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Mostre ed eventi // Pagina 53 di 218
15.04.2014 # 3594
Irving Penn, Resonance

Daria La Ragione // 0 comments

Irving Penn, Resonance

a Venezia fino al 31 dicembre 2014

L’esposizione, curata da Pierre Apraxine e Matthieu Humery, presenta al secondo piano di Palazzo Grassi 130 fotografie dalla fine degli anni ‘40 fino alla metà degli anni ‘80, e resterà aperta al pubblico fino al 31 dicembre 2014. L’esposizione riunisce 90 stampe al platino, 30 stampe in argento, 4 stampe dye-transfer dai colori vivaci e 17 internegativi mai esposti prima d’ora.


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La mostra ripercorre i grandi temi cari a Irving Penn che, al di là della diversità dei soggetti, hanno in comune la capacità di cogliere l’effimero in tutte le sue sfaccettature. Ne è un esempio la selezione di fotografie della serie dei "piccoli mestieri", realizzata in Francia, negli Stati Uniti e in Inghilterra negli anni ‘50. Allo stesso modo, i ritratti dei grandi protagonisti del mondo della pittura, del cinema e della letteratura realizzati dal 1950 al 1970 esposti accanto a fotografie etnografiche degli abitanti della Repubblica di Dahomey, degli aborigeni della Nuova Guinea e degli uomini del Marocco, sottolineano con forza la brevità dell'esistenza dagli esseri umani, siano essi ricchi o indigenti, celebri o sconosciuti.

All'interno di questo percorso, che promuove il dialogo e le connessioni tra le opere di diversi periodi e differenti soggetti, la natura morta svolge un ruolo di primissimo piano: in mostra sono raccolte fotografie realizzate dalla fine degli anni ’70 all'inizio degli anni ’80 che presentano composizioni di mozziconi di sigarette, ceste di frutta, vanitas così come teschi di animali fotografati al Museo di Storia Naturale a Praga nel 1986 per la serie “Cranium Architettura”.

Questo ampio panorama, in cui immagini molto poco conosciute affiancano pezzi iconici del suo lavoro, offre una chiara testimonianza della particolare capacità di sintesi che caratterizza fortemente il lavoro di Irving Penn: nella sua visione, la modernità non si oppone necessariamente al passato, e il controllo assoluto di ogni fase della fotografia, dallo studio alla stampa (alla quale dedica una importanza e un’attenzione senza pari) permette di andare molto vicino alla verità delle cose e degli esseri viventi, in un continuo interrogarsi sul significato del tempo e su quello della vita e della sua fragilità.


15.04.2014 # 3596
Irving Penn, Resonance

Daria La Ragione // 0 comments

Hogarth, Reynolds, Turner. Pittura inglese verso la modernità.

a Roma fino al 20 luglio 2014

Promossa dalla Fondazione Roma, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma, e organizzata dalla Fondazione Roma-Arte-Musei la mostra Hogarth, Reynolds, Turner. Pittura inglese verso la modernità sarà ospitata presso il Museo Fondazione Roma, nella sede di Palazzo Sciarra dal 15 aprile al 20 luglio 2014.

L’esposizione, curata da Carolina Brook e Valter Curzi, intende offrire al pubblico una visione d’insieme dello sviluppo artistico e sociale, che si definì nel XVIII secolo di pari passo con l’egemonia conquistata dalla Gran Bretagna sul piano storico - politico ed economico. 


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A tal fine è stato riunito un corpus di oltre cento opere, provenienti dalle più prestigiose istituzioni museali quali il British Museum, la Tate Britain, il Victoria & Albert Museum, la Royal Academy, la National Portrait Gallery, il Museum of London, la Galleria degli Uffizi alle quali si unisce il nucleo di opere provenienti dall’importante raccolta americana dello Yale Centre for British Art.

Divenuta nel corso del Settecento una vera e propria potenza internazionale, protagonista della rivoluzione industriale e dell’egemonia sulle rotte marittime, l’Inghilterra si pose per la prima volta il problema della nascita di una propria scuola artistica. Lo sviluppo economico di cui è protagonista la Gran Bretagna, permetterà la nascita di un vero e proprio mondo nuovo di figure professionali, industriali e mercanti, scienziati e filosofi, che troveranno nelle arti visive un significativo supporto all’affermazione del loro nuovo status, divenendo i mecenati di quei maestri che nell’arco del secolo contribuiranno alla definizione di una scuola nazionale.

Il percorso della mostra si articola in sette sezioni e propone una selezione dei più significativi pittori anglosassoni, con l’obiettivo di documentare in particolare i generi della ritrattistica e della pittura di paesaggio che maggiormente hanno trovato fortuna durante il secolo, dando luogo a un linguaggio figurativo capace di interpretare quella modernità che diventerà nell’Ottocento riferimento comune per tutta l’Europa. In mostra si potranno ammirare pittori come Hogarth, Reynolds, Gainsborough, Wright of Derby, Stubbs, Füssli,Constable e Turner, che offriranno con le loro opere uno spaccato significativo della peculiarità e originalità dell’arte inglese, di cui mancava a Roma una rassegna dalla mostra del 1966.


