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Mostre ed eventi // Pagina 44 di 220
30.08.2014 # 3831
Tsibi Geva: Recent and Early Works

Daria La Ragione // 0 comments

Tsibi Geva: Recent and Early Works

a Roma fino al 14 settembre 2014

La mostra al MACRO Testaccio, sostenuta dall’Ambasciata d’Israele in Italia – Ufficio Culturale e dalla Fondazione Italia-Israele per la Cultura e le Arti, prende le mosse dalla personale che l’artista ha presentato all’American University Museum di Washington nel 2013, e che andrà al Mönchehaus Museum di Goslar nel 2015 (Tsibi Geva. Paintings 2011-2013, a cura di Barry Schwabsky).

 

L’esposizione romana, a cura di Barry Schwabsky e Giorgia Calò, raccoglie circa trenta dipinti, alcuni di grandi dimensioni. Sono opere degli anni Ottanta, nonché la sua ultima produzione, a cui si affiancano una grande installazione in ferro e un graffito realizzato site specific per questa occasione. L’opera di Tsibi Geva, uno dei più importanti artisti israeliani contemporanei, amalgama motivi e immagini tratti dall’ambiente circostante, israeliano e palestinese: paesaggi, architetture e frammenti urbani.

 

Il lavoro presenta una miscela, una fusione di diverse matrici culturali, etniche e politiche che creano rapporti dialogici e contemporaneamente esprimono, in toni accesi, tensioni e conflitti profondi e cruenti.

Epicentro della mostra sono i quadri creati da Geva in questi ultimi anni. Sembrano turbini selvaggi, in cui vorticano frammenti di membra umane, scene di sesso, elementi vegetali, uccelli e pezzi di oggetti come keffiyah palestinesi e piastrelle.

“Escalation selvaggia”, così Barry Schwabsky definisce questi quadri. “La testa ci gira, sentiamo la terra tremarci sotto i piedi, il pavimento non è più un terreno stabile a cui affidarsi”. Oltre a un’angoscia esistenziale, nei dipinti è insito anche un “attacco al disegno”, una “rottura dell’ordine” e il tentativo di sconvolgere le logiche del linguaggio, dello stile e degli elementi fondamentali dell’arte figurativa. Il contrasto fra me e l’altro, che generalmente si riferisce all’arena politica, qui si traduce in una lotta interiore nell’animo dell’artista: Je est un autre, come ha scritto Rimbaud.


30.08.2014 # 3830
Tsibi Geva: Recent and Early Works

Daria La Ragione // 0 comments

Shifting Identities

a Roma fino al 14 settembre

La mostra  Shifting Identities. Identità nell’arte contemporanea delle ultime generazioni tra Finlandia ed Estonia  raccoglie per la prima volta 21 esponenti delle ultime generazioni dell’arte estone e finlandese, accomunati da una profonda riflessione sul tema dell’identità.

Pur appartenendo a differenti aree geografiche, scandinava e baltica, gli artisti finlandesi ed estoni delle ultime generazioni hanno sviluppato punti di vista simili e complementari, condizionati da vicinanze etniche e linguistiche, e soprattutto da una storia a tratti comune che ha visto le due nazioni sottostare, seppure con diverse modalità, all’influenza dell’ex Unione Sovietica, con conseguente necessità di riaffermare e ridefinire le rispettive identità nazionali particolarmente sentita in Estonia, assoggettata a cinquant’anni di occupazione.

Mentre la questione identitaria non appare come fondamentale per l’arte finlandese del dopoguerra, fatta eccezione per il gruppo alternativo dei “Vendemmiatori” (The Harvesters) negli anni Settanta, appare invece fondamentale per gli artisti delle ultime generazioni sia in Finlandia che in Estonia.

Identità mutevoli e fluttuanti, sempre più complicate da definire in una società globalizzata che tende all'omologazione generale, sono analizzate dagli artisti da punti di vista privati e politici, sociali e antropologici, geografici e simbolici, attraverso una gamma di linguaggi espressivi che vanno dalla scultura alla fotografia e al video.

 

In mostra, nella sede del MACRO Testaccio, 21 opere realizzate dagli artisti estoni Reio Aare, Flo Kasearu, Paul Kuimet, Eva Labotkin, Tanja Muravskaja, Kristina Norman, Mark Raidpere, Eva Sepping, Liina Siib, 10x10 meters, e dagli artisti finlandesi Adel Abidin, Aino Kannisto, Riikka Kuoppala, Mikko Kuorinki, Antti Laitinen, Liisa Lounila, Nelli Palomäki, Anna Rokka, Jani Ruscica, Pia Sirén, Pilvi Takala.


30.08.2014 # 3829
Tsibi Geva: Recent and Early Works

Daria La Ragione // 0 comments

Global exchange: astrazione geometrica dal 1950

a Roma fino al 14 settembre 2015

Il MACRO presenta un’importante collezione di opere di astrazione geometrica provenienti dal MACBA-Museo d’arte contemporanea di Buenos Aires.

 

 

Presentata al MACBA nel 2012 con il titolo Abstracción geométrica desde 1950, la mostra racchiude una selezione di cinquanta opere appartenenti alla collezione del museo. Opere che, pur mostrando le specificità legate alla diversa provenienza e al diverso approccio dei singoli artisti, rivelano nel complesso l’appartenenza al contesto più ampio del linguagio dell’astrazione geometrica, descrivendo l’evoluzione di questo movimento, in Europa e in America, negli ultimi 60 anni.

