fino al 30 marzo 2014

“Quello che mi interessa in modo costante, quasi ossessivo,
è il paesaggio urbano contemporaneo, il fenomeno sociale ed estetico
delle grandi, rapide, incontenibili trasformazioni in atto nelle città del pianeta”.
Gabriele Basilico
Oltre 70 fotografie provenienti dalle collezioni del MAXXI Arte e del MAXXI Architettura per raccontare la lunga e felice collaborazione tra il museo e uno dei massimi interpreti della fotografia di architettura in Italia: il MAXXI rende così omaggio a Gabriele Basilico, un grande maestro che attraverso le sue fotografie ha saputo offrire suggestioni, riflessioni, visioni proprie di un grande artista.
Dalle immagini dello stretto di Messina realizzate per il progetto Atlante Italiano del 2003, alle foto del cantiere del MAXXI per Cantiere d’Autore del 2009, fino agli splendidi scatti dedicati alla mostra di Luigi Moretti che ha inaugurato il museo nel maggio 2010, la mostraGabriele Basilico. Fotografie dalle Collezioni del MAXXI ricostruisce, attraverso le numerose committenze realizzate, una vera e propria biografia del MAXXI oltre che la storia di una felice collaborazione.
In mostra anche una serie di fotografie tratte dai lavori più significativi del percorso artistico di Basilico, come le celebri immagini di Beirut dopo la guerra e una serie di ritratti di città italiane che testimoniano la sua straordinaria capacità di leggere il paesaggio urbano.
Completa l’esposizione anche un film-documentario inedito di Amos Gitai dedicato al fotografo: una lunga intervista in cui Basilico racconta il suo lavoro e che viene presentata in anteprima al MAXXI proprio in occasione della mostra.

29.01.2014 # 3449
Gabriele Basilico. Fotografie dalle collezioni del MAXXI

Daria La Ragione // 0 comments

ALESSANDRO ANSELMI. Figure e frammenti

a Roma fino al 16 marzo 2014

In mostra oltre 100 disegni, modelli, acquarelli dei progetti presenti nella collezione del MAXXI Architettura, generosamente donati dall’architetto, che raccontano il suo lavoro dagli anni Sessanta al 2002.
Cinque sono gli ambiti tematici che guidano il pubblico in un percorso espositivo nel quale la dimensione del progetto continuamente sconfina in quella personale dell’architetto: Il sogno dell’architettura, Geometrie della memoria, Figure del moderno, Recinti e frammenti,Nature geometrizzate.
Tra i progetti esposti, il cimitero di Parabita in Puglia del 1967, l’Archivio di Stato di Firenze (1972) e, per Roma, la sistemazione di Piazza dei Navigatori (2000), l’edificio polifunzionale del Parco Tecnologico Industriale Tiburtino (2002) e quello presso la Stazione di San Pietro (2002).
La mostra mette in luce la figura di un architetto per certi versi radicale, pienamente inserito nelle dinamiche del dibattito contemporaneo ma anche, per il suo sguardo attento alla storia, fortemente sensibile alle logiche e ai suggerimenti del luogo e del contesto, con un’attenzione peculiare alla tradizione romana. Un lato intimo, quasi onirico, dal quale affiora una riflessione sull’architettura e sulle sue forme intessuta di suggestioni metafisiche.


