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Mostre ed eventi // Pagina 54 di 223
20.05.2014 # 3650
SIMONE RACHELI. Vuoto a perdere

Daria La Ragione // 0 comments

SIMONE RACHELI. Vuoto a perdere

a Lissone fino al 22 giugno 2014

Al MAC di Lissone Simone Racheli [Firenze, 1966] presenta un inedito ciclo di opere su carta, dal titolo Gli incerti, e una scultura, denominata Sostegno all’incertezza, che rappresentano creature biomorfe sviluppatesi attorno a degli orifizi, o più precisamente intorno a un’assenza che ne condiziona e deforma l’aspetto. Attraverso la perizia tecnica dei suoi disegni, Racheli ci mostra il dissesto organico di corpi che necessitano di un (rassicurante) sostegno, così come accade alla scultura che sembra muovere i suoi primi

passi – molto incerti, tutti precari. Nel descrivere il progetto Vuoto a perdere, Racheli racconta che «cercare il compiuto in qualcosa in evoluzione è un paradosso e non dovrebbe essere applicato all’uomo. Nel tempo abbiamo coniato molti aggettivi che inducono a pensare a una completezza dell’essere umano, integrità suddivisa in due parti, secondo le dottrine attuali che affondano le proprie radici nello sciamanesimo e nel mondo dell’antica Grecia. Il corpo resta comunque un’unità in evoluzione, dalla sua

formazione fino alla sua degenerazione. Tale “movimento” (obbligato dalla natura e poi dalla società volitiva) lo rende instabile, inafferrabile, come la materia nell’inquieto Principio di indeterminazione della fisica quantistica. Partendo dal concetto di completezza, sia fisica che emotiva, l’approdo è verso un’inevitabile deformità, quale mancanza del compiuto.

28.05.2014 # 3666
SIMONE RACHELI. Vuoto a perdere

Daria La Ragione // 0 comments

Tullio Pericoli. I paesaggi

a Rovereto fino al 8 giugno 2014

In contemporanea con “Perduti nel paesaggio/Lost in Landscape” la grande esposizione allestita al secondo piano, il Mart inaugura “I paesaggi” preziosa personale di Tullio Pericoli, a cura di Claudio Cerritelli. 

“I paesaggi” che hanno recentemente dato vita all’omonimo libro pubblicato da Adelphi, divengono ora una mostra, un viaggio attraverso un nucleo di opere selezionate che celebrano i quarant’anni dell’attività artistica di Pericoli.

Disegni e dipinti, la maggior parte dei quali mai esposti prima d’ora, racchiudono una vita di esperienze creative intorno a luoghi della geografia e dell’anima e sono dedicati, scrive l’artista marchigiano, «alla luce, ai colori, alla natura e alle forme della mia terra natale».
Onirici, posti al di fuori dello spazio e del tempo, talvolta surreali e astratti, altre volte più realistici e fisici, i paesaggi di Pericoli costruiscono la narrazione dell’attività di un intellettuale del nostro tempo il cui sguardo metamorfico è tanto riconoscibile quando indecifrabile.
La dimensione naturalistica e quella astratta si intrecciano e si sovrappongono di continuo, il paesaggio diventa tale non nello sguardo di chi lo contempla ma nella sua restituzione soggettiva al nostro sguardo.


La mostra “I paesaggi”, oltre a inserirsi nell’indagine dedicata al Paesaggio dal Mart, conferma il legame con il MAG di Riva del Garda che ospita in questo momento la mostra “Lo sguardo di Tullio Pericoli sul paesaggio dell’Alto Garda” ancora a cura di Claudio Cerritelli (22 marzo – 2 novembre 2014)


28.05.2014 # 3665
SIMONE RACHELI. Vuoto a perdere

Daria La Ragione // 0 comments

El Lissitzky. L'esperienza della totalità

a Rovereto fino al 8 giugno 2014

L'esposizione, El Lissitzy - L'esperienza della totalità, che ha la sua prima sede a Rovereto, è coprodotta dal Mart, dal Museo Picasso di Malaga (dal 23 giugno al 24 settembre 2014) e dalla Fundació Catalunya - La Pedrera di Barcellona (20 ottobre 2014 – 18 gennaio 2015), in collaborazione con La Fábrica e presenta oltre 100 opere dell’artista russo provenienti da importanti istituzioni internazionali.

El Lissitzky era un creativo e un innovatore, nelle sue opere voleva fondere paesi e culture, arte e design, oriente e occidente. Per lui l’arte doveva essere un processo di ricerca in relazione con l’architettura, l’edilizia e il design.

La mostra vuole ripercorrere l’evoluzione dell’artista attraverso tutti i linguaggi utilizzati per dare concretezza a ciò che intendeva per arte nuova, collettiva e rivoluzionaria: dipinti, progetti tipografici, illustrazioni di libri e riviste, progetti architettonici, fotografie, fotomontaggi  e fotogrammi come “Corridore nella città” del 1926 o l’iconico autoritratto “Il costruttore” del 1924.

Al Mart saranno inoltre presentati i “Proun”, opere concepite dall'artista non esclusivamente come dipinti, ma come “stazioni di transito dalla pittura all’architettura” e realizzate soprattutto durante la permanenza a Vitebsk (1919-1920). “Il Proun – scriveva El Lissitzky – inizia come una superficie piana, si trasforma in un modello dello spazio tridimensionale e prosegue con la costruzione di tutti gli oggetti del vivere quotidiano”.

