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Mostre ed eventi // Pagina 50 di 223
12.07.2014 # 3745
Giovanni M. Cabras. Corpo variante

Daria La Ragione // 0 comments

Giovanni M. Cabras. Corpo variante

a Torino fino al 6 settembre 2014

Dal 20 giugno al 6 settembre 2014, lo Spazio Don Chisciotte della Fondazione Bottari Lattes (via della Rocca 37- Torino) ospita la personale di Giovanni M. Cabras, dal titolo Corpo variante.

L’esposizione presenta una ventina di sculture, molte delle quali finora mai esposte, dell’artista sardo d’origine (Orosei, NU, 1943), ma torinese d’adozione.
Personalità eclettica - poeta e medico di professione - Cabras si avvicina alla scultura negli anni Settanta sotto la guida di Pietro Lorenzoni.
La sua personale ricerca espressiva, lontana dalle appartenenze e dalle poetiche di scuole o movimenti, si è sempre confrontata con le potenzialità “creative” dei materiali utilizzati: l’orizzonte dell’opera è quello di un “corpo” in divenire, che accoglie in misure variabili l’organico e l’inorganico, l’intenzione e l’abbandono.
Nelle opere presentate allo Spazio Don Chisciotte, Cabras cerca un’ibridazione e un confronto tra legno e metallo; i suoi lavori caratterizzati da forme circolari, ovoidali, ellittiche trovano perfetto compimento nell’incontro tra le curve più morbide del legno, con le linee severe del metallo.
Le plastiche di Cabras si distinguono anche per la presenza di cesure e di vuoti, come se “si avverta - scrive Dario Capello - l’idea che qualcosa debba sempre mancare perché ci sia quel che conta. Questo intoccabile del vuoto è suspense infinita. Separa le immagini dalla loro trama e le avvicina al pensiero”.


21.07.2014 # 3747
Giovanni M. Cabras. Corpo variante

Daria La Ragione // 0 comments

COSTRUZIONI

a Reggio Emilia fino al 14 settembre

La Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia (Corso Garibaldi, 43) presenta, dal 18 giugno al 14 settembre 2014, la collettiva Costruzioni con opere di 25 artisti attivi dagli anni ’50 ai giorni nostri. 

Curata da Federico Bonioni, la mostra sarà inaugurata mercoledì 18 giugno, dalle 17.00 alle 22.00, in occasione dei “Mercoledì Rosa”, promossi dal Tavolo Unico di Coordinamento del Commercio. Ogni mercoledì sera, dal 25 giugno al 23 luglio, l’allestimento sarà rinnovato per coinvolgere il pubblico in un libero confronto tra maestri storicizzati e nuove generazioni.

L’esposizione prende il titolo da una grande opera ad olio su tela di Emilio Scanavino (Costruzione), realizzata nel 1960. In mostra, dipinti di Giuseppe Capogrossi, Roberto Crippa, Hans Hartung, Piero Manzoni, Mimmo Rotella e Giulio Turcato risalenti agli anni ’50, una carrozza con cavalli di Antonio Ligabue del 1954, una tela di Bengt Lindström del 1960, un Paesaggio anemico di Mario Schifano, due quadri di Conrad Marca-Relli dei primi anni ’70, Urvasi e Gilgamesh (1987) di Gino De Dominicis ed opere di Mattia Moreni ed Emilio Vedova della seconda metà degli anni ’80. A completare il percorso, i rossetti in ceramica di Giorgio Laveri e le maschere di Gianni Cella, oltre ad un’imponente scultura in omaggio al Tricolore. Presenti anche gli artisti più giovani, come Mirko Baricchi, Marco Bolognesi, Josè Demetrio, Pietro Iori, Vincenzo Marsiglia, Luca Moscariello e Simone Pellegrini, unitamente a due nuove proposte - Maurizio Cariati e Giacomo Cossio - al loro esordio in Galleria.


12.07.2014 # 3744
Giovanni M. Cabras. Corpo variante

Daria La Ragione // 0 comments

FRANCA GHITTI. Ferro, Terra, Fuoco, Legno

a Cedegolo (BS) fino al 2 novembre

LA MOSTRA DI FRANCA GHITTI FERRO, TERRA, FUOCO, LEGNO

NEL MUSEO DELL'ENERGIA IDROELETTRICA DI CEDEGOLO (BS), IN VALLE CAMONICA

L’esposizione propone 50 sculture e installazioni in ferro e legno dell’artista bresciana.