29.01.2014 # 3447
Gabriele Basilico. Fotografie dalle collezioni del MAXXI

Daria La Ragione // 0 comments

Igor Grubic - Angels With Dirty Faces

a Milano fino al 30 marzo 2014

La galleria Laveronica di Modica è orgogliosa di ospitare per la prima volta in Italia la personale dell’artista croato Igor Grubić dal titolo Angels with dirty faces.
Mentre si trovava a Belgrado nell’ottobre del 2000, Igor Grubić venne a sapere che i minatori del bacino minerario di Kolubara erano scesi in sciopero e alcune migliaia di persone si erano unite a loro per sostenerne la protesta. Questo evento segnò l’inizio della fine del regime di Milošević. Sul piano simbolico questo fatto coincise con la fine di un secolo e, al contempo, con quella del socialismo sul territorio dell’ex Iugoslavia.
Dal momento che il 50% dell’energia elettrica utilizzata in Serbia era prodotta da quella miniera, i minatori poterono influenzare il corso degli eventi politici e sociali del paese, prendendo
consapevolezza della loro forza e coalizzandosi.
Ispirato da questo evento, l’artista decise di realizzare un’opera espressamente per il Museo di Arte Contemporanea di Belgrado. Iniziò dunque a incontrare i minatori per discutere di arte, e in particolare di cinema. I suoi interlocutori avevano familiarità soprattutto con i film di Kusturica, la maggior parte dei quali era ricca di elementi surrealisti che simboleggiavano la libertà creativa.
Grubić esaminò poi Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders con uno dei leader sindacali a capo della protesta. Il film diventa così la chiave di interpretazione dell’opera: per aiutare il genere umano, un angelo scende fra la gente e trova altri angeli arrivati sulla Terra prima di lui.
Scegliendo di rimanere sulla Terra, questi angeli rinunciano alle ali (l’immortalità) e diventano minatori.
Il titolo dell’opera si riferisce alla situazione paradossale vissuta in questa regione negli anni
Novanta: da una parte i minatori, onesti e indefessi lavoratori, con le mani e la coscienza pulita, che vivevano al limite della povertà, e dall’altra i politici e i governanti corrotti, che – mossi dalla sete di potere e di loschi guadagni – perpetravano violenze quando invece avrebbero dovuto dare il buon esempio.

29.01.2014 # 3446
Gabriele Basilico. Fotografie dalle collezioni del MAXXI

Daria La Ragione // 0 comments

SOFT PICTURES

a Torino fino al 23 marzo 2014

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta, dal 22 ottobre 2013 al 23 marzo 2014, Soft Pictures, mostra collettiva dedicata all'uso del medium tessile nell'arte contemporanea, a cura di Irene Calderoni. Storicamente posto al confine tra arti liberali e arti applicate, l’uso del tessuto come materiale per creare immagini artistiche è oggi ripreso dagli artisti nelle sue molteplici valenze, storiche, politiche, sociali e simboliche, una ricca trama di significati di cui questa mostra rende conto.

Come prodotto del lavoro umano, fusione perfetta di tecnica e invenzione, grande maestria e impegnativa applicazione, l’arte tessile può sembrare lontana dall’approccio concettuale di tanta arte del nostro tempo, ma sono proprio questi aspetti che divengono centrali nel recupero odierno di questa tradizione. Al tempo dell’immagine digitale, scegliere il tessuto come materiale e antiche tecniche per lavorarlo diviene il primo gesto significante, un gesto forte, che riapre un campo di possibilità espressive per l’arte. Il tessuto è impiegato dagli artisti per riflettere sulle nozioni di tradizione, di memoria, di folklore: là dove l’opera d’arte non ha un autore definito, ma porta in sé la ricchezza di un’intera cultura, di innumerevoli mani e menti che l’hanno forgiata nei secoli, tramandandone l’arte fino a noi. Ma il legame con la cultura di un popolo e di un’epoca richiama anche le connotazioni politiche e sociali di questi manufatti: il lavoro umile e domestico, prettamente femminile e funzionale alle esigenze private, è l’altra faccia di un’arte che arriva a rappresentare la ricchezza e la potenza delle corti europee. Funzione e decorazione, design e arte, tradizione e modernità: tra questi diversi poli si muovono gli artisti in mostra per riflettere sull’immagine e sul materiale stesso come concentrazione di tensioni e simboli differenti.

29.01.2014 # 3444
Gabriele Basilico. Fotografie dalle collezioni del MAXXI

Daria La Ragione // 0 comments

Festa della grafica

a Parigi fino al 2 febbraio 2014

Va in scena a Parigi una manifestazione per festeggiare la grafica e invitare a una riflessione sul ruolo che essa svolge nel nostro quotidiano: dalle etichette del vino e di una bibita, ai biglietti del treno, dai manifesti ai cataloghi il graphic design ci circonda.
LA Festa della Grafica è stata pensata come una piattaforma che metta in comunicazione gli addetti ai lavori tra loro e con i fruitori dei loro lavori.