15.04.2014 # 3595
Irving Penn, Resonance

Daria La Ragione // 0 comments

L'Illusione della luce

a Venezia fino al 31 dicembre 2014

La mostra “L’illusione della luce” si propone di esplorare i valori fisici, estetici, simbolici, filosofici, politici legati a una delle realtà essenziali dell’esperienza umana, la luce, che sin dal Rinascimento (almeno) costituisce anche una dimensione fondamentale dell’arte.


Luce come chiarore, capace di trasformare l’invisibile in visibile. Luce abbagliante che, nel momento della sua massima intensità, annulla il senso della vista. Luce rivelatrice che ci conduce oltre ciò che vediamo… Articolata tra questi estremi, l’esposizione mette in scena, attraverso le opere di diciotto artisti dagli anni Sessanta a oggi, la profonda ambivalenza della luce, la sua straordinaria ricchezza di significati e di valori. Il visitatore è invitato a compiere un percorso di scoperta, addentrandosi nella moltitudine di sinonimi del verbo “illuminare”: accendere, analizzare, animare, brillare, chiarire, decifrare, demistificare, svelare, educare, delucidare, infiammare, arricchire, spiegare, istruire, informare, fiammeggiare, guidare, rischiarare, irradiare, mostrare, risplendere, scintillare, allietare, destare…

La mostra non ambisce naturalmente a dare una risposta esaustiva alla moltitudine di interrogativi sollevati dagli artisti contemporanei sui significati e sui ruoli molteplici della luce. Invita piuttosto il visitatore a inventare, in tutta libertà, un proprio percorso personale tra le polarità opposte del bianco e nero, del giorno e della notte, della realtà e dell’illusione, alla luce della propria intelligenza e della propria sensibilità.

La mostra è curata da Caroline Bourgeois.

Gli artisti della mostra sono: Eija-Lisa Ahtila, Troy Brauntuch, Marcel Broodthaers, David Claerbout, Bruce Conner, Latifa Echakhch, Dan Flavin, Vydya Gastaldon, General Idea, Gilbert & Geroge, Robert Irwin, Bertrand Lavier, Julio Le Parc, Antoni Muntadas, Philippe Parreno, Sturtevant, Claire Tabouret, Danh Vo, Doug Wheeler e Robert Whitman.


15.04.2014 # 3593
Irving Penn, Resonance

Daria La Ragione // 0 comments

Pasolini Roma

a Roma fino al 20 luglio 2014

Tre capitali europee, Barcellona, Parigi, Berlino, si associano a Roma per celebrare con un progetto innovativo la figura di Pasolini, l'intellettuale del XX secolo che più di ogni altro è riuscito ad reinterpretare l'immagine della città di Roma, incarnandola in chiave poetica.


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Per Pasolini Roma non fu semplicemente uno scenario cinematografico o un luogo in cui vivere. Con questa città egli ha avuto una relazione passionale, fatta di sentimenti misti di amore e odio, di fasi di attrazione e rifiuto, di voglia di allontanamento e di piacere del ritorno. Le circostanze difficili del suo arrivo a Roma lo hanno catapultato in un mondo e in una lingua non suoi, appartenenti ai sottoproletari delle borgate in cui la precarietà della sua situazione economica lo costringeva a vivere. Dalla scoperta di questo universo del tutto nuovo nascerà un'ispirazione potente ed è lì che Pasolini troverà, senza doverli cercare, i soggetti dei suoi primi romanzi e film. In seguito, per il Pasolini uomo pubblico e analista instancabile dell'evoluzione della società italiana, Roma sarà il principale punto di osservazione, il suo permanente campo di studio, di riflessione e di azione. Sarà anche il teatro delle persecuzioni che il poeta dovrà sempre subire da parte dei poteri di ogni genere, e dell'accanimento dei media che per 20 anni lo trasformeranno nel capro espiatorio, nell'uomo da demolire, a causa della sua diversità e della radicalità delle sue idee sulla società italiana.