Gli spazi della ex centrale idroelettrica di Cedegolo (BS), in Valle Camonica, una delle sedi del MusIL - Museo dell’Industria e del Lavoro di Brescia, accolgono dal 12 luglio al 2 novembre 2014, la mostra di Franca Ghitti (1932-2012) dal titolo: FERRO, TERRA, FUOCO, LEGNO.

Il monumentale edificio progettato da Egidio Dabbeni ospita 50 sculture e installazioni dell’artista bresciana realizzate in ferro e legno, materiali che hanno costituito, fin dagli esordi, la sua cifra espressiva più caratteristica.

L’esposizione, curata da Marco Meneguzzo e Fausto Lorenzi, è frutto della collaborazione tra MusIL e Fondazione “Archivio Franca Ghitti”. La mostra è una delle attività di SIM – Sistema Idroelettrico e Minerario della Media Valle Camonica, un progetto finanziato da Fondazione Cariplo. L'evento ha il patrocinio della Provincia di Brescia.

Come afferma il direttore del MusIL, Pier Paolo Poggio, “Franca Ghitti manifestò con forza il suo interesse per gli spazi della ex centrale, realizzati a inizio Novecento da Egidio Dabbeni. Crediamo che l'artista avesse colto le potenzialità insite nell’incontro tra la sua visione artistica e i contenuti, le forme, i valori di cui era testimonianza la possente macchina tecnologica, simbolo e manifestazione concreta della modernità, calata in un mondo contadino, segnato da pratiche antiche di lavorazione del ferro e del legno”.
“Franca Ghitti - prosegue Pier Paolo Poggio - utilizza i materiali fondamentali, gli elementi di base del produrre, i risultati e gli scarti del lavoro artigianale di sempre, facendo opere che simboleggiano tratti costanti e universali della condizione umana. L’incontro dell’artista di Erbanno con il MusIL, a due anni dalla scomparsa, sancisce un antico proposito ed esplicita le ragioni di un rapporto che il percorso espositivo, ricco e articolato, rende comprensibile e coinvolgente”.

12.07.2014 # 3743
Giovanni M. Cabras. Corpo variante

Daria La Ragione // 0 comments

Alpi, luoghi da sogno

a Merano fino al 7 settembre

Dal 30 maggio al 7 settembre 2014, Merano Arte ospita la mostra Alpi - luoghi da sogno - proiezioni e progetti utopici nelle Alpi.

L’esposizione si tiene in contemporanea alla rassegna Alpi, Architettura, Turismo, e presenta 22 progetti di architetture possibili nel contesto della regione alpina ideati nel corso degli ultimi 100 anni da grandi esponenti dell'architettura internazionale.

I progetti sono stati scelti indipendentemente dal fatto d'esser stati effettivamente realizzati. Alcuni di essi assumono per la prima volta in questa occasione forme tridimensionali, partendo dalla libera interpretazione dei disegni originali.

L'eterogeneità della proposta si fonda su una selezione degli esempi ritenuti più interessanti e visionari e comprende progetti di architetture che vanno dalla colonia del Monte Verità (1900), ai sanatori, agli alberghi, alle stazioni della funivia pensati da noti architetti quali Adolf Loos, Marcel Breuer, Bruno Taut, Franz Baumann, Henry Jacques Le Même, Jean Prouvé, Charlotte Perriand, fino a ricomprendere il recente progetto per un bivacco d'alta quota di Ross Lovegrove (2009).

12.07.2014 # 3742
Giovanni M. Cabras. Corpo variante

Daria La Ragione // 0 comments

Il delitto quasi perfetto

a Milano fino al 7 settembre

L’estate 2014 trasforma le sale del PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano in una scena del crimine “quasi” perfetta, con una collettiva di oltre 40 artisti, italiani e internazionali, che rompendo gli schemi creano un legame tra l’arte e l’estetica del crimine.

Gli artisti in mostra sono: Saâdane Afif, Kader Attia, Dan Attoe, Dirk Bell, Bik Van der Pol, Jean-Luc Blanc, Monica Bonvicini, Ulla von Brandenburg, Aslı Çavuşoğlu, Maurizio Cattelan, François Curlet, Brice Dellsperger, Jason Dodge, Claire Fontaine, Gardar Eide Einarsson, Matias Faldbakken, Keith Farquhar, Dora Garcia, Douglas Gordon, Eva Grubinger, Richard Hawkins, Karl Holmqvist, Pierre Huyghe, Gabriel Lester, Erik van Lieshout, Jonas Lund, Jill Magid, Teresa Margolles, Fabian Marti, Dawn Mellor, Mario Milizia, Raymond Pettibon, Emilie Pitoiset, Julien Prévieux, Lili Reynaud-Dewar, Aïda Ruilova, Allen Ruppersberg, Markus Schinwald, Jim Shaw, Noam Toran, Luca Vitone e Herwig Weiser.