21.01.2014 # 3441
Gabriele Basilico. Fotografie dalle collezioni del MAXXI

Daria La Ragione // 0 comments

In piena luce. Fotografie di Herb Ritts

a Roma fino al 30 marzo 2014

Creatore delle immagini più incisive, sognanti e perfette dello star system hollywoodiano, Herb Ritts è stato un grande interprete della fotografia internazionale. Suoi sono molti dei ritratti che hanno costruito, è proprio il caso di dirlo, celebrities come Madonna, Michael Jackson o Richard Gere. Sue sono le fotografie patinate e oniriche della moda, dove gli abiti lucenti di Versace, i corpi perfetti delle modelle, sono immersi in una luce piena e vaporosa.
Concepita espressamente per l’AuditoriumExpo, In piena luce è una retrospettiva eccezionale di immagini di Herb Ritts, tra le più celebri ed altre inedite, provenienti dall’Herb Ritts Foundation di Los Angeles. In esposizione oltre 100 preziose fotografie di diverso formato, dalle imponenti stampe al platino, alla serie di stampe ai sali d’argento di medio formato fino alle grandi gigantografie spettacolari. I celebri ritratti realizzati da Herb Ritts, le fotografie di moda, i lavori sul corpo, le straordinarie immagini della California, l’eccezionale reportage sull’Africa.
Lo stile di Herb Ritts è inconfondibile, nutrito di uno sguardo potente – uno sguardo che idealizza – e che arrivò proprio nel momento giusto. Uomo colto e sensibile, appassionato di arte e di storia della fotografia, Ritts studiava le composizioni classiche, la plasticità del dialogo tra i corpi nell’arte rinascimentale, così come nelle fotografie di inizio secolo.    
Rapito dal rigore formale del fotografo tedesco Herbert List (suo riferimento irrinunciabile per tante immagini), Ritts cercava di comprendere il mistero che risiede al fondo di quelle perfette composizioni di luci e di volumi che, spesso distrattamente e con superficialità, vengono chiamate semplicemente “fotografie di moda”.
Come è possibile restituire sulla carta fotografica il tocco serico di un tessuto cangiante, come mantenere l’aura magica di piacere che un abito di alta sartoria emana, come mettere in relazione l’aria densa di un giorno di sole con il vento, la sabbia del deserto, la pelle di una modella?
Tutte le immagini create dalla fantasia e dalla professionalità di Herb Ritts nascono dal lavoro intorno a questi temi e dalla possibilità di trovare a ogni momento, per ogni immagine da realizzare, una nuova soluzione, una nuova risposta. Gli elementi naturali di cui si alimentava il suo sguardo – il vento, la luce e la terra della California, l’orizzonte a perdita d’occhio, gli spazi immensi - entrano in ogni sua fotografia. Il risultato è una combinazione, rara e preziosa, geniale eppure semplice, di questi ingredienti.
Così come i lavori sui corpi statuari, sulle atmosfere africane, anche i ritratti di Ritts appaiono inimitabili, nati ognuno da un’intesa profonda, un’affinità intellettuale, spesso da un rapporto di amicizia. Madonna si affidò a lui per la costruzione della sua multiforme immagine e per la foto della copertina di True Blu, il suo primo LP di successo.
Nello stesso modo Liz Taylor, altra grande amica del fotografo, confidò proprio al suo obiettivo tutta la fragilità del suo corpo: la sua testa bianca, quasi completamente rasata dopo l’operazione di tumore al cervello, riempie senza vergogna il rettangolo dell’inquadratura, stagliandosi elegante sul nero dello sfondo. E ancora, il corpo sinuoso di Tina Turner, lo sguardo e gli occhiali di William Burroughs, le guance straripanti di Dizzy Gillespie che si espandono su uno sfondo bianco. Non esiste alcuno standard, nessuna formula preconfezionata nei ritratti di Ritts. Per ognuno, il fotografo inventava una creazione originale e semplice, tagliata su misura, folgorante e perfetta. E per ognuno di loro, esattamente come è avvenuto per le cinque supermodelle della sua foto forse più celebre, Ritts realizzava una creazione autonoma.