El Lissitzky in linea con l’energia propulsiva delle avanguardie russe, riesce a tradurre, con il suo lavoro, l’anelito verso un’arte che sia “esperienza della totalità”.


28.05.2014 # 3664
SIMONE RACHELI. Vuoto a perdere

Daria La Ragione // 0 comments

Mario Radice. Architettura, numero, colore

a Rovereto fino al 8 giugno 2014

Il nucleo di materiali autografi, tra cui si contano anche numerose fotografie, è qui esposto per la prima volta e messo a confronto con opere straordinarie provenienti dalla collezione dal Mart e da altri musei e istituzioni nazionali.

 

Il percorso artistico di Mario Radice (Como 1898 - Milano 1987), alla luce dei ricchi ed inediti materiali archivistici, suggerisce una rilettura storico-critica sull’astrattismo italiano che non solo approfondisce le vicende delle origini, radicate nel clima degli anni Trenta, ma getta nuova luce sui fitti intrecci con la grande stagione architettonica del Razionalismo.


La mostra “Mario Radice. Architettura numero colore”, nel delineare il profilo di uno tra i massimi esponenti del gruppo degli astrattisti comaschi, precursore e figura di spicco nel panorama culturale italiano del '900, si sviluppa lungo un percorso costruito sia all'interno della biografia dell'artista, sia grazie al confronto con le opere di quegli architetti e pittori che costituiscono le punte più avanzate dell'avanguardia artistica italiana.
 

Così, attraverso la figura di Mario Radice, si possono interpretare i fermenti e gli esiti di quel movimento dell’arte italiana, cresciuto tra le due guerre, dominato dalla ricerca dell’armonia, della disciplina e dell’ordine e regolato dal culto della geometria, della proporzione e del rigore compositivo, del «colore in quanto colore» e delle «forme in quanto forme».


28.05.2014 # 3663
SIMONE RACHELI. Vuoto a perdere

Daria La Ragione // 0 comments

La Gloria dei Vinti. Pergamo, Atene, Roma

a Roma fino al 7 settembre 2014

Rappresentano l’immagine dei vinti più nota della storia dell’arte. Le forme dei loro corpi sono state replicate non solo nell’antichità, ma anche nella pittura rinascimentale e nella scultura barocca. I vinti sono i galati “il popolo più potente e bellicoso che allora viveva in Asia” come scriveva Polibio, sconfitti dal re greco Attalo I nel 240 a.C., ai quali il tempo ha restituito fama. 

 

La mostra “La Gloria dei vinti. Pergamo, Atene, Roma”, promossa dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma con Electa e curata da Filippo Coarelli, si tiene in occasione del quinto centenario della scoperta di 10 tra le sculture che componevano il cosiddetto Piccolo Donario Pergameno, e ora esposte per la prima volta insieme. Il complesso scultoreo riproduceva parte del più articolato ex voto per le vittorie ottenute da Attalo I (269 a.C. – 197 a.C.), la cui versione originale in bronzo si trovava sull’Acropoli di Atene. A differenza delle copie romane giunte a noi, in questo caso erano rappresentate non solo le immagini dei vinti, i galati, ma anche quelle dei vincitori con scene mitologiche della Gigantomachia, della Amazzonomachia, della Medomachia e della Galatomachia. 

 

La rassegna, aperta dal 18 aprile al 7 settembre 2014, trova la sua naturale collocazione nel Museo Nazionale Romano in Palazzo Altemps, dove è in esposizione permanente il Galata suicida, già appartenuto alla collezione Ludovisi, e il cui prototipo in bronzo si trovava a Pergamo. 

La mostra si articola in 3 focus con 17 sculture che ripercorrono la storia del gruppo dei galati, dedicando anche una sezione a confronti stilistici e iconografici tra busti e rilievi di epoca romana a testimoniare la forte influenza della Galatomachia sin dall’antichità. 


20.05.2014 # 3651
SIMONE RACHELI. Vuoto a perdere

Daria La Ragione // 0 comments

SOPHIE TOTTIE. MATERIAL MARKS

a Milano fino al 13 settembre 2014

Partendo da un interesse per l’astrazione, il disegno e la pittura, dunque per lo spazio della rappresentazione tradizionalmente inteso, l’artista indaga il continuo slittamento delle categorie definitorie dei medium quali pittura, disegno e oggetto, utilizzando un vocabolario fatto di segni, linee incise, dipinte, o disegnate su supporti che variano appunto dalla carta, al metallo, al vetro acrilico, sino all’installazione.

I riferimenti al linguaggio astratto e minimale delle avanguardie e delle neoavanguardie, vengono ricontestualizzati dall’artista, mantenendone solo in apparenza la valenza mistica del gesto, il rigore e il pragmatismo spaziale. Nel caso di Tottie lo spazio della rappresentazione diventa una misura fatta di ripetizione dell’esperienza, gesto performativo che esplora il limite e le possibilità del segno, quale dispositivo attraverso il quale si mette in relazione spazio fisico e spazio mentale, la misura ed estensione del proprio corpo con la delimitazione fisica dell’opera.

Ne risultano delle superfici fatte di reiterazione di segni, linee continue o interrotte, spesso simili a tracciati sismografici che raccontano di continue oscillazioni, sedimenti geologici nel processo di perpetuo assestamento del proprio stesso farsi.

La mostra presenta un’ampia selezione del lavoro di Sophie Tottie offrendo la possibilità di esplorare alcune delle direzioni in cui si sviluppa e si articola la ricerca dell’artista.

Galleria Giacomo Guidi