La mostra sarà organizzata cronologicamente in sei sezioni, dall'arrivo dello scrittore a Roma nel 1950 fino alla notte della sua tragica morte ad Ostia nel novembre del 1975. Di tappa in tappa si ritroverà il filo conduttore che permetterà di tracciare - lungo un quarto di secolo - il percorso della sua incredibile vitalità creativa: i luoghi in cui ha vissuto, in cui ha ambientato romanzi e film, la poesia, il cinema, gli amici, gli amori, le persecuzioni, le lotte e gli impegni nella città. I disegni e dipinti di Pasolini, i suoi autoritratti, ma anche la galleria ideale dei pittori contemporanei da lui descritti con precisione in una poesia: Morandi, Mafai, De Pisis, Rosai, Guttuso. Mai prima d'ora una mostra su Pasolini è stata tanto ricca di ogni genere di materiali - molti dei quali finora inediti - che illuminano tutti gli aspetti delle sue molteplici attività. I visitatori avranno l'impressione che sia lo stesso Pasolini a parlare, a guidarli per scoprire insieme a lui un percorso imprevedibile, costantemente aperto gli incontri, ai dubbi, ai capovolgimenti, alle abiure, alle nuove partenze. Il visitatore scoprirà un uomo al tempo stesso straordinario (per la forza creativa, l'incredibile vitalità, la lotta perenne, la passione per tutto ciò che fa) e comune, con i suoi momenti di esaltazione, di fede, di entusiasmo, di allegria, ma anche di dubbio e di angoscia di fronte al mistero della vita e alla tragicità della storia.

07.04.2014 # 3588
Irving Penn, Resonance

Daria La Ragione // 0 comments

Ettore Spalletti

a Napoli fino al 14 settembre 2014

Un’occasione straordinaria in cui tre fra le più importanti istituzioni pubbliche italiane dedicate all’arte contemporanea si uniscono nel rendere omaggio, nella primavera del 2014, a uno dei protagonisti dell’arte italiana del nostro tempo.

La mostra in tre sedi dedicata all’opera di Ettore Spalletti (nato nel 1940 a Cappelle sul Tavo dove vive e lavora) nasce dalla collaborazione tra il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, la GAM - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino e il MADRE – Museo d’Arte Contemporanea DonnaREgina di Napoli.

L’eccezionalità del progetto consiste nella sinergia fra i tre musei, che collaboreranno per unire nord, centro e sud del nostro paese, creando uno scenario istituzionale complesso e plurale. Ne risulterà, per la prima volta in Italia, un modello d’azione capace di promuovere e valorizzare ambiziosi progetti culturali a favore dell’arte italiana, sia a livello nazionale che internazionale.

L’esposizione nasce dal desiderio di mostrare la varietà, complessità e profondità della pratica artistica di Ettore Spalletti, che nell’arco di quarant’anni ha attraversato alcuni dei momenti più significativi della storia dell’arte internazionale, mantenendo uno statuto assolutamente individuale e sviluppando un linguaggio capace di porre fra loro in dialogo contemporaneità e classicità.

Le tre mostre costituiranno i capitoli di un ideale viaggio in Italia che toccherà Torino, Roma e Napoli e sono state tutte concepite dall’artista in stretto dialogo con la specificità di ciascun contesto museale. Prese nel loro insieme, le mostre racconteranno tutti gli aspetti dell’opera di Spalletti – dalla pittura alla scultura fino alle installazioni ambientali – all’interno di percorsi espositivi che prevedono opere storiche, recenti e inedite, annullando l’idea di approccio cronologico all’arte e al modo di raccontarla. Ciascuna mostra inaugurerà a poche settimane di distanza l’una dall’altra, in una scansione temporale che vedrà al MAXXI le grandi installazioni ambientali più recenti e altre concepite appositamente per questa occasione,alla GAM un’ampia selezione di opere provenienti dallo studio dell’artista e da importanti collezioni private e al MADRE un articolato excursus storico che ripercorrerà l’avventura creativa di Spalletti, dai suoi esordi alla metà degli anni Settanta fino ad oggi.

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07.04.2014 # 3587
Irving Penn, Resonance

Daria La Ragione // 0 comments

MAD - Material Art Design

a Milano al 26 aprile

Dal 26 marzo al 26 aprile 2014, la Fondazione Rivolidue di Milano (via Rivoli 2) ospita la mostra MAD, Material Art Design.

La rassegna, in collaborazione con Misiad_Milano si Autoproduce Design, col patrocinio della Regione Lombardia e del Comune di Milano, presenterà due artisti e due designer che dialogheranno sull’interpretazione dei materiali utilizzati per realizzare le loro opere.
Loris Cecchini e Marzio Rusconi Clerici proporranno le loro creazioni, prodotte con materiali plastici (pvc, polimeri, e altro), Bertozzi & Casoni e Guido Garotti quelle realizzate con la ceramica.

Il fine è quello di analizzare il differente, ma allo stesso tempo complementare, approccio alla lavorazione della materia e di confrontare due modalità espressive che, seppur distinte nel loro linguaggio, presentano particolari affinità e punti in comune: se da un lato, l’artista raggiunge il pubblico attraverso il valore immateriale dell’opera, veicolato dal suo stesso pensiero e dalla posizione che egli assume nei confronti della realtà, il designer si confronta direttamente con la realtà, prendendo spunto dalla stessa per creare oggetti finalizzati a un suo miglioramento e perfezionamento.

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