Promossa dal Comune di Milano – Cultura e prodotta a Milano dal PAC e da CIVITA, la mostra è curata da Cristina Ricupero e arriva in una nuova versione dopo la prima tappa al Witte de With Center for Contemporary Art di Rotterdam, arricchita di nuove opere di artisti italiani.

Come ogni giallo che si rispetti, la storia dell’arte è costellata da enigmi, miti e indovinelli in attesa di essere svelati. Risolvere questi puzzles intellettuali è un piacere comune e una tentazione culturale al cui fascino pochi possono dire di essere davvero immuni. 

Sebbene il legame tra arte e crimine possa essere ricondotto a tempi antichi, il primo a teorizzarlo esplicitamente fu Thomas De Quincey nel suo saggio “On Murder Considered As One Of The Fine Arts” (1827). Il Novecento vide poi crescere il ruolo dell’immagine fotografica sia nello sviluppo della criminologia sia nel sensazionalismo tipico dei tabloid, entrambi fenomeni che hanno reso popolare il genere del giallo. 

Il cinema divenne presto il mezzo perfetto per catturare il fascino discutibile della violenza e trasformarlo in immagini piacevoli. Così, seguendo l’ironico invito di De Quincy ad analizzare il delitto da un punto di vista estetico, la mostra invoca gli spiriti dell’arte visiva, dell’architettura, del cinema, della criminologia e del moderno genere giallo, trasformando le sale del PAC in una scena del crimine “quasi” perfetta. 

Dietro il crimine c’è il Male. Per questo "Il delitto quasi perfetto" prende necessariamente in esame le relazioni tra Etica ed Estetica. Mettendo in dubbio il ruolo dell’autorialità, il significato dell’autenticità, dell’inganno e della frode, la mostra sfuma i confini della dicotomia tra “buono” e “cattivo” gusto, mettendo al contempo in evidenza la duplicità del “crimine come arte” e dell’”arte come crimine”. 

La mostra mette a confronto oltre 40 artisti, italiani e internazionali, che hanno collegato arte ed estetica del crimine, attraverso una selezione di opere spesso provocatorie e l’incursione in diversi linguaggi artistici. Progetti realizzati negli ultimi decenni e lavori più recenti, accanto ad un insieme di oggetti sorprendenti , sono immersi in modo inusuale nell’allestimento, studiato per guidare il visitatore attraverso un percorso tematico che procede per capitoli.


12.07.2014 # 3741
Giovanni M. Cabras. Corpo variante

Daria La Ragione // 0 comments

WINFRED GAUL: 1961-1972

a Lissone fino al 27 luglio 2014

Winfred Gaul [Düsseldorf, 1928 – Kaiser-swerth, 2003] partecipò a tre edizioni dello storico Premio Lissone, nel '57, nel '59 e nel '61 con opere caratterizzate da una gestua-lità segnico-materica che seguiva l'evoluzione biologica dell'Informale e dell’Espressionismo astratto. Nel 1962 un suo “Segnale stradale” venne collocato alla periferia di Milano, lungo la strada che collegava la città meneghina a Monza; l'opera, facente parte del ciclo dei Verkehrszeichen und Signale, attestava la volontà da parte dell’artista di ridefinire l'estetica del contesto urbano.

La mostra dedicata a Winfred Gaul intende mettere a fuoco la ricerca pittorica che seguì l’esperienza del premio Lissone, quando cioè l’artista si affrancò dall'esperienza dell'Abstra-ction lyrique per rivolgersi a una pittura piatta e inespressiva che nell’arco di un decennio – dal 1961 al 1972 – diede vita ai Verkehrs-zeichen und Signale (“Segni & Segnali Stra-dali”) ciclo pittorico che è unanimemente considerato come il più famoso e importante di Gaul. La serie dei Signalbilder appare oggi come un unicum nella sua parabola artistica, non solo per via della geometria adamantina dei soggetti ma perché è stata l'unica serie programmatica dell’artista.