 

Come sottolineato dal curatore della mostra, Joe Houston: “Nel corso degli ultimi sessant’anni l’astrazione geometrica si è trasformata in un linguaggio formale multiforme che ha innescato un dialogo vitale tra artisti di livello internazionale. Adattata e trasformata da artisti di diverse prospettive culturali, quest’arte riconferma i concetti comuni di innovazione, progresso ed ottimismo. Tali ideali per così dire universali, oggi radicati nella storia dell’arte geometrica, continuano a motivare le nuove astrazioni contemporanee”.

 

La mostra include artisti italiani quali Marina Apollonio, Franco Grignani, Ennio Chiggio, Grazia Varisco, Manfredo Massironi e Getulio Alviani. Il Nord America è invece rappresentato da opere di Francis Hewitt, Ernst Benkert, Jorrit Tornquist, Howard Mehring, Georg Karl Phaler, Gene Davis, Paul Reed, James Hilleary, Paul Feeley, John McLaughlin, Jean Gorin e Charles Biederman. In mostra è anche una selezione di opere di artisti argentini, sia storicizzati come Manuel Espinosa, Juan Melé, Horacio Garcia Rossi, che protagonisti della scena artistica contemporanea come Fabián Burgos e Gabriela Böer.


13.08.2014 # 3816
Tsibi Geva: Recent and Early Works

Daria La Ragione // 0 comments

Aria, Semi, Terra

a Napoli fino al 6 settembre 2014

La materia è sempre la protagonista dei lavori di Luigi Grossi per rappresentare torsioni, equilibri, intersecazione di piani, leggerezza, movimento alludendo ai processi naturali e anche al loro trasformarsi nel tempo e nello spazio. L'occasione è un altro pretesto per sperimentare diverse tecniche coloristiche ed inedite. L'artista napoletano, con lucida consapevolezza guarda il mondo con il proprio specchio, parlando della vita e il continuo rimando a se stessa. Mettendo a nudo la materia la fa rinascere liberandola dalla sua impurità, dalle sue false dottrine, metafora di nuova speranza , di ricchezza materiale e spirituale nuova, originaria. Attraverso i suoi lavori dissacratori, rivisitati in maniera minimale, sia per quanto riguarda le immagini che i linguaggi, Grossi compie una sorta di primordiale atto creativo recuperando il formalismo dei segni  come nel caso delle  tre sculture che intendono rappresentare l'aria realizzate con dei "tagli" per  simboleggiare archetipi raffiguranti le forze dell'universo. Nella sua pittura il linguaggio è diverso da ognuna delle precedenti. Grossi, dopo le numerose serie di opere di periodi differenti come "Bianco e Nero", "One by One", "I neri", "I colori del nulla", "I volumi del nulla", "Vibrazioni materiche", "In principio era la linea", realizza altri lavori inediti come un gioco metascosmico indagando i segni dell'origine: semi  realizzati con la penna a sfera  biro, la terra con  tecnica mista  su tele monocrome. L'idea  è quella di affidare ai tre   momenti indagati, appunto, a l'anima, il corpo e il pensiero dell'uomo contemporaneo.

13.08.2014 # 3815
Tsibi Geva: Recent and Early Works

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Cantieri dell'immaginario.

a Napoli fino al 11 settembre 2014

Sette percorsi eterogenei ma tutti fuori dal coro, fuori o ai margini del sistema e del mercato dell'arte. Sette traiettorie artistiche coinvolgenti, territori non (ancora) tracciati dell'immaginario metropolitano.
Nella convinzione che ciò che interpreta e costruisce dal basso l'immaginario collettivo debba essere valorizzato e discusso nell'agorà pubblica, Nicola Angrisano propone, dal 29 luglio all'11 settembre 2014 al PAN - Palazzo delle Arti di Napoli, uno spaccato della produzione di sette pittori/trici che vivono e lavorano nell'area metropolitana di Napoli.
La mostra vuole essere una rassegna di percorsi umani e artistici, dunque non tanto una semplice raccolta di opere quanto una presentazione degli autori, delle loro motivazioni, dei loro lavori, dei loro progetti. Un'occasione di interazione libera e aperta tra artisti e pubblico, in coerenza con la vocazione sociale di uno spazio civico per le arti come il PAN. Un'esperienza che speriamo possa trovare continuità, diventare una pratica oltre la logica dell'evento, e coinvolgere in futuro ulteriori artisti. La mostra si integrerà così con workshop, presentazioni, incontri, contaminazioni...

13.08.2014 # 3814
Tsibi Geva: Recent and Early Works

Daria La Ragione // 0 comments

Mare Mediterraneo. Mostra di Luciana Picchiello

a Napoli fino al 10 settembre 2014

La mostra dal titolo "Mare Mediterraneo", presenta l'installazione di un'opera in ferro e bronzo già esposta all'Archivio di Stato di Bari nel 2012, ed altre opere recenti, 30 foto delle "carrette del mare" naufragate, frutto di una ricerca condotta dall'artista sul destino tragico di chi, fuggendo da condizioni di vita problematiche, rischia la vita cercando di approdare in una realtà più dignitosa.
Sulla scia di queste opere, la ricerca artistica ha portato Luciana Picchiello a considerare il destino di molti italiani che pur essendo nati in Italia hanno sofferto il distacco dalla loro terra e trovato poi la morte in terra d'Africa o in America.
Sono, così, nate opere in ferro, rame e fotografie d'epoca che rappresentano le costellazioni sotto le quali le vite degli uomini si compiono.
Ci sono inoltre altri lavori sempre in ferro che rappresentano situazioni, luoghi e persone che non esistono più o che sono irrimediabilmente mutati.
Dal 28 luglio al 10 settembre al PAN.

Inside Ilas